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LUXLEAKS, MARINE LE PEN SBAGLIA: ANCHE LA REPUBBLICA VENETA PRATICHERÀ UNA FISCALITÀ COMPETITIVA COME IL LUSSEMBURGO

novembre 7, 2014

Una sana politica di attrazione degli investimenti internazionali fa il bene del proprio territorio, al contrario di politiche stataliste di ipertassazione che fanno scappare le imprese in territori più liberi.

gbu-vsi (1)Oggi sono apparse un sacco di critiche contro lo stato del Lussemburgo e strumentalmente contro il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker, per il cosiddetto LuxLeaks, ovvero la politica fiscale estremamente competitiva e perfettamente legale e legittima messa in pratica dal Lussemburgo verso diverse aziende multinazionali.

In queste ore in rete si sono susseguite una serie di lamenti vacui basati su una sorta di vittimismo indotto da una propaganda statalista, fatta propria da alcuni campioni nazionalisti, in primis Marine Le Pen, mentre a mio avviso la politica messa in atto dal Lussemburgo e da Juncker è estremamente saggia e da imitare.

Nulla vieta a nessuno stato di praticare tasse all’1% verso le multinazionali. Se il Lussemburgo giustamente lo fa, generando politiche di “investment attraction” credo sia una pratica verso la quale TUTTI gli stati intelligenti dovrebbero andare e non il contrario. Se c’è qualcuno che merita critiche non è Juncker, che ha fatto gli interessi del Lussemburgo, ma i politici degli stati europei che invece fanno dell’ipertassazione una pratica odiosa che mette a repentaglio le economie dei propri Paesi al fine di ingrassare le caste parassitarie al potere con politiche assistenzialistiche e che permettono loro un’agevole gestione del potere tramite deleterie pratiche di voto di scambio e clientelistiche.

Bisogna quindi resistere con forza e determinazione alla tentazione di cadere nel tranello della facile propaganda statalista e richiedere invece con forza ai propri governanti di praticare una fiscalità concorrenziale con quella lussemburghese.

Di sicuro la Repubblica Veneta indipendente garantirà tasse estremamente basse e approverà politiche di attrazione degli investimenti internazionali molto competitive. Anche di questo parleremo domenica prossima a Treviso, quando daremo il calcio d’avvio al Progetto Istituzionale della Repubblica Veneta (appuntamento a partire dalle 9.30 all’hotel Maggior Consiglio).

Dobbiamo tutti acquisire la consapevolezza che le cose non avvengono da sole, o perché fai la danza della pioggia per farle avvenire: i grandi cambiamenti geopolitici nella storia sono avvenuti perché qualcuno ha saputo concepire, affinare e realizzare progetti strategici di ordine superiore rispetto al preesistente. Una volta le chiamavano guerre e i condottieri ne erano i demiurghi. Oggi il tutto avviene in modalità e con tempistiche diverse, ma la logica non è venuta meno. Plebiscito.eu si muove in questo ambito per perseguire nel più breve tempo possibile la prospettiva della piena indipendenza della Repubblica Veneta.

Con il tuo aiuto faremo prima e faremo meglio.

Gianluca Busato
Presidente – Plebiscito.eu


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  • SEMPRE AVANTI. LIBERI!!!

    PIERO DEA MEGLIA 7 novembre 2014 23:19
  • Avere come scopo quello di attrarre gli investimenti multinazionali è la maniera migliore per condannare un popolo alla schiavitù. Le multinazionali a differenza delle aziende “casalinghe” tipiche del tessuto veneto non hanno nessun rispetto per i diritti dei lavoratori, tendono le paghe verso il basso e costringono un intero territorio ad un dictat politico vero e proprio. State sbagliando, la vera strada per rendere indipendente e libero di creare è quella della sovranità economica. politica, estera. Ma voi di questo non parlate minimamente.

