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CITTADINANZA DIGITALE VENETA, IL PRIMO TASSELLO DEL PROGETTO INTERNAZIONALE PER L’INDIPENDENZA DEL VENETO

maggio 16, 2015

Al via una rivoluzionaria forma di tutela dei cittadini veneti e del nostro tessuto socio-economico, su basi di innovazione tecnologica e di respiro globale

IMG_0613Ieri sera a Grantorto, nell’alta padovana, si è tenuta il primo incontro pubblico di Plebiscito.eu dopo l’annuncio della non partecipazione alle elezioni regionali da parte di VenetoSì, in appoggio alla mia candidatura a Presidente.
La serata ha visto una stupenda partecipazione di pubblico e la prima presentazione del progetto internazionale per l’indipendenza del Veneto.
Partiamo dallo stato di fatto. È infatti evidente che ogni strada per l’indipendenza attraverso la regione Veneto e più in generale attraverso le istituzioni italiane è bloccata a priori e che, seppur in modo ridicolo, la situazione congiunturale italiana ha intrapreso una china che per qualche tempo la congelerà attorno alla crescita con un quasi insignificante segno più, con ciò sterilizzando per ora la caduta libera del suo sistema economico, condannandolo forse alla depressione strisciante. Viene quindi meno, per ora, la possibilità che il sistema italiano crolli d’improvviso, a meno di sorprese che sono sempre dietro l’angolo. Diminuiscono inoltre le probabilità, al momento, che il sistema economico europeo debba trovare una soluzione politica immediata a un’eventuale improvvisa crisi finanziaria italiana e quindi appoggi una via accelerata all’indipendenza del Veneto. Per ora.
Si è pertanto imposta la necessità di individuare un percorso più strutturato per l’applicazione concreta della dichiarazione di indipendenza del Veneto di Treviso del 21 marzo 2014, che ci permetta di raggiungerla pienamente, così come gli Stati Uniti d’America riuscirono a fare 7 anni dopo la loro dichiarazione di indipendenza di Philadelphia del 4 luglio 1776.
All’azione diplomatica in corso per il riconoscimento internazionale della Repubblica Veneta si è quindi reso necessaria affiancare la creazione di una struttura organizzativa più stabile e preparata in grado di affrontare una sfida di dimensione internazionale, per evitare che essa soffra dei fenomeni di paralizzazione dovuti all’immersione in un sistema socio-economico sepresso o a crescita quasi piatta. Ieri sera ne abbiamo presentato in anteprima i tratti fondamentali, annunciando il primo progetto che sarà realizzato prevedibilmente nel prossimo autunno: la cittadinanza digitale veneta.
Anche in questo caso l’esempio è quello estone, come era avvenuto per il referendum di indipendenza del Veneto. Il progetto e-Venetia da tempo vede nel progetto e-Estonia un modello di riferimento.
L’aspetto di ispirazione caratteristico ora è il progetto estone e-Residency, che permette anche agli stranieri non fisicamente residenti in Estonia di ottenere uno status di identità digitale transnazionale, semplicemente registrandosi on line e ottenendo una smart card dopo una semplice ed unica prima visita ad un commissariato di polizia in Estonia e il pagamento di una tariffa una tantum di 50 euro. Una volta ottenuta la residenza digitale estone, si possono effettuare molteplici servizi, tra i quali firmare digitalmente documenti e contratti, verificare l’autenticità di firme digitali altrui, criptare e trasmettere documenti in modo sicuro, creare un’azienda estone on line in un solo giorno, amministrare la propria azienda estone da dovunque nel mondo, effettuare operazioni bancarie remotamente e trasferire denaro, accedere a fornitori di servizi di pagamento elettronico, effettuare la dichiarazione delle tasse e molto altro ancora.
Nel caso veneto l’esigenza è diversa. Noi abbiamo la necessità di liberarci da un regime sempre più antidemocratico ed odioso e la prima esigenza è proprio quella di stabilire una forma di cittadinanza veneta che prescinda, per ora, dalla residenza fisica nel territorio sotto controllo della Repubblica Veneta.
La nostra soluzione è pertanto la cittadinanza digitale veneta, ovvero il riconoscimento dello status di cittadino veneto da parte delle istituzioni instauratasi dopo la vittoria nel referendum di indipendenza del Veneto del 16-21 marzo 2014.
Lo status di cittadino veneto potrà permettere a chi lo otterrà di accedere a una serie di servizi che saranno attivati progressivamente a partire dal prossimo autunno. Essi comprenderanno, tra l’altro, anche la possibilità di essere assunti presso imprese che aderiranno all’organizzazione transnazionale veneta che si occuperà di creare opportunità d’affari nel mondo.
Ieri sera abbiamo fatto un paragone che ad alcuni potrà apparire quasi irriverente: per ottenere la nostra indipendenza dovremo avere la capacità di sviluppare la Repubblica Veneta come la Apple tra le nazioni del mondo e dovremo dimostrare una voglia di intraprendere analoga a quella di Elon Musk per realizzare la prima nazione che saprà ottenere la propria indipendenza grazie alla nostra capacità tecnologica e visione innovativa.
Nelle prossime settimane e nei prossimi mesi raccoglieremo le risorse e scopriremo le modalità attraverso cui realizzeremo un progetto estremamente innovativo ed ambizioso e di enorme complessità che travolgerà il parassitismo italiano e ci permetterà di vincere direttamente nel campo e per manifesta superiorità la partita contro un inesistente modello di sviluppo italiano.

