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REPUBBLICA VENETA: LA DELEGAZIONE DEI DIECI SI RIUNISCE SABATO A SAPPADA

marzo 27, 2014

SARA’ PRESENTE ANCHE IL PRESIDENTE DEL COMITATO DEGLI OSSERVATORI INTERNAZIONALI DEL REFERENDUM DI INDIPENDENZA DEL VENETO. OGGI ALLE 13.20 SU RADIO24 GIANLUCA BUSATO SMENTISCE IN DIRETTA LE FALSE NOTIZIE SUL TRAFFICO WEB DEL SITO PLEBISCITO.EU

sappadaSabato prossimo 29 marzo la Delegazione dei Dieci si riunirà a Sappada (BL) per testimoniare la vicinanza e l’attenzione ai problemi gravissimi che affliggono i comuni delle Dolomiti e tutti i comuni di confine con regioni a statuto autonomo dello stato italiano.
A Sappada sarà inoltre presente anche il Presidente del Comitato degli Osservatori Internazionali che ha monitorato le operazioni di voto nel Referendum di indipendenza del Veneto tenutosi dal 16 al 21 marzo scorsi e che ora è impegnato nelle attività di certificazione della consultazione referendaria.
In parallelo ai lavori della Delegazione dei Dieci si terrà una conferenza stampa.
Gianluca Busato ha dichiarato: “nel corso di questi anni lo stato italiano ha represso la forte volontà di autodeterminazione testimoniata da innumerevoli referendum con percentuali di voto altissime (superiori al 70, 80 e spesso anche al 90%) di favorevoli alla fuga dal peggiore inferno fiscale del mondo”.
“Fino a ieri l’unica fuga possibile era rappresentata dal tentativo di passare a far parte di regioni autonome confinanti con statuto speciale, che si è rivelato un vicolo cieco in quanto seguiva un tortuoso percorso costituzionale interno allo stato italiano. Da oggi finalmente, dopo la proclamazione di indipendenza della Repubblica Veneta, libera e federale, avvenuta a Treviso venerdì 21 marzo scorso, i comuni dolomitici e di confine potranno godere di un’autonomia fiscale che li vedrà trattenere nel territorio ben oltre il 95% delle proprie risorse fiscali”.
Per quanto riguarda le notizie oggi apparse su alcuni quotidiani locali circa stime di traffico da parte di siti web non attendibili e definiti ad errore come “certificatori di traffico”, esse saranno smentite ufficialmente con un intervento in diretta di Gianluca Busato che andrà in onda nel corso del radiogiornale di Radio24 alle ore 13.20-13.40 circa.
Domani mattina dalle ore 8.45 alle ore 9.45 Gianluca Busato sarà inoltre ospite della trasmissione Mattino 5 in diretta dagli studi di Mestre di Mediaset.

Ufficio stampa
Plebiscito.eu


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  • Vai Busato!

    EDOARDO 27 marzo 2014 11:42
  • Il Corriere è riuscito nell’impresona di far sembrare obiettiva Repubblica. Impressionante!

    Thomas 27 marzo 2014 12:06
  • Sabato a Sappada a che ora? Grazie per info.

    Giorgio 27 marzo 2014 12:42
  • Ho sentito l’intervento, citare pcworld e networkMagazine come autorevoli sapendo che entrambi hanno scritto lo stesso articolo e l’autore è il medesimo. Sarebbe come che il corriere del veneto avesse scritto anche su repubblica e avvenire e si volesse così dimostrare che più testate concordano. Sig. Busato i veneti sono più intelligenti di lei e decideranno da soli se comprare o no un quotidiano, pare fra l’altro che di questi tempi ci siano problemi più importanti che comprare un giornale. Alla radio oggi ho sentito solo aria fritta, anche stavolta aria fritta. Peccato, speravo che finalmente ci dicesse qualcosa di più sui numeri.

