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9-N: UN PLEBISCITO DIGITALE PUÒ ESSERE LA SOLUZIONE ANCHE PER LA CATALOGNA?

settembre 30, 2014

Il Governo Spagnolo può cercare di reprimere una consultazione istituzionale, ma non può bloccare la rivoluzione digitale

Schermata 2014-09-30 alle 14.29.25La situazione di contrasto tra la Corte Costituzionale Spagnola, imbeccata dal Governo di Madrid e la Generalitat de Catalunya, guidata dal Presidente Artur Mas apre lo scenario che nessuno avrebbe voluto mai vedere della repressione dell’espressione democratica e sovrana del Popolo Catalano sul proprio futuro.
Il confronto appare solo sul filo del diritto e rischia di diventare – contro il volere di tutti – scontro sociale.
La modernità ha aperto dei varchi inediti per permettere al confronto sociale di fluire in modo pacifico e costruttivo creando percorsi originali nella rigidità delle interpretazioni giuridiche di parte, in cui tende a prevalere sempre la legge del più forte, ovvero di chi detiene il potere esecutivo, legislativo, giudiziario, in una parola il potere politico centrale.
L’esempio più eclatante lo abbiamo avuto proprio in Veneto, dove, di fronte alla obsolescenza dell’impianto costituzionale italiano, la celebrazione del Plebiscito Digitale ha permesso in modo originale ed inedito di celebrare con grande successo il referendum di indipendenza del Veneto del 16-21 marzo 2014.
Oggi tale strada resta aperta anche per altre parti del mondo. Compresa la Catalogna laddove dovesse emergere un tentativo di blocco della libera espressione democratica popolare catalana, come purtroppo pare profilarsi all’orizzonte, alla luce della decisione odierna della Generalitat di sospendere la campagna informativa istituzionale sul referendum del 9 novembre prossimo.
Il coraggio istituzionale e civico della classe politica catalana non può essere sconfitto da decisioni antistoriche e antidemocratiche e deve poter permettere ai cittadini catalani di votare in merito alla propria indipendenza.
Non si capisce altrimenti perché, dopo il 18 settembre scorso, i cittadini scozzesi debbano essere considerati più “europei” dei cittadini catalani.
Per quanto riguarda ciò che noi veneti concretamente possiamo fare, attraverso la nostra organizzazione referendaria Plebiscito.eu che anche nella propria desinenza ha un carattere e un’ispirazione europea, vogliamo aiutare per quanto ci possa essere possibile, e se lo riterranno utile, i cittadini catalani e i loro rappresentanti politici e istituzionali affinché si possano esprimere democraticamente.
Per tale ragione mettiamo a loro disposizione, se lo desiderano, oltrechè il nostro appoggio morale, la nostra consulenza, il nostro know-how e la nostra metodologia per permettere ai cittadini catalani di potersi esprimersi tramite un referendum digitale per l’indipendenza della Catalogna.

Gianluca Busato
Presidente – Plebiscito.eu


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  • Sono convinto di si ma a condizione che poi pubblichino subito il database (lista dei voti) on line!

    marco 30 settembre 2014 16:45
  • solidarietà totale ai Catalani, con o senza permesso di Madrid arriveranno all’indipendenza… il governo di Barcelona è compatto e il referendum lo faranno cartaceo o digitale, prendendo spunto dal Veneto se vorranno e lì non vivono le nostre difficoltà e il muro di silenzio che abbiamo dovuto superare noi!

    caterina 30 settembre 2014 18:11
  • Ma il referendum catalano chi lo paga? Se lo pagano loro credo che possono anche farlo. Inoltre si sono basati su normative internazionali o nazionali?

    Giorgio 30 settembre 2014 19:07
  • Dovrei pagare il bollo auto, che mi consigliate di fare?

    Gianni 30 settembre 2014 19:38
  • nel frattempo Zaia ha pubblicato il numero di conto per i fondi al rederendum veneto d indipendenza.
    quello sull autonomia offre l itaGlia

    sandrin 30 settembre 2014 23:35
  • Indipendenza del Veneto!
    E resteranno in tasca almeno 4000 euro in più l’anno per ogni cittadino Veneto (compresi bambini ed anziani).
    Inoltre l’IVA sara al 10% e le tasse massimo 20%
    Ci sarà più lavoro, meno tasse sul lavoro, stipendi più alti e più servizi, e le aziende potranno esportare più facilmente.
    IL vantaggio è imparagonabile!
    Diffondete ovunque!

    andrea 1 ottobre 2014 10:26
  • Piena solidarietà ai CATALANI e mi auguro che facciano il referendum digitale alla faccia di istituzioni obsolete e stati decotti come quelli italiano e spagnolo.
    Circa il bollo auto, personalmente sono 5 anni che non pago più nulla.
    Lo stato non mi paga da 5 anni ed io ricambio con piacere !!!!
    Circa il conto corrente per la raccolta dei fondi per il referendum regionale, non darò un euro poiché per me è già valido quello fatto da PLEBISCITO.EU.
    Tanto sono sicuro che o non si raggiungerà l’importo richieto o meglio ancora, alla fine non si farà nulla di nulla. Tutto fumo negl’occhi di chi crede ancora in queste istituzioni italiote e nei politici italioti.
    Loro sono in un cul de sac vogliamo rendercene conto ?
    Rischiano la sedia e volete che lo facciano veramente ?
    Ma basta per favore, è tutta una presa in giro come sempre in italia.
    WSM

    giancarlo 1 ottobre 2014 10:32
  • BRAVO GIANLUCA BUSATO !!
    Se i Catalani vogliono farsi da soli il referendum adesso lo possono fare.
    Il VENETO ha dato un esempio al mondo intero e adesso tutti possono usufruire del Know How di PLEBISCITO.EU.
    Considerato che in Catalogna sono una fiumana umana gli indipendentisti, mi auguro che sappiano prendere subito in mano questa opportunità e possano andare avanti nel loro cammino democratico e pacifico come fatto da noi.
    WSM

    giancarlo 1 ottobre 2014 10:58
  • @MARCO, abbiamo capito che la tua idea è mettere on line il database con la lista dei voti: non si può fare! Ora, puoi continuare ad essere un disco rotto, oppure puoi contribuire in altra maniera; qualcosa che si possa fare. Scegli tu.

    Michele De Vecchi 1 ottobre 2014 12:49
  • Marco@ mochela lì.
    Eto mai sentido parlar dela legge sulla PRIVACY ????
    Aloraaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa !!
    Ciao

    giancarlo 2 ottobre 2014 0:06

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