Gianluca Busato
Presidente – Plebiscito.eu


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  • Credo profondamente in questo percorso, w il veneto indipendente.

    Francesco 16 maggio 2015 21:45
  • Questa è visione di un futuro migliore e di una speranza. Altro che i farlocchi discorsi da televendita delle tribune elettorali telecatodiche di questi giorni che ci disturbano la psiche. Avanti così siamo compatti nel sostenere il progetto PLEBISCITO.

    Maurizio 16 maggio 2015 23:29
  • era il 2013 quando vi scrivevo che era una stronzata votare un giorno solo, domenica.
    ed.
    ed era lo stesso anno che vi scrivevo dell e-Estonia e della digitalizzazione di voto e per la cittadinanza.
    ma questo punto qua non c è differenza tra tardi e mai

    pierino 17 maggio 2015 9:49
  • io voglio morire da cittadina veneta, anzi, vorrei anche vivere più possibile..
    non vedo l’ora che si metta in funzione l’anagrafe preannunciata.

    caterina 17 maggio 2015 10:02
  • Per prender esempio la Apple siete proprio alla frutta…

    oscar 17 maggio 2015 10:23
  • @caterina
    son anni e anni che c’è l’anagrafe:
    http://www.statoveneto.net/anagrafe/

    pierino 17 maggio 2015 10:25
  • pierino, quella va bene per te… io non ho mai votato per il Veneto indipendente prima della primavera 2014, eppure ho tanti anni…
    Leggete Venetia, tessere di un mosaico infinito…di P.L.Bernardini.
    Interessante l’osservazione a pag.119: con la fine del Regno d’Italia, che in realtà era la Sabaudia, in Italia, espressione geografica come diceva Metternich, ogni popolo che insisteva da tempi infiniti nella penisola avrebbe potuto riappropriarsi della sua storia e della sua identità… in fondo è quello che è successo in Jugoslavia dopo Tito, in Russia dopo Gorbaciov… si è perso il treno e ahimè, siamo alla situazione attuale, perchè aveva provveduto il fascismo a sciakkerarci!
    Per fortuna il Veneto sta prendendo la sua strada senza aspettarsi niente da nessuno…è nel nostro dna cavarsi dalle difficoltà trovando le soluzioni.. ce la faremo!

    caterina 17 maggio 2015 10:48
  • È interessante vedere come il progetto dell’anagrafe della Repubblica Veneta sia ancora in fase progettuale e già ci siano i criticoni detrattori, quelli che minacciano di non seguire più il nostro progetto di continuo e poi te li ritrovi dopo mesi e mesi a commentare in questi spazi… Chissà se è perché si rendono conto, senza volerlo ammettere, che questo è l’unico progetto serio con iniziative valide e concrete elaborato dagli unici veri statisti presenti nel panorama indipendentista veneto

