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LA FINE DI MPS E LA NECESSITÀ DI INDIPENDENZA DELLA TOSCANA

ottobre 30, 2014

toscana-stato-logoRiceviamo e volentieri pubblichiamo

Con la fine del Monte dei Paschi di Siena si celebra il culmine, l’azimut, dell’epoca più disastrosa per la Toscana coincidente con la cavalcata criminale, cialtrona e imposta, dell’unità d’Italia la cui epitome è rappresentata dal tracollo catastrofico di una banca che durava da oltre cinque secoli, e che era l’orgoglio di tutti i senesi e anche, sotto sotto, di tutti i toscani (perché i toscani nonostante siano litigiosi fra loro sanno benissimo di essere un popolo). Un periodo peggiore per la Toscana stentiamo a ricordarlo, forse la peste nera del ‘300, la seconda guerra mondiale, le guerre greco gotiche, chi lo sa? Ci cascano bombe atomiche addosso ogni giorno : raffinerie e fabbriche che chiudono, strade che non si fanno, navi che vanno altrove. Ah, e menomale che il premier è toscano.
Questo tracollo vergognoso simboleggia il supremo sacrificio, anzi il suicidio, di un territorio che aveva risparmiato e ben gestito il proprio patrimonio con estrema saggezza. E per cosa ? Per l’Italia?
Comunisti, nazionalisti, fascisti, democristiani , rettiliani della finanza creativa , cavalli di troia e troie a cavallo, coi loro nipoti, hanno scialacquato il patrimonio di una ventina di generazioni di toscani, turlupinato ai toscani decine di miliardi di euro che vanno ben oltre le aride cifre dei bilanci e del riassesto imposte dagli strozzini del politburo economico-finanziario che fa e disfa i destini d’Europa, e decidono di noi come fossimo dei pesci rossi comprati alla fiera rionale. Ora sono segnati per sempre i destini delle future generazioni, pronte a essere estromesse da ogni ipotesi di futuro dignitoso.
Ora la Toscana non ha più una sua banca di riferimento (giorni fa hanno pure commissariato la Banca di Credito Cooperativo di Cascina, per dire), e i toscani si devono rendere conto che finché non cacceranno l’attuale classe politica così ladra e malversatrice (per cui stentiamo perfino a trovare termini adeguati) per sostituirla con una élite indipendentista,  non riusciranno mai più a risollevarsi e riprendersi il posto che per millenni hanno avuto nella storia .
Noi di Toscana Stato ci siamo, e siamo convinti che molti vorranno combattere con noi la nostra battaglia per l’Indipendenza della Toscana.

Emiliano Baggiani
Toscana Stato per l’Indipendenza della Toscana


Categories
  • ITALIA FALLITA!
    Portate via i vostri soldi dalle banche fin che siete in tempo! In contanti!

    Gianni 30 ottobre 2014 9:59
  • pian piano si arriva al nocciolo… Firenze contro Roma…era ora che se ne accorgessero! Firenze con la sua storia di cultura in ogni campo per gli antichi stati europei, alla fine passaggio obbligato dei Savoia prima di installarsi a Roma, soggiogata poi come fu Galileo dal Papa, anche lei risucchiata nel sogno romano dalla voracità di chi è arrivato sul podio, Napoleone prima ancora dei Savoia, e Roma che fa di tutto una poltiglia maleodorante da cui è impossibile salvarsi se non scappando a gambe levate…
    Auguri, Toscani! fate come noi Veneti, andatevene da Roma!
    Salviamoci da soli, prima che ci distendano tutti sotto i moloch nostrani accecati da quelli che hanno messo gli occhi sul mondo intero per giocarselo a piacimento…

    caterina 30 ottobre 2014 10:15
  • caterina, ancora con la storia di roma??? roma e’ diventata italiana dopo firenze e non per volere del popolo romano ma forse del tuo amico savoiardo e company…..roma capitale dell’impero prima e dello stato pontificio dopo era altra cosa. studia la storia! ROMA CITTA’ STATO!

