background img

CENTRALISMO ITALIANO VERSUS ESERCIZIO DI INDIPENDENZA DELLA REPUBBLICA VENETA

aprile 17, 2014

Come è mutato lo scenario politico dopo l’insediamento di Renzi e il Referendum di indipendenza del Veneto del 16-21 marzo 2014

Schermata 2014-04-17 alle 09.57.24Mentre entra nel vivo l’organizzazione della campagna integrata di obiezione fiscale, grazie all’azione di Plebiscito.eu, emerge sempre più forte il vuoto assoluto della politica veneta, preda del panico assoluto e della mancanza di prospettiva.
La visione prospettica su cosa sta emergendo nello scenario, al di là delle questioni di parte e della campagna elettorale per le europee, incentrata sullo sterile dibattito euro-no-euro e poco altro, resta per noi veneti la questione socio-economica, aggravata nella sua drammaticità dalla deflazione conclamata che è il frutto del crollo dei consumi interni, del raddoppio della disoccupazione e della drastica diminuzione del Pil. È uno scenario di grave difficoltà – causata dallo stato italiano – in cui assistiamo alla polarizzazione del dibattito.

Le soluzioni proposte de facto sono due, tertium non datur: il centralismo italiano sempre più centralista, con l’abolizione del terzo comma dell’art. 116 della costituzione che toglie dal campo le inutili perdite di tempo portate avanti per anni per nulla (tra “federalismo a geometria variabile”, “riforma Antonini” e simili altre amenità) e l’indipendenza fattiva della Repubblica Veneta. Che non potrà avvenire tramite percorso regionale, in quanto esso è troncato fin dall’origine della potestà decisionale in tal senso. Il percorso regionalista aveva senso finché i cittadini veneti non si fossero pronunciati sul proprio destino, con la possibilità in tal caso per il consiglio regionale di proclamarsi assemblea nazionale veneta. Ma dopo la celebrazione del referendum di indipendenza della Repubblica Veneta del 16-21 marzo esso, oltre a diventare pleonastico, rischia anche di portare fuori strada un bel po’ di persone illuse da un grave errore di prospettiva politica.

In ogni caso la partita è impari, a nostro vantaggio. Lo stato italiano ha solo le armi del terrorismo e della paura, ma da un punto di vista pratico, in particolare da un punto di vista finanziario, le vere leve sono tutte in mano dei veneti, che sono una potenza economica.

Serve capacità di astrazione per capire cosa si muove realmente nel campo e quali sono le strategie adottate per trovare le migliori soluzioni nel nome del benessere comune e della difesa dei diritti civili oggi calpestati da uno stato sempre più brutale, sempre più avvitato nella propria mostruosità malcelata dal cerone e dal ringiovanimento di facciata seguito all’insediamento del governo Renzi.

La stessa capacità di semplificazione di sistemi pure complessi che ha portato alla (sorprendente per molti) strategia di comunicazione globale del Referendum di indipendenza del 16-21 marzo scorsi. La tempistica, le modalità, le scelte generali erano una logica conseguenza della comprensione di cosa si stava muovendo.

Oggi non cambiano le considerazioni. Anzi, sono vieppiù accentuate le ragioni che portano all’accelerazione lungo la strada dell’esercizio di indipendenza della Repubblica Veneta, in primis con il controllo delle nostre risorse fiscali, che parte dall’applicazione del decreto di esenzione fiscale totale, promulgato dalla Delegazione dei Dieci il 25 marzo scorso e proclamato solennemente a Vicenza l’11 aprile, con una piazza colma, festosa e con un’infinità di bandiere venete a testimoniare la presa popolare dell’azione della Delegazione dei Dieci.

La concorrenza istituzionale tra Repubblica Veneta e stato italiano è solo agli inizi. E per cavalleria ci sentiamo di consigliare ai nostri concorrenti di evitare gravi errori strategici come l’incarcerazione delle idee, o l’incapacità di rispondere politicamente a un’azione civica dal basso e trasversale, che sta rendendo sempre più forte la Rivoluzione Digitale col sorriso. Si preparino invece ad una trattativa patrimoniale sull’indipendenza della Repubblica Veneta, da tenersi a Vienna, a Ginevra, o in altro luogo neutro, sotto stretto monitoraggio delle organizzazioni internazionali.

