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L’AUTONOMIA SENZA SOLDI È UN TENTATIVO VANO DI ESORCIZZARE L’INDIPENDENZA DEL VENETO

dicembre 28, 2015

Perché il governatore del Veneto e tutti coloro che si riempiono la bocca vanamente di diritto internazionale a supporto del diritto di autodeterminazione del Popolo Veneto non hanno presentato a loro volta ricorso a Strasburgo contro la Consulta?

Il-Veneto-indipendente-Avra-un-posto-al-G20-620x372In questi giorni il presidente della giunta regionale del Veneto ha riproposto il tema del referendum per l’autonomia del Veneto, che dovrebbe tenersi nel 2016.

Forse il governatore regionale del Veneto e assieme a lui tutti coloro che lo hanno appoggiato sul tema, dal pd, ai tosiani, ai 5 stelle, dovrebbero rileggersi i passaggi in cui la Corte Costituzionale, nel giudicare l’illegittimità del referendum di autonomia del Veneto previsto dalla LR 15/2014, si è pronunciata in modo negativo in particolare su alcuni aspetti, che appaiono significativi quanto rivelatori della particolare forma di “affetto” che lega la Repubblica Italiana al Veneto, svuotando l’eventuale referendum per l’autonomia di valore economico e quindi di concreta fattività sostanziale, eccependo ragioni di “equilibrio della finanza pubblica italiana e di solidarietà tra regioni”.

Noi invece non capiamo proprio il significato vero di un’autonomia regionale che non sia rappresentata da adeguate risorse economiche per finanziarla. Se serve una rappresentazione simbolica e di principi abbiamo già il Parlamento Provvisorio della Repubblica Veneta che se ne occupa egregiamente. A questo punto il consiglio regionale farebbe meglio a passargli in toto i propri poteri.

Non è la prima volta che il leader veneto della lega recita un ritornello che segna l’ennesima incoerenza del suo movimento e dell’azione di una maggioranza di governo regionale che da più di vent’anni ammorba il Veneto in tema di esempio civico nel mondo.

Certo, qualcuno dirà che si tratta di un inizio di un percorso: a noi pare più un tentativo di perdere tempo per mantenere il potere ed esercitarlo in modo autoreferenziale, come sempre è avvenuto nell’ultimo infausto ventennio.

Casomai servisse ripeterlo, la forma di “solidarietà” cui è tenuto il Veneto appare alquanto particolare, dato che invero dall’analisi delle serie storiche dei residui fiscali regionali per il Veneto essa appare a senso unico e sempre sfavorevole ai cittadini veneti e al loro territorio, configurandosi più come sottrazione continuata di risorse economiche a uno specifico territorio a vantaggio di altri, piuttosto che “solidarietà”.

Anche in termini di entità, tale sottrazione di risorse appare nella sua enormità sia in termini assoluti sia in termini comparati con altre regioni di altri Stati, nell’era attuale e anche nella storia, arrivando a coprire anche in termini percentuali quote del Prodotto Interno Lordo del Veneto pari al 10-15% e a una quota sull’intero gettito fiscale del Veneto pari al 28-30%. Tali cifre percentuali sono quindi valide mediamente anche in termini di prelievo sul pil pro capite e di quota sul gettito fiscale pro capite dei cittadini veneti, costituendo, data la ripetitività e la quantità, una sottrazione sistematica della proprietà privata dei cittadini veneti, trattandosi di denaro che non confluisce in alcun modo in spesa pubblica né centrale né locale ad essi destinata.

In termini storici tale fenomeno, quando si verificava in forme ben minori, non veniva definito “solidarietà”, bensì colonialismo. In tal senso si capisce allora pienamente anche il titolo di “governatore”, termine che nel passato spesso identificava proprio il responsabile locale del potere centrale coloniale e che oggi pare adattarsi perfettamente anche al caso del Veneto.

Tanto poco ci entusiasma quindi la prospettiva di un referendum per l’autonomia, che, come comunicato lunedì scorso ed entro i 6 mesi previsti dal regolamento CEDU, abbiamo presentato ricorso alla Corte Europea dei Diritti Umani di Strasburgo, contro lo stato italiano, a seguito della violazione molteplici Articoli della Convenzione Europea sui Diritti dell’Uomo e delle Libertà fondamentali e dei successivi Protocolli avvenuta con la citata sentenza della Consulta, chiedendo tra le altre cose un risarcimento danni all’Italia di 600 miliardi di euro a fronte della serie storica impressionante di rapine fiscali degli ultimi 30 anni nei confronti dei cittadini veneti. La nostra azione è stata supportata è suffragata presentando una enorme quantità di allegati e di documenti, a sostanziare un atto e un fatto storico a difesa del nostro Popolo.