    Rosanna 8 novembre 2014 8:03
  • Rosanna, da quel che capisco io che di economia non me ne intendo se non di quella domestica, il discorso di Busato è fatto per la necessità di sottrarsi oggi alla sovranità delle banche presenti sul territorio e soggette all’impostazione e imposizione dello stato, anzi dell’Europa… ma a Treviso magari capirò qualcosa di più…è certo che senza soldi non si fa niente, e le nostre industrie e capacità imprenditoriali se ne scappano ora dal Vaneto ma credo anche dall’Italia, dove sopravvivono solo quelle che sono collegate al Governo come committente o come sovvenzionatore per interessi strategici.
    I Veneti non hanno mai puntato su quelli, se non per opere tipo il Mose e i motivi li abbiamo visti tutti, con grande disonore di un’intera classe come sappiamo…
    L’impreditoria capirà sicuramente il discorso di Busato.. l’alternativa è andarsene, o vedersi costretta per mancanza di ossigeno a cedere senza protezione le proprie attività per impossibilità di svilupparle e poter competere nei mercati internazionali.
    Non ho esperienza, ma ho fiducia… tanta!

    caterina 8 novembre 2014 10:06
  • Rosanna, non confondere i diritti dei lavori con gli investimenti di aziende nazioni o internazionali. Non confondere lo stato italiano con ciò che sarà la Repubblica Veneta.
    Ciò di cui parli è un fenomeno che si sviluppa in quei pasi nei quali l’economia si sviluppa troppo velocemente, e dove non esiste la cultura del diritto e del lavoro che c’è qui.

    Inoltre attrarre tante aziende e creare tanti posti di lavoro porta all’inflazionamento della richiesta di lavoratori, tanti posti di lavoro disponibili e pochi lavoratori = aumento degli stipendi, ciò significa via-via migliori condizioni, significa che se un lavoratore non è contento del suo lavoro lo può lasciare perchè tanto sa che ne troverà un altro, significa che se ne trova uno ad uno stipendio più alto può andare dal suo datore di lavoro attuale a contrattare.

    La debolezza ed il servilismo dello stato italiano verso le grandi aziende è dettato da precisi dettami politico-partitici che hanno a che fare con un fenomeno totalmente diverso: il controllo delle masse e/o il comportamento affaristico e tornaconto personale che ormai si è impossessato dell’apparato statale, tutto lo stato ragiona in questi termini, è malato e non è possibile curarlo, ed è il motivo per cui si deve fare la Repubblica Veneta.

    Thomas 8 novembre 2014 10:17
  • SUSANNA, sono contento che una donna esprima così sinteticamente ed in maniera concisa le sue riluttanze ed il suo pensiero sulle multinazionali.
    Ma come hanno già scritto altri prima di me, noi non faremo come l’italia, noi favoriremo le multinazionali a venire nel VENETO INDIPENDENTE ad investire, produrre e vendere sia da noi che in paesi limitrofi.
    Questo non vuole dire che l’andazzo italico preverrà o sarà lo stesso qui da noi nel VENETO.
    Anzi, ti prego, anche tu prova a pensare di non essere più in italia ma in un paese completamente diverso. Sì, completamente diverso e che avrà la sua classe dirigente completamente rivolta al benessere del proprio POPOLO.
    Non temere. Saremo pragmatici, pratici e snelli nell’operare perché se prima viene l’interesse del paese e del suo popolo, mai, dico mai, commetteremo gli errori, le ruberie, i sopprusi e potrei continuare nell’elencare che si sono perpetrati a danno dei sudditi italioti.
    Anche noi a suo tempo ci abbiamo messo del nostro. Qualche errore si potrà anche fare…..ma per tutto il resto sarà un paese che richiamerà la nostra Serenissima Repubblica Veneta che era un esempio per tutto il mondo di allora.
    Che che se ne dica !!!
    Vieni a TREVISO, così ti renderai conto…
    WSM

    giancarlo 8 novembre 2014 12:05
  • Caro Gianluca, non potevi essere più chiaro di così.
    La mia opinione è la stessa.
    Mettiamoci a lavorare in questa direzione per attraire i capitali stranieri, non appena saremo liberi.
    Anche l’Irlanda aveva fatto qualcosa di simile, anche se di forma un poco più modesta.
    Viva San Marco