Gianluca Busato
Plebiscito.eu


Categories
  • piu tempo passa e piu state sparendo dai pensieri e discorsi della gente, serve qualcosa di nuovo che faccia parlare, non pagamenti in ritardo delle tasse che non fará nessuno.

    avete la piattaforma digitale di voto, usatela!
    via a sondaggi su capitale,istituzioni,targhe auto,carte identitá,sanitá … date qualcosa ai Veneti per sentire che si prosegue non abbandonateli !

    ermanno 17 aprile 2014 10:27
  • Ariva i barbari a cavalo
    i ga do corni par capelo
    xe ‘na valanga che se buta
    i ga la fame aretrata
    i ga brusà tuto l’Impero
    scampemo che i ne vol magnar.
    Scampemo scampemo portemo le vache
    le strasse, i peoci, i gati, le oche
    monté tuti in barca ve spenzo col remo
    sté fermi sinò se rebaltemo
    stà bona Luisa no state dar pena
    te trovo ‘na casa fora in barena
    bona Luisa ‘na casa se trova
    stanote dormimo soto la prova
    stà bona coversi el fìo che tosse
    doman magnaremo polenta e pesse.
    Alberto D’Amico
    Siamo ancora lì, dobbiamo rifondare la REPUBBLICA VENETA.
    Quello che manca nella canzone è che, oltre ai barbari che allora come oggi facevano e FANNO la loro parte, il vero problema fu ed E’ il fisco romano. I nostri antenati scappavano dai barbari ma soprattutto dalle tasse che li riducevano in schiavitù. Addirittura c’era gente che scappava dall’impero verso i paesi barbari. Evadeva, fisicamente, caricava il carretto dei quattro stracci e scappava dalla EquiRoma dell’epoca per andare oltre Danubio. Per difendere Roma dai barbari, per armare e mantenere le legioni, comandate e costituite da germani “redenti”, l’impero taglieggiava i cittadini che producevano fino a ridurli alla fame.
    COSA E’ CAMBIATO DA ALLORA? NIENTE!!
    Dobbiamo scappare, non si può scrivere “evadere”, ma dobbiamo trovare rimedi!

    Alberto Veneziano 17 aprile 2014 10:33
  • Un falò con i certificati elettorali è perseguibile? Chiedo.

    Alberto Veneziano 17 aprile 2014 10:34
  • HAI PROPRIO RAGIONE ERMANNO.
    E’ inutile legger continuamente che l’italia è il diavolo, che ci spenna, che ci stanno facendo morire. Abbiamo votato al plebiscito perchè questo lo abbiamo capito. Adesso servono i fatti. Mi sembra che si stiano facendo soltanto proclami.
    Per quanto riguarda le tasse da pagare in ritardo oppure non pagare, serve secondo me, un numeratore che conteggi quanti aderiscono a questo progetto in modo da far capire a tutti che siamo in tantissimi. Anche per il votare o non votare i partiti italiani ci vuole una linea ben precisa che faccia parlare del Veneto. AI VENETI SERVE SAPERE CHE CI SIAMO, CHE SIAMO UNITI NELLA LOTTA. Il ferro va battuto finchè e caldo, ma l’impressione è che piano piano si stia raffreddando.

    DOMENICO 17 aprile 2014 11:22
  • Della serie “finchè le pizzerie sono piene la gente non si preoccupa più di tanto” molti pensano che sia così e forse è così e con questo si mettono il cuore in pace.
    Io abito vicino ad una pizzeria per cui ho il termometro: parcheggio pieno e macchine in mezzo ai piedi, che mi frega di esporre la bandiera?.
    Detto questo, chi te lo fa fare, Gianluca Busato e tutti quelli che ci credono, chi ve lo fa fare? E a me, chi me lo fa fare di stare qui a disturbare la gente con le mie considerazioni? Forse ci vuole uno sforzo di immaginazione, di immedesimazione. Forse bisogna immaginarsi di essere in galera da 15 giorni. Provarci, e nel contempo chiedersi “Com’è possibile?”. Ecco, questo è un modo per tenere il “ferro caldo”, si può far da sé, senza che qualcuno ti prenda a martellate mantieni la tua “compassione” viva.
    Se non ne sei capace vardate una “ficsion” su raiuno o va a magnarte na pissa e speta che suceda calcosa.

