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QUANDO FARE OBIEZIONE FISCALE SIGNIFICA AUTOFINANZIARSI A TASSO AGEVOLATO

giugno 18, 2014

foto (26)E’ una mannaia senza precedenti quella che da diversi anni si abbatte su famiglie e imprese italiane: il Fisco è diventato opprimente e i politici italiani stanno ammazzando un popolo interno sotto le scure delle tasse e sempre tasse. L’imposizione fiscale per legge ormai è insostenibile. Stato, Comuni e Regioni prelevano l’ 80% di quello che guadagnano gli italiani. In queste ore si fanno i conti con una tornata di tasse che distrugge la tranquillità di tutti.

Ma non è finita, l’accoppiata vincente IMU-TASI fa tremare i polsi degli italiani, che segnano massima temperatura. È un inferno senza fine che adesso vede le Amministrazioni locali pronte a dissanguare i cittadini al posto dello Stato centrale. I dati forniti da Confesercenti dimostrano come si è superato il limite della sopportazione. Dal 2010 al 2013 gli italiani hanno dovuto pagare 34 miliardi di euro di tasse. Soldi che sono usciti dalle tasche dei cittadini per far fronte agli innumerevoli balzelli imposti a livello sia centrale sia locale.

Gli italiani continuano a pagare caro per uno Stato inefficiente. Strette tra tagli lineari e Patto di stabilità interno, le Amministrazioni locali hanno ridotto le voci di spesa ma, guarda caso, hanno aumentato le entrate, quelle tributarie: addizionali Irpef, Irap, smaltimento rifiuti, balzelli che hanno portato i cittadini a non poter correre più dietro alle troppe richieste di pagamento. Secondo le stime di Anama Confesercenti, le imposte sulla casa sono passate, dal 2005 al 2013, da 28 a 52 miliardi di euro l’anno. Siamo alla follia pura: per correre dietro alle imposizioni dell’Europa si sta impoverendo uno Stato: questa si chiama irresponsabilità amministrativa.

Ebbene, cari cittadini Veneti, abbiamo oltrepassato la metà del mese di giugno 2014, e registriamo vergognosamente alcuni dei seguenti dati di fatto:

1) l’80% (con picchi sino all’87% in certi settori di attività) delle aziende italiane non ha pagato le tasse a maggio;

2) si contano in Veneto, dai 2 ai 3 suicidi alla settimana, per crisi economica;

3) due telefonate su tre dei clienti che telefonano in studio per le tasse, iniziano con pianto e disperazione;

4) una buona percentuale dei clienti aziende e privati, mi chiede informazioni sui tempi e costi di un finanziamento bancario per pagare le tasse;

5) TUTTI I CLIENTI, AMICI E CONOSCENTI SANNO DELLA CORRUZIONE DEI POLITICI ITALIANI, DEI LORO SPRECHI, DEI LORO SPORCHI GIOCHI DI POTERE.

Ora, cari cittadini Veneti, alla luce dei 5 punti precedenti, mi permetto di farVi una domanda:

– cosa Vi spinge a ritenere ancora giusto e nobile pagare l’80% di tasse ad uno Stato che dopo aver preteso ed intascato da ognuno di Voi un tale pizzo, anziché darVi protezione e lavoro Vi istiga al suicidio ?

La risposta è una sola: ognuno di Voi ritiene ogni giorno immorale e deleterio corrispondere un pizzo dell’80% allo Stato Italia perché finanzi e soddisfi i vizietti privati dei suoi corrotti e politicamente inguaribili governanti,  ma ognuno di Voi ha allo stesso tempo, una paura tremenda di staccare la spina del “distributore Veneto” di pizzo allo Stato Italia.

Ma allora, vi chiedo ulteriormente:

– cosa vuol dire aver paura di staccare la spina del “distributore Veneto” di pizzo all’Italia? O meglio, perché arrivati alla metà di giugno 2014, con l’azione di tortura fiscale ed economica che lo Stato Italia sta conducendo quotidianamente, sino a portare all’esasperazione le aziende e le famiglie (ricordo i suicidi settimanali), siete ancora maledettamente indecisi su ciò che è autocondanna a morte e su ciò che invece rappresenta l’unica via di fuga da questo inferno (obiezione fiscale)?

