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INDIPENDENZA DEL VENETO: “SU LA TESTA” SABATO 25 OTTOBRE A TREVISO

ottobre 23, 2014

Orari spostati in avanti di un’ora: partenza corteo alle 19, comizio in piazza dei Signori alle 20. Oltre a Gianluca Busato, aderiscono all’evento anche Life Treviso, Fabio Padovan, Riccardo Szmuski

Comizio 25ott_Treviso WEB

(Scarica la locandina in pdf)

Sabato prossimo a Treviso sfileranno i cittadini veneti che vogliono dimostrare come l’amore per la propria Terra vinca sulla volontà di depredarla da parte di una classe dirigente incapace, parassitaria e profondamente corrotta.

“SU LA TESTA” è il nome dato all’evento, che significa proprio la volontà di non subire passivamente le angherie di uno stato che ci ha rubato tutto: ci hanno rubato i nostri soldi, ci hanno rubato il frutto del nostro lavoro, ora vogliono rubarci i nostri sogni e reprimere anche la nostra libertà di espressione, calpestando anche la nostra bandiera. Non possiamo accettare che venga oltrepassato anche questo limite.

La manifestazione è stata indetta in solidarietà dei cittadini veneti cui è stato contestato l’uso della bandiera veneta in supporto ai propri sindaci, che stavano protestando contro assurde imposizioni da parte del Prefetto, il simbolo più odioso del centralismo coloniale italiano, che già Einaudi voleva eliminare (ricordiamo il suo celebre scritto “Via il Prefetto!”). http://www.pnveneto.org/2012/06/via-il-prefetto-la-faccia-cattiva-del-regime-italiano/

Hanno comunicato l’adesione all’evento bipartisan lanciato da Plebiscito.eu anche la Life Treviso, con la presenza del suo leader storico Fabio Padovan, il sindaco di Santa Lucia di Piave Riccardo Szumski e altri rappresentanti del mondo civico veneto.

Close-up of a Lion roaring, Panthera Leo, 10 years old, isolated on whiteIl ritrovo sarà a partire dalle ore 18.30 presso la stazione dei treni di Treviso Centrale. Alle 19 partirà il corteo lunghe le vie del centro, fino ad arrivare in piazza dei Signori, dove si terrà il comizio dalle ore 20, con l’intervento previsto di Gianluca Busato e di tutti i leader ed esponenti che saranno presenti.
L’evento avviene in un momento politico cruciale per il Veneto che si trova costretto tra la crisi finanziaria italiana e i rischi di recessione europea, con un grave fenomeno in corso di desertificazione economica testimoniata dai “cimiteri industriali” che stanno progressivamente sostituendo le aree produttive ed artigianali delle nostre città e da un aumento preoccupante della disoccupazione.

Per tornare a crescere il Veneto ha l’estrema urgenza di potersi riappropriare del surplus finanziario che gli è proprio, che sommando il residuo fiscale e gli sprechi della spesa centrale in Veneto, si può stimare in 30-40 miliardi di euro annui che oggi vengono sottratti ai veneti dallo stato centrale sui 70 miliardi euro di tasse pagate.

L’azione evanescente dei governi italiani che si sono succeduti ha avuto l’unico effetto di aggravare ulteriormente la situazione.

L’unica via d’uscita è quindi l’indipendenza e l’unica possibilità di ottenerla rapidamente è una trattativa diretta con l’avvio immediato di un tavolo negoziale in sede neutra (ad esempio Vienna, oppure Ginevra), per trattare le condizioni di indipendenza del Veneto, monitorato dalla UE, tra il governo di Roma e la Delegazione dei Dieci eletta nel referendum di indipendenza del Veneto del 16-21 marzo 2014.

