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ANTROPOCRAZIA E INDIPENDENZA

settembre 26, 2014

Dopo la Scozia, la Catalogna, mentre emerge la via veneta all’indipendenza

bandiera_venetoDopo il referendum scozzese, ora entra nel vivo la questione catalana, con la pubblicazione ufficiale del decreto – che sarà firmato dal Presidente Artur Mas sabato 27 settembre – per la convocazione del referendum di indipendenza della Catalogna per il prossimo 9 novembre, appoggiato da oltre il 91% dei municipi catalani che hanno approvato (o stanno per farlo) mozioni di appoggio alla consultazione popolare. Ciò comporterà da parte del governo spagnolo la probabile convocazione di un nuova riunione straordinaria per cercare di fermare la convocazione catalana, con il ricorso alla consulta.

Sarà interessante vedere come procederà la macchina istituzionale catalana per ovviare quindi al probabile niet da parte dello stato centrale, che si oppone con un tentativo antistorico di impedire l’esercizio democratico della sovranità popolare catalana.

I tratti della vicenda catalana sono diversi da quella scozzese, con ragioni economiche che la rendono più simile alla questione veneta, che vede un’oppressione da parte dello stato italiano ancora più accentuata, oltre ogni limite di dignità umana.

Cambiano i percorsi, comune è la spinta centrifuga che si manifesta all’interno della Unione Europea. D’altro canto, per parafrasare Ryan McMaken, “Venezia ha forse bisogno di Roma per commerciare con la Cina?”.

È proprio l’intensificazione pervasiva del commercio internazionale che sta facendo venir meno l’esigenza di avere centri di potere lontani che, invece di facilitare, rallentano, ostacolano, impediscono il libero fluire delle vendite, dei trasporti, della comunicazione. Che senso ha opporsi a fenomeni evolutivi inarrestabili? La nostra visione è che essi invece diventano la naturale opportunità che possiamo cogliere per ottenere la nostra libertà, se sapremo sfruttarne la forza epocale. Per riuscire in ciò non basta ovviamente il pensiero, che è la precondizione obbligata e se vogliamo rappresentata dall’89,10 % di Sì nel referendum di indipendenza del Veneto del 16-21 marzo 2014. Da sola, tale condizione non è ancora sufficiente ad ottenere il risultato della piena indipendenza del Veneto. Allo scopo serve un’organizzazione efficiente, che stiamo approntando sulla base della condivisione del nostro progetto e della susseguente azione dei volontari che intendono aderirvi. E serve una strutturazione economica, come già detto, che non può essere inventata né ottenuta per grazia ricevuta, ma è il frutto della assunzione di responsabilità individuale e collettiva del Popolo Veneto.

Non vi sono alternative percorribili per raggiungere tale obiettivo, poiché inevitabilmente gli sforzi puerili in tal senso farebbero la fine dei tentativi del passato, catturati dalla forza centripeta dei partiti italiani (tra cui per prima inseriamo la lega, essendo il partito più antico presente nel parlamento romano) e dei loro sordidi interessi che prendono vita dallo sfruttamento del nostro lavoro e dalla svendita del futuro nostro e delle prossime generazioni.

Qualcuno potrebbe dire che il progetto che stiamo attuando tradisca il modello svizzero di “democrazia diretta”, perché le decisioni della dirigenza di Plebiscito.eu non sono il frutto della volontà unanime di tutti i volontari. In realtà il modello svizzero è il punto di arrivo. Per arrivarci però il modello svizzero non funziona. Anche gli svizzeri sono arrivati al modello svizzero passando per altre strade, obbligate nei periodi di cambiamento.

Qualche anno fa, alla fine dello scorso millennio, in un periodo di riflessione prima di tornare all’attività politica, avevo abbozzato il concetto di “antropocrazia”, ovvero del potere che risiede naturalmente negli uomini che acquisiscono sufficiente consapevolezza di sé e che lo esercitano, venendo riconosciuti da chi ne condivide i principi e le azioni, mettendole a propria volta in essere.

Credo che oggi siano maturi i tempi per attuare tale visione, prima di essere costretti a una nuova diaspora veneta.