    Giancarlo dal Portogallo 8 novembre 2014 21:03
  • Giancarlo, il mio nome è Rosanna e non Susanna, grazie.
    Secondo me voi non avete ben chiaro quello che fate e sopratutto come operano le aziende multinazionali.
    Leggiti “il libro che le multinazionali non ti farebbero mai leggere” e forse un’idea te/ve la farete.
    Oggigiorno stiamo dando sempre più potere di ricatto finanziario alle lobby che allungano i loro tentacoli attraverso le aziende multinazionali (per i profitti sulla produzione) e i centri commerciali che le ospitano(per i profitti sulle vendite). Ripeto state sbagliando di grosso. L’indipendenza ha senso con una politica monetaria e dando la possibilità alle persone nel territorio di far evolvere la propria azienda perchè possono avere facilmente credito e sopratutto favorendo il commercio e il terziario in generale sempre da parte dei locali. Questo non significa isolarsi, significa valorizzare il territorio e scusami se ho parlato solo di economia perchè un capitolo particolare meriterebbe anche l’istruzione e più in generale la cultura. Cosa che sistematicamente le multinazionali vogliono estirpare. Vi saluto.

    Rosanna 9 novembre 2014 6:34
  • Cari amici,

    Thomas ha detto una grande cosa, ma apparentemente ha visioni differenti…
    Per rafforzare o esemplificare, come funzionano le multinazionali, porto un’esempio pratico di un fatto che è appena successo in Portogallo e che io ho accompagnato da vicino, visto che sono giornalista.

    La BorgWarner, il maggiore supplier di componenti per il settore automotivo, stava prossima d’uscire dal Portogallo, perché la sua fabrica, che da lavoro a 500 persone, stava diventando vecchia (ecologicamente e strutturalmente).

    L’attuale governo portoghese, criticato da tutti, è riuscito a mantenere la BorgWarner nel suo paese, incontrando una nuova localizzazione ad appena 50 km dall’anteriore. Questa nuova fabrica, più ecologica e a dimensione “uomo” è stata inaugurata ieri.

    Non vorrei dimenticare il fatto che sono stati salvati 500 posti di lavoro e che fino a fine anno ne nasceranno altri, più di 100…

    Un gruppo sindacale ha reclamato che i lavoratori perderanno 2 ore del suo tempo libero per andare e tornare dal lavoro, senza essere remunerati…

    Quanti di voi percorrono 50 km di strada e perdono 2 ore nel traffico?

    Per alcuni, forse sarebbe stato meglio che la BorgWarner fosse uscita dal paese, così i lavoratori non avrebbero dovuto spostarsi di 50 km e perdere 2 ore del loro tempo libero…

    Io penso che questi paradigmi sono completamente fuori dalla realtà attuale. Ogni modo, ognuno la vede alla sua maniera.
    Resta questo esempio per pensare se vogliamo più ditte nel nostro paese, o se vogliamo che queste fuggano per altri paesi che offrono condizioni migliori e che i nostri VENETI rimangano in casa senza lavoro.

    Per quanto ne so, i VENETI sono un popolo composto per persone oneste, ma sopratutto, un esempio di produttori di richezza e grandi lavoratori.
    È difficile vedere un VENETO a vivere di appoggi sociali…, la nostra storia (Serenissima) dimostra il contrario.
    Quante persone si sono suicidate ultimamente, grazie alla sanguisuga del governo (sgoverno) dello stato italiano?

    Vogliamo continuare per riuscire a scavare la nostra fossa, o vogliamo uscirne e continuare a vivere?

    Un grande saluto a tutti e scusate queste mie riflessioni.

    Viva San Marco

    Giancarlo dal Portogallo 9 novembre 2014 12:46
  • Scusate, dimenticavo, in questo momento, le tendenze politiche non hanno interesse.

    In primo piano, quello che realmente ci interessa e sul quale ci dobbiamo concentrare, è la nostra indipendenza e autodeterminazione!