Perché mai, ancora dopo circa 2 mesi di campagna informativa, pressoché quotidiana, da parte del movimento Plebiscito.eu, con la quale sono state spiegate e rispiegate le modalità perfettamente legali attraverso le quali fare obiezione fiscale, senza nessunissimo problema e rischio per i Vostri beni, mostrate siffatta riluttanza e refrattarietà a compiere un’azione che Vi libera dall’attuale inferno fiscale e sociale?

Vedete cari cittadini Veneti, chi Vi scrive, in poche righe cercherà di dare, con cognizione di causa, il giusto antidoto alle Vostre ingiustificate paure:

1) fare obiezione fiscale significa non lasciare più l’80% del Vostro reddito, faticosamente e meritatamente prodotto, allo Stato Italia perché paghi i capricci e i vizi personali della propria classe politica  corrotta e indegna;

2) fare obiezione fiscale significa evitare che il Nostro vicino di casa, un Nostro collega, un Nostro amico si suicida per vergogna di non essere più in grado di pagare le raccapriccianti tasse italiane o i propri dipendenti;

3) fare obiezione fiscale  significa che i cittadini/contribuenti Veneti non chiamano più il proprio consulente fiscale in un clima di disperazione e di pianto, per non essere in grado di pagare le immonde tasse italiane

4) fare obiezione fiscale significa non dover più chiedere un finanziamento alle banche italiane per pagare le ripudianti tasse italiane.

Relativamente a quest’ultimo punto (n. 4), Vi porto cari cittadini Veneti, un esempio pratico, basato su dati effettivi chiesti ad un Direttore di una Banca veneta, che Vi dimostrerà come l’obiezione fiscale, oltre a costituire l’unico e tranquillo sistema di salvataggio dal massacro fiscale ed economico dello Stato Italia, rappresenti pure un ottimo strumento, in quanto vantaggioso, di autofinanziamento per il pagamento delle imposte.

Ecco quanto:

il 16 giugno ( o 7 luglio) 2014 mi ritrovo con 10.000 euro di IRPEF da pagare.

1) Decido di rivolgermi alla mia banca per un finanziamento di pari importo, quindi pari ad euro 10.000, per la durata di 5 anni (60 mesi).

Al tasso TAEG del 10,50% dovrò corrispondere alla fine dei 5 anni di finanziamento la somma di euro 12.896,00, quindi un surplus a titolo di interessi bancari di euro 2.896,00.

2) Decido di fare obiezione fiscale ed attendere l’arrivo dell’”Avviso bonario”.

Tale Comunicazione da parte dell’Agenzia delle Entrate, mi verrà notificata non prima di maggio/giugno 2015, periodo entro il quale (1 anno circa dal mancato versamento delle imposte) non avrà luogo nel modo più assoluto alcuna azione esecutiva, in quanto suddetta eventuale azione potrà aver luogo solo ed esclusivamente dopo il ricevimento della cartella esattoriale da parte di Equitalia, ossia circa maggio/giugno 2016.

L’”Avviso bonario” oltre alle tasse non pagate, ovvero euro 10.000,00, prevederà anche il pagamento di una sanzione del 10% (euro 1.000,00) e degli interessi moratori al tasso legale dell’1% annuo (euro 100,00).

Potrò rateizzare l”Avviso bonario”  in un numero massimo di 20 rate trimestrali (5 anni) sostenendo un tasso di interesse a titolo di rateizzazione di circa l’8%.

 

Ebbene dal confronto finanziamento bancario  – obiezione fiscale (Avviso bonario) pari all’importo di euro 10.000,00, emerge immediatamente quanto segue:

a) costo del finanziamento bancario 28,96%

b) costo dell’obiezione fiscale 19 – 19,3%

 

Inoltre:

la rata del finanziamento bancario inizia a decorrere dal mese successivo all’ottenimento, quindi da luglio/agosto 2014, mentre la rata dell’”Avviso bonario” inizia a decorrere da giugno/luglio 2015;

–  per l’ottenimento del finanziamento possono essere richieste firme a titolo di garanzie personali di terzi (il coniuge, il genitore)  mentre per la concessione della rateazione da “Avviso bonario” nessuna garanzia di terzi è richiesta;

 per la concessione del finanziamento bancario si sostengono le spese dì istruttoria, mentre nessuna spesa va sostenuta per la rateazione dell’”Avviso bonario”.

