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IL CITTADINO VENETO AD UN BIVIO: OBIEZIONE FISCALE O FIRMA DELLA PROPRIA CONDANNA A MORTE FISCALE, ECONOMICA, CIVILE, MORALE.

giugno 3, 2014

foto (28)Il terribile scenario economico e finanziario che riguarderà il futuro prossimo dello stato italiano non da’ assolutamente scampo ai cittadini: o perdere tutto, cercando chissà, una vita dignitosa e serena per se’ e la propria famiglia in altri “lidi” come la Tunisia o le Canarie, o decidersi una volta per tutte a fare obiezione fiscale totale di massa e uscire da questo inferno quotidiano.

Di seguito saranno brevemente citate le “sorpresine”, vi garantisco,  tutt’altro che rassicuranti, che coinvolgeranno il “bel paese” italico, e la soluzione dell’obiezione fiscale veneta, per evitare, nel rispetto della massima legalita’ italiana, di essere schiacciati e trucidati da dette novità normative.

Azioni vessatorie (di repressione, di ricatto, di polizia), già in essere, dello Stato Italiano verso le aziende e le famiglie:

  1. Tassazione diretta (IRPEF, IRAP, IRES) + indiretta (IVA, IMPOSTA DI REGISTRO, IMPOSTA DI BOLLO, ACCISE) + giungla delle imposte locali (IMU, TASI, TARI, BOLLO AUTO) che arriva alla disumana soglia del 75/80 per cento.
  1. Determinazione del reddito (minimo e quindi imposto) delle aziende e delle famiglie, al di fuori di ogni criterio logico e realisticamente economico, ma piuttosto, facendo ricorso a strumenti di ricostruzione “standardizzati” del reddito stesso, vale a dire basati su elementi statistici e probabilistici non fondati sulla verità. Mi riferisco agli Studi di Settore e al Redditometro.
  1. Giustizia Tributaria non imparziale: il cittadino – contribuente destinatario di un Avviso di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate, illegittimo, o di una cartella Equitalia che palesa parecchi vizi di illegittimità, ripone fiducia nella giustizia tributaria ed impugna l’Avviso di Accertamento o  la cartella esattoriale, proponendo ricorso alla competente Commissione Tributaria Provinciale. Ma qui casca il palco: il Giudice tributario è un dipendente dello Stato, cioè di una delle parti del processo tributario (Agenzia Entrate e/o Equitalia)  e, quindi, non giudicherà in modo sereno, libero, super-partes… ma……
  1. Blocco dell’utilizzo in compensazione o della richiesta di rimborso dei miei crediti erariali (IRPEF, IRAP, IVA) se ho un debito iscritto a ruolo (cartella esatoriale) non pagata e non impugnata, superiore ad Euro 1.500,00 (perfino).
  1. Blocco del pagamento degli appalti, in presenza di un DURC negativo, se non ho pagato, il più delle volte per difficoltà economiche, l’INPS e l’INAIL personali o dei dipendenti. Ma perché lo Stato si deve intromettere nei rapporti privatistici tra ditta appaltante e ditta appaltatrice, prevedendo sanzioni impressionanti per la ditta appaltantante che si sia “affidata” ad una ditta appaltatrice non in regola con i versamenti INPS e INAIL?
  1. Tassazione di quelli che sono gli strumenti del lavoro, per poter fare impresa, come per esempio  il capannone artigianale o il negozio dove commercio la frutta e verdura o vendo abbigliamento. Fra poco mi vedrò tassato anche il trapano, il bancone dell’albergo, l’autobetoniera?!?.
  1. Burocrazia ammazza aziende e famiglie: ci vogliono settimane per non dire alcuni mesi per mettere “in piedi” e far funzionare a tutti gli effetti un’azienda in Italia, contrariamente a quanto accade nella vicina Austria, dove per costituire una società commerciale e renderla operativa sono richiesti non più di 12-15 giorni.
  2. Legiferazione e proliferazione di leggine e leggiuccie inutili e spesso contrastanti tra loro: ricordo che le scadenze in Italia sono circa 271 l’anno, per una media di una scadenza al giorno!!!
  1. Legislazione fiscale volutamente complessa, articolata e nebulosa: ricordo che gli 80 euro mensili del Governo Renzi, attribuiti sotto forma di credito d’imposta, ai lavoratori dipendenti che percepiscono un reddito lordo annuo non superiore ad una determinata soglia, sono solo ed esclusivamente frutto di un’operazione di propaganda elettorale, molto abile ad aver creato confusione e facili entusiasmi tra il popolo dei beneficiari. Infatti, in molti casi, questi fatidici 80 euro verranno divorati dalla nuova TASI, le cui modalità di conteggio e pagamento non sono ancora chiare, e quindi non ancora esattamente stabilite da migliaia di Comuni italiani. Questo, cittadini Veneti, è il modo di fare leggi e fiscalità dello Stato Italiano.
  2. Violazione quotidiana di alcuni tra i più importanti articoli della Costituzione (italiana appunto) quali: art. 24 (diritto di difesa), art. 36 (diritto di ogni lavoratore ad una vita dignitosa), art. 42 (garanzia della proprietà privata), art. 53 (partecipazione alla spesa pubblica in ragione della propria capacità contributiva), art. 97 (buon andamento ed imparzialità della Pubblica Amministrazione).