    Alberto Veneziano 17 aprile 2014 11:41
  • Vi dico io, che sono andato ad una riunione lunedì, che non stanno fermi,anzi, stanno organizzando tutti i giorni incontri con i diretti interessati sull’esenzione fiscale. Fa meno clamore ma è comunque un lavoro che servirà.

    mauro/1 17 aprile 2014 12:23
  • “Un falò con i certificati elettorali è perseguibile? Chiedo.”
    @Alberto Veneziano: dipende. Da una sacco di cose – appartenenza politica, orientamento sessuale, colore della pelle, estrazione sociale, indipendenza-sì/indipendenza-no. Dimentico qualcosa?

    Albert1 17 aprile 2014 12:25
  • @ALBERT1
    Dimentichi di rispondere alla mia domanda.

    Alberto Veneziano 17 aprile 2014 12:27
  • D’accordo con Ermanno e Domenico, occorre che sul rifiuto delle tasse il Popolo Veneto VOTI, occorre che Busato capisca che delle sue decisioni ci fidiamo quanto di quelle di Renzi, se anche lui non ci fa votare.

    Luigi Marchiorello Dal Corno 17 aprile 2014 13:20
  • NO LUIGI. Io mi fido di Busato. Ha ottenuto un risultato strabiliante. Dico soltanto che la gente deve essere più informata. Sono d’accordo anche con Mauro/1. Ma le riunioni sono un veicolo molto lento di diffusione. Tra l’altro, chi vi ha partecipato è rimasto molto contento e ha rafforzato la sua convinzione che la strada giusta è proprio quella. Ma di contro c’è che per passaparola spiegare qual’è il modo corretto di fare esenzione fiscale totale è molto difficile per chi non è molto pratico del sistema fiscale italiano. Solo i commercialisti riscono a spiegare molto bene e che non c’è nulla da temere. Si fa esenzione fiscale totale usando le leggi italiote, quindi tutto in regola. L’unica cosa è che BISOGNA FARE ESENZIONE FISCALE TOTALE TUTTI INSIEME IN BREVE TEMPO per raggiungere presto lo scopo finale: INDIPENDENZA DEL VENETO. Bisogna dare una forte spallata al sistema italiano PRESTO E TUTTI INSIEME !!!

    DOMENICO 17 aprile 2014 13:41
  • Un falò con i certificati elettorali !!!
    Ma a chi vuoi che gli freghi se li bruci. Ai partiti ? ai Politici ?
    A LORO INTERESSANO SOLO I SOLDI CHE TI POSSONO PRENDERE E LA POLTRONA.

    DOMENICO 17 aprile 2014 13:46
  • A proposito di tasse, noi (dipendenti) che dobbiamo , adesso,fare la dichiarazione dei redditi; e possibile devolvere il 2 e/o il 5 per mille al movimento ” plébiscito” o affigliati ? (scusate l’ignoranza !)

    Albert 17 aprile 2014 14:02
  • Giusta osservazione Albert!
    E’ possibile sovvenzionare qualcuno dei “nostri”?
    (scusate anche la mia ignoranza) 🙂

    Thomas 17 aprile 2014 14:09
  • Alberto Veneziano, temo di si va sotto ‘distruzione di materiale elettorale’. Si è verificato un caso tempo f a Milano:
    http://archiviostorico.corriere.it/1996/gennaio/17/Straccio_scheda_elettorale_Condannato_co_7_960117899.shtml

    Tieni conto che comunque troverebbero il modo di incolparti di qualcosa e appioppare mesi di galera. Meglio evitare gli atti eclatanti (vedi tanko) e fare cose concrete. Buona giornata a tutti.

    Giorgio 17 aprile 2014 14:15
  • la politica italiota è di far finta di niente, pensano che prima o poi ci stancheremo di brandire leoni e forconi. Il movimento forconi insegna, il movimento 9 dicembre insegna. Chi è partigiano dell’indipemdenza lo è perche non ha più soldi già da tempo, e non versa perche non c’è li ha non perchè scegliedi versarli o meno.
    E se una azienda non paga, non lavora più perchè non può presentare il DURC.
    Busato non farci fare la fine dei movimenti precedenti … la rivoluzione col sorriso dal basso va bene ma bisogna entrare anche dall’alto, per minare col sorriso l’interno delle istituzioni.