    Michele De Vecchi 17 maggio 2015 12:24
  • chiedo che arrivino i chiarimenti su come fare al più presto, fuori da quello stato sanguisuga che si chiama italia

    roberto 17 maggio 2015 14:40
  • @Pierino, non mi parlare di LORIS PALMERINI per favore.
    Sono anni e anni che blocca qualsiasi iniziativa in seno a gruppi indipendentisti Veneti.
    Non è mai approdato nemmeno ad una parvenza di ottenimento dell’indipendenza, quindi a cosa è servito fare tutte quelle belle cose…..inutili alla causa ?!
    Il tuo link porta alla sterilità Veneta !!!!
    WSM

    Fil de fer 17 maggio 2015 16:08
  • Interventi della serata (1)
    https://youtu.be/KN540XmUZ8A

    Michele De Vecchi 18 maggio 2015 9:12
  • Interventi della serata (2)

    Michele De Vecchi 18 maggio 2015 9:17
  • Interventi della serata (3)

    Michele De Vecchi 18 maggio 2015 9:18
  • Ascoltare Fontana :/ :

    gianni2 18 maggio 2015 14:58
  • Vedendo e sentendo you tube sopra riportati mi rendo sempre più conto di quale differenza qualitativa esista tra chi guida e collabora con PLEBISCITO.EU e le istituzioni italiane. Ultimi fatti, dopo un articolo denuncia da parte de “IL GIORNALE” sulle 4 pensioni del presidente della repubblica, lo stesso si muove sull’onda della denuncia e non autonomamente ma solo dopo. Altra chicca democratica il RENZI che invece di adempiere pienamente alla sentenza della consulta…vuole liquidare i poVeri pensionati con 500 euro “UNA TANTUM” e poi il resto alle calende greche O MAI Più.
    La solita manfrina italiota. Se devi pagare e non paghi, magari perché non puoi, ti rovino.!!!!..Ma, se è lo stato a dover pagare..te lo sogni di giorno e di notte ed accontentati, oppure devi aspettare anni e anni.
    Signori Veneti, dovete prendere atto che dopo i vari colpi di stato iniziati dal napolitano con Monti, Letta, ed ora Renzi ci troviamo in un regime che ha annullato la democrazia e che l’unico scopo che persegue è quello di far sopravvivere il potere e quindi i politici italiani a scapito dei cittadini (diventati ormai sudditi). Hanno delapidato tutto e tutti ed ora con Draghi cercano di far rimanere il sistema a galla fin che si potrà. Del dopo non vè certezza alcuna !!
    Solo l’indipendenza potrà salvare le famiglie Venete dallo sfacelo etico, morale e finanziario cui l’italia vorrebbe abituarci alla convivenza.
    Mi ribello come Busato a questa situazione.
    Mi ribello al fatto che dopo 45 anni di lavoro e di fior di contributi versati mi si derubi della mia pensione guadagnata onestamente in favore del mantenimento dello stato (sociale)..privilegiato dei politici italioti. Mi ribello ai sopprusi e mi ribellerò sempre alle ingiustizie che vengono sbandierate alla luce della televisione italiana come dei favori o regali, invece che dei diritti pagati e che non vengono riconosciuti solo perché lo stato non ha più soldi.
    Che facessero la Spending review di Cottarelli e la finissero di fare le capre…….come dice Sgarbi per non prendersi delle querele.
    WSM

    Fil de fer 18 maggio 2015 15:11
  • Vorrei sapere di più sul discorso:” Lo status di cittadino veneto potrà permettere a chi lo otterrà di accedere a una serie di servizi che saranno attivati progressivamente a partire dal prossimo autunno. Essi comprenderanno, tra l’altro, anche la possibilità di essere assunti presso imprese che aderiranno all’organizzazione transnazionale veneta che si occuperà di creare opportunità d’affari nel mondo.”Che tipo di occupazione sarà? Riguardante a tutti i settori?