 il mancato puntuale pagamento di una rata del finanziamento bancario, mi può creare lo spiacevole inconveniente della segnalazione “nel sistema” quale cattivo pagatore, mentre il mancato puntuale pagamento di una rata (eccezion fatta per la prima) dell’”Avviso bonario” non comporta alcun problema ed alcuna segnalazione, poiché basta pagarla entro la scadenza della rata trimestrale successiva, pagando un 3,75% + 1% a titolo di ravvedimento operoso;

 l’”Avviso bonario” può essere compensato in tutto o in parte da un eventuale credito d’imposta (IRPEF, IRAP, IVA) derivante dalla Dichiarazione Annuale (Redditi, Irap, Iva) dell’anno successivo, mentre un finanziamento bancario non è mai compensabile con un credito d’imposta e pertanto va sempre pagato per intero.

Non resta che concludere con la seguente doverosa riflessione:

cittadino/contribuente Veneto non gettare al vento questa unica, più che rara, opportunità di liberarti mani e piedi dalle catene del terribile e disumano inferno fiscale italiano, tanto più quando fare obiezione fiscale significa autofinanziarsi ad un tasso del 19% circa contro un tasso del 29% di un finanziamento bancario.

Alberto Marsotto

Segretario – Soccorso Veneto


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  • se non si paga il bollo auto?!?
    l’auto viene confiscata?
    GRAZIE

    marco 18 giugno 2014 9:54
  • Ottima spiegazione come sempre, che probabilità ci sono che da qui ad un anno sia riconosciuta l’indipendenza del veneto e che quindi non fanno nemmeno in tempo ad arrivare i primi avvisi bonari?esiste questa possibilità?

    WSM 18 giugno 2014 11:34
  • Avete sentito? (“La lotta all’evasione è al centro dell’azione governativa, l’evasione va repressa in modo sistematico”, ha detto il ministro dell’Economia Padoan intervenendo ieri alla scuola di polizia tributaria della Guardia di Finanza e ha aggiunto che servono “un nuovo approccio” e “ulteriori misure”)…
    Ma perchè ci si accanisce ulteriormente sulle imprese, quando sappiamo che per ridurre le tasse bisogna per primo eliminare gli sprechi, poi devi agire finchè ci sia meno evasione possibile. Ma non puoi mettere un popolo in condizione di automatizzarsi come vuole il governo Renzi, ci sono ancora molte realtà economiche e una buona quantità di persone che non vuole diventare sucube della tecnologia. Perchè solo in italia e in Grecia ci sono ancora gli scontrini fiscali? E’ eloquente che lo Stato Italiano non riesce o non vuole controllare il suo popolo, con sistemi meno invasivi, ma vuole solo aumentare l’introito di denaro per sfamare quell’insaziabile voglia di rubare ulteriormente soldi al suo popolo.
    Per favore Busato e quanti si pròdigano per avere uno STATO Veneto LIBERO, AVANTI TUTTA!!!

    mauro/1 18 giugno 2014 16:20
  • città di Napoli e provincia è stimato siano circa 800,000 le automobili che non pagano il bollo da anni, mancati incassi oltre 3,5 miliardi di €
    in gran parte di zone italiche si è costruito abusivamente senza piani regolatori senza accatastare le costruzioni oltre il 30%
    tutte queste costruzioni non hanno mai pagato imu

    GINO 19 giugno 2014 21:16
  • bisogna esser MONA a dar n altro 20% in piu de tasse allo stato ESTERO italia.
    quando la finio de dar sti suggerimenti e invese de scriver del ‘taglia tachè ascriver del nostro Veneto ??? Vanti !!

    sandrin 19 giugno 2014 23:47
  • Correzione: il tasso d’interesse dell’avviso bonario non è l’1%, ma il 3,5% calcolato dal giorno successivo alla scadenza del pagamento omesso fino all’ultimo giorno del mese antecedente a quello dell’elaborazione della comunicazione di irregolarità.
    L’1% è il tasso d’interesse legale che si applica in caso di ravvedimento operoso.

    Antonio 20 giugno 2014 9:23

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