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IL TRASPORTO PUBBLICO PASSEGGERI DELLA REPUBBLICA VENETA

dicembre 5, 2014

1. Introduzione

L’industria del trasporto pubblico dovrebbe rappresentare un punto d’eccellenza nell’amministrazione veneta, sia come biglietto da visita delle capacità organizzative del settore pubblico, sia come sinergia tra pubblico e privato, ma soprattutto per creare un “ambiente” favorevole all’ulteriore sviluppo di altre aree dell’industria, in particolar modo quella del turismo.
L’idea fondamentale è quella della riscontrabile mancanza di accessibilità e mobilità dei punti nevralgici della nostra economia turistica. Come per moltissime realtà della Repubblica Italiana, e il Veneto non ne fa eccezione, si sono costruite negli anni delle vere e proprie cattedrali nel deserto, mal collegate, soggette al business dei taxi, o dei grandi parcheggi multipiano. Non ci sono metropolitane per le grandi città, non ci sono collegamenti su rotaia per gli aeroporti, non vi è interconnessione tra aeroporti/stazione/luoghi di interesse.
Viaggiando per il mondo, e non solo in quello occidentale, si può riscontrare una forte spinta in questo senso, quasi tutte le città europee hanno un sistema integrato di metropolitane di superficie o sotterranee che agevolano la mobilità entro la città e verso gli aeroporti. L’aria che si respira è quella di uno Stato che va, che funziona, e le cui infrastrutture sono volte al servizio dell’utenza, sia domestica che estera.
Il futuro del Veneto, in un mondo sempre più globalizzato, con il conseguente svilupparsi di un turismo di massa ed a basso costo per intercettare un mercato in enorme espansione, deve essere necessariamente volto alla mobilità, consentendo al mercato mondiale di raggiungere tutti i luoghi di interesse della nostra Nazione, per portarne i benefici in modo più capillare possibile.
Inoltre, le grandi opere potrebbero rappresentare una sana fonte di spesa pubblica, volta al potenziamento infrastrutturale dello Stato come anche al rilancio dell’economia tramite il lavoro.

2. Trasporti di terra e interconnessioni

mappa-1Centro nevralgico del sistema di trasporti delle Repubblica Veneta sarà certamente l’aeroporto di Venezia Tessera. Ritengo che però bisogni affrontare due problemi principali di accesso allo scalo:
– Accessibilità all’aeroporto da tutte le aree demografiche
– Accessibilità dall’aeroporto verso tutti i centri di maggior interesse turistico

Ovvero, dobbiamo aiutare a portare i nostri cittadini “fuori” come servizio per la comunità, e i cittadini stranieri “dentro” per incentivare il turismo.
L’aeroporto di Venezia Tessera deve essere potenziato, non tanto con la creazione di una nuova pista di atterraggio, che al momento risulta essere piuttosto inutile, considerando il volume di traffico da e per lo scalo lagunare. Basti pensare che in una giornata estiva, in concomitanza con eventi particolari come la biennale o mostra del cinema, l’aeroporto arriva a contare 380/400 movimenti al giorno. Milano Linate, negli anni precrisi, sempre con una pista sola riusciva a registrare picchi anche di 750 voli al giorno (tra arrivi e partenze) oltre che a intensa attività VFR, che Venezia purtroppo ancora non ha.
Va invece creata una stazione metropolitana/ferroviaria o al di sotto della zona arrivi (preferibile) o subito al di fuori.

L’aeroporto dovrebbe essere collegato a:
– La linea già esistente Venezia Trieste per potersi agganciare alla linea regionale e portare, eventualmente tramite la stazione di Venezia-Mestre tutte le città venete, in modo da portare i cittadini dal centro città direttamente in aeroporto senza muovere la macchina, e i turisti viceversa in tutte le nostre più belle aree urbane.
– Alcune città direttamente. Andrebbe fatto uno studio ambientale per la creazione di una metropolitana sommersa che rappresenti un accesso veloce e diretto alla città, sia per il turismo sia per il trasporto d’affari. Treviso e la linea per il Cadore potrebbe essere un’altra linea da valutare.

