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Schermata 2014-09-28 alle 22.13.14

INDIPENDENZA E CONCRETEZZA, UNICA ALTERNATIVA PER IL VENETO PRIMA DEL DESERTO ECONOMICO

settembre 28, 2014

Dopo il Plebiscito Digitale, realizziamo il progetto moderno di emancipazione della nostra terra veneta

Schermata 2014-09-28 alle 22.13.14Quando abbiamo inventato e quindi realizzato il Plebiscito Digitale sapevamo perfettamente che avremo cambiato lo scenario per l’ottenimento della fattiva indipendenza del Veneto.

Ciò che stiamo realizzando nelle ultime settimane è ancora più rivoluzionario. Non esistono infatti progetti che non siano portati avanti da persone coraggiose e preparate che vi si dedicano con passione e convincimento e che non abbiano l’adeguata strutturazione finanziaria.

Nel mondo moderno non esistono alternative percorribili a tale realtà, in quanto sono venuti meno i legami sociali profondi che caratterizzavano le comunità dei secoli scorsi. Oggi i legami sono basati su interessi e condivisioni di idee che possono essere tanto forti nel momento in cui si verificano quanto efimeri nella incredibile mutevolezza e dinamicità degli stessi. Le vecchie parole d’ordine dei vecchi partiti restano quali simulacri di un mondo antico cui molte persone si affezionano, ma appunto tali e pertanto vuoti.

In realtà il mondo civile odierno vede lo sviluppo economico incentrarsi su nuove forme di imprenditorialità e nuove idee che, scontrandosi con le capacità finanziarie ridotte dei giovani imprenditori e delle piccole e medie imprese, trovano invece una sorta di “mecenati moderni” nei fondi di investimento e di venture capital che credono in loro non tanto, o non solo per creare un mondo migliore, bensì perché questo oggi è il migliore e più promettente modo di remunerare il proprio capitale.

La Repubblica Veneta indipendente non può prescindere da tale fenomeno di crescita economica ed emancipazione imprenditoriale. Il fatto che oggi tale pratica sia poco comune non solo in Veneto, ma in tutta Italia, come scriveva oggi persino Prodi sul Gazzettino, non depone certo a favore del nostro sistema.

Chi ha ricevuto un mandato preciso per attuare il percorso verso la piena indipendenza del Veneto non può ignorare tali fenomeni, in un’ottica strategica che deve essere di decenni in avanti e per questo da agosto abbiamo dato vita a una profonda riorganizzazione e raccolta fondi per Plebiscito.eu da un lato e dall’altro alla catalizzazione della società civile veneta per l’adozione di adeguati strumenti economico-finanziari che sappiano svolgere una funzione sistemica fondamentale per riattivare il tessuto economico e le imprese venete. Se gli organi di informazione internazionale ci hanno rivolto la loro attenzione e ci hanno promosso ad interlocutori privilegiati per capire cosa succede nel Veneto che si prepara alla piena indipendenza la ragione è proprio questa.

Le alternative alla realizzazione del nostro progetto sono il deserto economico veneto e la fine delle speranze del nostro tessuto sociale ed economico, stante la miopia certificata della classe dirigente veneta che fino ad oggi ha saputo solo reggere il sacco, magari per prendersi la propria parte, alla casta rapace, parassitaria e incapace che ha solo saputo rubare le nostre risorse economiche, distruggendo la vitalità del nostro territorio per il proprio esclusivo tornaconto personale.

Se anche tu vuoi aiutarci in questa opera che cambierà drasticamente e in meglio la nostra realtà veneta, riportandoci la speranza, tutelando la nostra dignità e permettendoci finalmente di ottenere la nostra libertà, puoi farlo in due modi:

  1.  aderisci come volontario di Plebiscito.eu, compilando il modulo che trovi in http://www.plebiscito.eu/entra-nella-squadra/;
  2. contribuisci alla raccolta fondi in corso per permettere a Plebiscito.eu di svolgere la propria attività in modo professionale e continuativo, seguendo le istruzioni che trovi in http://www.plebiscito.eu/sostieni/.