    SILVANA 17 aprile 2014 14:16
  • @Giorgio
    Infatti immaginavo ed è per quello che ci vorrebbe un falò con migliaia di schede, se uno lo fa da solo lo incastrano.
    Hai risposto anche a Domenico “ma chi vuoi che gli freghi” … gli frega, gli frega eccome e non sarebbe affatto eclatante, secondo me sarebbe una azione estremamente concreta e molto simbolica.
    Gandhi lo fece, e non era il primo mona di passaggio.

    Alberto Veneziano 17 aprile 2014 14:21
  • c’e’ poco da fare, per l’indipendenza bisogna andare in piazza tutti i giorni. sono i fatti che fanno ragionare le persone, le chiacchiere sono solo un passatempo. occorre fare degli atti concreti dimostrativi che possono anche essere molto diversi da quelli che si e’ visto finora, mi dispiace che quelli ancora in galera non abbiano avuto un supporto degno del nome, questo dimostra che e’ ancora l’egoismo a regnare sovrano e che l’indipendenza e’ solo un fatto di soldi, I PROPRI, come stanno gli altri non interessa. peccato…

    f.b. 17 aprile 2014 14:52
  • la proclamazione di esenzione fiscale non mi convince per niente, si tratta infine solo di un ritardo dei pagamenti per poi pagare tutto in una seconda volta. Non ho potuto assistere a nessuna riunione per mancanza di diretta web, altrimenti avrei subito sollevato questo dubbio.

    roberto vianello 17 aprile 2014 15:23
  • Quello che penso io e che bisognerebbe consegnare tutte le partite Iva singole o aziendali alle camere di commercio italiane e chiudere ogni rapporto con la fiscalità italiana. Secondo voi quanto ci mettono a fallire definitivamente?

    michele 17 aprile 2014 15:26
  • Scusate, tolto Mauro che è andato ad una riunione perché si vuole giustamente informare, tutti gli altri che dicono cosa si DOVREBBE fare, lo fanno poi? Quelli che dicono che bisognerebbe andare in piazza tutti i giorni, sono stati almeno un’ora davanti al carcere o, perlomeno, erano presenti a Treviso o a Vicenza? Busato non da consigli, da l’esempio facendo!

    Tiziano 17 aprile 2014 15:27
  • Io direi che per far annullare la scheda elettorale basta scriverci sopra VENETO LIBERO o altro, in modo che faccia capire il malessere che c’è. Contribuiamo anche noi se ci crediamo, a cambiare le cose.

    mauro/1 17 aprile 2014 15:37
  • @ALBERT per i dipendenti la possibilità di aderire all’aesenzione fiscale è non pagare le prossime scadenze TASI, IMU, TARES, ecc. Per quanto riguarda l’IRPEF essendo di fatto trattenuta alla fonte in questa fase non `possibile fare molto, così come non è possibile devolvere il 5×1000 a quanto mi risulta.

    zisp 17 aprile 2014 15:42
  • @Roberto Vianello: non si tratta di ritardare i versamenti per poi pagare più tardi. Si tratta di ritardarli per non versarli proprio!

    Tiziano 17 aprile 2014 15:44
  • A proposito del trattamento riservato a chi devasta e a chi viene arrestato per opinioni.

