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IL VENETO STRETTO TRA CRISI E PROVINCIALISMO ITALIANO DEVE ACCELERARE VERSO LA PIENA INDIPENDENZA

dicembre 11, 2016

“Veneto Ribellati” diventerà un evento mensile che raggiungerà tutte le piazze del Veneto. La legge regionale sul bilinguismo va bene, ma è poca cosa e arriva tardi, dopo 25 anni di promesse tradite

Grazie a tutti i veneti che hanno partecipato all’evento di Treviso di venerdì scorso e agli attivisti che lo hanno reso possibile sconfiggendo la cappa di silenzio dei quotidiani, che d’altra parte devono per forza difendere lo stato centralista che assicura loro i sussidi che li fanno sopravvivere contro ogni logica di mercato.

Come spiegato durante gli interventi dal palco, per il Veneto la situazione è gravissima, stretto tra il provincialismo italiano e la sua gabbia istituzionale avvelenata da un lato e il vuoto politico di rappresentanza dall’altro. Dal punto di vista economico siamo totalmente imballati, con una ripresa che non si vede dopo anni di recessione e senza alcuna idea all’orizzonte, che non sia aumento vertiginoso della spesa pubblica e del debito e ora un governicchio che ha l’unico vero obiettivo di arrivare a settembre 2017 per assicurare l’ottenimento della pensione a deputati e senatori.

Nessun piano strategico, nessun master plan, nessuna chiara prospettiva di far fronte alla perdurante perdita di competitività, in un’Europa in crisi di identità, minacciata dai populismi vuoti e passatisti da una parte e dall’incapacità di assumere posizioni di rilievo in un quadro macroeconomico e geopolitico minaccioso.

La prospettiva della campagna referendaria per l’autonomia del Veneto in tale situazione rischia di farci perdere ulteriore tempo senza portarci alcun risultato. Come già spiegato qualche giorno fa, infatti, l’autonomia sarebbe una cosa stupenda, se servisse a qualcosa! L’aumento della spesa previdenziale in Veneto (1,3 miliardi in più ogni anno) e il perdurare della crisi economica hanno infatti tolto ogni capacità effettiva di poter utilizzare l’autonomia di spesa a livello locale. Il residuo fiscale che vantavamo si è dimezzato, passando da 20 a 11 miliardi in pochi anni e nel 2018 sarà solo di 7 miliardi. Non c’è più spazio per nessuna autonomia, quindi. Bisogna pertanto accelerare subito verso l’indipendenza del Veneto, capitalizzando i risultati che già abbiamo ottenuto con il Plebiscito Digitale del 2014 e con la creazione della struttura che ne è seguita, ad iniziare dallo stato digitale (il cripto-stato) e dalle business community di Plebiscito.eu Club e del Club Imprenditori Veneti nel mondo. Ciò vale a maggior ragione oggi dopo l’autentica bomba socio-economica del crack della Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca, che hanno dato forma al più grande disastro finanziario dalla sventurata unità d’Italia: peggio del Banco Ambrosiano, peggio di Parmalat e di ogni altra truffa bancaria italiana.

In tale scenario va benissimo che la Regione Veneto approvi una legge sul bilinguismo (sperando che non venga bloccata dalla Consulta), in quanto, al di là delle possibili migliorie, essa inizia a riconoscere l’importanza che la lingua veneta ha assunto assieme a tutta la cultura veneta, nella gloriosa storia del Veneto, che fa mostra di sé nei più importanti musei del mondo, a Londra, a San Pietroburgo, a Parigi. Va anche detto però che questo è il primo punto del programma che la lega nord sia riuscita a realizzare dopo 25 anni di promesse tradite. E se ci è riuscita è solo grazie alla pressione che viene dai veneti che portano avanti le istanze dell’indipendenza. Purtroppo è poco e arriva tardi.

Per riempire il vuoto di rappresentanza degli interessi del Veneto si deve quindi premere l’acceleratore sull’unica soluzione legalmente possibile secondo il diritto internazionale, ovvero l’indipendenza del Veneto. Tutto il resto è una perdita di tempo. Per centrare l’obiettivo dell’indipendenza, bisogna saper utilizzare gli strumenti della modernità, a cominciare da tecnologia ed economia, lasciando perdere i passatismi nostalgici e controproducenti.

Per dare forma concreta e sostegno a tale progetto bisogna ritornare nelle piazze e pertanto “Veneto Ribellati” diventa un appuntamento mensile (per ora, sperando di farlo anche più spesso in futuro) e che toccherà tutte le città del Veneto. Aiutaci fin d’ora nell’organizzazione e nella comunicazione degli eventi aderendo come attivista dal nostro sito. Il prossimo appuntamento è per venerdì 20 gennaio a Vicenza.

La libertà non si ottiene restando seduti in divano, oppure aspettando che la situazione migliori, o peggio ancora affidandosi a sognatori di un passato che non ritornerà mai: per conquistare l’indipendenza e la libertà si deve partecipare attivamente alla costruzione del Veneto del futuro, sapendo che proprio in Veneto si giocheranno le partite fondamentali che ci vedranno il baricentro strategico delle nuove rotte di comunicazione e di trasporto intercontinentale tra Asia e Europa.

Plebiscito.eu


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