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PAOLO BERNARDINI: “NON SI CELEBRERÀ NESSUN 150° ANNIVERSARIO DELL’ANNESSIONE DEL VENETO ALL’ITALIA, SAREMO LIBERI PRIMA”

luglio 21, 2014

“Il processo dell’indipendenza è avviato e ad uno stadio molto avanzato”

Pubblichiamo di seguito l’intervento di saluto inviato ieri al Congresso di Veneto Sì dal prof. Paolo Luca Bernardini.

paolo-bernardiniCarissimi Amici,

mi duole molto non essere presente all’importantissima convention di oggi, ma impegni lavorativi mi trattengono in Italia. Oggi è giorno fondamentale perché si porranno le basi per le mosse future, tutte volte a rendere pienamente effettiva l’indipendenza ottenuta con il referendum del 21 marzo. Avverto, da parte di alcuni, anche eccellenti patrioti, qualche segno di dubbio o sconforto. Questo è naturalmente pienamente accettabile, ma occorre avere presente che nel momento in cui si scelgono, come è giusto che sia, mezzi del tutto pacifici per il raggiungimento dell’indipendenza, essa si pone piuttosto come un processo, che non come uno status definitivo. Ci sono state tantissime tappe in questo processo, a partire non dal 21 marzo 2014, ma almeno dal 2006, per non menzionare l’impresa eroica dei Serenissimi, e dunque dobbiamo attenderci alcune altre tappe prima che l’indipendenza sia pienamente effettiva. Come ho avuto modo di dire, electa una via non datur recursus ad alteram, ma per quanto riguardo il percorso avviato dal Consiglio regionale. In realtà le vie si moltiplicano, e nessuna è esclusiva dell’altra, sono tutte complementari. Se qualcuno si sente sfiduciato perché il percorso è troppo lungo, o avvertito come tale, ricordiamoci che stiamo creando una terza repubblica veneta che vogliamo che duri almeno quanto la prima, anche se magari non sarà così; ma non vogliamo che duri quanto la seconda, solo un anno e mezzo tra 1848 e 1849, proprio perché le basi di tali indipendenza, e l’incertezza ideologica prima che strategica, ha condannato tutto il 48 italiano e quasi tutto quello europeo a risultati precari e risicati. Certo la passione e il dolore sono forti, quando udiamo dell’ennesimo suicidio per disperazione, quando vediamo questa nostra splendida terra desertificata e irrisa. Ma dobbiamo batterci il cuore per fermarne il battito come Odisseo alla vista dei Proci, per non anticipare la battaglia finale e dunque terminare la nostra esperienza con una sonora sconfitta. Se si vorrà concorrere con uno schieramento indipendentista alle elezioni regionali del 2015, non si può escludere che il risultato sia estremamente positivo. Allo stesso tempo, occorrerà vedere l’esito del referendum regionale, che peraltro non potrà che confermare quello dello straordinario referendum digitale, una pietra miliare nella storia della democrazia, e una pagina di storia tout-court. Può anche darsi che le elezioni regionali non si tengano più, in quanto un esito plebiscitario anche del referendum regionale porrebbe in essere di fatto una piena effettività dell’indipendenza.
Ricordiamoci che la nostra indipendenza segue vie più complesse rispetto a quella di tutti gli altri stati divenuti indipendenti dal 1945, per il semplice motivo che sarebbe la scissione di una colonia di schiavi estremamente produttivi che mantiene in vita un sistema parassitario esteso, e dunque, come l’amico e collega Marco Bassani sostiene da tempo, sarebbe un “tana libera tutti”, con tutte le conseguenze che non possiamo nasconderci. Se la Scozia diverrà indipendente, le conseguenze per il resto della Gran Bretagna saranno estremamente minori, sarà quasi, per molti, una novità inavvertita. Ma perfino se la California diventasse uno stato indipendente, le conseguenze per gli USA, che sono uno stato federale, non sarebbero così immense come nel caso del Veneto liberato dal giogo coloniale sabaudo. I padroni sono estremamente riluttanti a liberare o a favorire la liberazione degli schiavi, poiché loro non sanno coltivare tabacco e cotone, e senza i loro schiavi morirebbero di fame. Nel nostro caso, siamo schiavi che coltiviamo perfino la nostra, di terra, che ci è stata sottratta con l’inganno. Hanno scritto la capanna dello zio Tom, qualcuno deve ancora scrivere il capannone dello zio Alvise.