    veroveneto 19 maggio 2015 9:51
  • La piccola Estonia con la e-Residency ha indicato al GV una performance con prospettive eccezionali. Avere in tasca un documento anagrafico di cittadinanza veneta acconsente di pagare le tasse al GV che potra’ dotarsi di una moneta e di una banca nazionali. Solo queste due presenze possono innescare in Veneto una ripresa dei consumi e del lavoro nelle aziende come è accaduto di recente in Irlanda.Per tacitare gli scettici, che non credono al progetto di Plebiscito.eu e che pensano di invertire il declino costante del Veneto con l’elezione di nuovi amministrattori nel C.R.,dico che resteranno presto ancora delusi.Noi il referendum digitale lo abbiamo indetto e vinto.Ora a colpi di disobbedienza civile, e con una tempistica svizzera, attueremo la totale ns.INDIPENDENZA.Un seme che cresce è come un nuovo stato ed un popolo che avanza. Nessuno li puo’ fermare!
    W San Marco

    giorgio da casteo 22 maggio 2015 16:28
  • “La piccola Estonia” l e n stato riconosuo da tuti e la fa quel che la vol. Ti prova a verzer na banca qua e, no te segui le legi taliane te va n galera ( salvo le coop che à fato na banca clandestina e nesun ghe dise niente, ma le finanzia renzi, però ). A meno che qualcun no sie disposto a far in modo che giudici e polizia i evite de zercarte parchè i à paura de le conseguenze…

    Stropol 22 maggio 2015 20:03
  • siamo nell’ambaradam di celebrazioni di guerra, così tra strage dell’Isis e quelle della prima guerra mondiale c’è un’esaltazione collettiva di violenza…
    Noi, qui nel Veneto, dovremmo abbrunare tutte le bandiere e fare tre minuti di silenzio assoluto in ricordo delle centinuaia di migliaia di morti nella carneficina che fu la prima guerra mondiale, altro che trasformarla in occassioni di sbandieramenti tricolorati, gite sul Po, staffette dalla Sicilia, tappe a cronometro, e suoni di marcette e cori di schiavi di roma…
    Facciamo silenzio per favore! silenzio! non c’è nulla da festeggiare, sono state guerre folli e inutili stragi per una pazzia collettiva che ancora si riverbera tappertutto…
    Noi andiamo sempre purtroppo in pellegrinaggio individuale in mille luogi sul nostro territorio, là dove ci sono croci e nomi in tutte le lingue e meditiamo.. un ricordo e una prece.
    Mai più follie del genere, il Veneto in duecent’anni più volte è stato teatro di violenza… mai più!
    La Venetia fu da sempre “terra di libertà”, e questo senza colpo ferire tornerà ad essere, perchè questo i Veneti di oggi hanno deciso che sia!… è quello che il mondo si aspetta da noi! e noi presto dimostreremo di essere all’altezza delle attese!
    Cittadini della Repubblica Veneta, libera e indipendente!

    caterina 23 maggio 2015 10:34
  • Mi no celebro nesuna guera e son stra convinto, tra l’altro, che la grande guers podeva eser facilmente evitada, ma la e stata fata parche’ tornava utile a “far i taliani”. In ogni caso, come diseva qualcun, si vis pacem para bellum ( se te vol la pace parecete a la guera ) parche’, nel momento che te difiuta la violenza come strumento de diplomazia te subise la violenza dei altri, e questo no rientra nei me obietivi. Comunque che la Serenissima se sia fata strada senza colpo ferire l e na bala. Venezia l aveva la flota pi forte, temuta e feroce del Mediteraneo e nesun a mai osa meter in discusion el so dominio trane i Ottomani che a sta masacrai. Certo Venezia vea la sageza de no imporse, se ghe n era posibilita’, e questo l a fata pi amar che odiar. La decadenza, pero’, a scominzia proprio co l Doge a deciso che, par no far morir Veneziani, no era el caso de far guera. Da quel momento i ghe a meso tuti i pie’ in testa.

    stropol 23 maggio 2015 20:00
  • Stampate a chi ne fa richiesta il certificato fi cittadinanza veneta e successiva patente carta d identità e passaporto basta inutili chiacchiere….,svegliaaaaaa

    Fabio Maria bigoni 26 maggio 2015 13:16
  • Fate stampare ai richiedenti il certificato di cittadinanza veneta
    La patente la carta d identità e il passaporto
    Basta inutili chiacchiere e sveglia signori sveglia!