Questa concezione di trasporti metropolitani per gli aeroporti va creato anche per gli scali di Verona e Treviso. Bisogna dare accessibilità agli aeroporti tramite i treni, eliminando fin dove possibile l’uso dell’automobile.
La stima per i primi collegamenti è davvero irrisoria, 4,5 km per la connessione del Marco Polo alla Venezia/Trieste, 2,5km per allacciare il Canova di Verona con la Verona/Brescia, appena 1,4km per l’aeroporto di Treviso.
Una linea sommersa invece, comporterebbe circa 7,5km di tunnel, e un’opera ingegneristica di altissimo livello.
Andrebbe creato un collegamento ferroviario/metropolitano per Lido di Jesolo, un tempo apice dell’industria turistica balneare. L’ottimale sarebbe una linea metropolitana che da Venezia passi per Mestre, per l’Aeroporto e arrivi alle spalle del litorale, con alcune fermate lungo le varie piazze di Via Baffile.
Il turismo estivo a Jesolo va decisamente riportato alla gloria degli anni 80/90/2000, prima che iniziasse un lento ma inesorabile decadimento. Quest’opera è sicuramente più impegnativa, e si parla di circa 38km per un percorso che “aggiri” la laguna, in modo da preservarne l’habitat naturale.
Anche il turismo invernale va potenziato, dando accessibilità alla Regina delle dolomiti e a tutto il meraviglioso Cadore. Attualmente la linea ferroviaria ferma a Ponte nelle Alpi e Belluno. Non è sufficiente. Va fatto lo sforzo di portare i passeggeri dalla pianura fino al monte Cristallo direttamente su rotaia. Un ottimo esempio è fornito dal Trentino Alto Adige, in particolar modo nel comprensorio di Brunico/Plan de Corones.
Li, un treno moderno ed ecologico porta gli sciatori direttamente dentro la stazione della cabinovia che sale, ed è possibile raggiungerla dal centro di Monaco di Baviera, da Verona, o dalla cabinovia di San Candido.
Potremmo pensare a intercettare tutto il turismo del Medioriente, con Etihad e FlyEmirates che hanno operano scali settimanali a Venezia.

3. Spazio aereo

mappa-2Attualmente lo spazio aereo del Veneto è uno dei più trafficati d’Italia. Esso rappresenta una risorsa limitata e vitale, e va gestita con cura. I servizi alla navigazione aerea oggi vengono garantiti dall’ENAV secondo quanto pattuito alla convenzione di Chicago del 1947 (che ha istituito l’ICAO) e dai regolamenti dell’UE (questi forse troppo vincolanti soprattutto su irrealistici target di performance, vedasi performance scheme SES2+). L’erogazione di questi servizi, primo tra tutti il controllo del traffico aereo, è estremamente remunerativo. Per il controllo dello spazio aereo nazionale, al contrario di quanto si pensi, l’ENAV (e prima del 1979 l’aeronautica militare) ha istituito 4 centri di controllo radar d’area, e uno di questi è ad Abano Terme, e controlla tutto lo spazio aereo nazionale dal Brennero ad Ancona e dal Garda a Trieste.
L’infrastruttura quindi già esiste, tutte le attrezzature e i sistemi radar anche, e una gestione di questo centro da parte del Veneto, in maniera efficiente, senza accollarsi le spese di centri e aeroporti non produttivi, oltre che una burocrazia sovradimensionata, porterebbe ad un abbattimento delle tariffe in rotta e un incremento del volato, che si tradurrebbe in maggiori voli da e per il nostro paese e quindi un incremento del turismo.

4. La capitale

Venezia, come capitale della Repubblica necessiterà di nuove infrastrutture per il suo collegamento, e potrebbe essere la giusta occasione per un rilancio della città anche in termini di lotta allo spopolamento. Un’area di sviluppo potrebbe essere individuata nella bocca di porto di Lido/Punta Sabbioni. Vi sono già due infrastrutture importanti che potrebbero essere maggiormente sfruttate, come l’aeroporto Nicelli e l’idroscalo.

1) Allungare la pista del Nicelli fino a 1650 metri e asfaltarla, per renderla così utilizzabile per tutti gli executive jets (LJ45, LJ60, G-V e G-VI, GLEX ecc), e creare una darsena per il traffico lagunare, oltre che turistico e diporto.