    Viva San Marco

    Giancarlo dal Portogallo 9 novembre 2014 12:49
  • Giancarlo, a me sta bene il ragionamento sull’indipendenza ma l’indipendenza deve dervire inanzitutto a sviluppare aziende nostrane non gli interessi delle multinazionali legate alla finanza perchè più le fai entrare nel territorio e più acquisiscono potere politico con l’arma del ricatto ! fidati che è così, è sbagliato cercare l’indipendenza per attrarre i capitalisti dall’estero, a lungo andare si comprano tutto con il tuo lavoro. Se invece si attua una politicadi quella parola che si sente spesso nominare che è la sovranità allora si ottiene la piena occupazione perchè la tassazione delle tue aziende ti permette di migliorare la spesa pubblica in favore del territorio(dissesto idrogeologico, trasporto pubblico, turismo ecosostenibilità, istruzione, ricerca, sanità). Le multinazionali tendono al ribasso per i salari e si portano via tutti i ricavi e se gli aumenti la tassazione ricorrono al ricatto per darti il meno possibile. In Europa si sono comperati i politici figurati se non lo farebbero anche in veneto!

    Rosanna 9 novembre 2014 15:16
  • Rosanna, a me sembra che sono i nostri indusriali che per salvarsi vanno all’estero… qui rimangono i piccoli che hanno un mercato di nicchia per prodotti avanzati, ma difficilmente riescono a fare il salto per ingrandirsi perchè servono capitali che qui le banche ti fanno pagar cari al punto che anche ingrandirsi non conviene… certo che quando la tassazione sarà più bassa il salto è facilitato… comunque è il costo del denaro che scoraggia ogni iniziativa, oltre che le lungaggini della burocrazia.. e laddove un progetto è meritevole di esser sostenuto c’è da augurarsi che trovi chi lo sostiene, non importa chi mette la grana… purchè ovviamente non sia di provenienza notoriamente dubbia…a noi non piace il proverbio pecunia non olet, ma se i finanziatori sono noti, che importa che siano stranieri se il lavoro e almeno parte del profitto rimane qui?
    I miei sono solo ragionamenti di buon senso..non credo che siano sbagliati.

    caterina 9 novembre 2014 17:01
  • Cara Rosanna,

    penso che stavi parlando con me, perché di Giancarlo ce ne sono 2, io dal Portogallo e l’altro amico Giancarlo.

    Se stessi parlando con me, ti do solamente un’esempio, un’esempio molto pratico, dove l’ecologia funziona perfettamente, dove l’energia elettrica non è cara, dove i trasporti pubblici sono dei più avanzati ed ecologici nel mondo, dove i diritti socio-culturali, religiosi, etnici, linguistici sono rispettati e salvaguardati, dove la giustizia funziona, dove non ho mai visto una unica manifestazione sidacale per reclamare il rinnovo dei contratti di lavoro, etc., etc., etc..
    Insomma, dove tutto, o quasi tutto, funziona alla perfezione.

    Mi dimenticavo, che quest’esempio si riferisce ad un paese pieno di multinazionali, ma pieno anche di piccole, medie e grandi imprese, di commercio tradizionale, di artigianato, di agricultura, dove tutti coabitano e guadagnano molto bene la propria vita.

    Questo paese, lo conosco molto bene, perché la sono nato vissuto e studiato durante una parte della mia vita.
    Questo paese si chiama Svizzera!
    É un’esempio pratico di come le cose possono e devono funzionare.
    Non è certamente il paese ideale per molte persone, ma lo è certamente per la maggior parte.

    Il giorno che dovremmo andare a copiare qualcosa, per montare la nostra Costituzione, Codici Civili, Penali, Economici, Laborali e così via, è in questo paese che potremmo incontrare il sistema più apropriato da utilizzare.
    Di questa forma saremmo sicuri di avere fatto qualcosa di buono ed onesto per i nostri connazionali VENETI e saremmo senza dubbio, un’esempio per gli altri che vogliano separarsi dal paese che gli occupa e domina.

    Viva San Marco

    Giancarlo dal Portogallo 9 novembre 2014 17:05

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