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Roberto-Ciambetti

COSTITUITO COMITATO PROMOTORE NUOVO REFERENDUM REGIONALE DI INDIPENDENZA DEL VENETO

agosto 7, 2014

Il 15 agosto Plebiscito.eu annuncerà il conto corrente presso il quale i cittadini veneti potranno liberamente effettuare le donazioni per organizzare il referendum, come richiesto dall’assessore regionale Ciambetti

Roberto-CiambettiPlebiscito.eu annuncia la costituzione formale del comitato promotore del nuovo referendum regionale per l’indipendenza del Veneto.

“Tale passaggio si è reso necessario per ottemperare a quanto previsto dall’art. 2 c. 2 della legge regionale 16/2014” precisa il presidente di Plebiscito.eu Gianluca Busato.

“Il ritardo nelle procedure di attivazione delle procedure di attuazione del referendum di indipendenza del Veneto, con sforamento addirittura di 4 giorni oltre il limite previsto dalla stessa LR 16/2014”, continua Busato, “ci vede obbligati a muoverci nel periodo tradizionalmente dedicato alle vacanze per recuperare il tempo perduto”.

Data l’urgenza operativa, dopo la riapertura dell’albo regionale degli scrutatori volontari e l’inizio della raccolta di microdonazioni e di donazioni patriotiche superiori ai 100,00 € per l’organizzazione del referendum, Plebiscito.eu annuncia anche l’apertura di un conto corrente dedicato specificatamente alle donazioni necessarie, con la nomina di un comitato di garanti che avrà il compito di verifica e controllo che tutte le formalità procedurali avvengano nell’assoluto rispetto delle normative in materia e dei principi regolatori e delle finalità di trasparenza verso la cittadinanza e l’istituzione regionale.

veneto-revIl 15 agosto Plebiscito.eu annuncerà il conto corrente presso il quale i cittadini veneti potranno liberamente effettuare le donazioni secondo quanto previsto specificatamente dall’art. 4 della Legge Regionale 16/2014 e come oggi annunciato dall’assessore regionale Ciambetti.

Gianluca Busato ha infine dichiarato: “Plebiscito.eu si fa carico di un dovere istituzionale nei confronti del Popolo Veneto, supplendo in tal modo ancora una volta alla mancata assunzione di responsabilità dei rappresentanti politici che siedono in regione, che pure avevano promesso di farsi parte attiva per garantire ai cittadini veneti l’esercizio del proprio diritto di espressione nel referendum regionale per l’indipendenza del Veneto”.
“Nel momento in cui l’irriformabilità dello stato italiano è certificata dal ritorno alla recessione (cfr. dati Istat e Ocse) e dall’inizio dell’attacco finanziario, come sua ovvia conseguenza logica, con nuovo aumento dello spread tra Bund tedeschi e Btp decennali italiani, l’unica via per la nostra salvezza e per la stabilizzazione finanziaria dell’intera area geopolitica della penisola resta la piena indipendenza del Veneto”.

Ufficio stampa
Plebiscito.eu


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  • ..piena indipendenza che i Veneti avranno con o senza nuovo Referendum… perchè abbiamo già votato in maggioranza, perciò chi si sente obbligato a fare il referendum? l’istituzione che dalla risoluzione 44 del 2012 aveva affermato che si doveva fare…e non ha fatto!
    Il Popolo ha fatto senza di lei, e naturalmente sentendosi scavalcata cerca di recuperare il tempo perduto…ci riuscirà? se vuol salvarsi lo deve, diversamente la sua storia finisce, e ne comincerà un’altra, quella che i Veneti hanno detto di volere: la Repubblica Veneta, indipendente, sovrana, federale.

    caterina 7 agosto 2014 22:00
  • un’altro referendum…? noi siamo cretini???

    PIERO DEA MEGLIA 7 agosto 2014 22:41
  • Bisogna far un altro referendum stavolta cartaceo, altrimenti purtroppo conta poco o niente quello che è stato fatto telematico

    ferdinando 7 agosto 2014 23:29
  • Ferdinando, intendi dire che finora abbiamo giocato? se tu non hai votato e te ne sei pentito, associati ai quasi due milioni e mezzo di Veneti che l’hanno fatto e stai a quello che continuano a fare… anche la Lega si è pentita di aver remato contro fino a qui ed ora vorrebbe recuperare terreno…lo può fare solo dando per buono quello che altri hanno fatto e a questo punto cerchi di valorizzarlo, non di annullarlo per ricominciare da capo… l’errore di valutazione che ha fatto lo recupera solo coordinandosi con chi è andato avanti e collaborando ai passi successivi per arrivare alla piena attuazione dell’Indipendenza che è già stata proclamata! tornare indietro non giova a nessuno, nè alla Lega nè tantomeno ai Veneti, nè a tutti quelli che stanno a vedere quello che loro fanno per poterli magari imitare… solo così si salva l’economia della penisola…