Gianluca Busato
Presidente – Plebiscito.eu


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  • Penso che, quale che sia, ogni trattativa deve passare per il dopo la certificazione dei voti e/o del referendum ufficiale con monitoraggio degli organi internazionali.
    Solo cosi avremo il coltello dalla parte del manico e detteremo le nostre di regole che sono quelle del nostro popolo. Il debito pubblico italiano è appunto italiano, non veneto…ed è l’Italia ad avere un debito nei confronti del Veneto!
    Ritengo inoltre il default italiano auspicabile e necessario e prima avverrà e prima il Veneto ne uscirà.
    E’ ora che il popolo prenda in mano la sua sovranità e non i “poteri forti” che di forte oggi gli rimane solo la pressione che riescono a fare sulla politica per spremere come limoni imprese e lavoratori.
    Solo cosi avremo un novo rinascimento!

    marco 26 settembre 2014 11:38
  • Marco Concordo in tutto!!
    La certificazione dei voti dovrebbe arrivare breve, molto breve…. Vedrete che quando i voti saranno certificati molte più persone vi sefuiranno perché consapevoli di marciare su una strada sicura. Il sito di venetosi diceva che il risultato finale sarebbe stato pubblicato a settembre 2014, percui ci siamo ormai

    Giacomo 26 settembre 2014 12:51
  • Pane, casa e lavoro 26 settembre 2014 13:33
  • Ormai possiamo dirlo senza remora alcuna.
    La gente italiana si è annichilita. E’ stata portata piano piano a questo stato catatonico…non ha più la forza di reagire…ed è appunto a questo che la classe politica italiota ha voluto portarci tutti uniti e contenti.
    I cinesi non pagano le tasse per i primi 5 anni ?? E perché ??
    Chi ha preso soldi dalla CINA per dare questa possibilità ??
    Vogliamo capire cari VENETI che qui se non ci fosse PLEBISCITO.EU vi porteranno alla disperazione ?? Solo ieri 3 persone di mia conoscenza hanno perso il lavoro….ormai è una falcidia continua di riduzione di lavoratori perché l’economia interna è asfittica e lo sarà ancora di più nel 2015.
    Dunque rendersi conto che ormai c’è tutto che non va per il verso giusto è un dovere verso di noi e dei nostri figli e nipoti.
    VOGLIAMO CAPIRLA PRIMA CHE AVVENGA IL DISASTRO FINALE !!!!!
    Personalmente, tanto per farvi capire meglio, sono stato un dirigente e poi anche un imprenditore e vi assicuro che il declino italiano è iniziato ancora 20 anni or sono. Si’ 20 anni or sono. Qualcuno di voi se ne era accorto??
    Non è più possibile temporeggiare o sperare. Altrimenti chiunque di voi sarà corresponsabile della propria fine.
    I signori di Roma stanno creando le basi per una società non più italica, ma
    una società di poveri cristi sia italioti che stranieri per meglio rigirarli come vogliono, tanto dicono loro (noi tutti) hanno bisogno di noi per sopravvivere.
    Sarà più facile che un cammello entri dalla cruna di un ago che un ricco vada in paradiso. Ma tutti gli altri cosa fanno? Danno ancora voti ai parassiti della società ?
    Vogliamo scuoterci una buona volta..lo dico ai Veneti che stanno ancora alla finestra a guardare….la finestra ve la chiuderanno in faccia e poi non lamentatevi se vi meteranno sulla strada. Il mio non è catastrofismo è l’esatta realtà che vedo adesso per non parlare di domani,dopo domani etc.etc..
    VIVA LA LIBERTA’, VIVA SAN MARCO, VIVA L’AUTODETERMINAZIONE DEL POPOLO VENETO.
    Fil de Fer

    giancarlo 26 settembre 2014 14:35
  • “Venezia ha forse bisogno di Roma per commerciare con la Cina?”..la chiave della nostra indipendenza sta tutta qui: oggi i dictat vengono da Roma! è questo che ci impedisce di aprire la porta al mondo intiero, perchè è nello spirito di Venezia e dei Veneti essere aperti al mondo! per essere noi stessi abbiamo bisogno della nostra libertà di agire, come nella storia abbiamo fatto.
    Le relazioni che siamo in grado di mettere in campo sono necessarie al nostro sviluppo e al nostro modo di sentire, che non è mai stato orientato verso Roma ma verso il mondo intiero… sono solo gli approfittatori politici, egoisti e miopi, che guardano a Roma, Venezia e i Veneti veri no, mai!
    Questo spirito che è innato nei nostri imprenditori piccoli e grandi, che si è manifestato sempre anche nel mondo della cultura e dell’arte, nell’esercizio dei commerci e della finanza intesa come strumento facilitatore dell’esplorazione del mondo con cui stabilire reciproche relazioni, deve rinascere ed essere il nuovo motore della nostra Repubblica Veneta! Chi è nella possibilità per i propri contatti in essere, e nella capacità di diffondere questo spirito nel Veneto e fuori, lo faccia per il bene della nostra Repubblica Veneta e per il bene di tutti. Ricordiamocelo sempre che siamo Veneti, e i nostri antenati il mondo intiero li conosce!

