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EUROPA: CENTRALISMO DIRIGISTA O FEDERALISMO, ALLA LUCE DELL’INDIPENDENZA DELLA REPUBBLICA VENETA?

maggio 21, 2014

Mentre i vari D’Alema dimostrano ancora una volta di essere fuori dalla storia, avanza il processo di indipendenza nel quadro dell’allargamento interno della UE

gianeL’altro ieri anche D’Alema si è unito al coro di chi non riesce a comprendere i fenomeni in atto nella Repubblica Veneta, cercando vanamente di esorcizzarli con le solite argomentazioni stantìe. Con una battuta gli rispondiamo che ha ragione: con la fattiva indipendenza della Repubblica Veneta egli e gli altri relitti della partitocrazia sparirebbero in effetti dalla scena mondiale e in terra veneta potrebbero entrare solo come turisti e non più come acchiappavoti.

Per rispondere più in generale a tali considerazioni, voglio allora anticipare alcune premesse alle richieste che ieri, nel corso dell’evento internazionale organizzato a Padova da Scelta Europea, alla presenza di Michele Boldrin e Andreu Mas-Colell, ho rivolto a Guy Verhofstadt, candidato presidente alla Commissione Europea, per illustrare le principali e forse per molti aspetti poco note ragioni a favore dell’indipendenza del Veneto e più in generale di un’architettura realmente federalista dell’Unione Europea, che le possa garantire un’anima politica e la forza che un blocco geopolitico deve avere nell’era contemporanea.

[Video dell’intervento di ieri]

Diritti umani e sovranità popolare. La disintermediazione civica che ha trovato nel plebiscito digitale veneto la più avanzata e innovativa espressione pratica mai realizzata prima da un gruppo di cittadini ha lo stesso impatto nei sistemi politici che ha avuto l’economia digitale nel sistema economico tradizionale. A nostro avviso si tratta di un fenomeno di innovazione disruptiva, peraltro non acora ben percepito dalla classe politica, che può essere compreso e fatto proprio come esercizio di governance dalla classe dirigente europea, oppure che può fluire dal basso e come fenomeno di autoregolazione, con esiti talvolta difficilmente prevedibili, a salvaguardia della difesa di diritti umani basilari, in primis la sovranità popolare.

Ragioni economiche e sociali. I Piccoli stati sono più efficienti nelle loro decisioni e i loro cittadini stanno meglio di quelli dei grandi stati multinazionali (cito solo “The Size of Nations” di Alberto Alesina per un approfondimento). L’elenco dei 10 stati al mondo con il più alto indice di benessere per i propri cittadini vede primeggiare stati della dimensione del Veneto se non inferiore, con l’eccezione degli Stati Uniti d’America, che rappresentano invece il blocco geopolitico federale più avanzato del mondo (e anche questo ci tornerà utile per le conclusioni). I piccoli stati sono una salvaguardia delle libertà fondamentali, l’esempio paradossale della piccola Svizzera in lotta con l’Unione Europea è la cartina di tornasole di qualcosa che non va nell’Europa di oggi, in primis in tema di libertà economica e di libera circolazione del denaro, che è un freno allo sviluppo, in una logica anticapitalista economicamente deleteria. Questo qualcosa per il Veneto si sta trasformando nel dramma socio-economico del presente che vede uno stillicidio impressionante di imprenditori che si suicidano, perché intrappolati nel peggiore inferno fiscale del mondo, che costituisce un burosauro al di fuori della storia e che si frappone de facto all’ingresso della Repubblica Veneta in Europa, come nazione prospera e che può contribuire enormemente allo sviluppo economico del continente. Accenno solo in questa fase allo straordinario esempio di governance che ha storicamente rappresentato la Serenissima Repubblica di Venezia, ispirando per molti tratti potenze e nazioni di tutto il mondo, come la Gran Bretagna, l’Olanda e gli Stati Uniti d’America.

Ragioni di superiorità sistemica. L’Europa non può che essere federale, tutti i sistemi federali funzionano meglio e sono più adatti alla complessità della modernità, in quanto fanno propri i principi della cibernetica e sono più adatti all’era della società dell’informazione, della comunicazione, del commercio e della finanza globale, transnazionale, transcontinentale.

