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INDIPENDENZA DEL VENETO E CONSULTA: LA CAPORETTO COME SEMPRE È PER L’ITALIA

dicembre 1, 2015

Le ragioni giuridiche che legittimano Plebiscito.eu a ricorrere alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per stabilire il diritto soggettivo di autodeterminazione per l’indipendenza del Veneto.

pb-30-4Un giornalista qualche settimana fa aveva battezzato la sentenza della Corte Costituzionale italiana come una Caporetto per le istanze indipendentiste. Forse il giornalista in questione farebbe bene a ripassare la storia, perché Caporetto è da sempre sinonimo di disfatta per l’Italia e anche nel caso in questione la figura retorica non cambia di significato per lo stato tricolore.

Al di là delle questioni da alcuni riportate che la Consulta non sia competente su una materia che attiene il diritto internazionale, è senz’altro vero che fino a che non intervengano altre disposizioni cogenti, le sue determinazioni impegnano lo stato italiano e ogni sua ramificazione amministrativa, comprese le regioni. Non impegnano però i privati in particolare per atti che già hanno compiuto senza che alcuno intervenisse a fermarli prima che li mettessero in atto e senza che alcuno intervenisse ex post condannandoli per ciò che avevano realizzato. È il caso di Plebiscito.eu che, a quanto ci risulta, non è stato oggetto di alcun processo per l’indizione dell’internazionalmente noto Referendum di indipendenza del Veneto del 16-21 marzo 2014, definito anche come Plebiscito Digitale, tecnicamente verificato, diplomaticamente certificato, politicamente riconosciuto.

Diverso è appunto il caso della Regione Veneto, che, sentendosi probabilmente scavalcata da Plebiscito.eu, aveva tentato di organizzare un referendum regionale sull’indipendenza approvando la legge regionale 16/2014, resa inefficace dalla sentenza 118/2015 della Corte Costituzionale italiana che ha espressamente dichiarato la illegittimità di ogni atto diretto alla modifica dei confini dello Stato (intangibilità art. 5) compiuto da organi legislativi o di governo (compreso il parlamento italiano!), ponendo fine alla questione “referendum istituzionale veneto”.

Poniamo in evidenza inoltre che la Regione Veneto a suo tempo, invece di porsi in sterile concorrenza con Plebiscito.eu tentando una nuova strada rivelatasi un vicolo cieco costituzionale, fin dal giorno seguente il Plebiscito Digitale, avrebbe potuto invocare l’intervento del Council of Europe e della Venice Commission, ma ovviamente nessuno l’ha fatto quando poteva.

Si può quindi definire archiviata la questione dell’indipendenza del Veneto? Da un punto di vista istituzionale italiano forse sì, ma non altrettanto dal punto di vista del diritto internazionale. Emerge infatti che dopo la deliberazione sul Kosovo del 22 luglio 2010, la via referendaria privata (come implicitamente confermato anche dalla stessa Corte Costituzionale) è l’unica che abbia avuto riconoscimento espresso (in assenza di esplicite previsioni nella carta costituzionale) dalla Corte Internazionale di Giustizia dell’Onu (CIG, o ICJ).

Come far emergere allora il diritto soggettivo dell’autodeterminazione del Popolo Veneto? Anche in tal caso l’unica strada percorribile è quella internazionale.

Dopo la citata sentenza della Corte Costituzionale italiana ne discende infatti l’impossibilità di adire il giudice interno italiano ad ogni grado di giudizio e pertanto sussiste il requisito di sussidiarietà della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.

Il mandato “contrattuale” del Plebiscito Digitale, di natura privata, autorizza pertanto Plebiscito.eu che l’ha organizzato a ricorrere alla citata Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per violazione dei diritti dei singoli cittadini e per affermare il diritto soggettivo alla autodeterminazione.

Paradossalmente possiamo quindi ringraziare la Consulta per l’assist involontario che ci ha fatto.

A maggior ragione pertanto, mentre Plebiscito.eu è chiamato a rappresentare le istanze a livello internazionale volte al riconoscimento della Repubblica Veneta, diventa ancora più urgente predisporre le basi per completare il modello in costruzione che consenta al Veneto di raggiungere l’indipendenza economica de facto, preludio effettivo fondamentale per ottenere anche la successiva indipendenza de iure.

O Veneto schiavo dello stato italiano con i partiti tricolori, o indipendenza del Veneto con Plebiscito.eu. Tertium non datur.

Ufficio comunicazione – Plebiscito.eu


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  • Sì può consultare il testo del ricorso ?

    stefano 1 dicembre 2015 14:18
  • io penso che il ricorso, una volta predisposto soppesata ogni parola con competenza storica giuridica e internazionale appropriata, potrà sicuramente essere consultato, come è avvenuto per altre occasioni da chi era interessato a conoscere ogni dettaglio, presso la sede che ci verrà indicata…immagino che il volume sarà tale, testi e allegati compresi, da non permetterne che una sintesi sul sito, ma sicuramente avverrà tanto più se saremo chiamati ad appoggiare l’azione con il nostro sostegno.

    caterina 1 dicembre 2015 18:20
  • Mi auguro, anche se non è di vitale importanza, che il giornalista ed il giornale che ha scritto sulla CAPORETTO Veneta seguirà attentamente l’evolversi degli eventi prossimi futuri in modo da potersi ricredere dal momento che la determinazione con cui gli oltre 2 milioni di Veneti che hanno votato il referendum digitale e certificato ben due volte, sia in campo nazionale che internazionale, e sia costretto a scrivere ancora sull’indipendenza del Veneto.
    Non dimentichiamoci inoltre che la Consulta con la sua sentenza ha definitivamente chiuso qualsiasi possibilità democratica all’interno delle istituzioni
    italiote, di concedere la possibilità ai Veneti di autodeterminarsi dal momento che ha sentenziato che il Popolo Veneto non esiste, come dire che la storia è solo un’immaginazione e non una realtà veramente accaduta. Andando contro al diritto internazionale, l’italia ,( vedi art.10 costituzione e recepito tutto ciò che internazionalmente è stato stabilito) si è messa di traverso e ciò non costituirà motivo di condanna da parte dell’Alta Corte Europea dei diritto dell’uomo. Altro non aggiungo perché è giusto che chi non sa o non conosce abbia le sue informazioni a tempo debito e con sua grande sorpresa.
    Le polemiche italiote e di alcuni giornali le lasciamo a chi si lascia travolgere dalle notizie di parte o di censura che sono solite qui in italia ed aspettiamo gli eventi che verranno per poter noi concludere un articolo pieno di indipendenza.
    WSM

    Giancarlo 2 dicembre 2015 10:27
  • Errata corrige :……(non) COSTITUIRA’MOTIVO DI CONDANNA !!!!!!

    Giancarlo 2 dicembre 2015 10:30
  • è nella logica che una corte centrale romana difenda i confini del suo potere…lo ha fatto recentemente anche quella spagnola nei confronti della Catalogna… ma da noi ha aggiunto una plateale offesa negando perfino l’esistenza del Popolo Veneto…non ha mai saputo evidentemente che l’imperatore d’Austria si congratulò con la “Nazione Veneta” quando è riuscita a riportare sulla basilica di San Marco i leoni che Napoleone per sfregio o invidia aveva rubato alla Serenissima e spedito a Parigi.
    Meno male che i presupposti del nostro percorso verso la libertà hanno le basi nel Popolo e non nelle istituzioni esistenti.. se ne rendano conto tutti quelli che avevano sperato di ridurle a ragione per reclamare ciò che ci spetta…se amano veramente la causa più che la carriera ora riconoscano la lungimiranza di Plebiscito e si uniscano e sostengano anche loro l’azione che con sempre maggior consapevolezza i Veneti stanno portando avanti, ogni giorno
    più risoluti dopo l’eclatante risultato del 21 aprile 2014.
    Ci aspetta la libertà e…la sopravvivenza!
    Dobbiamo poter gridare ancora: par tera par mar San Marco!!!

    caterina 3 dicembre 2015 10:58
  • Sono d’accordo con CATERINA.
    Mi chiedo ora cosa ci stanno a fare certi movimenti indipendentisti ai quali è stato loro chiusa ogni porta di successo. Resteranno sterili o si uniranno a coloro che mirano veramente all’indipendenza del Veneto ?!?!
    Staremo a vedere la loro lungimiranza ma, specialmente, se la vogliono veramente questa benedetta indipendenza oppure cercavano solo un posto al sole nelle istituzioni italiote e poi fregarsene come hanno fatto in molti come la LEGA NORD e adesso il coinquilino GUADAGNINI che pensa alle slot machine……….
    WSM

    Giancarlo 3 dicembre 2015 18:50

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