    Ecco la perla scovata in un blog:
    Uomo massa -“Non puoi pretendere lo stesso trattamento per chi manifesta (anche in mala fede) e per chi viene accusato di “attentato con finalità di terrorismo”
    ovvero, chi ha devastato Roma non può essere paragonato ai “terroristi veneti”.
    Risposta – In queste frase c’è un virus.
    “Chi manifesta” è un soggetto, agisce.
    “Chi viene accusato” è oggetto di una azione, l’accusa.
    Queste due situazioni non sono confrontabili. Bisogna confrontare le mele con le mele quindi i FATTI con i FATTI.
    Se qualcuno, mister X, ha lanciato una bomba carta, (vedasi immagini televisive)
    QUESTO E’ UN FATTO.
    Mister x è in prigione? No, è inquisito? No, sono semmai inquisiti i suoi bersagli.
    Se invece qualcuno, mister Y, ha telefonato e ha detto a qualcun altro “bisognerebbe fare qualcosa, agire, per l’indipendenza, occupare Piazza San Marco”.
    QUESTO E’ IL SECONDO FATTO (vedasi ordinanza e intercettazioni) FATTO da confrontare con il precedente.
    Mister Y è in prigione? Si.
    Ma non basta
    Uomo massa : -Anche i “no-tav” sono in prigione e, accusati di terrorismo come i “terroristi veneti”.
    Da Il Manifesto
    quat¬tro atti¬vi¬sti No Tav (Chiara Zenobi, Nic¬colò Blasi, Clau¬dio Alberto e Mat¬tia Zanotti), accu¬sati dalla pro-cura di Torino di aver fatto irru¬zione, nel mag¬gio pre¬ce¬dente, in un can¬tiere No Tav di Chio¬monte dan¬neg-giando alcune attrez¬za¬ture. Le accuse sono atten¬tato con fina¬lità ter¬ro¬ri¬sti¬che, atto di ter¬ro¬ri¬smo con ordi¬gni mici¬diali ed esplo¬sivi, deten¬zione di armi da guerra, dan¬neg¬gia¬mento.

    I suddetti sono accusati di “aver fatto irruzione” NON di aver telefonato ad un amico per proporgli di fare irruzione.
    Ci arriviamo almeno fin qui?!

    Ed ecco la conclusione:
    Uomo massa –“Sia i no-_tav sia i secessionisti veneti sono accusati di “attentato con finalità di terrorismo.”
    Con questa accusa,vera o falsa che sia,SONO STATI TRATTATI ALLO STESSO MODO
    Ecco svelato l’arcano!
    L’importante è “un punto di partenza” su cui fondare le opinioni, una pezza di appoggio mentale. L’importante è NON PENSARE non disturbare quell’organo pressocchè inutile che tiene distanziate le orecchie.
    C’è una accusa? Vera o falsa? TANTO BASTA.
    Guardare la tivù? Leggere le ordinanze? C’è già chi lo fa …

    Ma si può ONESTAMENTE confrontare qualcuno che AGISCE, attacca, tira bombe, irrompe nei cantieri, spacca recinzioni, tira sassi distrugge ruspe …

    Ecco il collegamento! La ruspa! Quei quattro fessi stavano lavorando alla ruspa … ma erano dentro il capannone! Non sono mai usciti! Non andava nemmeno in moto!

    L’accusa di terrorismo come quella di stregoneria, stessa roba.
    Hai sgozzato un bambino?
    Hai fatto gli scongiuri?
    Stessa roba, c’è una accusa? TANTO BASTA Siamo tornati a prima dell’ HABEAS CORPUS

    Alberto Veneziano 17 aprile 2014 15:56
  • http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/politica/2014/15-aprile-2014/statuto-speciale-silenzio-roma-pd-da-zaia-idee-irrealizzabili-22372328966.shtml

    Manco ci pensavo quindi… Già si sapeva!!!
    Per cui auguro al pidì che non mi mandi a casa i volantini elettorali sennò sentiranno la puzza delle mie deiezioni…
    Fora subito da stò pseudostato de m……
    WSM!!!

    Stefano-VI 17 aprile 2014 16:40
  • Allora è vero che chi va a Roma si ammala di ROMANITE. SVEGLIA ZAIA!!! ABBIAMO BISOGNO DI LIBERTA’!

    mauro/1 17 aprile 2014 17:16
  • BRAVO TIZIANO.
    Proprio questo è quello che succede allo stato italiano. Se tutti ritardano i pagamenti, prima che lo stato riesca ad intraprendere con Equitalia azione di recupero, LO STATO ITALIANO COLLASSA.
    Una sera a Porta a Porta quando Vespa ha chiesto che il Veneto venisse trattato come il vicino Trentino gli è stato risposto: Se al Veneto danno l’autonomia come il Trentino… IN UNA SETTIMANA L’ITALIA FALLISCE… è questo che dobbiamo fare con l’ESENZIONE FISCALE TOTALE !!!

