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QUESTI KILLER CI UCCIDONO PER INSEGUIRE UN SOGNO “DIVINO” (E ABERRANTE): QUAL È INVECE IL SOGNO OCCIDENTALE?

gennaio 9, 2015

questionSento spesso in questi giorni ripetere un ritornello “l’islam moderato deve isolare i terroristi violenti”. La frase può essere anche vera, ma di sicuro non risponde a una questione: invece di chiedere all’islam di risolvere il problema che abbiamo noi, cosa possiamo fare noi di “intelligente” per vincere la guerra che i terroristi islamici ci hanno dichiarato (e che forse siamo riluttanti a riconoscere)? Anche perché come scrive Karim Metref sull’Internazionale, non senza qualche ragione, “io non ho ucciso nessuno e non c’entro niente con questa gente. Altrettanto non possono dire quelli che domani dichiareranno guerra a qualcuno in nome di questo crimine”.

Molti oggi si chiedevano “perché lo fanno?”. Cosa li muove, nel profondo?

Questi killer agiscono inseguendo un loro sogno superiore, di ispirazione divina, un sogno ispirato da guide religiose rivoluzionarie (i loro “cattivi maestri”). Per i killer il problema non è la violenza, in quanto essa è lo strumento necessario per la realizzazione di un sogno.

Qual è allora oggi il sogno moderno e amorevole degli occidentali, superiore per forza e idealità da contrapporre a quello che agisce da motore perverso dei nostri killer?

Perché non possiamo ritenere di giocare solo in difesa, oppure di ripetere per l’eternità una politica di aggressione a casa loro che dopo oltre 13 anni ha prodotto per inciso un rafforzamento della carica rivoluzionaria dei nostri killer.

Tra l’altro ora è nata anche una sorta di competizione interna tra al Qaeda, che aveva perso le prime pagine dei giornali e lo Stato Islamico, l’ultima creatura diabolica che negli ultimi ha imposto una supremazia strategica e ideologica basata su una capacità di governo territoriale sconosciuta alla prima.

In pratica con la nostra politica militare li abbiamo sottoposti a un processo di evoluzione darwiniana su quel fronte, forse generando qualche danno. È evidente quindi che non basta più l’azione militare da sola. Non basta una semplice difesa del nostro territorio.

Dobbiamo agire sul terreno ideale, altrimenti, muovendoci a un livello inferiore al loro, rischiamo fortemente di venire sconfitti. È una evidenza strategica.

Non possiamo accontentarci pertanto che figure come Umberto Eco si limitino a lanciare il pericolo di un nuovo nazismo sotto le vesti fanatiche dello stato islamico: essi devono anche indicare, o almeno provarci, la via d’uscita. Gli intellettuali e i filosofi occidentali devono uscire dalla comoda vestaglia di regime che hanno indossato finora e mettersi l’elmetto, come hanno fatto i loro predecessori che durante la guerra contro il nazismo hanno saputo mettersi in gioco.

La domanda cui rispondere è semplice. Qual è il sogno occidentale che deve liberarsi più forte di prima dopo gli attacchi dell’11 settembre 2001 e del 7 gennaio 2015, senza contare gli innumerevoli episodi terroristici e violenti avvenuti nel mezzo?

Ieri individuavo nel Dio che anima i sogni dei killer in realtà un Dio minore, un Dio in Terra, se non agli inferi, un Dio feticcio manipolato da menti del male, ma estremamente potenti e suggestive. Secondo molti la soluzione è data dalla rimozione delle religioni. Credo però che questa sia una semplificazione impossibile da realizzare, almeno nel breve termine. E in ogni caso non rappresenta di per sé alcunchè di ideale.

La sopravvivenza e la fortificazione dello spirito vitale della cultura occidentale moderna dipende dalla profondità della risposta che sapremo dare a tali interrogativi. Altrimenti rischieranno di vincere le risposte diaboliche che animano gli incubi violenti dei killer che hanno tenuto in ostaggio per 48 ore una Parigi e una Francia insanguinate dall’odio e non ancora al salvo, così come tutta Europa dalla sfida lanciata al nostro cuore e alla nostra libertà, oppure gli incubi di qualche xenofobo di casa nostra.