2) Riadattare il vecchio idroscalo a nuovo terminal grandi navi. Queste non dovranno più solcare le acque lagunari ne creare moto ondoso, passeranno dalla bocca di porto e li vi si fermeranno.

Il tutto corredato da un eventuale prolungamento della sommersa, che colleghi il terminal all’aeroporto Marco Polo.

5. Conclusione

Quelle di cui sopra sono idee logistiche, corredate da necessità tecniche oggettive, e soggette a valutazioni di tipo ambientale e politico. La Laguna di Venezia deve essere, a mio avviso, una realtà da preservare ma al contempo ricontestualizzare nel terzo millennio. Il moto ondoso va ridimensionato, dalla Laguna vanno tenute fuori il più possibile le imbarcazioni pesanti e quelle veloci (ad eccezion fatta dei mezzi di pubblica sicurezza e di pronto intervento). Il petrolchimico andrebbe smantellato, bonificato e riqualificato. I “corridoi” delle petroliere e delle grandi navi portati altrove, le grandi navi turistiche tenute ai margini. Ma Venezia e la terra Veneta vanno inserite in un contesto di trasporti dinamici e interconnessi. Vorrei poter vedere un giorno, i cittadini di Bassano del Grappa bersi un mezzo e mezzo alla Nardini alta alle 11, prendere il treno per l’aeroporto Marco Polo alle 12 ed essere sul volo per Ibiza alle 14. Vorrei vedere un gruppo di amici di Stoccarda che in giornata, perché non sanno che fare nella loro grigia domenica di novembre, prendere l’AirBerlin e in 2 ore essere in Erbaria a bersi uno spritz. Vorrei pensare che una famiglia olandese, invece di andare in Mar Rosso, che poi rimanere in villaggio senza fare nulla, o affrontare 12 ore di macchina con i figli di 8 e 10 anni, prende la Venetian Airlines da Amsterdam e atterrare a Venezia Tessera, scendere alla metropolitana e in 34’ smontare dalla metro in piazza Drago, o ai campeggi di Punta Sabbioni, a due passi dalla città più bella del mondo, e nuovo cuore culturale d’Europa. Oppure perché no, agenzie di tutto il mondo offrire pacchetti tour per il Veneto, con arrivo su Venezia e ripartenza da Verona con scalo magari a Roma o Milano, mentre tramite il servizio ferroviario possono girare due settimane non stop per visitare la città da cui Galileo ha scoperto i satelliti di Giove, o una città in cui è possibile pesare trote alla mosca dando le spalle al mercato cittadino in un contesto quattrocentesco, visitare cittadine murate e splendide vallate, sciare nel cuore delle dolomiti fino al primo pomeriggio e tornare in capitale per bere uno spriz come aperitivo, vedere l’arena romana più bella che ci sia mentre dentro suonano gli ACDC, o iniziare un tour enogastronomico sui colli della Valdobbiadene e finire degustando un amarone della Valpolicella. Il tutto senza sprecare tempo, senza buttare denaro, senza inquinare l’ambiente, senza doversi scervellare per trovare dei trasporti in un paese dove tutto era difficile. Il sistema trasporti della Repubblica Veneta va quindi studiato e potenziato, creando nuove infrastrutture che colleghino i centri turistici e manifatturieri a quelli per i trasporti, in una rete sinergica ed efficiente.

Andrea Zanetti

Schermata 2014-12-01 alle 18.24.15Tratto da eVENETIA – Progetto Istituzionale della Repubblica Veneta


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  • non vedo l’ora… quando arrivo a Conegliano dopo le otto di sera, non c’è più niente per portarmi più a nord salvo chiamare un taxi che mi costa più del viaggio di 700 kilometri… si chiama: isolamento di centinaia di migliaia di persone.
    e chi si sogna di andare alla Fenice per un’opera o un concerto? appunto, sembra a portata di mano e invece è un sogno!

    caterina 5 dicembre 2014 10:24
  • Ottima relazione, ma è necessario approfondire la migliore comunicazione che sia recepita dai Veneti, così da avere quella risonanza positiva che è la risposta a quanto voi comunicate .
    Solo così si costruisce un futuro di una comunicazione e informazione di tutte le problematiche che ci assillano quotidianamente , per trovare la soluzione definitiva con nuovi progetti che sono la tutela del Veneto. L’immagine di quanto espongono i max media di Roma dobbiamo riflettere .