In breve, il processo è avviato e ad uno stadio molto avanzato. Cerchiamo di essere uniti, e di evitare inutili rancori, e cerchiamo di aiutare coloro che sono in grave disagio personale, onde si evitino futuri suicidi, perché la strada della libertà non sia lastricata da morti strazianti. Il nostro nemico è già morto. Ma non è facile sciogliere un corpo vivente da uno morto. Occorre pazienza, per citare la nobildonna settecentesca Elena Mocenigo Querini, che lo ripeteva sempre ad amici e familiari. Quando si è sommersi dal ridicolo, un’ombra di serietà sembra cosa solenne e mirabile. Quindi prepariamoci a reazioni strane, e incerte, da parte del nostro avversario, che è talmente ridicolo da aver compiuto il percorso inverso, e palesare dunque qualche ombra di serietà. Rendiamoci conto che la corruzione tocca ogni fibra del corpo politico e sociale. E che ci sono mosse apparentemente minori, come la soppressione dello Studium Marcianum da parte del patriarca genovese di Venezia, che sono in realtà atti mirati ad eliminare il libero pensiero, e a fagocitare l’ignoranza più crassa su cui si fondano tutti i regimi dittatoriali.

Ignoranza, e populismo, a testimonianza che Dante aveva ragione a definire i genovesi “gente diversa”, e meno male che ci sono eccezioni, non solo per confermare la regola.
Evviva dunque San Marco, e si abbia quantomeno la certezza che non verrà celebrato nessun 150esimo della truffaldina annesione della Venetia nel 2016. Nel 2016, ma anche prima, saremo liberi. Bisogna solo agire con dolcezza e fermezza, e individuare bene le ultime mosse di una partita già vinta, e che proprio per questo non possiamo compromettere ora.

Paolo Luca Bernardini
Delegazione dei Dieci
Repubblica Veneta


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  • AVANTI CON LA FERMA PAZIENZA DELLA PERSEVERANZA FINO AL TRAGUARDO !

    GIACOMO FRAMARIN 21 luglio 2014 12:40
  • L’ho detto tante volte e lo voglio ripetere ancora. Riteniamoci fortunati, noi tutti sinceri Patrioti Veneti, di annoverare tra le nostre fila uomini come Paolo Luca Bernardini! Le sue lucide analisi sono preziosissime per indirizzare correttamente l’aspirazione concreta dei Veneti all’autodeterminazione, sottraendola alle troppe pericolosissime (credo per poco ancora) sirene “venetiste”, massoniche, giuda, false e bugiarde” che hanno cercato e cercano in tutti i modi di attirare sugli scogli la gloriosa nave della Libertà! Sempre avanti, dunque con determinazione e CONCRETEZZA! Su questa Via, come è stato per il REFERENDUM, non c’è dubbio che i Veneti ci seguiranno!

    Zarlino 21 luglio 2014 12:47
  • Mè nonna Melia DIXEA: se stava mejo con Beppino (imperatore austroungarico) che con i savoja. Per “liberare” occupare il VENETO hanno fato più morti sparando alle spalle i SS dei savoia che gli austriaci, per finirla hanno dovuto obbligare i Sardi, che scalzi ad arma bianca, hanno conquistato le trincee austiache. Quale sacrificio? A voi immaginarlo. Certo che se gli capitava tra le mani un ss… .
    La bandiera và esposta: QUELLA NOSTRA CON UNA GRANDISSIMA FASCIA NERA IN ONORE DI TUTTI I MORTI! (VENETI,AUSTRIACI O DI QUALSIASI ALTRA REGIONE).

    PIERO DEA MEGLIA 21 luglio 2014 13:14
  • paroe sante quee de Bernardini mi so al to fianco fin in fondo, te giuro non indetrejo de un miimetro WSM

    GINO 21 luglio 2014 16:19
  • Dal profilo di facebook dell’ambasciatore georgiano
    (https://www.facebook.com/beglar.david):

    “In riferimento al REFERENDUM PER L’INDIPENDENZA DEL VENETO, svolto dal 16 al 23 marzo 2014, ho il piacere di comunicare quanto segue:

    La Commissione degli Osservatori Internazionali ha ricevuto, da pochi giorni, dai promotori del referendum, il materiale informatico, al fine di verificare la procedura elettorale, con i relativi dati degli aventi diritto e risultati finali.

    Inoltre, riteniamo opportuno precisare che la suddetta Commissione, composta esclusivamente da esperti-volontari, relazionerà sui dati raccolti ed emetterà considerazioni e suggerimenti per lo svolgimento di elezioni attraverso i sistemi telematici.