    DOMENICO 17 aprile 2014 17:36
  • Per essere un popolo abbiamo bisogno di una capitale e di un inno. Io ho scritto il mio, niente di che, una marcia un po’ più seria di quella italiana, cadenza tipo Marsigliese un testo facile e popolare. Sarebbe bello cantare tutti insieme, sarebbe bello che ce ne fossero tanti migliori del mio. SCRIVETE!!
    Par tera par mar San Marco!!
    Par tera par mar San Marco!!
    Nu semo el to popolo i veneti antchi
    Nel sangue gavemo la tera e el lavoro
    Ma i barbari invade depreda e rovina
    Ri – dàne Venessia l’orgoglio e el decoro!
    Nei secoli bui ‘na luce a splendeva
    Riflesa dai marmi e dai ori in laguna
    Viajando pai mari e par tère lontane
    Portando richessa creando fortuna
    Mile ani civili de lege e giustisia
    Mile ani de gloria de fasti e cultura
    Ma adesso sofrimo de un mal che ne stronca
    Adeso el futuro fa massa paura
    Ri-trova Venessia la strada del mar
    Ri-trova Venessia la voja de andar
    Ri-dàne Venessia l’orgoglio profondo
    Ritrova Venessia el to posto nel Mondo!
    Par tera par mar San Marco!!
    Par tera Par mar San Marco!!

    Alberto Veneziano 17 aprile 2014 18:03
  • Non lamentatevi che il ferro si sta raffreddando, ognuno faccia qualche cosa e continui a farlo ad oltranza.
    DURC (toco de carta che dise che ti ga paga e taxe puito al governo talian)
    Ricordatevi che le imprese che hanno bisogno del DURC che lavorano in Veneto non è detto che siano Venete.
    Inoltre se fosse vero che la maggior parte delle imprese in Veneto ha bisogno del DURC allora il Veneto non sarebbe il Veneto ma qualcos’altro.
    Certamente la minoranza che lavora con il settore pubblico ed ha bisogno del DURC non può farne a meno e può essere scusata.

    Stefano 18 aprile 2014 0:37
  • 2.000.000 di voti per l’indipendenza e nessuno davanti al carcere a manifestare per i 24 che stanno ancora dentro…
    fa male al cuore vedere sta cosa.

    f.b. 18 aprile 2014 7:24
  • F.B.
    Se non c’è nessuno significa che non ci sei nemmeno tu

    Alberto Veneziano 18 aprile 2014 8:26
  • Se tutti quelli che hanno detto SI al plebiscito non vanno a votare ci sarà un calo impressionante nei risultati del Veneto e si avrebbe la riprova del nostro dissenso. Mi sapete dire come potrebbero giustificare un calo d’affluenza alle urne del 80% rispetto alle precedenti europee? Mi non voto!

    Daniele 18 aprile 2014 8:43
  • peccato che io ho solo la pensione e perciò la trattenuta me la fanno alla fonte…poi ho quota spese mediche e quota di spesa caldaia da recuperare, perciò se non faccio la denuncia lo stato ci guadagna… ma tutti quelli che hanno un’attività devono sospendere i pagamenti…così come quelli che hanno diverse proprietà… hanno un vantaggio immediato che si procurano da sè!

    caterina 18 aprile 2014 9:11
  • Alberto,
    tu continui sull’onda dei litigi 1-1 ma a me non interessano, agli altri non so.
    l’indipendenza e’ un discorso di massa, di gruppo e se manca il gruppo e’ terminato il discorso, non e’ forse chiara sta cosa?
    se l’unico collante e’ il pagare meno soldi allora la nazione veneta’ e’ basata sul denaro, sull’egoismo personale e non sul benessere del gruppo. per questo non c’e’ la folla la’ fuori ad acclamare la liberazione dei 24… perche’ a nessuno frega una beata fava di quelli li’, ognuno pensa per se’ e quando si trova un qualcosa che ACCOMUNA L’EGOISMO della gente ecco che si forma il gruppo, gruppo che cade non appena cambia quel qualcosa che accomuna.
    NON C’E’ UNIONE DI ANIME, C’E’ UNIONE DI CONVENIENZA, terminata la convenienza ognuno di nuovo per i fatti suoi a nemici piu’ di prima.
    non nascondiamoci dietro a un dito, 2 milioni e nessuno a difendere quelli che a parole si dichiara essere propri fratelli?
    balle, sono tutte balle, state raccontando A VOI STESSI un sacco di balle.
    TRA IL DIRE E IL FARE C’E’ DI MEZZO IL MARE, soprattutto a Venezia.

    f.b. 18 aprile 2014 9:14
  • Nessun litigio, F.B., una semplice constatazione che preciserò: se non c’è nessuno non ci sei tu e non ci sono io.
    L’indipendenza è un fatto individuale, è una molla che scatta nella testa. Un gruppo di individui indipendenti è un gruppo indipendente altrimenti è uno dei tanti greggi che segue uno dei tanti predicatori
    pastori.