    francesco 5 dicembre 2014 12:13
  • Francesco, sembra che tu ti voglia proporre… fatti avanti…avrai la passione e le competenze…non credenziali alla romana! chi ci crede e vuol lavorare si fa conoscere nelle occasioni d’incontro programmate.
    Ciascuno deve fare tutto quello che può…la ricompensa individuale sarà la gioia di una vittoria per tutti, un Veneto finalmente indipendente.

    caterina 5 dicembre 2014 14:49
  • Credo che per portare a conoscenza i veneti di questi meravigliosi progetti e nuove iniziative per l’INDIPENDENZA si dovrebbe stampare un giornale quotidiano o settimanale,magari prendendo anche notizie da siti web come Woxnews,Grande Cocomero ecc…così da mettere al corrente la vera realtà italiota e non distorta dai tg a quotidiani manipolati dalla politica e dai massoni

    Gioakin 5 dicembre 2014 15:54
  • Il Giappone insegna !
    Oggi in Giappone i treni superveloci di superficie viaggiano a 500 km/h con i famosi ” MAGLEV” a campo magnetico.
    Esistono 3.800 partenze giornaliere in tutto il Giappone con oltre 4.000 conduttori super specializzati e non esistono ritardi o posti in piedi.
    I pendolari Giapponesi che sono milioni al giorno non conoscono gli stress dei nostri qui in Veneto che il più delle volte sono costretti a viaggiare in piedi ed arrivare in ritardo. Ci sono treni in Giappone che hanno mediamente dalle 14 alle 16 carrozze l’uno, mentre qui da noi sembra che aggiungere qualche carrozza in più specie sulle linee dove ci sono molti pendolari sia una cosa impossibile. Ecco, una nazione, si misura esattamente dal proprio sistema di trasporti che è come le arterie per il corpo umano. Devono essere sempre libere per lasciar passare il sangue e non creare emboli o grumoli che impediscano il normale fluire del sangue, altrimenti si corre il pericolo di fare un infarto e di morire. Il Veneto non deve fare gli sbagli che ha fatto l’italia e quindi deve creare una rete moderna ed efficiente per dare modo ai Veneti di potersi spostare velocemente e senza stress. Ciò creerà un clima sereno e uforico e le persone saranno più felici di spostarsi senza i soliti stress di adesso.
    La Nazione Veneta ne avrà notevoli vantaggi anche dal punto di vista economico e la gente andrà al lavoro con più entusiasmo e non con il nervosismo già prima di prendere il treno che arriva in ritardo quasi sempre……..
    WSM
    WSM

    Fil de Fer 6 dicembre 2014 17:13
  • Ma Busato crede veramente di prendere in giro ancora i veneti presentandosi alle elezioni dopo la MANCATA CERTIFICAZIONE?? Si è attirato l’antipatia di tutti, complimenti un grande statista! L’incompetenza dimostrata farebbe impallidire persino gli italiani figuriamoci uno stato europeo moderno. Adesso i suoi scagnozzi come De Vecchi O Caterina risponderanno qui nel blog le solite stupidaggini cercando di menare il can per l’aia, ma non potete prendere in giro nessuno ormai. In un altro stato NON SAREBBE MAI SUCCESSO (farsa o ritardo ormai conta poco). Busato altro non è che un politico italiano (e con questo aggettivo si intende il peggio del peggio). E per chi mi verrà a ripetere la solita litania che non è colpa sua, rispondo: sì, lo è al 100%. Chi ha scelto i membri del comitato internazionale? Con quali criteri? (evidentemente sbagliati) Perchè, eccetto il presidente, sono anonimi? Non esiste nemmeno un vice che faccia le veci del presidente in caso di malattia? (ma scherziamo??) Insomma una gran pagliacciata, e a nome di tutti gli ingannati non posso esprimere che un immenso rammarico e profonda delusione. Ma non si ripeterà.

    LUCA 7 dicembre 2014 11:16
  • @luca
    luca vegognati!!! Hai fatto domande sensate e ragionamenti da persona sobria, perciò sarai etichettato come topo di fogna/pagato/comunista!!!

    luciano 8 dicembre 2014 19:05
  • qualcuno qua arriva quasi a minacciare che “non si ripeterà”; come intende procedere perché non si ripeta? Per vie fisiche? Quali coercizioni pensa di adottare? Poi si definiscono come “scagnozzi” coloro che non la pensano come lui, bel sistema. Ad ogni modo chi scrive queste parole sa che se non gli va Veneto Sì e Busato ha delle bellissime alternative a cui fare riferimento, innanzitutto la Lega e le sue ruote di scorta, che a vario titolo la sorreggeranno alle prossime regionali, da Fratelli d’Italia agli italo-indipendentisti, sino a quelli di Prima il Veneto, tutta gente che sbraita per distinguersi dalla Lega, ma che alla fine si abbraccerà nella medesima alleanza. Quindi cominci a guardare l’orizzonte e studiarsi i soggetti. Ah dimenticavo, se non gli va bene la Lega, ci sarà anche Lady Like Moretti ed il Grullino di turno. Una vasta scelta, di certo in grado di soddisfare i palati più esigenti

    zisp 9 dicembre 2014 10:27
  • busato candidato ale politiche italiane?!?!
    alla faccia della dichiarazion d indipendenza

    oscar 9 dicembre 2014 14:01
  • @OSCAR, leggi bene perché Busato si candida proprio per la dichiarazione di indipendenza di Marzo
    http://www.venetosi.org/elezioni-regionali-veneto-si-chiede-il-mandato-per-attuare-la-piena-indipendenza-del-veneto/

    Michele De Vecchi 9 dicembre 2014 15:30
  • @ZISP
    Se mi citi attieniti al mio testo senza divagare. O fai parte anche tu degli analfabeti funzionali? Se ti interessa il dibattito parti pure dai miei quesiti, il sarcasmo lo puoi fare a te stesso perchè io sono più che serio.

    LUCA 9 dicembre 2014 17:46
  • @oscar
    e dopo tanti discorsi del tipo:
    -“presentarsi alle elezioni sarebbe come ammettere la presenza dello stato italiano nel veneto dopo la dichiarazione di indipendenza”
    -“plebiscito.eu non è un partito, è un movimento”(venetosi si candida e con Busato come segretario di partito)
    -“non abbiamo bisogno del riconoscimento dell’italia, saranno gli altri stati a riconoscerci come indipendenti”
    -“fra qualche settimana la certificazione sarà pronta, e a quella nemmeno lo stato italiano potrà opporsi”
    -“alle prossime regionali il Veneto sarà già diventato indipendente”
    forse me ne sono dimenticata qualcuna.

    davide 9 dicembre 2014 17:49
  • @Davide, punto su punto:
    1) sbagliato; è sempre stato detto che Veneto Sì avrebbe agito nell’ambito politico per difendere il percorso di Plebiscito.eu (articolo del 22 Marzo 2014, http://www.venetosi.org/a-tutto-campo/)
    2) Plebiscito.eu non è un partito, è un movimento apartitico e trasversale (chi partecipa alle elezioni è, appunto, veneto sì, con l’appoggio di Plebiscito.eu); Plebiscito.eu appoggia i soggetti politici che riconoscono l’esito del referendum di Marzo e la Repubblica veneta
    3) la partecipazione all’elezione non serve per un riconoscimento dallo stato italiano, che non avverrà mai; tanto più che l’unico punto in programma è l’ufficializzazione della dichiarazione di indipendenza, cosa che farà decadere all’istante il nuovo consiglio eletto e la giunta
    4) sai benissimo il motivo del ritardo della certificazione, che è stato spiegato e ribadito più volte; non è mai stato detto che la certificazione sarebbe stata riconosciuta dallo stato italiano
    5) l’obbiettivo di Plebiscito.eu è e resta l’indipendenza prima dello svolgimento delle elezioni regionali; è sempre stato detto, però, che se ci fossero stati ritardi Veneto Sì avrebbe agito nella difesa del nostro percorso anche in ambito elettorale regionale; le elezioni si stanno avvicinando: per ora la forza di Plebiscito.eu non è concentrata nella campagna elettorale a favore di Veneto Sì, ma in altre iniziative già presentate ed in alcune di nuove