Gianluca Busato


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  • “ore cinque..lasciano sospesa la cornetta del telefono: è scoccata l’ora della preghiera e del martirio e vanno incontro ai fucili spianatigli contro…”
    Che si può fare quando dilagasse un atteggiamento simile?…nulla!
    C’è solo da augurarsi che il genere umano preferisca vivere che morire e andare…in paradiso!
    Ce l’abbiamo anche noi se vogliamo un paradiso a cui aspirare… ma prima vogliamo cercare di realizzare quanto siamo capaci qui sulla terra, perchè apprezziamo la natura, gli uomini, la conoscenza, l’amicizia, la realizzazione di noi stessi… sennò che senso ha la vita?
    E’ questo che manca forse a questi folli che vogliono la morte, hanno avuto cattivi maestri in famiglia e nelle moschee che non hanno trasmesso loro i valori della vita, quelli per i quali si perpetua e progredisce il genere umano…
    E’ una questione di cultura e soprattutto di onestà o di mancanza di onestà di tutti quelli che per posizione e censo hanno ascendente sulle masse che manipolano secondo fini di interessi loro propri e che vogliono nascondere.
    Costoro esisteranno sempre… che si può fare per contrastarli? Nulla, se non vigilanza sul proprio territorio per contrastare i cattivi maestri, e consolidare invece buoni rapporti con la gente “per reciproco interesse”.
    Il rispetto reciproco e il reciproco interesse sono stati alla base della Repubblica Veneta storica, e credo lo debbano essere anche per quella che sta per rinascere… libero ciascuno governo nel proprio ambito…metteremo sicuramente il velo per visitare le loro moschee e toglieremo le scarpe..
    Non vedo altra strada percorribile…

    caterina 10 gennaio 2015 10:52
  • Il problema è che ci sono molti problemi. Il primo è la base. Avete mai letto il Corano? Io si. Già dalla prima Sura si capisce che non è un libro di pace e libertà ma un elaborato che parla di sottomissione (totale) al dio Allah e di violenza. Verso gli infedeli, povere entità non redimibili che attendono solo giudizio divino eterno ed infocato.
    Partendo da presupposti come questi, verificabili da chiunque, ci si chiede se possa davvero esistere un Islam moderato.
    Incredibilmente esso esiste, seppur nasca da uno stupro ideologico contro sé stesso, ma esiste, grazie ad interpretazioni meno letterali del libro. Nonostante ciò, esso è un germoglio fresco frutto dei nuovi musulmani, quelli cresciuti in occidente e quelli dei paesi colti e ricchi.
    Purtroppo sono una minoranza. Nei paesi dove l’Islam domina, lo stato culturale è indietro di 1000 anni letterali rispetto a noi e la Sharia è la quotidianità di vecchi e giovani. Non si può dialogare di informatica con chi vive senza elettricità. Si deve parlare la loro lingua e fare, per noi, un passo indietro. Relazionarsi con gli immigrati che già vivono qui legalmente in un modo e con chi vive ancora la in un altro. Integrazione e difesa dei confini limitando o bloccando da certi posti i flussi migratori è coerenza per chi ha vissuto la realtà di quei luoghi.

    Solda' 10 gennaio 2015 12:20
  • Anche la Bibbia è simile. Parla sempre del “popolo eletto” e, a quanto pare no, non siamo noi.
    Proprio no. Noi facciamo riferimento alle ultime “dieci righe”, dove è scritto che anche noi poveretti possiamo sperare di superare lo stato “animale”.
    Eh…

    Andreher 13 gennaio 2015 5:04
  • hai detto bene caterina reciproco interesse,ma a queste persone hai mai parlato?a me non sembra che abbiano voglia di integrarsi conoscere la nostra cultura ma soltanto di sopprafarla.prova ad andare a casa loro a costruire una chiesa cosa ti aspetti che te la lascino fare?di moschee invece da noi c’e ne sono quindi l’apertura che tu denigri non la vedo da entrambi le parti ma a senso unico il nostro. Troppo permissivi in casa propria non mi sembra igenico esserlo con queste persone quando vado in casa di qualquno io busso la porta e chiedo permesso con rispetto di chi mi ospita comunque se tu la pensi cosi vai avanti con il tuo pensiero ma penso che sbatterai contro un muro.

    paolon 13 gennaio 2015 16:59
  • …quando vado in casa di qualcuno, busso alla porta… sì Paolon, diglielo un po’ alla Boldrini o ad Alfano, patrocinatore di mare nostrum….
    La nostra politica veneta in futuro spero che guarderà alla naturale ispiratrice che fu la Serenissima, aggiornata ai tempi moderni, dove comunque è sempre stato il rispetto dell’uomo e la conciliazione di “reciproci” interessi al primo posto…ciascuno comanda a casa propria e chi entra gli deve rispetto…
    Leggevo ieri il discorso d’insediamento della presidente, donna, dell’Australia… cercalo, è istruttivo.
    Non c’era l’altro giorno alla carrellata dei capi di stato in bella mostra a Parigi, ma rappresentavano veramente i rispettivi popoli, o solo di facciata?
    Spero che sapremo fare meglio…la buona volontà, il buon senso, la cautela e l’antica saggezza guideranno il nostro Governo Veneto… ce lo auguriamo!
    Intanto guardiamo alla nostra bandiera che è bellissima… abbiamo il Leon de San Marco, ora col vangelo aperto ora con la spada… ci va bene così!

    caterina 13 gennaio 2015 19:00

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