    ange san 30 ottobre 2014 15:14
  • oh che bello, Ange San, Roma città Stato… e fatevelo, per favore! ci guadagnereste tutto sommato anche voi Romani de Roma! per quel che mi riguarda, tranquillo, che la storia mi è sempre piaciuta…

    caterina 30 ottobre 2014 15:34
  • Roma e l’impero romano è durato solo 4 secoli, La Serenissima di Venezia oltre 1.100 anni….cosa vorrà dire ? Lo lascio scoprire agli altri che non lo sanno.
    WSM

    giancarlo 30 ottobre 2014 15:47
  • ange san, secondo me Caterina ha citato la roma di ora e non di quella che pensi tu

    veroveneto 31 ottobre 2014 9:59
  • Veroveneto, tutti qui pensiamo alla Roma di oggi, cioè di quella che col tempo è diventata più che di quella che è stata, anche se è ancora lì che parla a tutto il mondo…vedi il film La grande bellezza…
    comunque calamita nei secoli per tutti gli aspiranti al potere e per quelli che di esso continuano a nutrirsi…che non sono certo i romani de Roma, esigua minoranza sopraffatta dagli “ariosi”, se dixe a Milan…
    Pensa che a Torino, quando hanno spostato la capitale d’Italia a Firenze, c’è stata una sommossa popolare che ha visto più di quaranta morti ammazzati dai carabinieri… un po’ troppi per una tappa di avvicinamento a Roma.. ma tant’è, Roma è Roma…
    Teniamoci alla larga…noi Veneti abbiamo splendide città Venezia in testa, e il suo potere è di altra natura… fascino e saggezza, ci basta!

    caterina 31 ottobre 2014 14:22
  • Forza TOSCANA !!
    Tutti divisi per stare meglio assieme….. Carlo Cattaneo, poverino, aveva ragione Lui. L’Italia doveva essere Gli STATI UNITI ITALICI FEDERATI !!
    TUTTI DIVISI PER STARE MEGLIO ASSIEME !!!
    Il VENETO insegna….l’Italia si potrà salvare solo dividendoci un po’ alla volta. L’importante è che il VENETO sia il primo ad andarsene.
    Scusatemi se faccio il partigiano veneto….
    WSM

    giancarlo 31 ottobre 2014 17:31
  • Caterina, sei grande!

    Sono Veneto e vivo fuori dal mio Veneto, perché dopo vari tentativi, non mi sono mai abituato al sistema imposto per il potere centrale italiano.
    Sono sempre stato indipendentista ed ho sempre avuto gli occhi bene aperti sulla storia che ho imparato — non quella che mi hanno cercato di infilare, ma si quella che ho ricercato e studiato da solo, senza lavaggi di cervello.
    Ho molta pena in vedere che ci sono persone (italiani) che non hanno ancora imparato a leggere da soli e a tirare le proprie conclusioni, da soli, sulla vera storia, quella reale.
    Più di un millennio di storia non si schiaccia sotto i piedi.
    Quelli che pensano che le maggiori invenzioni sono italiane, devono cominciare a scegliere e leggere meglio i libri di storia…

    Viva ea Serenisima Republica,
    Viva Venèsia

    Giancarlo dal Portogallo 31 ottobre 2014 17:39
  • Grazie Giancarlo dal Portogallo.
    I Veneti all’estero sono milioni e anche loro sono una forza incredibile.
    Quando saremo RE.VE.FE. definitivamente, potrete vedere di che cosa siamo capaci noi Veneti nel costruire un nuovo stato indipendente.
    Sono sicuro che saremo invidiati, copiati e sicuramente anche osteggiati perché per noi prima viene il benessere del Popolo e dopo..solo dopo, forse, il nostro, ma sempre in modo normale,non come stanno facendo tutti coloro che si mettono in politica qui in italia.
    Fanno schifo tutti. Dico così perché non vedo alcuna opposizione seria, non c’è mai stata e quindi dobbiamo concludere che viviamo in un paese il cui regime è diventato ladro e autoritario con i deboli e benevolo e debole con i forti.
    Vorrei dire altre parole più incisive come faccio di solito, ma non voglio mettere in difficoltà PLEBISCITO.EU che gentilmente mi ospita e a cui devo non solo un grazie, ma confermo che mi assumo ogni responsabilità di quanto scrivo sia ieri, oggi e domani.
    Fil de Fer
    WSM