    caterina 8 agosto 2014 7:22
  • Ma quanti referendun dobbiamo votare? Quello fatto basta e avanza. Gli italioti se ne devono andare le leggi italiote sono decadute la nostra gloriosa repubblica è risorta con tutti i pieni diritti internazionale l’invasore è statto sconfitto senza bisogno di un conflitto bellico la regione italiota non esiste più. Esiste la repubblica Veneta dopo una ocupazione durata 217 anni. E poi Ciambetti ha una faccia da Galan di magna schei NOI versiamo lui preleva, TANGENTI! ITALIOTE. Preferisco investire in bot veneti sarà ma non mi8 fido dei talioti.

    amerigo 8 agosto 2014 8:32
  • bravo Amerigo e la migliore cosa parlare con amici e conoscenti

    oiram 8 agosto 2014 9:53
  • E’ giusto fare votare anche quelle persone che non lo sapevano o che e’ arrivato in ritardo il cedolino …..e allora ben venga anche il nuovo referendum per l’indipendenza .

    Commento 8 agosto 2014 11:04
  • Siccome il dubbio si è insinuato in più d’un commentatore abituale, ne approfitto per riproporre la mia richiesta.
    Ci date un PERCHE’?
    Continuate a spiegarci perchè fare l’obiezione, perchè partecipare ai convegni, perchè, perchè… PERCHE’ dobbiamo supportare e finanziare un ulteriore referendum???
    Tanti articoli che parlano di questo supporto alla regione ma neanche un accenno sul motivo di questo supporto. L’ho imparato con il seguire le vicende dell’amministrazione del mio comune, quando non ti danno risposte è perchè vogliono tener nascosto qualcosa.
    Costituzione formale del comitato promotore del nuovo referendum regionale???
    I mezzi servono per ottenere i fini, il mezzo è stato usato (a marzo) e si sta per ottenere il fine. A che pro imbastire un altro mezzo? O sbaglio?

    Basbo 8 agosto 2014 11:42
  • Anch’io come tanti ritengo superfluo il referendum: l’unica necessità al momento è la certificazione dei voti del plebiscito. Il referendum servirà solo a mangiare ancora soldi ai veneti: con quei 14 milioni di euro sapete quante cose si possono fare x la ns. terra? Invece andranno in inutili foglietti che magari verranno conteggiati chissà in quale maniera…
    E poi dopo aver tolto potere alle regioni secondo voi lo stato ce lo farà fare? …

    mikivr 8 agosto 2014 12:10
  • Mi sembrano doverose alcune spiegazioni:
    – che utilità ha la spesa di 14.000.000 € per rifare un altro referendum se la certificazione internazionale di quello fatto a marzo (come ci è stato comunicato su questo sito) si sta volgendo ormai al termine?
    Viene da pensare che dunque non sarà poi così certa la validità del referendum già fatto…
    Sono d’accordo che per l’indipendenza del veneto si debbano giocare tutte le carte disponibili (ho fatto volontariato per l’indipendenza e anche qualche donazione) ma vorrei capire meglio come stanno le cose.

    marco 8 agosto 2014 12:50
  • Qualche nota storica.
    Plebiscito truffa effettuato nel territorio della Serenissima anno 1866.
    Pertanto sono solo 148 gli anni di occupazione italiota.
    Se il referendum di plebiscito.eu è valido, come dovrebbe essere certificato dall’OSCE, perché fare anche quello della Regione Veneto, il quale sarebbe ancor meno valido, dal momento che viene fatto sotto l’egida della Regione italiota del Veneto ed in contrasto con il comune pensare delle istituzioni italiote?
    Tanto per dire, come in italia si dribbla il totem della costituzione quando fa comodo ai signori della politica, dovreste andarvi a leggere l’articolo sul SOLE24ORE del più anziano costituzionalista, classe 1922, GIUSEPPE GUARINO dal titolo: “IL TRATTATO DI LISBONA? INCOSTITUZIONALE”.
    Riassumendo sinteticamente il giurista afferma:
    – Il testo è farraginoso e spesso non chiaro;
    – Molti punti del testo sono addirittura in contrasto con costituzione;
    – La commissione europea è l’istituzione dominante ma non è democratica;
    – La commissione dopo essersi concentrata sul rigoroso rispetto del parametro
    dell’indebitamento, sposterà in futuro il baricentro dando priorità al debito
    ,il problema per l’italia è questo: non ci sono altri 900 miliardi da gettare
    nella fornace per fronteggiare il divario negli interessi per altri 15 anni!!- Il Parlamento Europeo di fatto è sottoposto al comando della commissione;
    – La designazione dei commissari, effettuata subito dopo l’elezione del Parlamento Europeo,, spetta ai Governi risalenti ala volontà popolare espressa
    in periodi corrispondenti alla legislatura europea antecedente. Per fare un
    paragone è come se in italia, PLD e Lega, oppure PD e altri partiti di
    sinistra, dopo aver vinto le elezioni, non potessero formare il Governo.
    i 21 ministri sarebbero designati uno a testa dai Presidenti delle Regioni
    che appartengono, nella maggior parte, alle minoranze sconfitte. E in pro-
    spettiva sarà ancora peggio.
    – Dal 1° novembre 2014 la commissione sarà composta da un numero di membri corrispondente ai due terzi del numero degli Stati ( 18 su 27 ) secondo il criterio di rotazione….c’è quindi anche un problema di sovranità nazionale:
    non è ammissibile, infatti, che atti normativi e governativi in settori rile-
    vanti vengano affidati a persone estranee al corpo elettorale italiota. E’ poi
    sconvolgente pensare che tra i nove esclusi possa esserci uno dei quattro Stati con maggiore popolazione: Germania, Francia,Regno Unito e italia. La sola LOMBARDIA supera per popolazione ben 14 Stati membri…..
    – Tutte queste anomalie violano il principio della parità consacrata nell’art.
    11 della Carta e molti altri, basta pensare al fatto che anche paesi come l’Inghilterra e la Danimarca che sono fuori dall’euro, decidono anch’essi su temi come le procedure di accertamento e sanzionatoria dei disavanzi eccessivi di cui si occupa la commissione.
    – Insomma, si deve mettere da parte ORGANI ARTIFICIALI e tornare al principio
    DEMOCRATICO.
    ——————————-
    Mi fermo qui perché se dovessi scrivere anche sugli sprechi dell’Europa…le schifezze sarebbero I N F I N I T E !!!!
    ——————————-
    Alla fine cari Veneti….sappiate che l’italia ci ha ficcato dentro ad un’Europa balorda e fasulla e che dovremo necessariamente C A M B I A R E !!!
    WSM

    giancarlo 8 agosto 2014 13:55
  • Tutte considerazion valide, le vostre, ma me par che ghen manche una: nessuna operazione, democratica o meno, l’à rilevanza se no l’è riconosua da uno Stato (l’Italia, nel nostro caso). Questo, fondalmentalmente, par un solo motivo: lo Stato l’à l’esercito e i corpi de polizia.
    De conseguenza nesun, ne singolo, nè altro stato oserà mai oporse a meno che no abia interese e posibilità de far na guera.
    Vedi la situazion atuale in Ukraina. L’ Ukraina stava ben finchè l’Europa no à deciso de tirarla da la so parte al che quei de Nazionalità Russa che ne fa parte cominzia a tremar. I vol stacarse. I à poduo far un referndum – cui nesun da vero valore – solo parchè i à l’apogio de Putin che l’è disponibile a far na guera par far rispetar el risultato. In mancanza de questo (Putin) probabilmente el referendum no i l’avrie nanca mai fat, o, se i l’avese fat, i avrie arestà i organizatori come teroristi.
    Tornando a noi. El referendum de Plebiscito pol eser veritiero o tarocà, no à nesuna rilevanza tanto l’Italia no lo riconosarà mai e, atualmente, nesun stato estero l’è disponibile a far na guera par difender el risultato de un referendum via internet organizà da privati.
    A questo punto ghe ne due alternative : o la zente l’e talmente disperata e incazzada che moti de piaza distruge qualsiasi tracia de l’Italia en Veneto (sinceramente la vedo dura, visto el coinvolgimento..), o se continua a parlarghene, a coinvolger sempre più zente e se cerca de utilizar i strumenti che l’Italia mete a disposizion par usarli contro ela stesa. In primo luogo el Referendum publico e riconosuo da lo stato italiano. El qual stato, magari, cercherà de contrastar en tuti i modi e, se se riva a farlo e vinzerlo, el cercherà de ignorar el risultato, de sminuirlo, de rendarlo inutile. Intanto, però, l’è davanti a una situazion publica, che deve riconoser par so stesa lege e che lo mete en mudande de fronte a li altri Stati legitimando le sucesive reazion del Popolo Veneto.
    Quindi, secondo mi, el referndum Regional proposto l’è un iniziativa valida e ringrazio el cielo che Busato, da bon Veneto el varde poco i so interesi e la apoge.

    pippo 21 agosto 2014 17:13

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