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REPUBBLICA VENETA, CRIPTO-STATO INDIPENDENTE, INVENTA UNA NUOVA FORMA DI PROPRIETÀ PRIVATA INVISIBILE ALL’ITALIA

gennaio 22, 2016

La Repubblica Veneta è già oggi una sorta di Uber della Pubblica Amministrazione e un soggetto pubblico internazionale di fatto, grazie all’invenzione di una nuova forma di proprietà privata invisibile all’Italia, basata su tecnologia blockchain ad architettura criptata distribuita.

bitcoin-blockchainL’indipendenza del Veneto ha acquisito la propria visibilità mediatica internazionale grazie all’idea di organizzare un referendum digitale per l’indipendenza. L’utilizzo di una forma di innovazione tecnologica ci ha permesso di scavalcare i blocchi normativi in materia, che hanno invece fermato chi pensava di agire alla vecchia maniera in un mondo che è radicalmente mutato.

Un’altra frontiera che gli stati ottocenteschi come quello italiano vorrebbero controllare è il concetto di proprietà privata, o di certificazione della stessa, tramite le reti di notai, o dei sistemi di pubblica registrazione, ad esempio. Anche in tal caso, l’indipendenza del Veneto potrà fattivamente compiersi grazie alla tecnologia e alla nuova piattaforma di criptostato che Plebiscito.eu sta implementando e che permetterà alla Repubblica Veneta di esercitare la propria sovranità in un ambito che sfugge al controllo dello stato italiano. Il Veneto indipendente è già in pratica una sorta di nuova Uber della Pubblica Amministrazione, che colma con accordi privatistici di diritto commerciale internazionale l’attuale non ancora raggiunto riconoscimento pubblico degli stati del mondo di un territorio a sovranità veneta. Il bello è che agendo così, nessuno può fermarci. Per tale ragione oggi con orgoglio possiamo annunciare la nostra idea al mondo.

Il progetto è ambizioso e richiederà almeno 18 mesi (e molti soldi) per completarsi in tutte le proprie fasi.  Al momento possiamo anticipare solo qualche tratto, per permettere ai veneti di comprendere la visione d’insieme dell’iniziativa.

Tra di essi citiamo proprio la tecnologia blockchain, di cui già abbiamo parlato la settimana scorsa a proposito della partenza di un sistema economico pubblico sperimentale della Repubblica Veneta basato su cripto-moneta sviluppata proprio con tecnologia.

Ora invece anticipiamo la creazione del sistema di pubblico registro veneto che sarà basato sulla medesima tecnologia distribuita, sempre con una logica architetturale condivisa decentralizzata e criptata simile a blockchain. Tale architettura ci permetterà di registrare ogni atto pubblico sottraendolo al controllo e perfino anche alla conoscenza dello stato italiano, pur se si verificherà nel territorio ancora sotto controllo del regime tricolore.

Alcune sofisticate tecniche giuridiche internazionali ovviamente completeranno l’opera dandole integrità formale e sostanziale ineccepibile. Ciò significherà, ad esempio, che lo stato italiano perderà la conoscenza e di conseguenza anche il controllo di soggetti fiscali che entreranno a far parte di un’altra giurisdizione a tutti gli effetti, alla quale pagheranno le proprie tasse e con la quale si raffronteranno anche da un punto di vista civilistico. La conoscenza dei certificati di effettiva proprietà dei patrimoni e del rapporto giuridico che li regola sarà solo di un’architettura informatica distribuita e criptata cui lo stato italiano non potrà accedere per definizione.

Stiamo insomma parlando della creazione di un CRIPTO-STATO indipendente, che esercita la propria sovranità in modo sostanziale nel proprio dominio informatico che sarà regolato da un’architettura contrattuale internazionale strutturata e riservata, nel rispetto delle norme internazionali in materia.

Gianluca Busato
Presidente – Plebiscito.eu


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  • Dopo tante parole e pochi fatti,adesso si comincia a ragionare.Bravo Busato.

    mauro 22 gennaio 2016 12:42
  • Ottimo , ma a proposito della criptomoneta ho letto anche : http://mobile.hdblog.it/2016/01/17/Bitcoin-uno-dei-suoi-maggiori-sviluppatori-getta-spugna/

    civic71 22 gennaio 2016 12:59
  • Civic71, l’articolo citato riguarda Bitcoin, che deve risolvere il problema della limitata blocksize che rallenta oltremodo il sistema. Il sistema di criptomoneta veneta ovviamente farà tesoro dell’esperienza di Bitcoin, ma non ripeterà i loro errori architetturali.

    giane 22 gennaio 2016 13:57
  • leggo oggi un articolo di Giampaolo Rossi: sembra che anche la Russia per aggirare ostacoli conseguenti a imbarghi vari stia studiando un suo sistema…

    caterina 22 gennaio 2016 14:16
  • ottimo, la nostra indipendenza inizia da qui’….
    grande presidente

    massimo 22 gennaio 2016 20:51
  • Peccato che bastino elementari nozioni di diritto per capire che la cosa non può funzionare. Io posso compravendere qualsiasi cosa ma se per lo stato italiano quella cosa è ancora mia io continuo a pagarci le tasse. Sarei quindi becco e bastonato…..

    guido 23 gennaio 2016 12:36
    • Apparentemente avresti ragione tu, ma qui interviene la particolare tecnologia informatica e giuridica, che ovviamente al momento è di carattere riservato e a tempo debito sarà resa nota a chi sarà cittadino veneto e vorrà avvalersene, vincolandosi a propria volta alla riservatezza.
      Intendiamoci, non sarà un obbligo per i cittadini veneti avvalersene, ma una facoltà, che, data la convenienza, riteniamo sarà fatta propria da molti.

      giane 24 gennaio 2016 12:29
  • mi sembra infatti, Guido, che la premessa fosse di essere cittadini residenti che avessero chiesto, previo piccolo contributo, e ottenuto la cittadinanza veneta … cosa che è nel nostro diritto, avendo effettuato un referendum pubblico, poi confermato internazionalmente nei risultati, diritto che è al di là, al limite, al di sopra del riconoscimento di qualsivoglia corte…. un diritto naturale, peraltro citato dall’ONU e dall’Europa, precede ogni altra struttura…spesso infatti queste nascono come superfetazioni create per ostacolare lo sviluppo delle persone in quanto tali e nel loro sentirsi un popolo, con la presunzione di plasmare il destino del mondo non importa se a spese dei singoli.
    Abbiamo cominciato il nostro percorso sulla base di questo principio, e continueremo su questa strada…alla fine tutti ne prenderanno atto.

    caterina 23 gennaio 2016 14:24
  • un consiglio ,
    bisognera’ che valutiate mooo…lto bene chi vi entra per evitare che entrino
    a far perte di questa rete…dei pseudo attivisti legati allo stato italiano.
    wsm

    BLIX 24 gennaio 2016 17:32
  • Iniziate ad essere il primo stato indipendente che come moneta statale utilizza bitcoin e il successo è assicurato!

    Mirko 2 marzo 2016 7:31
  • Questo è un commento di prova, per ragioni di manutenzione

    giane 3 marzo 2016 9:51

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