    caterina 27 settembre 2014 9:50
  • Con il fantasma ormai certo dei brogli elettorali che hanno interessato il referendum scozzese, ritengo che il referendum digitale abbia un valore nettamente maggiore di quello classico e vi spiego il perchè:
    In una votazione digitale ogni voto è associato al codice fiscale del votante e quindi in qualsiasi momento sara possibile verificarne la correttezza, la cosa non è possibile con votazione classica dal momento che nelle schede non c’è indicato chi vota!
    In una civiltà moderna ritengo importante la votazione elettronica ed a “carte scoperte”, tutti i voti on line e consultabili e dove ogni voto è associato al codice fiscale del votante cosi ogni uno può verificare il proprio voto senza necessità di certificazioni (che come i voti potrebbero essere a sua volta contestabili). Sarà il Popolo stesso a verificare la correttezza del voto.
    Personalmente darei pure la possibilità ai votanti di correggere il proprio voto a piacimento e quando si vuole, come dire che se Cameron non rispetta gli accordi la gente può invertire le sorti del voto.
    Solo cosi si avrebbe certezza, solo cosi il potere rimarrebbe veramente nelle mani del Popolo!
    Ps i “poteri forti” hanno il potere di influenzare sondaggi e risultati referendari e possono comperare chiunque, quindi, una votazione digitale e consultabile on line sarebbe una forma di tutela per il Popolo.
    Meditate!

    marco 27 settembre 2014 12:20
  • Marco, mi permetto di osservare che il codice segreto con cui abbiamo votato a marzo non era il codice fiscale che segreto non è, ma quello che ciscuno ha trovato coperto all’interno della lettera consegnata in busta chiusa all’indirizzo risultante dalle liste elettorali, oppure avuto via computer dando i dati personali contenuti in un documento valido con relativo numero identificativo e scadenza…per cui chi ha votato utilizzando il codice trovato in busta non avrebbe più potuto votare utilizzando il codice fornito via mail, e viceversa, perchè sennò risultava “hai già votato”.
    Penso che, come abbiamo a casa un certificato elettorale valido per dieci tornate elettorali con cui abbiamo finora votato in elezioni cartacee, nella Repubblica Veneta ci verrà fornito un codice personale una volta per tutte che custodiremo bene da usare tutte le volte che saremo consultati, cioè spesso, perchè instaureremo una democrazia diretta e potremmo finalmente dire la nostra sulle cose che si andranno a decidere.
    Chissà se gli Scozzesi sono in condizioni di esercitare nella maniera intelligente e rapida cui fai cenno se Camerun manterrà le promesse… credo che abbiano votato in forma cartacea, cioè per noi alla vecchia maniera… e sappiamo che quì sì i brogli ci sono stati e continuano ad esserci.
    Siamo Veneti, siamo moderni, siamo all’avanguardia!

    caterina 27 settembre 2014 14:48
  • Buongiorno Giane.
    L’Antropocrazia è una piattaforma matematica, non è un’ideologia ma un salto evolutivo. Qualsiasi forza politica, se volesse, potrebbe attuare la formula antropocratica e trovarsi in un mondo migliore domani mattina. Fiscalità monetaria e reddito di cittadinanza universale possono essere attuati costituzionalmente. http://www.antropocrazia.wordpress.com

    Giusy Romano 27 settembre 2014 16:18
  • Cara Caterina, adesso non ricordo bene…a pensarci probabilmente era il codice della carta d’identià e dati anagrafici da inserire.
    Comunque il concetto non cambia, in una votazione digitale dove il voto rimane legato in modo univoco all’individuo salva da possibili brogli elettorali e permette verifiche successive.
    Per questo e per il restanti motivi che ho illustrato sopra, ritengo che il voto digitale un passo verso trasparenza ed esercitazione di maggiore potere diretto del popolo.