L’unico problema alla costituzione di un’Europa federale è che non è fisicamente né politicamente possibile passare da un sistema centralista a un sistema federale. Il processo intermedio e obbligato è l’allargamento interno dell’Unione Europea, che permetta alle regioni storiche di acquisire la propria indipendenza e quindi di co-decidere gli aspetti di rilevanza strategica europea con le altre nazioni libere d’Europa. In estrema sintesi, non può esistere alcuna Europa senza Edimburgo, Barcellona e Venezia.

Pertanto le richieste che pongo a Michele Boldrin e Guy Verhofstadt – e idealmente e indirettamente a ogni altro candidato presidente della Commissione Europea – sono le seguenti:

  • fate vostre le istanze di disintermediazione civica che sono emerse con il plebiscito digitale veneto, favorendo l’istituto della democrazia diretta e digitale, salvaguardati ovviamente i principi umani fondamentali?
  • Fate vostre le istanze economico-sociali e culturali delle regioni d’Europa che stanno portando avanti processi di emancipazione e di fattiva indipendenza dei propri territori e dei propri cittadini?
  • Fate vostre le istanze di allargamento interno dell’Unione Europea, che tenga conto di un processo evidente a livello non solo europeo, bensì mondiale, con la triplicazione degli stati indipendenti che dal dopoguerra sono diventati da 70 a 200? Può esistere per lui un’Europa senza Edimburgo, Barcellona e Venezia?
  • Come concretamente difenderete e porterete nell’agenda politica europea tali istanze?

Gianluca Busato

Plebiscito.eu


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  • “Finchè il dibattito si mantiene nei confini della legalità va bene. Tuttavia credo che l’unità del Paese sia un bene irrinunciabile”
    “il Veneto è troppo importante per l’Italia. Non ci interessano battaglie ideologiche, vogliamo creare le condizioni utili alle imprese”.

    Matteino Renzino 21 maggio 2014 10:45
  • Mi sono ascoltata la videoregistrazione di cui ho apprezzato l’impostazione professionale per la tempistica e l’equanimità.
    Busato, il nostro grande leader che ha illustrato con chiarezza motivazioni interne e internazionali di un evento che ha già iniziato il suo corso realizzativo con il Referendum digitale, ed è già esempio di attuazione di democrazia diretta in cui si riconosceranno via via tutti gli stati evolvendosi da una visione centralistica e accentratrice… sulla scia della grande tradizione di Venezia, che è stata faro nel mondo.
    Morosin, l’aulico avvocato di lunga esperienza forense e politica, che insegue il suo sogno.. un percorso immaginato due anni fa per la Regione, allora possibile ed auspicabile, ed ora proiettato in coincidenza con una data immaginata per gli altri stati in via di formazione, Scozia e Catalogna… senza rendersi conto di una realtà fattuale che già impegna il Veneto nella realizzazione del futuro agognato e reso possibile dalla vittoria del SI nel Referendum… il popolo gli è sfuggito di mano e ha corso più di lui… no, non gli sta bene, perchè dopo averlo spronato con scritti e discorsi, se ne è andato avanti da solo, senza di lui, che è rimasto a difendere le “istituzioni” cui rimane aggrappato, quando le proprie il popolo veneto se le vuol creare ex novo e lo sta già facendo… realizzando la visione profetica di Cossiga, che pure è stato citato.
    Conoscendo la sua posizione ci è parso un intervento un po’ fuori tempo, a fronte invece dell’oratore concreto che ha rappresentato il percorso in atto della Catalogna e peccato che l’ospite più atteso, candidato alla presidenza della Commissione Europea non sia potuto arrivare in tempo… l’aereo su cui volava non era ancora decollato a Venezia… può darsi che lo abbiano incontrato più tardi… ci auguriamo che sia persona aperta alla realtà dei nuovi popoli emergenti, perchè se, come dicono, nell’Europa il pletorico parlamento conta due mentre la ristretta commissione conta otto, il concetto che l’Europa sia dei popoli e non della burocrazia mastodontica e del dio mammona è fondamentale che sia condiviso in chi la guida se vogliamo sperare in un futuro migliore per tutti…

    caterina 21 maggio 2014 10:53
  • Matteino Renzino – mi sa che è troppo tardi. In troppi ci siamo stancati di questa italietta.
    WSM