    giancarlo 1 novembre 2014 14:57
  • Caro Giancarlo,
    sono appena ritornato al mio posto di lavoro, sono giornalista e lavoro per conto mio, perciò non ho orari, questa mattina erano le 05:30 quando mi sono alzato per venire a lavorare — uscire dalla porta di casa, passare il giardinetto ed entrare nell’ufficio.
    Questa caratteristica, di viziato nel lavoro, è tipica veneta, lavoriamo sempre, come i muli, inquanto gli altri ci infilano le mani nelle nostre tasche e ci tolgono i soldi che la abbiamo, senza nemmeno chiederci permesso…
    Anche se noi siamo lavoratori assidui, come i muli, non significa che siamo stupidi, anzi al contrario…, è arrivato il momento che ci siamo stancati di questi abusi ed è arrivata l’ora di dire basta, siamo capaci di governarci da soli, non abbiamo bisogno che vengano da Roma od altrove per insegnarci come si vive.
    Più di 1.100 anni di storia della Serenissima, lo dimostrano molto bene, quello che sappiamo fare, e sopratutto governare.

    Il giorno della raccolta delle firme per il plebiscito, in marzo scorso, mi trovavo dai miei ad Abano Terme, quando ho visto per caso il gazebo per la raccolta delle firme. Immediatamente, come separatista convinto, mi sono offerto per mettere la mia, purtroppo ho avuto difficoltà a poter votare, perché il sistema funzionava solamente per i residenti in Italia, ma sono riuscito a firmare lo stesso.
    In quel giorno mi sono offerto per essere un rappresentante del Veneto libero in Portogallo, spero che un giorno questo mio desiderio si torni realtà.
    Quando gli scozzesi hanno fatto il loro referendum, io stavo fuori del paese per lavoro ed al mio ritorno, i miei colleghi della televisione (io tratto di un paio di riviste sui trasporti) hanno chiamato delle persone a commentare il fatto ed i vari movimenti di indipendenza che esistono in Europa in questo momento. Non ti racconto nemmeno la mancanza di conoscimenti di questi invitati e ti lascio immaginare i commentari completamente sballati che ne sono scaturiti…

    Viva ea Serenisima Republica,
    Viva Venèsia

    Giancarlo dal Portogallo 1 novembre 2014 16:03
  • miei cari Giancarlo qui sopra, adesso scopro che siete due! uno qua e uno là ed è bello pensare a questo filo diretto che ci tiene collegati..
    A metà strada ci sta la Catalogna che il 9 prossimo ha tutta la nostra attenzione…noi qui da Treviso, convocati per mettere a punto il nostro programma operativo… speravamo di essere all’unissono con la Scozia, ma ora il tifo lo facciamo per la Catalogna…se poi dovessimo rimanere, momentaneamente, da soli, non importa…noi andremo avanti perchè saremo antesignani di questa nuova ondata di nazioni storiche identitarie e libertarie, desiderose di essere loro stesse artefici del proprio destino.
    Poi c’è chi sarà a Venezia a sventolare il vessillo di San Marco che piace ora a tutti, anche ai leghisti di ultima generazione, che magari pensano alla Catalogna con speranza dal momento che la libertà che gli avevano promesso vent’anni fa ora gliela baluginano davanti agli occhi con nuove mosse strategiche sostenute dalle “istituzioni”…ahimè, chi rimane attaccato alle vecchie istituzioni non va da nessuna parte, ma non importa, intanto sventolare il vessillo è bello e gli permette di sognare!
    Mi tocca vivere in mezzo a tricolori ma mi esalto pensando a San Marco, la mia unica bandiera, indipendente, sovrana… per me è fede incrollabile, come lo fu per i nostri antenati: Venetia “terra di libertà”, e come può non diventarlo ancora se vogliamo salvarci e non sparire!
    Il 9 prossimo a Treviso, saremo lì dove abbiamo sentito declamare la nostra indipendenza il 21 marzo scorso e ci sentimmo finalmente liberi!
    Uno di voi anche per l’altro ci sarà, perciò… a presto!

    caterina 1 novembre 2014 16:23
  • Cara Caterina,
    nel mio ufficio non esistono tricolori e non esisteranno mai. Alle mie spalle a scendere per la parete ho la mia bella e grande bandiera del leone.

    Chi non sogna è morto!