    marco 27 settembre 2014 17:46
  • @marco
    se il voto fosse collegato a un codice identificativo (quello della carta identità, del cf o altro) allora non avremmo più il voto segreto, non mi pare sia proprio un passo avanti.
    p.s. una votazione digitale può avere altrettante falle ed essere altrettanto manipolata, se non di più, di una tradizionale; chi sostiene il contrario o conosce poco il mondo dell’informatica o prende in giro le persone.
    Pis end lov

    gigi 27 settembre 2014 18:33
  • Giusy Romano,
    l’antropocrazia è una delle soluzioni all’evoluzione del genere umano.
    Modestamente dico che abbiamo ancora dei residui da cavernicoli attaccati addosso e che se le banche non capiscono che andando avanti così sarà una catastrofe planetaria di ISIS ne nasceranno a centinaia.
    Noi Veneti sicuramente costituiremo uno stato moderno ma basato sull’etica morale, religiosa e sociale. Faremo tesoro di ogni soluzione che ci verrà da persone che senza riconoscerlo hanno ricevuto il dono della Sapienza Divina.
    Infatti se guardiamo alle parabole di Cristo, sono di una semplicità disarmante e così pure l’antropocrazia è disarmante nella sua semplicità.
    Anche uno stupido capisce.
    Sono stati gli uomini a creare lacci e lacciuoli e questi vanno sciolti al più presto possibile. Caso contrario i poveri aumenteranno, i consumi diminuiranno, le fabbriche chiuderanno…. e noi Veneti non ci stiamo più !!!
    Le tasse continuano ad aumentare….ma dove vogliamo arrivare così !??
    Una cosa è certa, non dobbiamo più tirarci su le maniche per questo stato italiota, ma solo ed esclusivamente per noi stessi e per le nostre generazioni future. Mettiamoci pure una pietra sopra alle banche, ma le banche devono iniziare un nuovo percorso, o ci ritroveremo con le ghighiottine a lavorare giorno e notte. Non credo che si voglia arrivare a tanto.
    La storia serve a capire gli errori che si commettono…vogliamo commetterne ancora? Sarebbe diabolico !!
    WSM

    giancarlo 27 settembre 2014 18:48
  • Caro Gigi, scusa ma devo contraddirti:
    – Da cittadino penso che in una società come quella odierna dove esistono poteri forti che condizionano di sottobanco tutto e tutti (e non abbiamo idea quanto), il segreto del voto in un referendum popolare sia l’ultimo dei problemi che possiamo avere.
    – Da informatico quale sono, invece, ti posso dire che la questione sta tutta nella procedura e nel metodo di controllo.
    Se lo stesso cittadino diviene anche il certificatore del proprio voto abbiamo un sistema a prova di truffa.
    E bada bene, non vuol affatto dire che si perde la segretezza del voto. Come avrai potuto notare anche con Plebiscito.eu veniva fornito un codice che era associato all’utente.
    Il database delle votazioni potrebbe quindi essere messo on line per poter essere consultato o scaricato da chiunque voglia effettuare la verifica del proprio voto e del totale voti dei partecipanti con assoluta segretezza.
    Spero adesso di essermi spiegato meglio 😉

    marco 27 settembre 2014 21:45
  • E invece è un problema si perché il voto segreto non serve mica solo per proteggere il cittadino dai poteri forti (cosa che, giustamente come dicevi te, in un referendum popolare come questo non è un problema), ma serve anche a proteggere il cittadino dagli altri altri cittadina. Non mi pare sia un’eresia dire che in questo blog molti criticano, in maniera anche poco ‘oxfordiana’, la scelta di certe persone di non aderire all indipendentismo, dando del traditore del venduto etc. Avere una “lista dei traditori”, dal mio punto di vista, non è un bene soprattutto in questo periodo dove le persone, ormai arrivate al limite, potrebbero fare gesti disperati. È giusto che uno voti senza la pressione sociale ed il mio esempio si può adattare anche alla situazione opposta.
    Per la questione informatica io infatti ho detto che può essere. Certo che dipende dalle procedure di controllo, però bisogna trovarne di veramente valide e mica è cosi facile. In America infatti il voto elettronico mica viene usato per qualsiasi cosa, in un altro paese (non mi ricordo quale ma su wiki si trova) hanno utilizzato il voto elettronico, messo il codice sorgente online per trasparenza, e qualcuno si è accorto che uno degli algoritmi usati per la computazione dei voti era sbagliato. Il mio discorso è che, una cosa è quello che l utente vede a schermo, e un altra è quello che succede e dietro le quinte. Un esempio? In questo blog per inserire un commento è obbligatorio inserire una mail, purtroppo però il sistema accetta mail fasulle del tipo aaaa@aaaa.aaaa rendendo difatto inutile l obbligatorietà di una mail. In apparenza un utente qualsiasi non nota niente di strano, in pratica c è un potenziale problema ma per fortuna si tratta solo della mail

