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IMU,TARI,TASI. ECCO LA RIDICOLA GIUNGLA DELLE IMPOSTE COMUNALI (ITALIANE)

aprile 27, 2014

alberto-marsottoIl dibattito sulle nuove imposte che gli Enti territoriali sono chiamati a riscuotere è arrivato, per il momento, al traguardo.

Da quest’anno i Comuni applicheranno la nuova imposta unica comunale (IUC), che si compone della “vecchia” IMU, andata a regime e per la quale diventa definitiva l’esenzione per le case di abitazione principale, e delle nuove Tari e Tasi.
La Tari è la tassa sui rifiuti e sostituisce dal 2014 la Tares, attiva solo per il 2013 e che ha sostituito a sua volta le vecchie Tarsu e Tia; la Tasi, ovvero, la tassa sui servizi indivisibili, sostituisce dal 2014 la maggiorazione Tares, che ugualmente copriva, abbinata alla tassa sui rifiuti, i servizi indivisibili comunali (illuminazione pubblica, pulizia strade, etc.).

Per l’IMU, che rimane sostanzialmente invariata, è obbligato a pagare il proprietario dell’immobile, mentre per la Tari l’obbligato è l’occupante, a qualsiasi titolo. Sistema misto invece per la Tasi: paga l’occupante, ma se questi non è proprietario (o usufruttuario o titolare di altro diritto reale) la sua quota è parziale, decisa dal comune tra il 10% e il 30% del dovuto (il resto lo paga il proprietario).
Ma ciò che al cittadino interessa sapere è non soltanto cosa si paga, ma quanto e quando si paga. In attesa dei regolamenti comunali che dovranno definire tutti i dettagli, per la cui emanazione i Comuni hanno tempo fino a fine Aprile 2014, il riferimento sono le regole generali fissate dalla legge (italiana).

Per l’IMU le regole sono ferme: la prima rata (del 16/6/2014) dovrà essere calcolata con le aliquote comunali previste per il 2013 e la seconda (del 16/12/2014) dovrà invece essere calcolata – a conguaglio sulla base di tutto l’anno 2014 – con le aliquote nel frattempo deliberate dal comune per il 2014 (e pubblicate sul sito del Min.Economia www.finanze.it entro il 28/10/2014).

Per la TARI non vi sono tariffe nazionali di riferimento, come per l’IMU. I Comuni determineranno le proprie tariffe utilizzando, più o meno, gli stessi criteri presuntivi validi per le vecchie tasse sui rifiuti (Tares, Tarsu, Tia), in attesa dell’arrivo, previsto entro Giugno 2014, di nuovi metodi per il calcolo puntuale dei rifiuti prodotti da ogni utenza. I Comuni decidono anche le scadenze di pagamento, almeno due rate con cadenza semestrale.

Anche per la TASI le scadenze di pagamento sono liberamente fissate dai Comuni, sempre con almeno due rate con cadenza semestrale, anche differenziate rispetto alla Tari.
Per quanto riguarda le aliquote, che vanno applicate alla stessa base imponibile utilizzata per l’IMU, i Comuni le decidono attenendosi a queste limitazioni:
– aliquota base all’1 per mille e aliquota massima al 3,3 per mille (per il 2014).
– la somma delle aliquote TASI e IMU per ciascuna tipologia di immobile non deve essere superiore all’aliquota massima IMU consentita dalla legge statale alla fine del 2013. A questo principio un recente decreto (dl 16/2014) ha aggiunto che tali soglie massime possono essere superate dai comuni per lo 0,8 per mille totale, distribuito come meglio credono.
Ne consegue che, per il 2014, sugli edifici residenziali:
– ferme le altre soglie, la soglia massima TASI+IMU per le seconde case può arrivare fino all’11,40 per mille (senza addizionale al 10,60 per mille);
– ferme le altre soglie, la soglia massima TASI+IMU per le case di abitazione di lusso, castelli, etc. (categorie catastali A1,A8 e A9) può arrivare fino al 6,8 per mille (senza addizionale al 6 per mille);
– ferme le altre soglie, la soglia massima TASI+IMU per le case di abitazione diverse da quelle sopra (ed esenti IMU) può arrivare fino al 3,3 per mille (senza addizionale al 2,5 per mille).

Si prevede, comunque, che i Comuni non utilizzeranno la tassa sugli immobili per le case di abitazione principale, ma bensì per le seconde case o per gli immobili destinati ad altri usi (commerciali), anche considerando che per poter beneficiare dell’addizionale dello 0,8 per mille i Comuni sono tenuti a prevedere detrazioni destinate alle case di abitazione.
Si precisa altresì che i Comuni sono liberi di abbassare l’aliquota TASI sotto quella di base (1 per mille), fino anche ad annullarla, prevedendo quindi esenzioni non contemplate dalla legge nazionale. Tutto sta a vedere chi lo farà.

IL BONUS FISCALE DA 80 EURO MENSILI MANGIATO DA TASI E ADDIZIONALI LOCALI?