    Michele De Vecchi 9 dicembre 2014 18:30
  • Bernadini nel numero unico L’Indipendente del giugno scorso:”gli Usa la fecero (la Dichiarazione di Indipendenza) nel 1778 e nacquero nel 1783 dopo la sconfitta inglese…
    perciò, tranquilli, noi ci arriveremo prima! tra il dichiarare e l’attuare vi sfido a dire che è la stessa cosa…perciò seguite e leggete bene quel che vien scrivendo Busato e invece di far ironie datevi da fare anche voi, Oscar, Davide e scettica compagnia, per quanto potete e sapete fare sempre che la cosa vi interessi veramente… ci vuole costanza perchè nessuno che ha oggi le redini e la borsa molla l’osso facilmente, anzi… bisogna accerchiarlo in modo che si veda costretto… è quello che dobbiamo fare e mi sembra si stia facendo!

    caterina 9 dicembre 2014 18:42
  • @michele de vecchi
    1,2-è busato che si candida cone presidente di un movimento “apartitico” (difficile esserlo poiché si criticano tutti gli altri partiti, chi non crede in cristo è un ateo mentre che ne è contro è un satanista) e segretario di un partito politico. Difficile sostenere che una cosa sia indipendente dall altra.
    3- e se un consiglio regionale non ha questo potere (ma và???)? Vi dimetterete?
    4- se la certificazione fosse così potente e sicura non servirebbero le regionali
    5- bastava dire che era propaganda, e ancora, é difficile tenere venetosi e plebiscito.eu separati se chi ne é a capo è la stessa persona.

    davide 9 dicembre 2014 19:26
  • Davide, bastava dire che proprio non vuoi capire…fai finta di leggere ma leggi solo l’idea fissa che hai in testa… fattene venire un’altra più utile, così potrebbe essere utile anche a noi che invece vogliamo proseguire anche se la strada è in salita ma non demordiamo perchè non vediamo alternativa percorribile…

    caterina 9 dicembre 2014 19:45
  • @Davide, perfettamente daccordo.

    che bea la cadrega 😀

    oscar 9 dicembre 2014 21:18
  • Oscar, ti sembra che uno come Busato cerchi “na carega”? non leggi quante gliene hanno offerte?

    caterina 9 dicembre 2014 22:28
  • non è che ‘sembra’, si candida proprio alla cadrega italiana.
    no-sense

    oscar 9 dicembre 2014 22:38
  • Oscar, non hai capito… non “carega italiana”, ma al vertice del Veneto..non confondere le cose per favore… sarebbe tutto risolto finalmente, come poteva esserlo già alla fine del 2012!
    ma non sarà necessario.. spero che arriveremo prima!

    caterina 9 dicembre 2014 23:28
  • @caterina
    visto che non capisco, come mai proprio lui si candida? I veneti potevano scegliere i 10, le idee, come dovrebbe essere il nuovo veneto tutto nella massima democrazia e trasparenza, ma non possono decidere chi vorrebbero al “vertice del Veneto”?
    E se una volta in regione non può fare niente di concreto (visto che la regione è un istituzione italiana e perciò è sottoposta a regole italiane)? Che si fa?

    davide 10 dicembre 2014 0:12
  • @Davide, non vuoi proprio capire; a Gianluca non interessa la regione: chiede il mandato di scioglierla la regione; è naturale che va contro la legge italiana, ma chissenefrega ci sta? Se viene eletto governatore farà solo quella cosa. Come già detto, nello stesso momento che lui la fa la regione verrà commissariata e lui perderà la carica: perché non è quella la carica che gli interessa. Veneto Sì corre solo per dare istituzionalizzazione alla Repubblica Veneta, che vedrà le sue elezioni svolgersi a febbraio, cioè prima di quelle regionali. Perché Busato come candidato? Perché al congresso fondativo di Veneto Sì, al quale tutti potevano partecipare e votare pagando la quota di iscrizione, è stato deciso che è lui il leader del movimento. Per unanimità dei votanti.
    Se Busato avesse voluto una “carega”, avrebbe accettato una qualsiasi proposta che gli è arrivata in questi anni; non hai neanche la più pallida idea di quante gliene siano arrivate sottobanco, e di quante continuino a fargliene: non sarebbe più facile e più sicuro?
    Dopo questo, se vuoi capire bene, altrimenti continua per la tua strada…

    Michele De Vecchi 10 dicembre 2014 9:34

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