    StefanoA. 21 maggio 2014 11:31
  • per matteino renzino il popolo veneto si e stancato e ste promessine sn arrivate troppo tardi,per voi italioti e la fine, per noi invece speriamo sia l’inizio di una nuova era e di riuscire a recuperare i fasti della serenissima

    civ1571 21 maggio 2014 12:43
  • il veneto sarà un ottima nazione all’interno dell’europa insieme alla scozia catalogna paesi baschi etc Anke se bisognerà decidere cn i referendum sul modello svizzero e informando la gente dei benefici e i svantaggi

    civ1571 21 maggio 2014 12:51
  • Volevo dire inoltre, che per ora, l´unica certezza che ci da lo Stato Italiano sono le tasse da pagare!!! questo fatto e´ doveroso ricordarlo.

    GIOVANNI 21 maggio 2014 13:00
  • forse vi è sfuggito il nome e cognome, ovviamente citavo il premier ‘talgian che se ne è uscito con ““il Veneto è troppo importante per l’Italia” … e grazie al secchio !

    Matteino Renzino 21 maggio 2014 13:44
  • ma per chi mi hai preso! son stato al zogo! MATTEINO RENZINO… dai su…

    StefanoA. 21 maggio 2014 15:07
  • @Matteino Renzino un nome e cognome o viceversa una sicura garanzia di lucida visione del futuro.
    Ma caro lei, quello che asserisce è in primis un’assoluta banalità italiota e in secundis una verità che l’Italia ha bisogno del Veneto.
    Ma alla maggioranza dei Veneti, che sono coloro che ragionano e vedono dove stiamo andando a sbattere con l’Italia, dell’Italia non sono più interessati.
    La nostra fiducia all’Italia è finita e sepolta!!!
    Il futuro è quello di avere Stati
    indipendenti ,creati dalla base dei loro popoli, i quali oltre a creare e seguire i relativi processi per l’indipendenza saranno in grado di poter controllare ed eliminare qualsiasi processo degenerativo anche di una sola delle istituzioni fondanti il nuovo stato.
    Governare ed avere molto vicino i cittadini che aiutano, vigilano, suggeriscono e se necessario rinnovano i governanti o alcune istituzioni perché dimostratesi non più confacenti ai tempi e alla storia vuol dire avere stati efficienti e sicuramente molto competitivi a livello mondiale.
    La REPUBBLICA VENETA FEDERATA sarà uno di questi stati.
    Grazie all’Europa e alle istituzioni internazionali con le loro convenzioni, carte , dichiarazioni etc…ciò sarà possibile.
    Non sono d’accordo col Sig.Renzi Matteo del PD quando dice che c’è gente che rema contro l’Italia.
    Vorrei sommessamente ricordargli che il suo partito ha remato contro l’Italia per decenni impedendo qualsiasi cambiamento riformatore tanto che oggi siamo ad una svolta storica di cui dovrà solo prendere atto. Il suo e quello del suo partito è un cambiamento che giunge troppo in ritardo rispetto ai cambiamenti epocali nel mondo d’oggi.
    Noi Veneti non aspettiamo più nessuno. Andiamo per la nostra strada inesorabilmente e definitivamente.
    Per le classi parassitarie italiote che sono molte, anzi troppe, la festa sta per finire con loro grande dolore ma per noi con grande gioia. Hanno finito di sfruttarci come loro schiavi perché è questo, lo sappiano, il sentimento che ormai pervade tutto il Veneto nei loro confronti.
    Il nostro non è un salto nei buio, ma esattamente il contrario un passo importante per l’autodeterminazione del nostro popolo e la possibilità di non avere più un sistema come quello italiota che ci ha sfruttato per i loro privilegi e le loro ruberie.
    WSMS

    giancarlo 21 maggio 2014 15:36
  • @CATERINA ti conosco per quello che scrivi e devo dire che quando una donna esprime il suo pensiero è sempre molto limpido e chiaro e comunque sempre diverso e forse migliore di noi “poveri” uomini.
    Sono sicuro che nelle istituzioni Venete ci saranno molte donne perché sono garanzia di onestà, laboriosità e principalmente con un senso critico intelligente che a noi uomini molto spesso manca.
    Ci fossero più donne Venete a convincersi della bontà di quanto stiamo facendo e creando per il Veneto e i Veneti sicuramente si dimezzerebbe il tempo necessario per concretizzare tutto il lavoro necessario per pervenire alla fine del percorso per creare lo Stato Veneto.
    Grazie Caterina !!
    WSMS

    giancarlo 21 maggio 2014 15:48
  • …ora, possiamo capire chi votare alle Europee? Ho seguito abbastanza i vari incontri di PLEBISCITO.EU, e mi sono reso conto che anche se non siamo rappresentati direttamente con il movimento, SCELTA EUROPEA mi sembra che sia molto conforme alle nostre idee.Vedete, contrariamente a chi dice che è meglio aspettare, bisogna fare in fratta!!! Almeno avremo qualcuno che spingerà la nostra futura autonomia in maniera più efficace.

    mauro/1 21 maggio 2014 15:58
  • …fretta…

    mauro/1 21 maggio 2014 15:59
  • A proposito, se si può colloquiare nel sito di politica, inviterei tutti a dare delle indicazioni o come si dice in politichese una dichiarazione di voto.Sarebbe ora e tempo poter smascherare tutte quelle persone che sono ancora legate a vecchie logiche di partito, le quali hanno portato l’Italia allo sfascio.E nessuno può SMENTIRLO! Neanche i più incalliti servi di PARTITO, ma quelli non ce l’hanno il coraggio di dire la verità, ormai se non lo sono già, aspettano una pensione garantita.

    mauro/1 21 maggio 2014 16:16
  • Oltretutto seguendo questi blog, mi sono reso conto che chi fa discorsi complicati, fa proprie frasi di filosofi affermati, emargina chi non è d’accordo, fatica però a farsi capire dalla gente comune come me. Sembra che in Italia ci siano molte persone intelligenti, anzi da uno studio del dott. Facenti, dell’università della Quaglia, dice che in Italia ci sia il 95% di persone MOLTO intelligenti, forse è per questo che stiamo tutti navigando nell’oro. Ma non ci rendiamo conto che stiamo affogando lentamente nella m….?
    Vi dovreste vergognare voi, servi del sistema e di quei partiti che vi hanno aiutato.
    Voi servi, sieti quelli che se c’è un animale agonizzante siete premurosi di aiutarlo (giusto) ma se uno vi chiede la carità dite: vai a lavorare.Vergognatevi! Siate più realisti e cercate almeno di condividere le sofferenze altrui, anche perchè un popolo deve essere eterogeneo e confrontarsi democraticamente, ma ricordatevi, in futuro non cavalcherete la nostra imminente vittoria.

    mauro/1 21 maggio 2014 16:47
  • Mauro l’indicazione ufficiale è il NON VOTO. Astensinismo. O vuoi votare per l’itaglia??

    erik 21 maggio 2014 20:24
  • “Spariranno” e non “sparirebbero”

    vixinelo 21 maggio 2014 20:54
  • ma cavolo, state guardando le Jene? pensate che questo sia modo di vivere? Piangere e pentirsi!!!!!!!!!!!!!!!!!…di non aver reagito prima…Vergogna.

    Mauro/1 21 maggio 2014 21:33
  • …avete visto la situazione calabrese della terra di nessuno? E’ forse una situazione nuova? Commissariato il comune per mafia!!! Ragazzi se ci siete …

    Mauro/1 21 maggio 2014 21:49
  • Votare vuol dire cambiare, ma non l’Italia, IL VENETO!!!E se troviamo qualcuno che promette di interessarsi da subito sulla questione VENETO, allora VOTATELI!!!

    Mauro/1 21 maggio 2014 21:53
  • Perchè nessuno mi dice che guarda le Jene in questo momento?

    Mauro/1 21 maggio 2014 21:58
  • Agli emigrati danno almeno un sostegno…

    Mauro/1 21 maggio 2014 22:03
  • Anche questa è ITALIA! Vuoi continuare cosi?

