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IL CRIPTO-STATO VENETO È L’UNICA VIA D’USCITA CONCRETA DAL PEGGIORE INFERNO CIVILE E FISCALE DEL MONDO

febbraio 29, 2016

Alcuni approfondimenti sul progetto di indipendenza del Veneto basato sull’evoluzione tecnologica e sulla definizione di nuovi ambiti di cittadinanza, nazionalità e residenza digitale

cittadinanzadCome spesso ci è capitato negli ultimi anni, anche oggi Plebiscito.eu è l’unica organizzazione che ha un chiaro progetto e sa come realizzarlo.

La creazione del Cripto-Stato Veneto, tra le altre cose, conferma anche questa nostra caratteristica peculiare. Che si traduce nella nostra concretezza d’azione.

A Plebiscito.eu non interessa alzare la voce solo per lamentarsi in modo sterile della situazione insostenibile per i cittadini e le imprese venete a causa dell’oppressione del peggiore inferno fiscale e civile del mondo senza proporre soluzioni.

A noi non interessa diventare una sorta di “sindacato” anti-equitalia che indori la pillola al fine di rimanere schiavi dell’Italia senza in realtà indicare e percorrere alcuna via d’uscita realistica per intraprendere un circolo virtuoso.

Plebiscito.eu non si scaglia contro le piaghe d’Egitto moderne che tanto piacciono ai populisti e ai complottisti di casa nostra: dall’euro, alla massoneria, agli illuminati, alle scie chimiche, alla Merkel e così via.

Plebiscito.eu non propone scorciatoie inutili e dannose che prevedano un “uomo forte” al comando né ci piace chi decanta le virtù da macho di presunti leader secondo l’eterno cliché mussoliniano, in realtà dittatori sotto mentite spoglie che portano solo miseria e degrado per i propri Popoli.

Plebiscito.eu non propone progetti di nuovi referendum regionali per l’indipendenza senza vie d’uscita in quanto: 1. nella migliore delle ipotesi (ovvero nel caso che gli indipendentisti conquistino la maggioranza assoluta in regione Veneto) prevedono lo scontro perso in partenza con la corte costituzionale da un lato e l’impossibile collaborazione della macchina pubblica sotto stretto controllo prefettizio e governativo dall’altro; 2. nella più probabile delle situazioni si rivela solo lo sventolare autoreferenziale e politicamente onanistico di bandiere senza alcun esito pratico.

Plebiscito.eu non si accoda per ricevere qualche briciola di inutile e sterile visibilità al tavolo ben imbandito del potere della nuova democrazia cristiana del furto e del controllo clientelare del sottobosco di municipalizzate di centri del potere costituita dal partito unico lega-pd dell’amministrazione autoreferenziale fine a sé stessa, che l’unica cosa che sa fare è aumentare la voragine della spesa e del debito pubblico, bruciando le risorse prodotte dal lavoro dei veneti.

No, nulla di tutto questo.

Plebiscito.eu concretamente costruisce un nuovo paradigma che cambierà le relazioni economiche e sociali in profondità attraverso la creazione di un Cripto-Stato Veneto indipendente, che sarà costituito da una potente e versatile infrastruttura informatica che renderà possibile ai veneti di condurre le proprie attività sorpassando lo stato italiano senza che esso possa nemmeno venirne a conoscenza. Allo scopo utilizzeremo una moneta digitale veneta che semplicemente è al di fuori del dominio di controllo dell’Italia e che poi ognuno potrà usare come meglio crede e se ritiene anche convertire in valute di utilizzo comune, quali euro, dollari,  o altro.

Renderemo inutile lo stato italiano grazie all’installazione di un’entità di intelligenza pubblica artificiale più evoluta che lo farà estinguere in breve tempo.

Qualcuno ci ha chiesto perché nel definire chi potrà utilizzare i servizi del Cripto-Stato Veneto siamo andati oltre ai confini della regione Veneto, permettendo tre diverse modalità di accesso:

  • a chi avrà ottenuto lo status di cittadinanza digitale veneta (aperto ai cittadini veneti residenti nell’attuale regione Veneto, nelle province di Brescia, Bergamo, Mantova e Sondrio e nell’attuale regione Friuli Venezia Giulia);
  • a chi avrà ottenuto lo status di nazionalità digitale veneta nel mondo (aperto a tutti i veneti di origine che risiedono stabilmente all’estero);
  • a chi avrà ottenuto lo status di residente digitale Veneto (aperto a tutti i cittadini del mondo che rispondano a pre-requisiti di sicurezza).

In estrema sintesi, non è che la sfida “digitale” preclude, o sostituisce quella “fisica”. Esse avvengono in ambito e con regole diverse.

Il concetto di cittadinanza digitale è quindi differente dal concetto di cittadinanza “tout court”.

Nello stesso modo in cui, ad esempio, l’Estonia differenzia la residenza digitale (che per prima ha saputo definire e attivare concretamente), dalla residenza fisica e dalla residenza fiscale, noi semplicemente introduciamo nuove categorie che nell’accezione digitale estendono il dominio anche ad altre province.

Non potranno comprendere ovviamente la cittadinanza “fisica”, in particolare domani quando avremo il controllo del territorio. A meno che non raggiungeremo un accordo in tal senso con lo stato italiano (non si sa mai, le cose cambiano sempre più in fretta, anche alla luce del complesso quadro geopolitico e macroeconomico globale) e le popolazioni delle province della Serenissima al di fuori del Veneto siano d’accordo. O a meno che i cittadini digitali di Brescia, Bergamo etc non decidano di trasferirsi in Veneto dove saranno i benvenuti anche come cittadini “fisici”. Ovvero, a livello territoriale la rivendicazione è di tipo “difensivo” e riguarda il Veneto, anche perché siamo parte debole.

A livello digitale, dove siamo “parte forte” in quanto anticipiamo l’evoluzione tecnologica e sociale, siamo pionieri e quindi dettiamo noi le regole.

Un domani quando dovremo sederci a un tavolo per negoziare le condizioni dell’indipendenza ciò ci darà più forza. E da un punto di vista giuridico non fa una grinza, perché ci troviamo in uno spazio digitale “vuoto” da riempire.

Chi dall’esterno guarda (le corti internazionali, le diplomazie di altri Stati, le organizzazioni internazionali etc.) non potrà che prendere atto di mutate condizioni di forza contrattuale e ne prenderà atto nel momento in cui dovranno fare da arbitri o garanti dell’accordo di indipendenza.

Gianluca Busato
Presidente – Plebiscito.eu


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