    Anche se non starò li presente, assieme a voi fisicamente, sappiate che io sono e starò sempre con voi tutti con il mio pensiero.

    Chissà, un giorno ci incontriamo a “beare on goto de proseco, aea saeute dea nostra Venesia libara“.

    Anni fa, scrivevo in due forum Veneti, uno di questi due si chiamava veneto.org, poco tempo fa ho riservato uno spazio messo a disposizione da google per mantenere viva la nostra lingua, più avanti vi farò sapere qualcosa di più, per ora non ho ancora cominciato a strutturarlo.
    Ognimodo, date un’occhiata e poi ditemi cosa ne pensate, senza dubbio avrò bisogno di aiuto per tornarlo interessante ed utile.

    Giancarlo dal Portogallo 1 novembre 2014 17:27
  • OPS,
    mi ero dimenticato di darvi l’indirizzo:
    http://www.endangeredlanguages.com

    Penso che la salvaguarda della nostra lingua veneta, sia altrettanto importante come la nostra indipendenza.
    Considerando che lo stato italiano ci privò, da sempre, ad imparare il nostro bello veneto.
    Guardiamo i catalani che hanno la loro lingua ufficializzata — questo è stato un primo passo per la loro libertà. Di fatto, loro si rifiutano ad utilizzare il castellano ed ufficialmente usano il catalán.

    Un popolo, al quale è vetato/proibito imparare (a scuola) e parlare la sua propria lingua senza essere classificato con termini ingiuriosi, è un popolo che è stato castrato. Tutti quelli che continuano ad usare la sua propria lingua, senza paura di discriminazioni, hanno il dovere civico di insegnarlo a quelli che purtroppo non hanno avuto la fortuna di apprenderlo.

    Penso io. Questo è il mio piccolo cavallo di battaglia, la mia forma di lottare, da lontano.

    Giancarlo dal Portogallo 1 novembre 2014 17:37
  • l’anno scorso sono stata una settimana a Nantes, meta Cholet cuore un giorno della Vandea, oggi Alta Loira (anche la France nasconde i suoi crimini contro le popolazioni, cominciando col confondere le idee cambiando il nome della regione di appartenenza, oggi limitato alla zona sulla costa a sud della Bretagna), e a Saumur, scuola della cavalleria francese fondata da Napoleone…ebbene, dalla scarsità di notizie per raggiungere certi posti ho ricavato la convinzione che la Francia ha fatto testo per la distruzione della storia che non fa comodo a Parigi e l’Italia,che tende a copiare sempre il peggio, ha imparato benissimo la lezione per via dell’esterofilia di cui era malata la nostra classe intellettuale e politica dell’800 e a seguire. Comunque ora anche in Francia stanno recuperando le antiche parlate, con corsi sui dialetti, andando fino alle lingue occitane d’oc e d’oil… che lo facciano per dare una parvenza democratica o meno, ma intanto lo fanno…
    Da noi, se non ci penseremo noi veneti a recuperare la nostra lingua madre, non possiamo certo pretenderlo dalle scuole dove gli insegnanti per la maggior parte neppure la conoscono per via dei concorsi cui accede l’universo italiota isole comprese. Dobbiamo perciò tenerla viva noi veneti la nostra lingua, soprattutto parlandola ai nostri bambini e fra di noi, dovunque, anche in sedi qualificate come istituzionali, consigli comunali, assemblee, per ridarle la dignità che le è stata tolta nel corso di questo ultimo secolo e mezzo, cioè dall’annessione in poi, per mortificarci, farci sentire inferiori, sudditi, ignoranti, quando invece la lingua parlata da un popolo racchiude la sua saggezza accumolata nei secoli…
    Ecco una delle riforme nella scuola del domani libero: parlare e non bandire come si fa oggi anzi studiare la lingua veneta, i suoi proverbi, i suoi modi di dire, e approfondendo poter leggere e capire i suoi documenti e tutto quello che ci lasciato scritto.
    Giancarlo del Portogallo, grazie! andrò a vedere il sito…