L’opportunità politica per il Veneto di ottenere la propria immediata e piena indipendenza vale quindi la pena di un investimento sul futuro, condividendo parte del debito pubblico italiano, per esempio, in quota parte proporzionale alla nostra popolazione. La Repubblica Veneta indipendente potrebbe innescare subito una via virtuosa nella curva di crescita economica che le permetterebbe agevolmente e in pochi anni di onorare la propria parte di debito così assunta, con ciò alleviando la situazione finanziaria generale dell’area geopolitica italiana e permettendo nel contempo allo stato italiano di attuare una politica di sostenibilità del proprio debito pubblico.

Ciò permetterebbe inoltre alla stessa Europa di non essere travolta dal fallimento de facto dello stato italiano: l’indipendenza del Veneto diventerebbe quindi un gioco win-win, in cui tutti ne avrebbero vantaggio: il Veneto, l’Italia e l’Europa.

Gianluca Busato ha dichiarato: “Non possiamo accettare che venga oltrepassato anche questo limite. Se lo accettiamo passivamente, non ci resterà più nulla da difendere, lo stato italiano avrà violentato anche la nostra anima, rendendoci schiavi per sempre. Se non reagiamo, uccideranno anche la nostra speranza, soffocheranno persino il nostro sogno: cosa resterà di noi allora? Reagiamo. Dimostriamo di essere uomini e donne che non possono accettare di vedere calpestato anche il diritto più naturale, quello di espressione del nostro amore per la nostra terra, oggetto di saccheggio, di violenza, di disprezzo di chi vorrebbe trattarci solo da schiavi, da pecore da tosare e da scarnificare. Reagiamo al di là delle nostre ideologie, o convinzioni, per una questione che tocca la nostra stessa dignità umana”.

 

Ufficio stampa
Plebiscito.eu

 

I fatti. Qualche settimana fa alcuni cittadini veneti si trovavano in piazza dei Signori a Treviso, ad assistere tranquillamente ad una protesta dei sindaci della Marca contro alcune imposizioni del Prefetto. Piccolo particolare, le poche persone che si erano ritrovate probabilmente ognuna per accompagnare il proprio primo cittadino, avevano con sé una bandiera veneta, in segno di appoggio alla propria comunità locale trattata come colonia dallo stato centrale.

Alla vista di qualche bandiera veneta, si è verificata una dura reazione delle forze dell’ordine, su chiara direttiva di carattere politico, che hanno contestato ai cittadini veneti il diritto di manifestare. Solo perché portavano con sé una bandiera veneta!! Già questa notizia appare assurda e immotivata, in particolar modo se confrontata con il lassismo e il permissivismo garantito verso manifestazioni spesso intolleranti se non violente di organizzazioni estremiste, dai no global di estrema sinistra alle formazioni di estrema destra, che oggi vengono tollerate in quanto alleate dei partiti italianisti, dal pd alla lega. Guai invece se si usa una bandiera veneta! In quel caso parte l’azione di repressione immediata. Come si faccia a definire dimostrazione non autorizzata un banale e naturale ritrovo di alcune persone che hanno seguito i propri sindaci appare del tutto illogico ed immotivato.

La notizia di oggi invece è però che finalmente diversi cittadini veneti hanno deciso di non farsi calpestare da un chiaro tentativo di divieto della libertà di espressione.

Diversi cittadini veneti quindi hanno deciso di far sapere alla questura che non riconoscono più come proprio uno stato che impedisce loro anche di parlare.

Altri particolari si trovano al link: http://www.life.it/1/italia-in-difetto-assoluto-di-giurisdizione-nelle-venethie/


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  • Ma cosa serve manifestare nel Veneto già autoproclamato indipendente con il voto di oltre 2.100.000 Veneti??

    e tutti i palazzi dello stato estero che ancora espongono bandiera dello stato invasore illeggittimo a quanto pubblicato qui http://www.ettorebeggiato.org/index.php?option=com_content&view=article&id=330&catid=48&Itemid=132 ??

