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IN 10 ANNI POVERI TRIPLICATI IN ITALIA. VENETO: INDIPENDENZA SIGNIFICA SOPRAVVIVENZA

luglio 14, 2017

Dopo 3 anni di “censura”, Gianluca Busato torna per la prima volta ospite in una trasmissione tv serale: venerdì 14 luglio ore 21 su TV7 TRIVENETA

In 10 anni sono triplicati i poveri in Italia, lo dice l’Istat e lo riporta Bloomberg con grande evidenza.

In questa drammatica situazione risulta sempre più evidente che per il Veneto l’unica salvezza si chiama indipendenza. A pochi mesi dal referendum-burla per l’autonomia indetto dalla regione Veneto, ricordiamo che l’indipendenza è l’unica riforma che i veneti possono in realtà ottenere in termini concreti, in quanto per essa è sufficiente la volontà della maggioranza dei veneti, mentre l’autonomia richiede l’approvazione della maggioranza del parlamentari (di ogni regione, comprese quelle che ricevono dallo stato più soldi di quanti versino, a differenza del Veneto che viene munto come la classica vacca da latte ormai allo stremo). In particolare, per un’autonomia farlocca senza leva fiscale serve la maggioranza assoluta del parlamento, mentre per una reale autonomia anche fiscale è necessaria la maggioranza dei 2/3. Non è vero quindi quanto afferma Zaia che potremmo avere la stessa autonomia di Trento e Bolzano con il referendum del 22 ottobre, anche se andassero a votare tutti i veneti e i Sì vincessero con il 100% dei voti, anche se poi lo stato e il parlamento concedessero tutte le competenze costituzionalmente previste, nel migliore quanto irrealistico scenario che ne deriverebbe. Il fatto che non sia vero è tra l’altro grave, perché non è una bella cosa che il governatore del Veneto dica bugie ai suoi stessi concittadini.

A conti fatti, insomma, l’indipendenza del Veneto è un obiettivo più semplice e realistico da ottenere rispetto all’utopistica autonomia, nonché molto più vantaggioso sia per il Veneto, che finalmente sarebbe libero di tutelare i propri interessi in un mondo sempre più dinamico e in grande cambiamento, sia per lo stato italiano, che potrebbe responsabilizzarsi finanziariamente, cercando quindi di uscire dalla sua più che trentennale crisi sistemica economica, finanziaria, sociale, morale e culturale.

In ogni caso, se da un lato Plebiscito.eu vede con favore le battaglie di altre organizzazioni politiche per una reale autonomia dell’ente regione (e non un suo surrogato farlocco come quella del referendum-farsa del 22 ottobre), perché è comunque un passo in avanti verso l’autogoverno, va detto a chiare lettere che l’autonomia non è la stessa cosa dell’indipendenza – e non è nemmeno lontanamente in grado di dare risposta alle esigenze della Venetia. Sebbene infatti gli attuali enti locali veneti cerchino di aumentare il grado di capacità decisionale dei veneti, il loro potere è rigidamente limitato e quindi c’è un freno naturale ai risultati che possono ottenere. Anche con la più ampia autonomia immaginabile, il parlamento di Roma manterrebbe il controllo di aree cruciali quali l’economia, le tasse, la previdenza, le pensioni, l’immigrazione, la comunicazione radiotelevisiva, la difesa e gli affari internazionali. Esso conserverebbe inoltre la potestà di legiferare in ogni area devoluta o riservata alla regione e può calpestare la volontà del parlamento veneto senza alcun consenso.

Inoltre non vi è alcuna possibilità di ricostituire un ordinamento che offra maggiore democrazia, migliore efficienza e una reale autonomia alle municipalità in un sistema che in tal modo garantisca le minoranze e le identità peculiari, e dia certezza ai cittadini sull’operato dei propri eletti.

Al contrario, l’indipendenza non è solo una cosa normale; è anche auspicabile. Altri piccoli Paesi europei hanno molto più successo della Venetia sia in termini di crescita economica sia in termini di qualità della vita.
L’indipendenza dà a quelle nazioni i poteri di gestire al meglio i loro Paesi. Anche la Venetia potrebbe averli.
Esiste una speciale classifica che indica il grado di sviluppo umano. Essa tiene conto delle aspettative di vita, del grado di educazione e della ricchezza prodotta. I Paesi che hanno ottenuto l’indipendenza in tempi recenti occupano le posizioni più rilevanti: pensiamo a Singapore, alla Norvegia, all’Islanda, all’Australia e alla Finlandia che sono stabilmente nelle prime posizioni dei paesi più prosperi al mondo.
Questi paesi indipendenti rappresentano un arco di prosperità. La Venetia ha tutto il potenziale per essere altrettanto prospera. Abbiamo un ambiente unico, una forza lavoro istruita e qualificata e un’identità e una reputazione riconosciute globalmente per qualità e integrità.
Con l’indipendenza potremmo raggiungere pari prosperità, grazie a politiche altrettanto efficaci, in grado di darci un’economia più forte, migliori servizi pubblici e una società più onesta.

Questa sera, per la prima volta dopo tre anni di “censura televisiva” in Veneto,  avrò finalmente  la possibilità di riportare il tema dell’indipendenza del Veneto in una trasmissione tv serale, nel programma TV7 MATCH che andrà in onda dalle ore 21 su TV7 TRIVENETA (canale 12 DGT). Vedremo se seguirà un periodo di altri tre anni prima che mi reinvitino nuovamente, dopo che grazie al Plebiscito Digitale per la prima volta abbiamo portato in termini civici la Questione Veneta all’attenzione del mondo intero, facendo tremare il Palazzo del Potere che ha risposto con la repressione giudiziaria, che tra l’altro ha portato anche alla morte di Doddore Meloni, “ucciso” dallo stato in carcere e al silenziamento integrale delle nostre iniziative.

Gianluca Busato
Presidente – Plebiscito.eu


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  • Ho seguito col mio tablet il dibattito di questa sera su TV7 interessante e ben condotto, da cui sono emerse molto chiare le posizioni dei partecipanti e l’iter complicato del percorso di questo referendum farlocco che ci stanno propinando senza che si possa intravvedere un’utilità concreta, mentre sarà invece l’occasione di far finta di far qualcosa per i Veneti e alla fine li prenderanno ancora una volta per il naso e anche a loro spese… Manca agli attuali promotori il coraggio che invece hanno i loro omologhi catalani, anzi, nel proporci quanto Roma permette ci trascinano in una strada che finirà nel nulla di un parlamento strabordante e ostile… così avremmo oltre il danno la beffa…
    Noi ci siamo già pronunciati nel referendum del 2014 in maniera libera e già convalidata per lIndipendenza… se gli attori politici in campo vogliono diventare protagonisti si diano da fare finalmente in maniera efficace senza tirarci più in ballo… facciano, se sono capaci, quello che avrebbero dovuto fare da molto tempo, quando il loro motto era “prima il Veneto”… e poi invece si sono accodati a quello che partiti governi governatori e corti varie hanno deciso facendosi beffe delle nostre istanze se mai sono state portate avanti nelle sedi centrali…
    Io non andrò più’ a votare finché presentandosi al seggio non verrà riconosciuta la mia carta d’identità rilasciatami dalla Repubblica Veneta,

    caterina 15 luglio 2017 0:22

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