    caterina 1 novembre 2014 19:57
  • Giancarlo dal Portogallo.
    Ti informo che ho fatto 45 anni lo spedizioniere internazionale e di trasporti ne so abbastanza. Qui in italia non sono mai stati capaci di fare un paese che della logistica poteva essere tra i più forti al mondo.
    La politica ha sempre snobbato questo settore importantissimo per una nazione.
    D’altronde in quale settore possiamo dire che hanno fatto una buona politica?
    E’ di oggi la sentenza sul povero ragazzo CUCCHI…..lo stato assolve sé stesso da un assassinio. Non posso chiamarlo che con questa parola.
    Come lui molti altri hanno fatto la stessa fine senza avere giustizia vera.
    Il Presidente della Repubblica non parla, lo stesso RENZI tace, i ministri della giustizia e dell’interno manco a dirlo ignorano il fatto.
    Viviamo in un paese dove gli apparati statali o sono allo sbando o sono diventati anarchici…Il sindaco Marino a Roma và contro la legge ed il Prefetto…la giustizia è diventata schizzofrenica. Prima assolve e poi condanna o viceversa…insomma c’è né da dover dire che in questo paese la democrazia, la giustizia, sono parole ormai svuotate del loro significato.
    Personalmente, se le indagini sono state fatte alla cazzo di cane o non fatte proprio per non dover incolpare i famosi “servitori dello stato” io, se fossi stato un giudice avrei condannato tutta la catena che ha portato alla morte questo giovane. L’impiegato che ha sbagliato a scrivere che era Albanese invece che romano de roma…coloro che l’hanno pestato nella camera di sicurezza del tribunale, i medici ed infermieri che hanno preso in consegna il CHUCCHI e non hanno denunciato che il CUCCHI era in condizioni disperate..e via via tutti gli altri. Invece si assolvono in appelo tutti quanti.
    Sono indignato, sono arrabbiato, sono disperato per quanto è accaduto ieri e accade ancora oggi.
    La nostra REpubblica VEneta FEderata dovrà assolutamente essere rispettosa di chiunque ed agire sempre con amore e giustizia verso il suo popolo.
    La barbarie moderna avanza a grandi passi e la violenza diventerà la regina del mondo se non contrasteremo fatti come questo che indignano le coscienze delle persone per bene. I farabutti se ne fregano di tutto e non possiamo sperare che cambino. Dispiace dirlo ma le forze dell’ordine non sono preparate. Non hanno l’istruzione e la cultura che dovrebbero avere. Ci vanno solo coloro che non hanno un lavoro e per sopravvivere fanno questo mestiere ingrato e sotto pagato. Non ce l’ho con loro , ma con i farabutti che albergano dentro queste forze dell’ordine che si sentono impuniti e pensano di poter fare i loro comodi. Il ministro ALFANO è un QUAQQUARAQUA’ che farà la fine di FINI….è solo questione di tempo.
    Dopo questo fatto dobbiamo noi Veneti,tutti,pensare di scappare da questo paese e liberarci una volta per tutte da uno stato CRIMINALE !!!
    Fil de Fer
    WSMS

    giancarlo 2 novembre 2014 11:39
  • Giancarlo ho visitato il sito e lo trovo molto interessante.
    Ho visto anche che lo stato ITALIOTA riconosce ben 23 lingue….di cui molte a me sconosciute, ma non riconosce la lingua VENETA.
    Un Popolo che esiste da oltre 1.100 anni non gli viene riconosciuta la propria lingua, QUESTO SI’ CHE SI CHIAMA R A Z Z I S M O.
    E aggiungo che lo stato ITALIOTA ha perpetrato nei nostri confronti un vero e proprio GENOCIDIO CULTURALE. I fatti lo provano !!!
    Per fortuna l’UNESCO riconosce la nostra lingua VENETA ma non è più abbastanza, adesso vogliamo che diventi la lingua ufficiale della nostra RE.VE.FE. !!!!!
    WSM
    WSM

    giancarlo 2 novembre 2014 11:56
  • Cari Caterina e Giancarlo,

    io ho avuto la fortuna di nascere in un paese realmente libero, per molti sembrerà un paradosso (il libero), ma vi assicuro che è realmente libero (bisogna vivere nel paese per poterlo giudicare o criticare e per caso ne so qualcosa).
    Ritorniamo al nostro punto, la fortuna di essere nato in questo paese libero, che si chiama Svizzera, la quale, mi ha permesso di apprendere varie lingue, ne parlo 7 tra le quali il veneto e ne capisco una decina, senza contare i vari dialetti.