    gianni 23 ottobre 2014 16:21
  • avete ragione, Gianni, Beggiato! fino a quando dobbiamo tollerare l’emblema del potere dello stato usurpatore che per sfregio al popolo veneto continua a sbandierarci sotto il naso il tricolore che gronda sangue per repressioni e guerre ovunque l’hanno portato!.. altro non ha saputo fare quest’Italia beffarda che umilia col suo piede il Leone di San Marco… così hanno osato rappresentarla nel bacino di Venezia, così continuano a ricordarci di averci fatti schiavi di Roma!
    Basta! alziamoci in piedi con la nostra bandiera!…fuori l’usurpatore della nostra dignità!
    Leggetevi la Dichiarazione d’Indipendenza del 21 marzo! ogni rigo una pagina di storia e un diritto affermato! non c’è più spazio per l’inganno…
    Siamo Liberi! Siamo VENETI !

    caterina 23 ottobre 2014 19:06
  • @Gianni @Caterina , nè veneti, ne ‘talgiani. l annession è stata una farsa, la Francia ci doveva cedere solo con regolare plebiscito. non cè stato. siam Francesi 🙁

    Sandrin 24 ottobre 2014 13:55
  • Sandrin, i popoli non sono merce…i popoli si rispettano, c’è chi lo sa e lo fa, l’Austria, e chi fa il furbo e li frega, la Francia e l’Italia…
    Ma non è per sempre, per fortuna!

    caterina 24 ottobre 2014 15:24
  • la manifestazione di sabato 25 ottobre è autorizzata?

    giulio 24 ottobre 2014 17:34
    • sì, lo spostamento di orario con partenza alle 19 è stato concordato proprio con la polizia locale, per poter usufruire del permesso di svolgere il comizio in piazza dei Signori, dove prima si svolge un concerto

      giane 24 ottobre 2014 17:35
  • non hanno paura di me o di te i ga paura de mi e de ti

    oiram 24 ottobre 2014 17:43
  • Un Veneto che si batte da anni per dimostrare che il plebiscito del 1866 è stata tutta una truffa ha scritto sul suo sito personale che è riuscito a procurarsi una copia della GAZZETTA UFFICIALE DEL 19/10/1866.
    Da essa risulta riportato un resoconto del plebiscito piuttosto dettagliato.
    Peccato che il plebiscito fu effettuato il 21 e 22/10/1866, cioè 2-3 giorni dopo. E’ palese che la truffa era già stata preparata a dovere!!!!
    Riporto anche questa notizia dallo stesso sito:

    L’Italia secondo Dostoevskij :

    Ah, l’Italia, “un piccolo regno unito di second’ordine, che ha perduto qualsiasi pretesa di valore universale…un regno soddisfatto della sua unità, che non significa letteralmente nulla, un’unità meccanica e non spirituale
    (cioè non l’unità mondiale di una volta) e per di più pieno di debiti non pagati…” FEDOR DOSTOEVSKIJ – “Diario di uno scrittore nell’anno di grazie 1877”.
    Se qualcuno aveva dubbi ecco svelato l’arcano da Ettore Beggiato!!!!
    WSM
    Fil de Fer

    giancarlo 24 ottobre 2014 21:06
  • cari plebiscito.eu.siete dei grandissimi pezzi di stronzi.i miei commenti vanno sotto moderazione che sono sempre stato dalla vostra parte.da buon veneto.ed in piu’ nel li pubblicate neanche.il bello che dopo avete anche il coraggio di mandarmi email per il sostegno economico.ipocriti.che cosa avro’ mai detto per turbarvi cosi’ tanto?avro’ detto la verita’?parlate di liberta’ e dopo imbavagliate i propri concittadini veneti.falsi merde che siete.voglio solo che sappiate che avrete sempre il mio voto per una indipendenza ma non avrete mai piu’ il mio rispetto.