Gianluca Busato
Presidente – Plebiscito.eu


Categories
  • cari tutti,
    collegati e non, in questi giorni noto ancor di più gli sforzi fatti dai nostri “dieci”, è decisamente enorme il lavoro svolto e l’impegno per far passare l’unico messaggio che i veneti dovrebbero percepire o capire ,e sopratutto crederci…VUOI ESSERE PADRONE DELLA TUA VITA? SI O NO…
    Nonostante tutto ,la risposta è ancora debole e comunque non sufficiente per avviare una soluzione finale che ci porti all’autodeterminazione ed alla fondazione della seconda GRANDE REPUBBLICA SERENISSIMA, perchè, appunto, le risorse umane le risorse finanziarie non sono ancora sufficienti
    cosa possiamo fare per attirare a noi quel popolo stanco e traumatizzato e risvegliare in lui quelle qualità e quegli ingredienti che lo hanno sempre distinto ?
    COSTANZA ..DEDIZIONE..INGEGNO..CREATIVITA’..SENSO PRATICO..AMORE PER LA FAMIGLIA..PER LA TERRA..GENEROSITA’..ED INFINE ..GRANDE VOGLIA DI FAR BENE..(che secondo me esprime al meglio il Veneto medio)…dove sono finite queste qualità?
    da un po di anni sono emerse solo .DIFFIDENZA.. PASSIVITA’..SCONCERTO..LAMENTO..tutte reazioni dovute al sentirsi impotenti..si credo che grazie ai politici degli ultimi vent’anni il Veneto abbia lentamente maturato un senso di impotenza, che lo blocca e non lo fa reagire.
    SVEGLIAMO IN QUALCHE MODO IL” LEON CHE DORME” entriamo nel suo cuore nella sua casa nella sua realtà nella sua vita e facciamo qualcosa che gli dia coraggio e la parvenza che ci sia veramente un orizzonte pronto per lui, il resto lo completerà da solo.
    la mia è una riflessione,,che sia il caso di fare più riunioni di piazza in tutte le piazze? usando toni più forti?
    io amo questa terra e mi rode vedere disgregarsi giorno per giorno tutte quelle certezze che hanno costruito la mia e la vostra vita.
    Ieri sono stato a Venezia, la bella Venezia, ho incontrato a caso delle persone, anche camerieri, tutti hanno la stessa conclusione…fammi firmare quello che vuoi io ci sono..
    e allora ? cosa ci manca?
    forse Gian, ci manca quel qualcosa che dobbiamo trovare assolutamente, che sicuramente e già vicino a noi..
    buona settimana

    roberto 29 settembre 2014 9:40
  • Caro Gigi,
    Come ti ho fatto notare il voto elettronico è già segreto e la verifica o certificazione possono farla i cittadini.
    E’ sufficiente che Plebiscito.eu mettano il database dei voti on line cosi che chiunque ossa verificare.
    Cosa aspettano?
    Più chiaro di cosi!
    (Ho cercato di essere più sintetico e diretto possibile…)

    marco 29 settembre 2014 10:32
  • Marco, non è possibile mettere on line il database con i votanti per problemi di privacy.

    Michele De Vecchi 29 settembre 2014 11:55
  • Michele, non vi è alcun problema di privacy in quanto verrebbe tutelata.
    Non ho detto di mettere on line il nome dei votanti ma bensì i voti associati ai relativi codici univoci che noi tutti abbiamo dovuto fornire al momento del voto.

    marco 29 settembre 2014 12:48
  • Marco, questo controllo di cui parli forse lo facevano ogni sera a chiusura dei seggi virtuali, tant’è vero che risltano anche i voti nulli.
    Oggi noi singolarmente potremmo con essere in grado di verificare nell’immediato, perchè io ad esempio il codice non me lo ricordo più e a mia volta dovrei chiederlo a chi originariamente me l’ha assegnato, insomma un lavoro che non finisce più…
    ma in fondo a che serve ormai? ho saputo stamattina che i tempi di lavoro di queste commissioni sono di 7-8 mesi, non quattro come qualcuno aveva detto… perciò, quasi ci siamo e non sarà più problema di controlli…
    Invece occorre che ci rimbocchiamo le maniche e lavoriamo di buona lena per
    predisporre quanto serve a breve, brevissimo considerando tutto il da farsi!