    Molte persone pensano che il veneto sia un dialetto, ma questo pensamento è completamente errato. Il veneto, contrariamente a quello che gli italiani ci vogliono inculcare e tentano disperatamente dimostrare all’estero, è una lingua propria, con una scritta propria e con una serie di dialetti da mettere invidia.
    Questo è il motivo che mi spinge a mantenere viva la nostra bella lingua, piena di cultura e di storia, tentando dare il mio umile contributo per diffondere e difendere la nostra identità, fuori dalle frontiere.

    Ricordo, che quando entro in territorio veneto, io non parlo più l’italiano, poiché considero che tra di noi si deve parlare la nostra lingua e non quella dell’attuale invasore (anche se quella del vero invasore è il piemontese).
    Molti mi criticano per questo mio comportamento, ma chi mi critica è già un manipolato dal sistema.

    Un giorno, una persona che vive da noi da ormai più di 15 anni, a tavola con me e la mia famiglia nel bel mezzo dei Colli Euganei, mi ha fatto presente che eravamo in Italia e perciò dovevo parlare in italiano e non in dialetto. La mia reazione fu immediata: «Voi state vivendo e lavorando da noi e quindi, è bene che vi abbituate a rispettare la nostra lingua e cultura, perché io in Portogallo, dove vivo e lavoro, parlo e rispetto la lingua e la cultura portoghese. Se non vi comoda sentir parlare la lingua veneta, non dialetto…, avete solamente una soluzione, andatevene via e ritornare al vostro paese, dove potrete continuare a communicare in italiano o in quella vostra locale.»
    Il silenzio fu instaurato, ma daltronde, anche il rispetto lo fu!

    En YEGEYE el “ghe” e el “ghi” ze “ge” e gi”
    On vecio proverpio veneto dize: «se te ge asi fare, i te magna i risi in testa.» N’altro invese el dize «esare masa boni, ze esare masa cojoni.»

    Viva San Marco e el Veneto libaro

    Aproposito ge gio mai pensà ke el Friuli ze anca na parte dea Republica Serenisima…

    Giancarlo dal Portogallo 4 novembre 2014 20:26
  • Caro Giancarlo, nessuno ci pensa, ma senza trasporti, in una settimana, un paese cade…
    Sembra impossibile, ma i trasporti sono comparabili al sangue che circola nelle vene…
    Tu mi capisci, lo so!

    Giancarlo dal Portogallo 4 novembre 2014 20:29
  • Cara Caterina,

    i francesi non si sono ancora resi conto di quanto differenti siano tra di loro, lasciando a parte la Corsica, ricordo la Bretagna con la sua finis terra, la Normandia, la Provenza, l’Alsazia e la Lorena, fra molte altre.

    Faccio presente che Napoleone, venerato in Francia, è odiato in moltissimi altri posti e con ragione… la storia parla.

    Poco tempo fa, durante una permanenza a Parigi, ci hanno portati a fare una visitina alla città ed ai suoi principali monumenti.
    Arrivati davanti al Louvre, la guida indicò ai presenti la bellezza dell’Arc de Triomphe du Carrousel con la sua quadriga ed i suoi quattro cavalli.
    Non sapeva che nel bel mezzo dei molti giornalisti stranieri, c’era un veneto, che immediatamente fece questione di precisare che i quattro cavalli che sono su quell’arco, ora, sono le repliche dei quattro cavalli che Napoleone aveva rubato dalla basilica di San Marco a Venezia e che grazie all’imperatore d’Austria, in seguito alla disfatta di Waterloo, tornarono a casa.
    Ti lascio immaginare la confusione che ho creato.

    Il grande ed amato Napoleone che i francesi fanno tanto questione di innalzare…

    Tuttavia, la Francia tenta nascondere e mettere a tacere tutti i movimenti che possano pretendere una indipendenza.

    Viva San Marco

    Giancarlo dal Portogallo 4 novembre 2014 21:19
  • La Toscana è uno STATO. Lo è stata dalla creazione della Marca di Tuscia (797) fino al tradimento di Bettino Ricasoli che nel 1860, per tornaconto personale, ci vendette ai Savoia.

    Max 23 novembre 2014 17:24

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