    Alberto Veneziano 18 aprile 2014 11:13
  • La libertà nella testa
    Io ho un sacco di lavoro, strano ma vero di questi tempi, ma nessuna voglia di farlo, mi fa schifo proprio l’idea. Un po’ perché dopo anni è la solita solfa, la massima parte del disgusto però è dovuta al fatto che il fisco si porterà via fra il 60 e il 70 percento di quello che avrò faticosamente prodotto. Per quanto ritenga quanto segue assolutamente lecito, io non vorrei trattenere i miei guadagni per comprarmi un Suv, o qualche altro prodotto status, che non mi interessa, no, vorrei solo essere padrone di me stesso e, visto il mio stile di vita parco e sobrio e vista la mia notevole produttività, poter lavorare la mattina e dedicare il pomeriggio a un milione di altre attività più interessanti: riparare strumenti, studiare, andare a spasso con mia moglie, vedere un po’ di questo mondo che non conosco.
    . Invece no, anche oggi dovrò stare rinchiuso fino a tardi e fare la mia vita da schiavo e ringraziare Dio perché ho il lavoro.
    Ho fatto un progresso importante però, non sono più, come qualche tempo fa, doppiamente schiavo ma, dopo aver approfondito ostinatamente svariati argomenti su cui ero carente, mi sono finalmente promosso “schiavo semplice”. Sono schiavo nell’attività lavorativa da quando ho accettato senza obiezioni di essere “in regola”, ma non schiavo nella testa. Subisco la schiavitù ma non acconsento e non partecipo, è un palliativo? Per me è lo stesso un gran progresso.
    Qualche anno fa, di fronte all’eterna crisi, che però sta peggiorando sempre più, essendo doppiamente schiavo avrei per esempio accettato la proposta che tuttora viene indicata come soluzione di tutti i problemi. “Facciamo in modo di recuperare i 120 miliardi che vengono sottratti al bilancio dello stato con l’evasione fiscale”. Questo pensiero, applicato pari pari agli schiavi veri, quelli dei campi di cotone, si può esprimere così: “Siccome il padrone mi sta bastonando perché questa notte alcuni schiavi sono fuggiti e mi sta dicendo che noi rimasti dovremo fare anche la loro parte di lavoro, io odio i fuggitivi, spero che li prendano e che li frustino”. Ecco, questo, anche allora era il pensiero del doppio schiavo. Lo schiavo semplice invece avrebbe cercato di schivare le randellate e nel contempo indirizzato il suo odio sul bersaglio giusto, il padrone che lo stava picchiando e la sera, di nascosto, avrebbe festeggiato la fuga dei suoi ex compagni. Applicando il pensiero libero, lo schiavo semplice avrebbe anche risolto un forte dubbio che all’epoca attanagliava lui e il padrone: “Si parla di liberare gli schiavi, ma, chi raccoglierà il cotone? Questo il padrone, “Si parla di liberare gli schiavi, ma, dove andranno in massa? Chi darà loro da mangiare se non avranno un padrone?” Questo il dubbio dello schiavo a cui però seguirà la semplice risposta:”vivranno liberi senza un padrone”.
    C’è poi un altro argomento che la mia “testa libera” mi suggerisce per confutare la presunta (non si farà mai sul serio) “lotta all’evasione”. Come ha dichiarato il professor Monti “siamo in guerra”. Allora provo per un momento ad andare al “tempo di guerra”, quella vera, e a chiedermi, da che parte sarei stato? Con quale dei belligeranti? La “testa libera” mi suggerisce una risposta, no, niente belligeranti, io sarei stato con il contadino evasore.
    In tempo di guerra il contadino evasore nasconde qualsiasi cosa, imbosca nel bosco, infratta nella fratta, interra sotto terra derrate, granaglie, caciotte, prosciutti, salami, canapa, lana, fa sparire tutto. Viene il daziere, “Tira fuori i salami!” e il contadino allarga le braccia sconsolato, “è la guerra, sono venuti i tedeschi, i partigiani, si sono portati via tutto” … Vengono i tedeschi “Tira fuori i salami!” e il contadino allarga le braccia sconsolato, “è la guerra, sono venuti i dazieri, i partigiani, tutto si sono presi” … Vengono i partigiani “Tira fuori i salami” e il contadino allarga le braccia sconsolato, “è la guerra, ci sono i dazieri, i tedeschi …
    Finito il via vai il contadino evasore prende un po’ di roba e, con sprezzo del pericolo, va a venderla giustamente a caro prezzo in città. E’ il mercato nero, è il lavoro nero, con cui il contadino guadagna bene e contemporaneamente salva la vita di intere città destinate alla morte per fame (quella vera) dalla “pianificazione di stato” durante la guerra e nel dopoguerra.
    Oggi siamo in guerra? Bene, io sto con il contadino, artigiano, commerciante che fa sparire la sua ricchezza, ma non sotto forma di cartaccia, no, lingotti e monete, e la sottrae allo spreco. Spero che ne faccia sparire e ne salvi tanta, di ricchezza, che la porti in Svizzera o chissà dove e, quando finalmente questo regime canaglia sarà crollato su se stesso, perché è destinato a crollare, la riporti qui e ci costruisca una fabbrica … di salami.