    Mauro/1 21 maggio 2014 22:05
  • Se c’è ancora qualcuno che ha ancora fiducia di poter cambiare le cose, allora ci dobbiamo affidare sul serio alle JENE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    VERGOGNA!

    Mauro/1 21 maggio 2014 22:14
  • io ho avuto l’onore di conoscere personalmente Caterina na gran bea persona
    sol voto, esiste al mondo una Repubblica che vota partiti con sede in altra rep
    ubblica? Chi rappresenta gli interessi dei Veneti in Europa? Forse il PD di Matteo Renzi? o forse il NCD? IL PdL,SEL, LEGA,ecc,ecc
    MI SO S-TANKO DE VOTAR PAR GNENTE

    GINO 21 maggio 2014 23:10
  • Sono purtroppo ancora io. Vi chiedo scusa, ma è tutto vero!

    Mauro/1 21 maggio 2014 23:29
  • A chi lo avesse dimenticato, ricordo che ad oggi dal primo di gennaio lo stato talian ci ha sottratto sette miliardi e settecento milioni di euri oltre le tasse regolarmente pagate, ogni giorno continuano a chiudere dalle 50 alle 70
    aziende, ogni settimana abbiamo un suicida in piu’per crisi siamo ormai a oltre 170 casi, i tentati suicidi sono tre volte tanti il malessere è ovunque
    questa è una guerra economica dobbiamo difenderci, non è piu’accettabile rimanere impassibili di fronte ad una catastrofe prossima a venire
    nel frattempo da quando è stato cambiato il presidente del consilio tramite pasaggio di consegne nel PD la spesa pubblica è aumentata di 13 miliardi
    dovemo far presto par evitar na catastrofe ciao a tuti WSM

    GINO 21 maggio 2014 23:35
  • Mi spiace Gianluca ma le persone a cui ti stai avvicinando sono pericolose in quanto il progetto euro così com’è è destinato a fallire veneto indipendente si ma con moneta SOVRANA

    Dario 22 maggio 2014 7:39
  • Dario, tranquillo, siamo in mano all’arte! le massime che ora ci soccorrono: tempo al tempo – una cosa alla volta – la fretta è cattiva consigliera…
    Comunque, importante ora per noi Veneti è aver fiducia e andare avanti!

    caterina 22 maggio 2014 9:27
  • A questo punto delle varie scritture mi sento in obbligo di citare DESMOND TUTU:
    LA RASSEGNAZIONE, a volte, diventa un inconsapevole scivolo verso la neutralità. E la neutralità al cospetto dell’ingiustizia, dice D.TUTU , si rivela una forma di complicità.
    ECCO questo è accaduto alla maggioranza degli italioti che sono complici del disastro italico e molti Veneti si sono assuefatti alle ingiustizie ed invece di rimanere neutrali, o peggio conviventi ancora con questi sporchi partiti italici, devono alzare la testa ,altrimenti continueranno ad essere complici dei propri carnefici fiscali e non perché di ingiustizie ormai l’Italia ne è piena.
    Coloro che espongono ancora il tricolore sui balconi o le finestre riflettano prima di sentirsi ancora italioti perché cos’hanno da essere ancora orgogliosi dell’Italia e delle varie caste parassitarie che infestano ormai le nostre case e le nostre famiglie obbligandoci a dover vivere come pare a loro e non come vorremmo noi.
    LIBERTA’ è la parola d’ordine e L’AGIRE è la sua naturale via per ottenerla.
    WSM

