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GESTIONE DELLE OPERE PUBBLICHE NELLA REPUBBLICA VENETA

dicembre 14, 2014

EUROPA SI’ O EUROPA NO?

10lavori_pubblici_800_800La premessa è d’obbligo per il semplice motivo che nei paesi che fanno parte della UE tutti gli appalti pubblici di lavori o di servizi che superano una precisa soglia di importo devono essere appaltati secondo modalità regolamentate dall’Europa e a cui i singoli paesi sono costretti ad uniformarsi, oggi le soglie ordinarie sono 5.186.000,00 euro per lavori e 207.00,00 euro per forniture e servizi e tutti gli appalti oltre questi importi devono essere rivolti obbligatoriamente alle imprese di tutta la UE.

La Commissione di Bruxelles in occasione del referendum scozzese ha detto chiaramente che, in caso di vittoria dei sì, il nuovo stato dovrebbe presentare una domanda di adesione.

Pertanto, indipendentemente dalla volontà di entrare o meno nella UE, la Repubblica Veneta sarà almeno per un certo periodo fuori della UE.

Le note successive ipotizzano uno scenario applicabile nella Repubblica Veneta per tutto il periodo di non appartenenza alla UE e, per sempre, per gli appalti sotto soglia.

MACROTIPOLOGIE DI OPERA PUBBLICA

Tipo Soggetto attuatore Necessità referendum (modello svizzero)

Infrastrutture a livello nazionale (autostrade, ferrovie, aeroporti, idrovie, porti, rete cicloviaria e simili)

Ente centrale ( stato e aziende statali)

No se di rilevanza strategica (da giustificare)

Si negli altri casi

Opere di sicurezza e tutela ambientale (regimazione delle acque, risanamento territoriale, prevenzione frane e dissesti idrogeologici)

Ente centrale

No, considerate improrogabili per tutela della sicurezza)

Opere infrastrutturali di interesse locale (strade secondarie, opere di urbanizzazione, scuole, fognature ecc)

Ente locale interessato Sì, oltre soglia di importo da definire

Opere non infrastrutturali di interesse locale ( parchi, strutture per servizi diversi, monumenti ecc.)

Ente locale interessato Sì, sempre

FASI PER LA REALIZZAZIONE E CRITICITA’

Fase Soggetto Criticità Proposte
Scelta dell’opera Amministrazione dell’ente attuatore Criteri di scelta non oggettivi, condizionamenti campanilistici o di lobbies Istituzione di un ufficio unico indipendente di Responsabili di Progetto che fornirà per ogni progetto un Commissario responsabile con pieni poteri di gestione
Progettazione Enti interessati o strutture terze incaricate Carenza di approfondimenti preprogettuali (rilievi, sondaggi, cartografia), scelte progettuali antieconomiche, progettazione troppo soggettiva, appesantimento burocratico inell’iter di approvazione Norme tecniche chiare e semplici, definizione di costi standard di riferimento, rigidi controlli di merito da parte del Commissario, burocrazia essenziale e sostanziale e non formale
Appalto e contratto Enti interessati Procedure farraginose e inefficienti, tempi lunghi, ribassi esagerati con rischio per la qualità del lavoro, ricorsi giudiziari dei perdenti, sospensione giudiziale dell’iter Adozione di metodi di appalto non basati sulla componente economica ma su parametri qualitativi e temporali, garanzia dell’esecuzione immediata dell’opera con blindatura del contratto con possibilità di ristoro solo economico al ricorrente vincente ed esclusione tassativa della possibilità di sospensione dell’aggiudicazione, redazione di norme civilistiche specifiche per i contratti pubblici e loro svincolo dalle norme dei contratti privati
Esecuzione Enti interessati Ritardi nell’inizio lavori, varianti in corso lavori Progetti e capitolati di appalto accurati e precisi, snellimento delle procedure per la soluzione dei problemi operativi

Nota: L’Ufficio Unico dei Responsabili di Progetto dovrebbe essere un organismo che raccoglie tecnici professionalmente formati e di esperienza e capacità comprovata idonei alla gestione di un cantiere di opera pubblica e ogni ente che deve realizzare un intervento si avvale di un Commissario Responsabile di Progetto assegnatogli dall’Ufficio. In tal modo si avrà la garanzia di qualità nella gestione e controllo dell’iter realizzativo con superamento delle eventuali carenze tecnico-organizzative degli enti attuatori.

E DOPO? COSA SI FA SULL’OPERA REALIZZATA?

MANUTENZIONE

Credo utile inserire nell’appalto dell’opera anche l’onere per la ditta costruttrice della manutenzione ordinaria per almeno 3 anni allo scopo di garantire il mantenimento in ottime condizioni nei primi anni di esercizio e correggere direttamente gli eventuali piccoli difetti che normalmente si evidenziano nel primo periodo d’uso.

TUTELA

Un’opera pubblica è dedicata generalmente all’uso di una molteplicità di utenti e il suo danneggiamento comporta disagi ad un numero spesso rilevante di cittadini.

Spesso l’opera stessa è esposta e materialmente non protetta (ad es. illuminazione stradale, arredi urbani, strade e manufatti stradali,) e pertanto affidata alla cura e diligenza di chi la usa.

Queste considerazioni mi portano a dare una valutazione di particolare gravità al reato di danneggiamento volontario (vandalismo) delle cose pubbliche e quindi ritengo che la legge debba prevedere pene molto più pesanti rispetto all’analogo reato su proprietà private arrivando anche alla possibile integrazione del reato di interruzione di pubblico servizio.

ing.  Sandro Colombo

9-11-2014

Schermata 2014-12-01 alle 18.24.15Tratto da eVENETIA – Progetto Istituzionale della Repubblica Veneta


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