    Alberto Veneziano 18 aprile 2014 11:16
  • ricevuto e sono d’accordo.

    f.b. 18 aprile 2014 11:17
  • F.B.amico mio, ho appena letto una lettera di Chiavegato
    fra l’altro
    ” Ricordatevi di scrivere a tutti, anche poche righe o una cartolina.
    Ricevere la vostra solidarietà è energia pura e qua dentro ne serve tanta per rimanere lucidi.”
    Ecco la soluzione!! Lettere di carta a tutti 🙂

    Alberto Veneziano 18 aprile 2014 12:27
  • e’ una bell’azione quella di scrivergli per supportarli, potreste mettere un elenco di nomi con l’indirizzo di dove sono incarcerati?

    f.b. 18 aprile 2014 14:18
  • una bella parabola, Alberto Veneziano, tra il serio e il faceto…un po’ ambigua.. ma ciascuno troverà il modo giusto di agire… anche perchè siamo giunti ad un punto che perfino teologi, un tempo arroccati sul date a Cesare quel che è di Cesare assolvono il rifiuto di pagare le tasse che sono ingiuste..e che sono ingiuste è conclamato sia perchè sono sproporzionate nella pretesa sia per la maniera sconsiderata con cui i proventi vengono spesi.
    Pensiamo a noi, per salvarci… e saremo utili a noi e agli altri. D’altra parte è la maniera più efficace per far capire che noi Veneti stiamo facendo sul serio e appena avremo la conferma della commissione internazionale non ci sarà alternativa che sedersi intorno ad un tavolo e definire i rispettivi rapporti, come è avvenuto dappertutto dove è prevalso il diritto e il buonsenso.

    caterina 18 aprile 2014 14:27
  • Apprendo in questo momento che 12 indipendentisti veneti sono stati scarcerati + 5 ai domiciliari perché… udite ..udite….ESTRANEI AI FATTI !!!!!!!!
    Mi auguro che plebiscito.eu ed altri…vogliano intentare causa allo stato per risarcimento danni morali e materiali per ingiusta carcerazione. Inoltre sarebbe doveroso inoltrare denuncia all’U.E. settore giustizia per quanto stà accadendo in Italia a persone incarcerate solo perché hanno idee e pensieri e aspirazioni diverse dagli italioti.
    A QUANDO LA LIBERAZIONE DEGLI ALTRI ??
    Intanto auguri di buna pasqua a tutti e tutti in P:zza S. MARCO il 25 Aprile ore 16:00 CON BANDIERE AL SEGUITO.
    Dobbiamo essere in tanti e manifestare contro queste barbarie tagliane e contro il governo RENZI anche Lui come gli altri…..tentano di salvare i loro privilegi e ci buttano tanto fumo negli’occhi.
    WSMS

    giancarlo 18 aprile 2014 14:53

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: