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L’INDIPENDENZA DELLA CATALOGNA È COME UN NUOVO CROLLO DEL MURO DI BERLINO

ottobre 10, 2017

La dichiarazione di indipendenza della Catalogna per l’Unione Europea è paragonabile al crollo del muro di Berlino per l’Europa dell’est. Ieri è stato sconfitto il comunismo, oggi viene dissacrata la logica del furto fiscale contro le regioni produttive europee da parte di vecchi stati centralisti parassitari e ora persino irrispettosi dei più basilari diritti umani quali la libertà di espressione, di riunione e di associazione, ancor prima che antistorici nemici del diritto di autodeterminazione tutelato dal diritto internazionale.

Chiedere ai catalani e ai veneti di continuare a mantenere le caste spagnole e italiane equivale a chiedere alla Germania di pagare il debito pubblico dell’Italia: semplicemente non è giusto, non è intelligente, non è economico, non è lungimirante. L’indipendenza della Catalogna oggi e del Veneto domani rappresentano la vittoria della libertà contro il nazionalismo, della tolleranza contro la violenza antidemocratica, della cultura contro la mistificazione.

Ora si apre una fase di mediazione e di consolidamento della volontà popolare e di resistenza alla rabbia degli eredi di Francisco Franco, che in questi giorni hanno scorazzato liberi di impaurire i cittadini in Catalogna, a Valencia e in tutta la Spagna. L’indipendenza della Catalogna farà il bene anche della Spagna, che attraverso una democratizzazione della propria classe politica potrà beneficiare per il proprio futuro e il bene della sua popolazione.

Esprimiamo tutto il nostro affetto e supporto, la nostra emozione di pura gioia ai tranquilli e coraggiosi cittadini catalani, alla sua leadership intelligente, al valoroso Presidente Carles Puigdemont e a tutto il parlamento catalano, in un’ora di grande importanza per la Catalogna, per l’Europa e per tutto il mondo che entra in una nuova fase di costruzione di relazioni più solide e pacifiche tra i suoi popoli e gli stati.

Gianluca Busato
Presidente – Plebiscito.eu


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  • un altissimo discorso, che ha percorso anni di storia, di sofferto rapporto col potere sordo di Madrid lontano mille miglia dall’esempio di Londra nei confronti della Scozia, e lontano mille miglia dal concetto di democrazia, troppo incline come nella sua tradizione all’uso della forza tipica dei più beceri poteri che si credono assoluti…
    Nell’affermare la vittoria del referendum così brutalmente contrastato, ha usato parole rassicuranti per tutti, anche per chi non ne condivide l’esito, che forse erano rappresentati da quelli che non si sono alzati in piedi a battere le mani alla fine, e per gli operatori economici, forse impauriti della novità, ai quali occorre pazienza e buona volontà per riassestarsi…
    Una grande persona, che sente su di sè una responsabilità enorme e merita da tutti gli Stati la considerazione e il sostegno che chiede, per la svolta sospirata e sofferta della Catalogna che finalmente si affaccia alla libertà e recupera la sua identità.

    caterina 10 ottobre 2017 21:09

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