    caterina 29 settembre 2014 13:39
  • Credo che quando arriveranno i risultati ufficiali del referendum digitale, l’organizzazione sarà in grado di rispondere a tante domande che ci siamo fatti in tanti, anche sul peso che avranno a livello internazionale per ottenere finalmente l’indipendenza almeno morale. Ricordiamoci comunque che abbiamo a che fare con grosse sacche di pensiero, manipolabili ancora dai partiti tradizionali. Non fasciamoci gli occhi, bisogna organizzare incontri con qualsiasi gruppo politico, rispettando le loro idee ma comuni in una direzione: INDIPENDENTISMO!!!

    mauro/1 29 settembre 2014 15:41
  • Cara Caterina,
    Una volta on line i voti, sarebbero gli altri a doverne dimostrare l’eventuale inesattezza.
    Non è importante che tutti si ricordano i loro codici.
    Riesci ad immaginare qualora tutto il mondo avere sottomano i voti del plebiscito Veneto? Non il risultato ma proprio i voti? Nessuno l’ha mai fatto prima!
    Sarebbe il metodo di propaganda più micidiale e più potente che esiste, altro che certificazioni!
    Immagino già giornalisti, conduttori televisivi, politici, andare in tilt!

    Busato e company voi avete avuto un idea geniale, ascoltatemi, sfruttatela fino in fondo, pubblicate i voti on line, annientate il nemico italiano! Il Popolo Veneto che ha votato non solo prenderà consapevolezza, si sentirà più forte, unito e sosterrà e difenderà con tutto l’animo la propria scelta!

    marco 29 settembre 2014 16:53
  • nessuno, Mauro/1, si accontenta dell’indipendenza morale! è un attributo che non si addice all’Indipendenza di un popolo che è o non è, e speriamo che presto sarà piena e concreta!…morale sarà un giudizio che ci faremo di tutti quelli che si proclamano indipendentisti e invece fanno il doppio gioco e solo gli affari loro!

    caterina 29 settembre 2014 16:55
  • giulio
    io e mia moglie siamo soci ordinari
    poi ho acquistato adesivi con leone di san marco
    ne ho messi sulla macchina da rally
    io e altri stiamo aspettando il referendum

    giulio 29 settembre 2014 17:00
  • Dice il saggio: battere il ferro finché è caldo …
    dal 16 marco ad oggi sono passati 6 mesi e la gente (se il conto era esatto) si è ormai dimenticata di voi. Ho votato al referendum, ho donato qualche decina di euro, ho acquistato un bond, ho acquistato le bandiere … cosa volete di più ancora donazioni per la certificazione dei voti? Ma non erano già stati conteggiati e a giorni (mesi fa) dovevano essere resi pubblici?

    andreaciaomarco 29 settembre 2014 17:18
  • Andreaciaomarco, complimenti! un nome che è tutto un programma… guarda che la certificazione non si paga sennò che credibilità avrebbe… che costano un occhio sono le pagine dei giornali che dovremo pagarci perchè come sai sono al servizio dello Stato, politici e società da cui sono foraggiate e non possono parteggiare per un Veneto indipendente… all’estero lo sapranno e qui tutti zitti… noi che usiamo il computer dovremmo farci carico che l’informazione arrivi a tutti…
    Speriamo presto di festeggiare! finalmente si potrà cambiare tutto quello che non va, almeno nel Veneto! e grideremo Viva San Marco e sventoleremo le nostre bandiere senza che qualcuno ce lo possa più impedire!

    caterina 29 settembre 2014 19:04
  • Andreaciaomarco, si il ferro va battuto fin che è caldo…
    Personalmente averi buttato il database (intera lista dei voti) on line il giorno stesso in modo che chiunque potesse consultarlo, nascondendo ovviamente i dati anagrafici per un discorso di privacy, ma non il codice che, comunque, rimane univoco!
    Attenzione, non contesto la veridicità del risultato del referendum che penso sia corretta.
    Dalle mie parti han votato quasi tutti!

    marco 29 settembre 2014 21:15
  • L’annuncio con la richiesta di donazioni per aiutare la certificazione deve essere inteso esclusivamente per reperire fondi per dare un importante risalto mediatico alla pubblicazione deila validazione del dati del referendum digitale. È un evento estremamente importante che necessita di un opportuno lancio soprattutto a livello internazionale attraverso molteplici canali di comunicazione. È la comunicazione costa molto come tutti sanno. Plebiscito vuole sfondare le porte del silenzio che media di regime compiacenti col regime hanno ben costruito. Invece di fare tante polemiche, chi aspira all’indipendenza fattiva della Repubblica Veneta contribuisca per cortesia. Ed i vari corvi che veleggiano spariscano dalla scena per sempre, magari andandosene dal Veneto che non hanno certo contribuito ad aiutare con i loro sospetti e le loro polemiche peregrine

    ZISP 30 settembre 2014 1:18
  • @Caterina
    Il nome me lo scelgo io e per quanto riguarda il programma vedi tu. Non mi sembra di aver scritto inesattezze e mi spiace che la verità ti abbia turbato a tal punto di attaccarti ad un nickname. Forse focalizzando la tua rabbia sul mio nickname, che non è riferito a San Marco ma ad un altra persona (anche se non te le devo le spiegazioni), non hai letto del mio impegno attivo ed economico sulla causa; causa che vedo sciamare ogni giorno sempre di più per motivi che non capisco e che creano un alone di “incertezza” sul referendum dando forza ai savoia.
    E qui mi collego con @Marco
    Hai ragione, perfettamente ragione! Anche qui da me tantissimi, non tutti, hanno votato; un po per scherzo un po per convinzione, ma quando sono stati resi quasi pubblici i risultati la gente non parlava d’ altro e tutti erano galvanizzati. Poi i romani che hanno taciuto usando una tecnica perfetta per sminuire il tutto hanno instillato il germe del dubbio sulla veridicità e gli organizzatori tutti zitti o con poco fiato. Dovevano pubblicare i dati è tacciare tutti, invece il nulla….
    Adesso si chiede uno sforzo economico, per pagare gli articoli sui giornali dice qualcuno di nome caterina, ma se tu pubblichi online la lista dei votanti con i codici (se li hai a questo punto) ti costa il tempo di un caffè ed ottieni un terremoto mediatico che non potranno ignorare.

    andreaciaomarco 30 settembre 2014 7:13
  • Andreaciaomarco, che dici mai…nessuno ha mai pubblicati di tutte le volte che nella vita siamo andati a votare l’elenco di quelli che sono andati a votare, anche se ovviamente nei seggi hanno preso nota e perciò negli archivi si custodiscono gli elenchi di quelli che hanno votato… segretezza del voto a parte, che nella nostra civiltà è un sacrosanto principio.

    caterina 30 settembre 2014 8:13
  • @caterina
    Non dico di pubblicare nome cognome e codice fiscale, ma come suggeriva marco, un elenco con il numero di codice utilizzato. Sinceramente non capisco perché nessun dato sia mai stato pubblicato o reso disponibile. Dovrebbe essere un vanto da sfoggiare, non una vergogna da custodire segretamente. Vorrei sottolineare che non sto e non voglio accendere polemiche o infangare il plebiscito.

    andreaciaomarco 30 settembre 2014 9:21
  • ora vogliono soldi per la certificazione dei voti. la settimana scorsa il comitato lavorava su base volontaria senza compenso. Siamo di nuovo al ridicolo.

    Claudio 30 settembre 2014 9:24
  • Leggo e capisco i rematori contro !!
    I soldi serviranno per pubblicizzare i risultati certificati……L’OSCE non viene pagata !!!! Stiamo scherzando. Va beh essere ignoranti in materia, ma per favore allora chiediamo, ma non facciamo illazioni o di peggio.
    PLEBISCITO.EU ha le sue strategie da rispettare e non può sbandierarle ai 4 venti…..vogliamo capire questo?!
    Tutto sarà fatto quando tutto sarà pronto e dovrà essere una BOMBA MEDIATICA.
    La pubblicità si che si deve pagare ….non è gratis.
    Guardate i partiti italioti quanti miliardi hanno usato e magnà par farse pubblicità…e noi? Ci sono Veneti che preferiscono pagare 2 euro e votare le primarie del PD che dare 2 euro per la propria libertà ed il proprio benessere.
    Con il massimo rispetto per loro, ma devo dire anche, senza voler offendere…vuole essere una metafora….preferiscono stare nella fogna come i topi sperando che qualcuno getti nei tombini un tozzo di pane/assistenzialismo
    per poter ricambiare con i loro voti……
    Essere sudditi ha piccoli vantaggi. Essere cittadini è più difficile, ma in compenso si ottiene rispetto e dignità e con la perseveranza anche l’indipendenza non solo dai partiti italioti, ma anche dallo stato italiota.
    WSM
    WSM
    WSM sempre !!!

    giancarlo 30 settembre 2014 10:21
  • Dai miei precedenti commenti avete capito che io sono scettico di natura, non proprio scettico, diciamo dubbioso.
    Per vari motivi non ho mai potuto partecipare ad alcuna delle riunioni (in cui probabilmente vengono date più informazioni di quelle che sono disponibili sulla rete) e tutto quello che so proviene da internet.
    Riguardo la trasparenza dei dati però sono arrivato a pensare che nella “democrazia” in cui viviamo una trasparenza totale porta più facilmente pane tra i denti dei detrattori, che rigirano i dati come vogliono.
    In più, in un paese di vecchi, e scarsamente informatizzato, i media di trasmissione principali sono tv e giornali, che prendono i dati pubblicati su internet (che quindi solo una minoranza legge alla fonte) e li ritrasmettono (quando li ritrasmettono) ritoccati dai detrattori suddetti.
    Quindi, individualmente, la trasparenza serve ad ognuno di noi per conoscere le cose ma, per il nostro fine, che principalmente è combattere la disinformazione, è preferibile una tattica precisa che sappia sfruttare segreti e strategie di comunicazione.
    Poi, nella futura e spero realmente democratica Repubblica Veneta, sarà quasi indispensabile una certa trasparenza nell’operato del governo, ma al momento la situazione è ben diversa.
    Questo è il mio personale pensiero, ma credo di essere riuscito ad interpretare il modo di fare della Delegazione dei X che, con la non comunicazione dei dati, a volte può dare l’impressione di un agire truffaldino…

    basbo 30 settembre 2014 10:36
  • @Marco e @Andreaciaomarco,
    nel buttare il database online con i codici ognuno di noi potrebbe verificare se il suo codice sia presente oppure no, ma una volta fatto questo, chi ti assicura che le altre migliaia di codici non siano stati aggiunti artificialmente?
    Poniamo il caso che abbiano votato in mille, ognuno di quei mille ritrova il proprio voto, e qui il tutto si ferma, come puoi infatti dimostrare che i rimanenti quasi 1.999.000 (o di più, non mi ricordo) siano codici e voti reali?
    Naturalmente non penso questo, è solo una delle possibili denigrazioni che verrebbero fatte circolare una volta pubblicati il db, portando, come ho detto sopra, pane per i denti dei nemici…

    basbo 30 settembre 2014 10:46
  • tranquilli…un giorno, quando saremo Repubblica Veneta indipendete e sovrana a democrazia diretta, voteremo sempre sulle decisioni che si vanno a prendere come fanno in Svizzera, come si fa qui nelle assemblee di condominio, o nei consigli di amministrazione…ciascuno si esporrà liberamente, con la sua faccia! è per questo che ci stiamo battendo ed è questa la meta a cui si deve arrivare… appunto “arrivare”! e speriamo il prima possibile, perchè allora saremo tutti direttamente partecipi e responsabili.

    caterina 30 settembre 2014 10:58
  • Io dico che chi è nel giusto non deve temere nulla. Poi lo sappiamo tutti che abbiamo a che fare con dei bugiardi di professione e che il popolo è bue.

    andreaciaomarco 30 settembre 2014 10:58
  • .. e comunque stiamo disquisendo su un punto che ormai è superato perchè abbiamo già votato, mentre oggi il problema sono i soldi che a breve si devono trovare per rendere di dominio pubblico il risultato del nostro voto finalmente certificato e perciò spendibile in ogni sede interna de esterna…
    servono soldi, ragazzi! schei! perchè per la libertà sono i meglio spesi e nessuno, dico nessuno ci regala niente! figuriamoci spazi sui media…

    caterina 30 settembre 2014 11:12
  • Ah beh, allora …

    andreaciaomarco 30 settembre 2014 11:48
  • Caro Basbo la risposta come sempre viene dalla matematica,
    una volta messi on line i voti:
    – Saranno veritieri fino a prova contraria, dovrà esserne dimostrata la falsità.
    – Mentre adesso sono falsi fino a prova contraria data dalle certificazioni (ma ancora poi chi mi certifica le certificazioni?).
    In qualsiasi momento per la verifica statistica: si prendono a random (casualmente) un certo numero di codici ad esempio 100 e si verificano, se 1 fosse falso avremo circa 1% di falsi. Secondo l’accusa oggi su 100, 95 sono falsi!
    Ma sopratutto se i voti fossero falsi dovrà essere dimostrato e non il contrario come adesso.

    marco 1 ottobre 2014 1:55
  • Marco, sono pienamente d’accordo con te!

    andrea 1 ottobre 2014 21:51
  • Ciao Marco
    mi dispiace ma qui la matematica centra poco, perché non ci sono dati pubblici a cui applicarla.
    Per il momento accontentiamoci della logica.
    Per una ipotetica pubblicazione online del database, i casi sarebbero due:
    – o pubblichi i voti con nome e cognome del votante, ma in questo caso violeresti la privacy dell’elettore;
    – oppure pubblichi i voti con il codice segreto dei votanti.
    Siccome tu intendi proporre la seconda delle due, devi però considerare che la cosa non avrebbe alcun fine se non mostrare al singolo individuo che il suo voto è stato conteggiato.
    Infatti non potendo assegnare ogni codice segreto ad una data persona, non puoi fare nessun rilievo statistico, non puoi prenderne 100 a caso e verificarli, perché non avresti i dati da verificare. Avresti semplicemente 100 codici segreti con il relativo voto, ma non puoi sapere se siano veri o no senza aver accesso ai dati sensibili dei suddetti 100 votanti.
    Forse è possibile che ti diano la possibilità di verificare i voti se ti presenti fisicamente alla sede di Plebiscito.eu (è un’ipotesi, non so se si possa veramente), ma a questo punto ritorniamo al fatto che la pubblicazione del database su internet avrebbe fine quasi nullo.
    Che differenza c’è tra una pagina internet che dice “hanno votato 2.000.000, x% per il sì, y% per il no” e un database pieno di numeri che potrebbero venire da un generatore pseudocasuale? Se vuoi gli credi e ti fidi, altrimenti non hai niente di concreto in mano.

    Il discorso “onere della prova”, invece, dipende dall’interlocutore a cui ci si rivolge.
    Se i voti servono per chiedere ad enti esterni che ci venga riconosciuto lo status di indipendenza, c’è poco da fare, la correttezza dai voti deve dimostrarla chi li ha raccolti.
    Se i voti servono a noi stessi veneti per acquisire la consapevolezza di avere altri 2 milioni di compagni al nostro fianco durante questo viaggio, anche in questo caso deve dimostrarla chi ha raccolto i voti.
    Se invece possiamo andare avanti senza dover chiedere niente a nessuno, e qualcuno vuole mettere i bastoni tra le ruote additando il referendum come non valido, ecco che questa volta tocca a lui dimostrare che i voti non ci sono…

    In ogni caso, aspettiamo con ansia questa certificazione, sperando che abbia un risalto mediatico da far impallidire quello del referendum scozzese…

    basbo 2 ottobre 2014 2:36
  • Lo scopo è screditare l’accusa e i giornali diffamanti!
    Essa dice che su 100 votanti 95 sono inesistenti.
    Ma il 90% dei votanti ha votato SI.
    Gli stessi detentori di quei codici scelti a caso acconsentiranno a liberarsi della privacy e se qualcuno (ma anche fosse il 10%) non acconsentisse abbiamo vinto comunque in quanto comunque gli accusatori verrebbero screditati.
    Tu rinunceresti al tuo anonimato per la causa veneta?
    Potrebbe nascere una corsa di molti Veneti a ufficializzare il proprio voto, portando consapevolezza, determinazione e forte spirito indipendentista.
    Non c’è paragone!

    marco 2 ottobre 2014 15:40
  • Andreaciaomarco 2 ottobre 2014 20:29
  • Qualcuno può gentilmente spiegarmi se Plebiscito sostiene il versamento all’IBAN pro finanziamento della consultazione referendaria indipendentista che ho sentito annunciare da Zaia e attivo da lunedì 6 ottobre?

    Grazie

    Diego 3 ottobre 2014 18:52

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