Ora, ai precedenti 10 punti, aggiungo le terrificanti sorpresine accennate in premessa, che andranno a rallegrare le nostre future giornate sotto il nome di FISCAL COMPACT e di ERF. Cerchiamo in breve di capire cosa sono e che minaccia rappresenteranno nel prossimo futuro.

A) FISCAL COMPACT

Bisogna ricordare innanzitutto che i mesi precedenti alla firma del trattato (marzo 2012) erano stati tra i più complicati nella storia dell’euro e dell’Unione Europea: le economie di molti paesi, soprattutto quelli mediterranei, erano state messe in grande difficoltà dalla crisi. Costretti a indebitarsi per fare fronte alle loro spese nonostante le ridotte entrate fiscali, questi paesi non potevano fare altro che offrire interessi sempre più alti agli investitori per ottenere denaro in prestito. La crescita verticale degli interessi unita alla crisi di produttività e ricchezza aveva portato esperti e analisti persino a dubitare, in alcuni casi, che quei debiti potessero essere mai ripagati.

Una delle iniziative prese dai paesi dell’Unione Europea in quel periodo – non l’unica, ma certamente la più controversa – fu il Fiscal Compact, un trattato per stabilire norme e vincoli validi per tutti i paesi firmatari e intervenire in particolare sulla politica fiscale dei singoli paesi. Sia simbolicamente sia materialmente, comportò la cessione di una fetta della propria sovranità economica di ogni paese a un ente sovranazionale, l’Unione Europea. Il Fiscal Compact in questo senso non fu una novità assoluta, anzi: i sui predecessori più importanti furono il Trattato di Maastricht in vigore l’1 novembre 1993, e il Patto di Stabilità e Crescita sottoscritto nel 1997.

Cosa prevede il Fiscal Compact
Fra le molte cose contenute nel trattato, le più importanti sono quattro:

– l’inserimento del pareggio di bilancio (cioè un sostanziale equilibrio tra entrate e uscite) di ciascuno Stato in «disposizioni vincolanti e di natura permanente – preferibilmente costituzionale» (in Italia è stato inserito nella Costituzione con una modifica all’art. 81 approvata nell’aprile del 2012);

– il vincolo dello 0,5% di deficit “strutturale” – quindi non legato a emergenze – rispetto al PIL;

– l’obbligo di mantenere al massimo al 3 per cento il rapporto tra deficit e PIL, già previsto da Maastricht;

– per i paesi con un rapporto tra debito e PIL superiore al 60 per cento previsto da Maastricht, l’obbligo di ridurre il rapporto di almeno 1/20esimo all’anno, per raggiungere quel rapporto considerato “sano” del 60 per cento. In Italia il debito pubblico ha sforato i 2000 miliardi di euro, intorno al 134 per cento del PIL. Per i paesi che sono appena rientrati sotto la soglia del 3 per cento nel rapporto tra deficit e PIL, come l’Italia, i controlli su questo vincolo inizieranno nel 2016. Per lo Stato Italiano, salvo smentite, si parla di un costo – taglio spesa – di circa 40 miliardi  annui.