    Tutti i lavori della commissione saranno eseguiti a titolo gratuito, salvaguardando la professionalità e prestigio della summenzionata Commissione.”

    Interessante la parte:
    “Inoltre, riteniamo opportuno precisare che la suddetta Commissione, composta esclusivamente da esperti-volontari, relazionerà sui dati raccolti ed emetterà considerazioni e suggerimenti per lo svolgimento di elezioni attraverso i sistemi telematici.”

    In pratica tutta la “certificazione” non sarà altro che una serie di considerazioni e suggerimenti per eventuali votazioni telematiche future?

    Luigi 21 luglio 2014 17:15
    • Non è corretta l’interpretazione del commentatore. Le raccomandazioni per future consultazioni digitali rappresentano un addendum ai report di certificazione, data la particolare tipologia di voto.

      giane 21 luglio 2014 19:12
  • Per ora ci sono più elementi che sostengono la mia interpretazione (che si basa su ciò che l’ambasciatore ha ufficialmente pubblicato)che altre (che si basano sul sentito dire).
    Si possono poi evidenziare ed analizzare altri elementi di criticità:
    -nè in questa comunicazione, nè tantomeno in quella precedente è mai apparso il termine “certificazione” report e/o termini simili (se non negli articoli di plebiscito)
    -la frase “riteniamo opportuno precisare che etc. etc. “, indica come l’ambasciatore voglia precisare lo scopo della commissione, come se ci siano state incomprensioni o idee particolarmente vaghe sul reale compito che l’Ambasciatore e i suoi collaboratori si siano prefissati.
    – altra frase “composta esclusivamente da esperti-volontari”: quindi nessun ente ha incaricato la commissione per eseguire questi controlli, per poi rilasciare una certificazione, (tesi sostenuta da molti)
    anzi.Da quello che si legge pare che la cosa sia ben diversa, cioè tale commissione si è offerta di effettuare tali controlli, probabilmente per esprimere la propria opinione in merito (spiegherebbe il perchè non si parla di certificazione o non si è mai parlato di ente).
    p.s. tutta questa analisi (o interpretazione) si basa sui messaggi che l’ambasciatore ha pubblicato su fb. Ora sig. Busato lei probabilemte tenterà di spiegare come abbia informazioni interne (l’addendum a cui si riferiva prima) e non dico che non sia così.
    Vorrei far notare però che tale messaggio è stato “reso pubblico” sul sito da qualcuno esterno allo staff di plebiscito.eu, dopo ben 3 giorni.
    Questo potrebbe indicare lo scarso colloquio che c’è tra lo staff di plebiscito.eu e la commissione, fatto che potrebbe smontare la tesi delle informazioni interne.

    Luigi 21 luglio 2014 20:17
  • se pol aver la tradusion in lengua Veneta par piasere, par capir anche nialtri pi Veneti che tagliani

    pierino 22 luglio 2014 12:37
  • Signor Luigi, la sua analisi sarebbe impeccabile, se non avesse trascurato di dare un significato anche all’affermazione “la suddetta Commissione … relazionerà sui dati raccolti”

    Quali pensa siano i dati raccolti? Saranno mica quelli citati come “i relativi dati degli aventi diritto e risultati finali”?

    Per favore, signor Luigi, la prego: lasci stare … rischia di prendersi una sonora trave sui denti (naturalmente, metaforicamente parlando) quando i report saranno pronti.

    PS: sa come si traduce la parola report? Rapporto, relazione, rendiconto …

    Michele De Vecchi 22 luglio 2014 18:39
  • Report: rapporto nel senso militare.
    A parte ciò ricordate che nessun popolo si è reso libero in giacca e cravatta. Nessuna rivoluzione, mai, nella storia, si è fatta per faccine sorridenti in un social network.
    Il sangue sarà necessario e, prima o poi, occorrerà contarsi tra quelli disponibili a darlo.
    L’italia che ci saccheggia da un secolo e mezzo non ci lascerà andar via senza un adeguato spavento.
    A un certo punto bisognerà contarsi e le decine di suicidi prestabiliti ogni mese potranno essere nel numero perfetto. WSM e W la Libertà!

    Andrea 23 luglio 2014 4:12
  • Andrea, Plebiscito.eu segue il democratico e pacifico; se non ti sta bene, ci sono migliaia di gruppi diversi da Plebiscito.eu con le tue stesse idee li fuori … la porta è aperta!

    Michele De Vecchi 23 luglio 2014 10:00

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