Una domanda ora sorge spontanea: perché il presidente della giunta regionale del Veneto non ha fatto altrettanto? Finalmente ne aveva l’occasione, servita su un vassoio d’argento: grazie alla sentenza inappellabile della Consulta, esauriti i gradi di giudizio interni allo stato italiano, finalmente per sussidiarietà poteva rivolgersi a una corte internazionale, come abbiamo fatto noi.

Già a suo tempo, dopo il Referendum di indipendenza del Veneto del 16-21 marzo 2014, egli, la giunta e il consiglio regionale avevano sbagliato a non rivolgersi alla Venice Commission, che rappresentava l’organo deputato cui rivolgersi anche in ottemperanza alla Risoluzione regionale 44/2012, per aprire il caso dell’autodeterminazione del Veneto a livello istituzionale.

Oggi però, dopo essersi vista sbarrata la strada dalla Consulta per un nuovo referendum regionale per l’indipendenza e svuotato di significato l’eventuale referendum regionale per l’autonomia, il non aver ricorso alla CEDU appare da parte sua un vero e proprio tradimento del suo mandato, oppure una ammissione di incapacità (il che sarebbe anche peggio).

Perché lui e altri che si riempiono la bocca vanamente di diritto internazionale a supporto del diritto di autodeterminazione e dell’indipendenza del Popolo Veneto non hanno dato seguito alle mille vane promesse e bla-bla-bla? Promesse ancora oggi ripetute a vanvera sui giornali come bufale natalizie, degne dei peggiori imbonitori e traditori dei cittadini e della società civile veneta che ancora oggi è nel pieno della più drammatica crisi socio-economica del dopoguerra.

La realtà è che la nostra azione di avanguardia per l’indipendenza del Veneto è da sempre anche l’unica azione coerente, di spessore e concreta che costringe una inutile classe di politicanti regionali ad inseguire il nostro percorso, tentando di cavalcarlo e scimmiottarlo pur di esorcizzarlo.

La ragione che hanno per tentare di impedirla, è che con l’indipendenza finirebbero i privilegi, le prebende e gli affari parassitari che solo la permanenza nella dittatura burocratica italiana permette a lorsignori di portare avanti, a danno dei cittadini veneti.

Gianluca Busato
Presidente – Plebiscito.eu


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  • Zaia è un gregario, non è un leader! gioca con le parole più grandi di lui… si e non che ne comprenda a fondo le implicazioni, o forse spera che siano i Veneti a non capire… il prosecco è la sua unica passione e infatti come ministro dell’agricoltura è stato il massimo… oggi si barcamena con l’unico scopo di non scomparire…
    E intanto i Veneti si dibattono per sopravvivere, in attesa della libertà.. hanno l’unica speranza di arrivare vivi alla meta e che si possa raggiungere quanto prima…
    Confidiamo che le burocrazie europee abbiano tempi cogenti perché diversamente dovremmo abbandonare anche quelle se non vogliamo abbandonare il Veneto e trasferirci altrove… l’Austria è vicina, la Svizzera pure… il mondo oggi è vicino per chi è giovane, ma della nostra Patria, il Veneto, che ne sarebbe!
    Anche l’Archivio della Serenissima è diventato gloria italiota…che sfregio
    alla storia e al nostro orgoglio di Veneti innamorati della nostra terra, del nostro mare, delle nostre montagne, dei nostri fiumi e delle nostre valli, della nostra lingua, della bellezza delle nostre città e della saggezza dei nostri antenati…
    Siamo governati da omuncoli che si atteggiano a strateghi e hanno l’unica ambizione di conservarsi poltrona e prebende.
    Il nuovo anno ci porti la liberta! ce la meritiamo e la otterremo… diversamente penseremo a come prendercela, perché una cosa è certa: non ci rinunceremo mai!
    Viva San Marco!

    caterina 28 dicembre 2015 13:53
  • Coloro che siedono nella giunta regionale del Veneto non sono dei VENETI, ma degli italioti puri e nudi.
    Vogliono l’autonomia che sembra quasi una bella parola che è citata anche nella loro costituzione, ma che in realtà non è nemmeno oggi applicata.
    Loro sono solo dei dipendenti da roma.
    Quindi di cosa parlano? Ma cari Veneti, parlano di sé stessi e della propria carega, naturalmente!!!
    Dopo aver tradito le proprie origini, adesso vogliono imbrogliare i Veneti….ma insomma un minimo di serietà, par Diana !!!!!!
    Me vien l’angossa a vedarli in tv e me sbruxia l’anima a doverli sopportar ancora, ma spero par poco.
    Non vedo l’ora de veda quotar VENETO BANCA e dove i n’darà a finir le quotasion…. cussita anca i Veneti che ghè dentro i capirà qualcossa de come la va la so amata italietta !!!
    WSM

    Fil de Fer 29 dicembre 2015 16:03
  • Ma a voi nel Veneto proclamato indipendente che vi frega di quello che succede nell’italia di renzi ?
    O sotto sotto siete piu italiani voi dei romani de roma ?

    Oscar 1 gennaio 2016 22:32

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