    giancarlo 22 maggio 2014 10:14
  • L’EUROPA che sogno è sicuramente su basi federali.
    La sua struttura dovrà essere snella e dovrà avere pochi compiti tipo la difesa,il controllo delle frontiere, la politica estera etc.etc. mentre ogni singolo stato o regione-stato dovrà curarsi del proprio benessere e del proprio sviluppo per il bene generale dell’Europa.
    Nel campo economico ogni stato potrà avere rapporti bi-laterali con altri paesi sia facenti parte dell’Europa stessa che extra europei. Un governo federale centrale a livello economico si occuperà più che altro di favorire e sviluppare la ricerca e le innovazioni in collaborazione con tutte le università d’Europa e se qualche paese non riterrà opportuno brevettare e sviluppare talune tecnologie o innovazioni sarà il governo federale a farle sue e portarle aventi se l’interesse generale dell’Europa lo richiedono. Inoltre praticherà una politica tesa a far sì che all’interno dell’Europa si pervenga gradualmente ma inesorabilmente ad avere un’omogeneizzazione sulle tasse, l’iva etc.. in modo che i paesi più arretrati economicamente riescano a raggiungere quelli più sviluppati senza creare però all’interno della stessa Europa una concorrenza che già oggi si sta rivelando dannosa per non dire stupida. Già abbiamo la globalizzazione criminale nel mondo e dobbiamo assistere oggi alla globalizzazione all’interno dell’Europa. Questo dimostra il fallimento Europeo e bisogna che gli stati si riapproprino della propria sovranità monetaria con le proprie banche o con una banca centrale EUROPEA non più in mano ai banchieri….si stampa moneta europea sovrana e le banche dovranno sottostare e leggi ferree pur lasciando ampi spazi discrezionali su come gestirle all’interno del mercato Europeo.
    Gli stati sono stati e le banche faranno solo le banche e non sovrasteranno più il PRIMATO DELLA POLITICA. Amen…
    (Quante cose ci sarebbero da fare in Europa lasciando perdere la burocrazia che è la palude in cui la politica si è compiaciuta di sprofondare perché i politici hanno il loro tornaconto…)
    WSMS

    giancarlo 22 maggio 2014 10:34
  • Per la prima volta NON ANDRO’ A VOTARE. La misura è colma e quando il vaso è pieno, o lo si vuota o tracima e non avremo modo di controllare dove arriverà la m**da. Non voto perchè non mi riconosco come avente diritto al voto in uno stato che non è il mio. Non voto perchè l’europa così com’è non mi piace e non voglio essere complice in questo massacro. Non voto perchè è la mia coscienza a impormelo e nessun presidente o prete potrà mai avere voce in capitolo e costringermi ad abdicare dal mio essere profondamente UOMO. A Voi la scelta, io la mia l’ho fatta!

    Stefano 22 maggio 2014 11:30
  • anch’io, Stefano, per la prima volta nella vita ho fatto la tua stessa scelta: il mio voto è il NON VOTO!
    abbiamo visto ieri sera in TV quanti agricoltori del Veneto, e comunque è così anche altrove, sono stati costretti a dismettere la loro attività e tanti nel giro breve lo faranno, col pianto nel cuore e le la voce spezzata nel doverlo ammettere… desolati di dover lasciare incolte le terre per non continuare a lavorare per niente… terre che dovrebbero essere come lo sono sempre state un bene immenso, la fonte primaria della nostra sussistenza! a questo ci ha ridotto la stupida burocrazia europea asservita alle strategie del leviatano monetario che ha assoggettato il mondo…
    Dobbiamo ritornare alla saggezza antica e all’ordine naturale dell’universo che è fatto per l’uomo e non contro l’uomo… l’Europa di oggi ne è la negazione, è masochistico continuare così! i Veneti ne sono consapevoli e le cose cambieranno…

    caterina 22 maggio 2014 12:05
  • x caterina;io confido molto nelle capacita’ che sta dimostrando gianluca,pero’ come ti ripeto il solo ascoltare il boldrin mi fa ribrezzo,spero che gianluca vada avanti con le proprie idee ed una conoscenza dell’economia chiara al servizio di tutti non il contrario,venerdi sera a zero branco si e’ parlato di che dobbiamo stare nell’euro e nella u.e.,premesso che non sono nessuno ma niente di piu’ sbagliato e’ questa direzione che si vuole intraprendere e essere indipendenti in questa europa neomercantile dittatoriale non ci salvera’.

    dario 22 maggio 2014 14:19
  • Adesso magari va bene non votare alle europee, ma in futuro non dimentichiamoci che se si vuole cambiare l’Europa dobbiamo esserci.Non si può criticare e non far nulla per cambiare.Purtroppo passerà tempo prima che anche noi VENETI si possa essere rappresentati e incisivi in quell’organizzazione che nostro malgrado, sarà il vero volano di cambiamento per tutte le nostre economie.La globalizzazione è stata come l’EURO, senza adeguati controlli, la concorrenza sleale ti porta inesorabilmente alla rovina.Con ciò ripeto che l’Europa, e sì anche l’euro, vanno tenuti sotto controllo, cercando innanzitutto di mettere “prima”, tutto ciò che è Europeo, “dopo”, il resto.Per dare un mio modesto contributo alla discussione, metterei delle regole di appartenenza anche nell’interno della comunità, perchè non può essere possibile per esempio vendere nei nostri mercati i pomodori spagnoli e le nostre aziende agricole chiudono.Fate vobis.