    leonardo 25 ottobre 2014 20:21
  • Leonardo, che ti prende? non è linguaggio che piace leggere, e se il tuo tono solito è questo, potresti pensarci tu e risparmiarcelo… in fondo qui tutti dicono la loro, ma nessuno insulta!

    caterina 26 ottobre 2014 0:13
  • Eravamo almeno 5mila in piazza San Marco il 25 aprile. Eravamo autorizzati? Cosa è successo? Tanti poveri carabinieri, che ci guardavano, ci fotografavano… Un idiota mi ha seguito fino in cima al campanile di San Marco. Ho arringato la gente, ho parlato forte della nostra sacrosanta battaglia. Si è avvicinato solo quando mi sono sciolto dal collo la nostra bandiera ed ho accennato a sventolarla fuori da una finestrella del campanile. Ho incrociato il suo sguardo mentre stavo per farlo e… la sua evidente costernazione mi ha fatto venire da ridere… Anche lui ha sorriso. Ho pensato, da veneto, ‘tu cosa ne puoi?’. Sei uno schiavo che obbedisce ai suoi padroni, un poverino messo qui e che non sa neanche bene cosa fare… E da veneto ho lasciato perdere, perché questa è la nostra civiltà: essere molte migliaia contro poche centinaia non ci autorizza a imporci.
    Perchè ostentarte la bandiera quel giorno avrebbe potuto significare problemi per il sottoscritto, ma anche venti metri di vuoto per il carabiniere.
    A differenza degli italiani, noi abbiamo una umanità che non considera il rapporto di forze. E non possiamo rinunciare ad essa, poiché viene da millenni di Educazione alla vita, all’onore e alla Grandezza (dell’anima e del cuore).
    I carabinieri che hanno umiliato i nostri fratelli sono i figli di questa miserabile ‘patria artificiale’ costruita dai Savoia e morta con il fascismo. Sono gli schiavi dei potenti che vivono sulle rovine di un incubo chiamato “Risorgimento”, e sono soltanto degli stupidi selezionati per la loro dabbenaggine, come i lanzichenecchi nelle terre lombarde in altri tempi.
    Sono gli esecutori materiali di ben altri mandanti… “Strumenti ciechi di occhiuta rapina”, i poveri carabinieri dei bassi gradi (la manovalanza estromessa da qualsiasi possibilità di carriera) sono oppressi come noi.
    Alla fine, la carne da macello sono loro, non i loro capi. Quanti veneti ci saranno tra tutti i carabinieri di alto grado (non alcolico…)? E, ammesso che uno ci sia…, vivrà in veneto quel pisacan? E, se esiste e vive in veneto, non sarà mica parente di qualcuno implicato nell’affare Moses?
    E…Basta.

    Andreher 26 ottobre 2014 1:56
  • Caro Andreher come ti capisco.
    Infatti questo stato italiota vuole tenere i propri sudditi nella povertà in modo che non possano ribellarsi più di tanto.
    Ma stanno facendo male i propri conti. Dopo aver perpetrato nei nostri confronti un vero e proprio genocidio culturale e linguistico ora stanno fallendo miseramente in quanto i Veneti sono stufi di tirarsi su le maniche per mantenere una pletora di “servitori dello stato” ( come li chiamano giustamente i loro capi e capetti) invece di chiamarli semplicemente come si conviene in uno stato veramente democratico forze dell’ordine, ma che dico ormai sono anche loro forze del disordine e dell’anarchia e demagogia imperante in questo stato sempre belligerante contro i propri sudditi….
    Vedi cosa è successo al povero CUCCHI e a tanti altri che non sappiamo dal momento che non avevano mezzi economici per pagarsi qualche avvocato con le palle….. Mio nonno mi diceva sempre…la saggezza…. Giancarlo ricordati che in questa italia devi avere soldi per poterti pagare due cose importanti l’avvocato in primis ed il dottore per poterti curare veramente.
    Aveva già capito quasi tutto di come va l’italia……
    WSM

    giancarlo 5 novembre 2014 18:05

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