    Fabio Maria bigoni 26 maggio 2015 13:19
  • Son d’accordissimo, Fabio Maria!.. non vedo l’ora!

    caterina 26 maggio 2015 15:48
  • e chi se che te stampa tuta sta roba.el prete.

    oiram 27 maggio 2015 11:22
  • Oiram, va ben anca quel… na volta l’era cussi’ , ades l’e l’ospedal!
    Invese Venetia la dea la citadinansa a quel che se l’era meritada…

    caterina 27 maggio 2015 11:51
  • a caterina.prima te lesi un libro dopo te ve al mar adesso a votar .giornata piena auguri.

    oiram 28 maggio 2015 10:41
  • Subito il via libera al certificato di cittadinanza Veneta ai Veneti di nascita e non per acquisizione Subito la messa a punto da parte del Consiglio dei X di un serio programma di messa in atto delle certificazioni ai richiedenti. Sono certo è convinto che se fosse posto inizialmente al costo dii 10 euro non solo la causa dell indipendenza si potrebbe autofinanziare ma anche sarebbe un passo non solo dimostrativo per l indipendenza ma dimostrerebbe ad un Veneto in giro per il mondo o per turismo o lavoro di non essere italiano ma VENETO poi via ai passaporti carte d indennità targhe per auto. Busato SVEGLIAAAAA.!!! Inizia a proclamare dei consoli con uffici diplomatici all estero e in Italia. Un anno fa ti proposi un programma ben definito Vasta perdere tempo con digitaluzzazioni del KAISER
    sedi SVEGGLIAA!!!!!!

    Fabio Maria 28 maggio 2015 21:22
  • Sono contento x tutto quello che sta avvenendo, solo l’indipendenza dallo stato centrale ci può salvare,credo in questo progetto e spero si realizzi al più presto per il bene mio e della mia famiglia, io non posso continuare ad essere schiavo delle banche e regalare più del 70 % di quello che guadagnano allo stato, io sono uno dei tanti artigiani veneti che sono alla frutta ormai e mi sento veramente stanco di questa situazione

    Silvano Sandrin 31 maggio 2015 13:14
    • Sono anchio, come Voi sig. Sandrin, un vessato da almeno un trentennio. Tuttavia reagisco con la Disobbedienza civile e con il grande supporto che mi da LIFE. Invito Voi e tutti a leggere nel blog di Life il certosino lavoro di ricerca dal titolo “18 MIGLIARDI DI MOTIVI PER L’INDIPENDENZA” Un popolo, piu’ schiavo di cosi’,che non reagisce non potra’ avere futuro. WSM

      giorgio da casteo 1 giugno 2015 15:39
  • Spero che la cittadinanza digitale non sia virtuale ma reale, con tutto quello che comporta essere cittadini di uno stato, obblighi compresi, cioè il dovere di sostenerlo… finalmente sarò felice di pagare le tasse perché sono sicura che saranno eque e che serviranno a sostenere l’impianto al servizio dei cittadini veneti anzitutto e alle loro aspirazioni… ritorneremo ad essere protagonisti come lo fummo sempre… basta essere sudditi muti e impotenti di un centralismo dispotico e beffardo .

    caterina 12 giugno 2015 10:41
  • Si , pero qui a Conegliano siamo sommersi di bandiere e bandierine tricolore ,ovunque ,dovunque ;Ed io che non le sopporte piu , nemmeno su una confezione di salsa di pomodori! . Per non avvilirmi ancora di piu,con la mia cartella a pena compilata per l’imu , la tasi , la iuc e altre schifezze, l’attraverso velocemente ,e solo fuori citta cala un po questa opprimente sensazione .Ma Domenica ci sara festa ( per che cosa ? veramente non lo so ! e communque non m’interessa ) ci sara tripudio del popolo “sovrano” . Poveri noi !…. nonostante tutti i nostri proclami, lo stato occupante puo dormire ancora a lungo su due guanciali. Che tristezza ! ( non fate troppo caso a questo mio sfogo,sono un indipendentista……insocievole! )

    Albert 12 giugno 2015 15:21

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