    gigi 28 settembre 2014 18:34
  • Caro Gigi,
    Il voto segreto è importante e non ho detto che non lo sia.
    Come ti ho fatto notare il voto elettronico è già segreto e la verifica o certificazione possono farla i cittadini.
    E’ sufficiente che Plebiscito.eu mettano il database dei voti on line cosi che chiunque ossa verificare.
    Cosa aspettano?
    Più chiaro di cosi!
    (Ho cercato di essere più sintetico e diretto possibile…)

    marco 29 settembre 2014 10:29
  • Ma le Istituzioni Internazionali sui “diritti dell’Uomo”, e “sull’autodeterminazione dei Popoli” esistono? e se ci sono,perche’ non battono un colpo contro manipolazioni elettorali,prevaricazioni degli stati unitari contro queste elementari richieste di liberta’? Presidio di Rinaximento Veneto – Boscalto

    giorgio da casteo 29 settembre 2014 11:05
  • Scusatemi se interrompo la dialettica sul voto segreto.
    Non è mia intenzione essere dissacrante o superficiale.
    Trovo sterile discutere su una questione che riguarderà il futuro del nostro stato Veneto e che sarà affrontata nelle sedi opportune. Il sistema con cui sono state fatte le votazioni per via digitale sono già segrete dal momento che necessitava il numero di un documento di identità valido ed il famoso codice segreto che diventava personale al momento della votazione. Quindi ?!!!
    In questo momento dobbiamo tutti essere consapevoli che a PLEBISCITO.EU e in prospettiva futura a VENETOSI’ servono persone disponibili ad assumersi delle responsabilità.
    Quando avremo la certificazione del referendum di marzo non esiterò un secondo a mettermi a disposizione di PLEBISCITO.EU non solo quale volontario,(lo sono già !) ma anche per incarichi di responsabilità che verranno disponibili per le inevitabili esigenze di strutturazione dello Stato Veneto che necessiterà di intermediari plenipotenziari o di figure rappresentative per le molteplici esigenze organizzative e di costituzione della nostra Repubblica Veneta.
    Al momento anche fare dei Gazebo per me è cosa importante e parteciperò!.
    Pertanto ritengo utile che ogni Veneto inizi un percorso esplorativo con sé stesso per valutare la volontà e la determinazione di fare delle scelte importanti e se queste risultassero confacenti alle proprie capacità, conoscenze e di carattere, mettere a disposizione tutto il proprio bagaglio personale in favore della causa Veneta che è patrocinata da PLEBISCITO.EU
    E’ il momento di muoversi secondo le direttive che ci verranno impartite.
    WSM

    giancarlo 29 settembre 2014 14:39
  • Nel frattempo quasi 20 milioni di italiani non stanno pagando tasse e bollette di ogni genere……vorrà ben dire qualcosa.
    La stampa e le tv se ben interpretate stanno dicendo agli italioti la verità a piccole dosi, ben calibrate e soppesate.
    Quasi un coito interruptum . Prima la ripresa economica che avverrà e non arriverà mai, poi che siamo alla frutta o che dobbiamo salvare il paese.
    Già è così ! Un po’ di ottimismo e poi il disastro imminente.
    Alla fine nessuno potrà dire….non ce lo avevano detto, eravamo allo scuro !!
    Siamo arrivati alla perversità mediatica e non solo.
    Infatti gli spettatori vengono considerati degli ignoranti per natura e per “tradizione storica” e quindi non degni di essere informati onestamente e chiaramente. Vedo in tutto questo un vero e proprio REGIME MEDIATICO DISPOTICO cui partecipano coloro che dovrebbero essere, invece, i veri difensori delle istituzioni ( ormai obsolete ) e a favore del popolo ( bue per loro !).
    Se non usciremo velocemente da questo stato italiota, per noi Veneti si prospetta un periodo di lunga degenza che potrà evolversi anche verso la morte prematura delle nostre speranze e del nostro futuro.
    Come dicono anche i testimoni di Geova : S V E G L I A T E V I !!!!!!
    Non so più come scuotere le coscienze di padri e madri che nonostante il loro massimo impegno vedono sempre più avvicinarsi il timore di perdere il posto di lavoro. Provo pena e dolore per loro. Ecco perché dobbiamo essere tutti pronti e preparati a fare un salto non nel vuoto, ma nel nostro futuro Veneto che sarà sicuramente la soluzione finale a tutti i problemi e le preoccupazioni di tutte ( o quasi ) le famiglie VENETE.
    WSM