Come già anticipato da alcuni giorni, con il D.L. approvato venerdì 18/04/2014 dal Governo italiano, i lavoratori dipendenti che guadagnano meno di 25 mila Euro lordi l’anno otterranno 80 Euro mensili di bonus fiscale. C’è chi prenderà di più e chi di meno, ma dovrebbe essere questa la media dello sgravio introdotto dal governo Renzi. Parecchi però i dubbi su coperture non solide, vista la presenza di una tantum, i molto prevedibili ricorsi delle banche contro l’aumento delle tasse, e la difficoltà a recuperare i tagli di spesa previsti nel totale ma non ancora nel dettaglio. Oltre a questo, uno studio della Uil politiche territoriali, evidenzia come una parte significativa del bonus fiscale introdotto dal governo Renzi rischia di essere mangiato dall’aumento delle tasse locali. Lo studio della Uil ha preso come esempio un lavoratore con un reddito di 18 mila Euro lordi l’anno, quindi 1200 netti al mese, proprietario di una casa in una zona semiperiferica.

Il bonus fiscale gli garantirà 640 Euro netti in più al mese, ma dovrà pagare 278 Euro in più di nuove tasse. Sono le addizionali Irpef che aumenteranno in quasi tutti i Comuni e in diverse regioni, più il costo della nuova IMU, la TASI. In questo modo quasi metà del bonus fiscale se ne va in tasse,  con il tutt’altro che remoto pericolo di far svanire l’effetto sui consumi prodotto dal bonus fiscale.

Dr. Alberto Marsotto

Plebiscito.eu


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  • Ebbene come era previsto fin dal’inizio, il partito delle tasse dell’inefficienza e dell’illegalità, tiene sotto scacco l’intera nazione di babbuini che con il naso all’insù guardano la nuova stella nascente che come la cometa dei re magi dovrebbe portare finalmente la buona novella, allora il popolo di babbuini in ginocchio con le mani giunte ringraziano il messia del grande miracolo economico promesso e finalmente tutti dovranno essere felici lontani dalla povertà e dalle preoccupazioni giornaliere. potranno così spendere a piene mani il tesoro loro regalato da sua magnificenza, pensando al futuro loro e dei loro figli con grande serenità.Intanto nelle sedi comunali per lo più gestite dai mercenari di stato preparano la grande rapina legale imbastita sulla falsità dei documenti che indicano la grande ricchezza posseduta dal popolo ovvero la loro casa, che secondo loro, giustamente va tassata ancora e poi ancora fintanto che il suo valore totale sarà diventato di proprietà dello stato. Allora io dico bisogna combattere lo strapotere dei comuni i quali attraverso il potere dato loro dallo stato, vessano con leggi burocratiche e regole folli i loro cittadini, atte solo a rimpinguare le loro casse, e quelle dello stato Italiano. Che sia indipendenza veneta la prima a confrontarsi direttamente facendo annullare tutte le regole che provengono dallo stato oppressore e criminale rifacendo da capo regole serie e che abbiano come fine l’interesse dei cittadini.

    franco 27 aprile 2014 12:40
  • Ormai per chi non se ne fosse ancora accorto…ma dubito… nemmeno il Sig. Renzi farà miracoli, anzi forse alla fine ci accorgeremo tutti che le cose andranno ancora peggio.
    Nel 2015 chi farà pagare agli italiani le nuove tasse che a Roma o nei comuni o nelle regioni saranno costretti ad applicare per tenere a galla la carretta del mare italia ???
    Sono quasi sicuro che la troica europea si farà viva…e vorranno che l’Italia paghi il suo debito pubblico agli investitori stranieri.
    Si parla di 50 migliari di euro, più tutto quello che scoppierà nel frattempo ad iniziare dai conti INPS e dai vari buchi in giro per l’Italia che nessun dice ma ci sono.
    L’indipendenza del Veneto è l’unica cosa da perseguire se non vogliamo affondare anche noi immeritatamente. Si perché il nostro non è ” egoismo ” è semplicemente un dovere applicare il principio della sopravvivenza e dell’autodifesa da uno stato depravato che ormai tutti vedono nudo e crudo qual’è. Solo adesso gli italiani vedono i privilegi e le nefandezze di cui questo stato si è fatto garante frodando i cittadini normali.
    Allora? Chi può lamentarsi se i Veneti vogliono un futuro migliore?
    Persino Ghandi diceva che bisognava non pagare le tasse se lo stato diventava un despota. E quello italiano lo è da troppo tempo ormai convincetevene tutti.

    giancarlo 27 aprile 2014 14:49
  • Se volete sapere Gran Bretagna ha 480% debito pubblico, sta molto peggio che Grecia… ma, al loro non si da la colpa.. e questo dato ci tengono nascosto..

    atena 27 aprile 2014 19:16
  • non fatevi imbrogliare dalle tv e le informazioni non vere che trsmettono, oppure le verita’ parziali

    atena 27 aprile 2014 19:17
  • Per eliminare debito publico basti che il governo cmominci a stampare la propria valuta nazionale, e non la prende in prestito delle banche private, come sta facendo addeso, pagando con i nostri soldi a caro prezzo interesse percio’…. che potrebbe avere gratis… senza pagare inetresse a nessuno… cosi semplice.. Kennedy e’ stato assasinato per questo motivo, perche’ ha comminciato a stampare dollaro americano, invece che prestarlo della banche private…. la stessa fine ha fatto il direttore dellla banca SKRZYPEK, assasinato a smoleńsk 10 aprile 2010. Lui ha avuto solamente questa idea nella testa…. purtroppo non ha avuto tempi di realizzarla.. l’hanno assassinato insieme con tutta la delegoazione polacca. Si vofifera che questo e’ stao il motivo dell trageda…

    atena 27 aprile 2014 19:23

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