B) ERF (European Redemption Fund)

I tedeschi hanno proposto una sorta di pilota automatico per rispettare il Fiscal Compact, con la creazione dell’ERF, ossia di un Fondo a livello europeo, dove far confluire l’importo dei vari debiti pubblici degli Stati dell’Eurozona per la parte eccedente il 60% del PIL.

Lo studio è stato commissionato a 11 esperti, nessuno dei quali italiano, che hanno fatto proprie le proposte dei consiglieri economici della signora Merkel.

L’ERF verrebbe garantito dagli Stati membri attraverso i loro asset pubblici patrimoniali, riserve auree e da almeno una percentuale della fiscalità riscossa a livello nazionale, IVA compresa. Questo Fondo emetterebbe bond europei caratterizzati da una rigorosa scadenza di 20, al massimo 25 anni. In questo lasso di tempo, tutti gli Stati aderenti avrebbero, inoltre, l’obbligo di assettare il proprio rapporto debito/PIL al 60%.

Tradotto in soldoni, per quanto riguarda lo Stato italiano, significa che dovranno essere conferiti all’Europa 1.168 miliardi. Al momento, perché ovviamente questa cifra sale mese dopo mese.

Per uno Stato messo male come l’Italia, ovviamente, non vi è nessun tornaconto o interesse economico a far parte di tale Fondo, poiché, l’ERF si comporterebbe,  tanto per essere concreti, come un curatore fallimentare che tutela gli interessi del creditore, non certo quelli del debitore.

Ebbene, alla luce dell’azione di Stato-Polizia già messa in atto da parecchi anni dall’Italia (secondo i precedenti 10 punti), che ci toglie il respiro prosciugandoci qualsiasi risorsa economica, frutto del nostro quotidiano lavoro, che ci toglie la voglia di un sorriso, la speranza di programmare il futuro nostro e quello dei nostri figli, che cancella la dignità spettante ad ogni cittadino come diritto acquisito con la nascita, che fa scappare milioni di cittadini italiani all’estero, con la speranza di trovare altrove i diritti, la dignità e la serenità qui calpestati, nonché alla luce del terribile futuro economico/finanziario che ci verrà imposto con il FlSCAL COMPACT e l’ERF dall’Unione Europea, Vi sottopongo cittadini-contribuenti Veneti, una domanda, che, purtroppo, vi porrà davanti ad una scelta obbligata da prendere velocissimamente:

IO CITTADINO VENETO, SCELGO DI  ADERIRE ALLA NOBILE AZIONE DI OBIEZIONE FISCALE, NEL RISPETTO DELLA LEGGE ITALIANA, O SCELGO CON ISTINTO SUICIDA ED AUTOLESIONISTA DI FIRMARE LA CONDANNA A MORTE FISCALE, ECONOMICA, CIVILE  E  MORALE DELLA MIA AZIENDA E DELLA MIA FAMIGLIA, ACCETTANDO E RISPETTANDO LA VESSAZIONE FISCALE DELLO STATO ITALIANO?

Ritengo personalmente che giunti alla situazione drammatica che coinvolge il Paese Italia, alla quale va aggiunto lo tsunami economico/finanziario europeo che investirà lo Stato italico nel  prossimo futuro (2016), e considerato che il conto alla rovescia della Clessidra sta per terminare, si sia davanti ad un inevitabile bivio::

O

faccio obiezione fiscale di massa per far sì che un numero più elevato possibile di aziende e di famiglie non facciano più arrivare “ossigeno” (tasse) allo Stato Italiano già agonizzante, permettendo così all’FMI (Fondo Monetario Internazionale) di decretare in modo Ufficiale e Documentato lo Stato di fallimento dell’Italia, e, di conseguenza, permettere e spianare il percorso di sovranità ed indipendenza della Repubblica Veneta,

O

per la falsa ed inventata paura, frutto molte volte di errate e tendenziose informazioni da chi di dovere, di vedersi pignorare tutti i beni o di vedersi recapitare una raffica di accertamenti nel caso aderisca all’obiezione fiscale (paure che non devono sussistere per le motivazioni tecniche che lo Staff di Plebiscito.eu da ormai 2 mesi vi sta scrupolosamente spiegando sia con serate informative sia con documentazione postata sul sito www.Plebiscito.eu) firmo la condanna a morte personale e della mia famiglia sia dal punto di vista economico, civile e morale.