    mauro1 22 maggio 2014 15:32
  • «…non più sudditi ma cittadini», come è stato detto nel Centro Congressi di Padova il 20 maggio scorso.

    Con questa citazione, vorrei ricordare, che quando l’Italia è stata “unificata”, il proposito non è mai stato quello di “unificare l’Italia”, ma si, quello di ampliare il territorio dei Savoia…
    Non possiamo dimenticare l’arroganza di questa famiglia quando proclamò l’investitura di Emanuele Filiberto con il titolo di principe di Venezia.
    La maggior parte dei veneti, non sa nemmeno che improvvisamente erano diventati sudditi dei Savoia e non solo dell’Italia.

    Per questo motivo, considero importantissimo che noi avvanziamo per l’indipendenza, come stato indipendente e membro dell’Europa e non come “stato” di un’Italia federale.

    Giancarlo Terrassan 22 maggio 2014 16:07
  • Ciao Giancarlo par far parte de l’Italia federale condizione primaria diventare stato sovrano poi tramite referendum accettare di confederarsi con altri stati ( esempio: Stati uniti d’America )

    GINO 22 maggio 2014 17:28
  • Ciao Gino, a me idea no ze mai stà kuea de èsare parte dea Italia, de nesuna forma.
    Dobbiamo lottare per l’indipendenza totale, como stato libero e sovrano.
    Io mi sono identificato con il mio nome completo, per non essere confuso con altre persone che abbiano il mio stesso nome (non ho niente contro l’altro Giancarlo, volevo solo marcare la differenza, potrebbe succedere che qualcuno pensi di trattarsi della stessa persona).

    Giancarlo Terrassan 22 maggio 2014 18:37
  • Il processo oramai é avviato speriamo sia veloce altrimenti quando l Italia crollerà ci trascinerà al disastro!
    Chiedo a busato e ai 10 delle indicazioni chiare su come comportarsi domenica 25.

    david 23 maggio 2014 7:24
  • Penso che se non ci sentiamo rappresentati, sopratutto in questo momento di movimentazione popolare, conviene non votare.Poi se vogliamo rendere ufficiale la nostra scelta, l’indicazione del movimento è quella di far verbalizzare la propria scelta senza nemmeno sfiorare le schede elettorali.

    mauro/1 23 maggio 2014 9:09
  • confesso che, senza entrare nelle valenze politiche italiote, se il cinque stelle movimentasse il parlamento europeo col teatro che sa inscenare a Roma non sarebbe male… la prosopopea perbenista e succube che vi regna forse ne sarebbe scossa e qualche certezza imbalsamata potrebbe crollare…

    caterina 23 maggio 2014 13:20
  • Sono d’accordo con CATERINA.
    Dovete sapere che io abito difronte ad una scuola e devo confessarvi che oggi nel vedere i Veneti che andavano a votare ho provato due sentimenti. Il primo una rabbia infinita, ma subito dopo il secondo, un compatimento e una pena.
    Mi chiedevo ma così lobotizzati siete?
    Ma quanto vi dovranno ancora spremere prima che riusciate a capire che anche andando a votare non cambierà mai nulla in questo paese.
    Aspettiamo i risultati per curiosità ma tanto in Europa comandano poche decine di persone..il parlamento decide – di zero e vale doppio -00 !!!
    A settembre vediamo cosa succede ed il prossimo anno andate a leggerVi cosa ho scritto, nel mentre lo stato italiano dovrà trovare tra i 100 e 120 miliardi….saranno dolori, ma sono sicuro che ci sarà ancora qualcuno che andrà a votare il pagliaccio del BILDENBERG di turno.
    WSMS

    giancarlo 25 maggio 2014 19:34

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