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IL VENTO DELL’INDIPENDENZA RIPRENDE A SOFFIARE IMPETUOSO DAL KURDISTAN ALLA CATALOGNA, MENTRE SI INGROSSA IL FIUME CARSICO DELLA LIBERTÀ ANCHE IN VENETO

settembre 14, 2017

Mentre in Europa e nel mondo si apre una nuova stagione di referendum di indipendenza, nel Veneto parte la costruzione dello stato indipendente di fatto, grazie alla forza superiore dell’economia e della tecnologia

In questi giorni il vento dell’indipendenza ha ripreso a soffiare con forza impetuosa, dopo la grande stagione dei referendum di autodeterminazione che si sono tenuti nel 2014 in Veneto (digitale), in Scozia (ufficiale e riconosciuto anche dal governo centrale) e in Catalogna (consultivo).

Ora sono il Kurdistan e ancora la Catalogna a dare il via a una nuova stagione di libertà, grazie alla celebrazione di nuovi referendum di indipendenza che si terranno rispettivamente il 25 settembre e il 1° ottobre.

In questi giorni che anticipano tali eventi si scatenano le reazioni di ogni parte. In particolare dei governi degli stati centrali che cercano in ogni modo di esorcizzare il diritto di autodeterminazione dei popoli, sancito nello stesso statuto delle Nazioni Unite all’art. 1 c. 2.


Da una parte abbiamo l’Iraq, che sul piano concreto può fare poco per bloccare la volontà di indipendenza del Kurdistan (affidandosi solo ai tentativi di altri stati che minacciano di non riconoscere il risultato, oppure a tentativi di dividere i curdi), in quanto il governo regionale del Kurdistan ha il controllo di fatto sul territorio, conquistandosi l’indipendenza sul campo dopo aver più di tutti combattuto per la sconfitta dello stato islamico.

Dall’altra invece c’è la Spagna che con il proprio governo centrale e la corte suprema sta cercando di bloccare a tutti i costi, in modo antidemocratico e con l’uso di minacce poliziesche inverosimili su larga scala, persino agli oltre 700 sindaci che hanno già dichiarato di sostenere il diritto di decidere dei catalani.

Proprio il tentativo disperato del governo spagnolo fa emergere un’altra importante considerazione sul punto. Ovvero che se il referendum in un qualche modo verrà celebrato, esso cambierà lo stato anche giuridico della Catalogna, in quanto sarà un fatto concreto avvenuto e certificato e ciò rappresenta la quintessenza dell’aderenza al diritto internazionale, che è appunto un diritto di fatto.

Questa base è la stessa che anima il progetto di piena indipendenza del Veneto che Plebiscito.eu ha avviato con la realizzazione del Cripto-Stato, portando la sfida non più solo sul territorio veneto, ma anche nel regno delle informazioni. Ciò procede in parallelo alla costruzione di uno scheletro economico indipendente dallo stato italiano e agganciato a dinamiche di sviluppo internazionale, approfittando dei grandi cambiamenti geopolitici e macro-economici in corso.

Il fiume carsico dell’indipendenza del Veneto sta insomma continuando a scavare la propria base profonda prima di riemergere anche nel territorio veneto in forma travolgente e non controllabile dallo stato italiano, pur sempre con metodi democratici e civici, ma basati sulla forza superiore dell’economia e della tecnologia, come dimostreremo anche questa sera in occasione dell’evento “Le Nuove Vie della Seta, il Veneto tra Cina ed Europa”, che si terrà a Grantorto (PD), presso il Centro Culturale Zecchinelli in Via Roma 37 (di fronte al Municipio).

Nel corso delle prossime settimane si terranno inoltre altri importanti eventi

Oltre ad essi sono in programmazione almeno altri due eventi per la presentazione di una nuova iniziativa che sarà annunciata nei prossimi giorni.

Cari veneti, dimostriamo pertanto con la nostra partecipazione a questi eventi in programma che la volontà di indipendenza del Veneto è sempre maggioritaria e travolgente, nonostante i vili tentativi dei servi di Roma di convertirla nella più docile e inutile autonomia farlocca.

Facciamo soffiare forte anche nella nostra terra il vento impetuoso dell’indipendenza che ha ricominciato a soffiare forte in Europa e nel mondo.

Gianluca Busato
Presidente – Plebiscito.eu


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