    giancarlo 29 settembre 2014 15:07
  • Giancarlo,
    siamo tutti d’accordo sulla necessita urgente di un Veneto indipendente e di darsi da fare a divulgare la cosa!
    Quello che ho voluto far emergere (e scusa se è poco) è quanto segue:
    – Mettere on line tutti i voti validi abbinati con i codici conserva la segretezza.
    – I voti non potranno essere più contestati.
    – Molti più Veneti si sentiranno in diritto di non pagare più le tasse a Roma.
    – Indipendenza, trattative ecc.
    Con il referendum siamo a metà dell’opera, manca la seconda parte che è la pubblicazione!
    E ti posso garantire che l’effetto sarebbe a dir poco micidiale! Prova ad immaginare…;)

    marco 29 settembre 2014 17:15
  • Amici Patrioti, state seguendo quello che succede in italia? Tutto a un tratto pare che mr. renzi abbia perso tanti amici…
    Anzi! Ce l’hanno tutti con lui, sui giornali, in televisione… in tutti i media mainstream e sussidiati (tradotto in veneto: fioi de can). Tutti i figli di cane italioti (tradotto in italiano: sciacalli), ora attaccano Renzi. Non dico cosa penso del fenomeno psichiatrico “renzismo”, dunque meno che mai mi interessa l’uomo che ne è la prima emanazione plotiniana.
    Ma dico, vi rendete conto di che pasta è la gente che ci opprime?
    Sono dei vigliacchi, degli zombies, dei divoratori di cadaveri: gli italioti sono JENE.
    Sono pronti a tradire alla prima occasione, pronti a cambiare schieramento anche in sei mesi, pur di salvare il proprio schifoso “orticello”.
    Renzi è forse un caso psicopatologico e per questo, oggi che tutti lo attaccano, ha la mia simpatia…
    Oggi gli voglio bene, perché mi sembra un matto lucido che credeva per davvero alle panzane che raccontava.
    Ma gli italiani, quelle merde che gli tenevano bordone fino a due mesi fa… quelli fanno davvero schifo, mi ripugnano e meritano la fine che DEVONO fare, devono mangiare cacca per il resto dei loro giorni.
    Detto questo, raccogliamo il sacco e riprendiamo il cammino.
    Abbiamo imparato due cose, IMPORTANTI.
    La prima: non facciamoci spaventare dai sussulti apparenti di uno stato-canaglia che sta languendo nell’agonia. Un Renzi qualunque può sempre comparire, può illudere gli italiani e preoccupare i veneti, ma la Realtà non tiene conto di lui e di nessuno come lui.
    La seconda: non facciamoci spaventare dagli italiani. Sono molluschi insignificanti, gente senza cuore né anima, capaci solo di opprimere i deboli e, soprattutto, coloro che TEMONO di ESSERE DEBOLI.
    Vale davvero la pena di concepire un confronto sereno e tranquillo con il paese di Pulcinella, senza tante remore, paure e preoccupazioni. L’italia non è certo la Spagna!
    E’ un nemico che si avvale solo della forza della superiorità numerica, della superiorità di forza “muscolare”, ma senza fegato, cervello, cuore ed anima!
    Il solco è segnato!

    Andreher 30 settembre 2014 0:55
  • Dispiace doverlo anche scrivere, ma come ha anche detto VITTORIO FELTRI gli italioti sono dei coglio…
    Nonostante tutto andranno ancora a votare e voteranno sempre lo stesso partito.
    Specie quelli di sinistra. Nemmeno dei lobotizzati continuerebbero a fare quello che fanno loro.
    Ecco perché la maggioranza dei Veneti ha già espresso il proprio parere che si traduce in volontà.
    VIA DALL’ITALIA, VIA DA ROMA, VIA DAI CORROTTI E DAI MAFIOSI MA SOPRATTUTTO VIA DAI COGLION…..
    WSM

    giancarlo 30 settembre 2014 1:08
  • Indipendenza del Veneto!
    E resteranno in tasca almeno 4000 euro in più l’anno per ogni cittadino Veneto (compresi bambini ed anziani).
    Inoltre l’IVA sara al 10% e le tasse massimo 20%
    Ci sarà più lavoro, meno tasse sul lavoro, stipendi più alti e più servizi, e le aziende potranno esportare più facilmente.
    IL vantaggio è imparagonabile!
    Diffondete ovunque, battete il ferro fin che è caldo!

    andrea 1 ottobre 2014 10:29

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