Un punto controverso e non sufficientemente chiaro, che ho avuto modo di riscontrare nelle varie serate informative sin qui organizzate e tenute da Plebiscito.eu è il seguente: il cittadino Veneto è straconvinto che la causa della perdita della sua ricchezza (la casa, le macchine, il capannone etc.) perché oggetto di pignoramento da parte dello Stato Italiano, sia il fare obiezione fiscale, ed invece sta proprio qui il punto equivoco, che una volta per tutte deve essere risolto.

Fare obiezione fiscale nel rispetto della legalità, per le imposte erariali (IRPEF, IRAP, IVA entro il limite annuo dei 50.000 euro) può comportare al massimo, come dazio da mettere sul piatto della bilancia, il pagamento di una sanzione al 10% + l’1% annuo di interesse di mora, ricevendo l’Avviso bonario non prima di 10/12 mesi dal mancato pagamento delle imposte. Tra le altre cose, l’Avviso bonario è rateizzabile per certi importi, fino ad un massimo di 20 trimestrali (5 ANNI) con l’applicazione di un tasso d’interesse per la rateazione, sicuramente più vantaggioso di un finanziamento bancario di pari durata (5 anni) richiesto per bisogno di liquidità.

Anche per le imposte locali (quali ad esempio l’IMU) l’obiezione fiscale comporta un “peso” soltanto di natura sanzionatoria, seppure nella misura del 30%, mai assolutamente di natura pignoratizia, e, comunque, l’Avviso di accertamento dei tributi locali (IMU, TARI. etc.) non viene emesso mediamente, prima di 24/36 mesi dal mancato pagamento. L’Avviso di accertamento dei tributi locali, può essere rateizzato presentando apposita domanda al competente Comune.

Se poi, l’obiezione fiscale si vuole spingere oltre (cartella esattoriale con sanzione al 30% e tasso di interesse più elevato dell’Avviso bonario o dell’Avviso di accertamento comunale), anche per questa fattispecie è stato più volte dettagliatamente spiegato come esercitarla, nel rispetto delle Legge italiana e senza incappare nel pericolo del pignoramento da parte di Equitalia.

Il vero e concreto pericolo per la propria ricchezza (le proprietà immobiliari, la pensione, lo stipendio, il conto corrente bancario, gli investimenti azionari etc.) che il contribuente Veneto non ha ancora ben individuato e compreso, sta proprio nel  mantenere un atteggiamento passivo di rassegnazione ed accettazione dello stato economico/finanziario attuale, rappresentato da una legislazione fiscale ossessionante e schiacciante al punto tale da non costituire più (ad onor del vero non l’ha mai fatto) una contropartita per l’offerta dei servizi (sanità, difesa, istruzione, cultura, ricerca, ambiente etc.)  ai propri cittadini, bensì, una sorta di idrovora per il risucchio di tutte le nostre risorse (anche immobiliari) al fine di colmare l’insanabile  debito pubblico creato volutamente ad arte, da classi dirigenti politiche incompetenti ed irresponsabili, la cui unica mansione è sempre stata quella di trasferire la ricchezza dalle tasche degli italiani alle proprie, per soddisfare immorali ed ignobili privilegi di casta.

Poiché seppure schiacciante ed insostenibile, l’imposizione fiscale italiana non è più sufficiente, da sola, a colmare le falle finanziarie ed economiche causate dalla ripudiabile classe dirigente italica, ecco allora che l’Unione Europea ha pensato (non solo per l’Italia, ma di fatto sarà lo stato più bistrattato) di imporre in casa italiana, un’ulteriore stretta finanziaria e, quindi, anche fiscale, per aziende e famiglie: il FISCAL COMPACT  e l’ERF, come sopra spiegati.

Mi chiedo, sinceramente, come in un Paese che registra due suicidi a settimana per crisi economica, si possa pensare di sopravvivere con l’ulteriore terrificante morsa fiscale/economica che sta giungendo dall’Unione Europea.

Se tenete alla Vostra azienda, ai Vostri beni, ai Vostri familiari, alla Vostra terra, a valori irrinunciabili come la dignità e la libertà, non resta che una ed  una sola scelta, Cari Veneti: fare obiezione fiscale in massa e subito, non rimane più tempo!!!

Alberto Marsotto

Segretario – Soccorso Veneto


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  • Elenco i motivi per i quali non credo più all’italia, ma ora solo ed esclusivamente a liberarmi una volta per tutte da questo inferno fiscale che opprime la vita e le menti di noi Veneti:
    – costituzione ormai obsoleta rispetto ai tempi;
    – costi della politica fuori controllo;
    – costi della burocrazia immorali;
    – fiscalità con rapporto stato cittadino a livelli
    medioevali se non peggio;
    – sprechi in ogni dove;
    – ruberie generalizzate negli apparati statali;
    – menefreghismo di molti dipendenti pubblici;
    – mala giustizia;
    – mala sanità;
    – corruzione a tutti i livelli;
    – sistema perverso tra stato/cittadini (sudditi);
    – privilegi e malversazioni generalizzate ;
    – immutabilità del sistema carcerario;
    – irriformabilità del sistema italiota;
    – mala gestione a tutti i livelli ed in tutti i
    settori della pubblica amministrazione;
    – perdita della sovranità monetaria;
    – perdita della sovranità statale a favore U.E.;
    – perdita da parte dei sudditi italioti del senso
    dello stato che dovrebbe fungere da padre soccor-
    ritore e dispensatore di servizi proporzionati
    alla pressione fiscale ed invece sempre più
    scadenti ed anche inesistenti con le ultime leggi;
    – perdita, dovuta ad uno stato padrone, retto da
    sole caste parassitarie ed autoritarie,della
    verità storica, culturale, linguistica e delle tradizioni del Veneto e dei Veneti come pure per le altre identità facenti parte della penisola;
    Invece di valorizzare le diversità ha macellato le identità e guai a chi osava chiedere più democrazia.
    Sono sicuro di dimenticare molte altre cose che andrebbero citate, ma tant’è che mi sembra ce ne siano moltissime che mi fanno dire che noi indipendentisti veneti non torneremo più indietro per nessuna ragione al mondo. Il “povero” RENZI non ha ancora assaggiato la forza malvagia delle caste che non vogliono rinunciare alle proprie prerogative e ai propri privilegi costasse anche la distruzione definitiva del popolo italiota.
    Cosa scrivere ancora affinché i Veneti ancora indecisi capiscano che è finita davvero questa italia?!?!?
    Chi sarà causa del suo mal dovrà piangere solo sé stesso……………….
    WSM

    giancarlo 3 giugno 2014 16:29
  • Dimenticavo per i più profani:
    Andate su GOOGLE a leggervi:
    IL FONDO DI REDENZIONE della U.E.
    e poi meditate.. .meditate…e finalmente agite !!!!
    WSM

    giancarlo 3 giugno 2014 16:33
  • Fondo di redenzione?
    Siamo al delirio mistico,questi sono dei pazzi e ci pigliano pure per il sedere.

    AldoVi 3 giugno 2014 18:52
  • @ALDOVI
    Si vede che sei un troll.
    SI IL FONDO DI REDENZIONE DELL’UNIONE EUROPEA. Sei capace di leggere?
    Se sì via su GOOGLE e digita: FONDO DI REDENZIONE e….leggi.
    Evita di fare brutte figure, PER ESSERE BUONI, senza sapere !!
    WSM

    giancarlo 4 giugno 2014 14:28
  • ALDOVI informate prima de darghe aria ae ciacole se no te pasi par uno ke ignora, non sta rabiarte se dopo i te apostrofa ignorante
    WSM

    GINO 4 giugno 2014 22:30

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