    Fantastico 27 marzo 2014 15:27
  • Fantastico…è un po’ in ritardo, non crede? i numeri se li vada a cercare dato che è uno che naviga…io lo conosco già da venerdì scorso…pensa che l’indipendenza sia stata dichiarata sulla base dell’aria fritta di cui parlano i giornali?

    caterina 27 marzo 2014 16:24
  • Brava Caterina, Venerdì è stato deciso, la piazza era gremita e tutti abbiamo firmato. Ora bisogna andare avanti e iniziare a costruire, basta ciance.

    Maurizio 27 marzo 2014 16:29
  • ahahha, Piazza gremita? E allora? andiamo a vedere quanti mq fa piazza dei signori e stimiamo la capienza? Caterina, l’unico in ritardo qui è Busato che rimanda la pubblicazione dei dati dei voti, solo promesse e ripeto aria fritta. Sta solo giocando per vedere come reagiscono i giornali ma finora solo fuffa.

    Fantastico 27 marzo 2014 16:34
  • Perchè non iniziamo a confrontarci sui motivi che per cui sembra che la maggior parte dei Veneti voglia l’indipendenza? E anche, perchè dovremmo stare in Italia?

    mauro/1 27 marzo 2014 17:16
  • E’ un copia incolla.

    Il Veneto ogni anno produce mediamente un reddito totale di circa €150 miliardi e paga ogni anno ben €70 miliardi in tasse.
    • Solo €15 miliardi vengono gestiti localmente dalla Regione, dalle Province, dai Comuni; €35 miliardi tornano come servizi forniti dallo stato italiano, ma vi sono compresi anche €9 miliardi di interessi sul debito pubblico.
    • Ogni anno paghiamo €70 miliardi in tasse e riceviamo in servizi (tra locali e centrali) solo €50 miliardi.
    • Ogni anno noi Veneti siamo costretti a pagare allo stato italiano €20 miliardi in più di quanto riceviamo in cambio.
    • Vale a dire €4.000 a testa (poiché i Veneti sono 5 milioni).
    • Quindi €16.000 all’anno per una famiglia di quattro persone.
    • Ogni 10 anni lo stato italiano sottrae €160 mila il valore di un appartamento ad ogni famiglia veneta.
    • Solo negli ultimi 15 anni lo stato italiano ci ha depredato di €300 miliardi. Questa non è solidarietà; è colonizzazione.
    CONTI PUBBLICI REGIONE VENETO (2007)

    ENTRATE 69,5 (miliardi di €): Imposte Dirette 22,5; Imposte Indirette 22,4; Contributi Sociali 18,1; Altro* 6,4.

    SPESA PUBBLICA 50,8 (miliardi di €): Previdenza 21,1; Sanità 8,1; Amministrazione 6,2; Istruzione 3,9; Viabilità 1,2; Altro** 10,2.

    * Altre Tasse: Immobili, Lotteria, Bolli Auto ** Altre Spese: Difesa, Energia, Telecom.
    Le cifre citate si riferiscono ad una media delle statistiche degli anni 1996-2007 tratte dai Conti Pubblici Territoriali del Ministero del Tesoro.
    VANTAGGI ECONOMICI DELLA REPUBBLICA VENETA

    La Repubblica Veneta avrà un avanzo di bilancio, anziché un deficit, che permet¬terà di abbassare da subito le tasse ed aumentare la qualità dei servizi pubblici.

    Anche se prendessimo in carico una quota del debito pubblico italiano (€200 miliardi), le obbligazioni venete saranno sostenibili grazie all’enorme surplus delle nostre entrate fiscali rispetto alle attuali uscite destinate ai servizi pubblici.
    • Potremo ridurre le imposte dirette sui redditi di persone ed imprese al 20%, le imposte indirette (IVA) al 15% e i contributi sociali che versano le imprese di un 25%.
    • La Repubblica Veneta attirerà investitori e capitali stranieri grazie alla sua grande tradizione manifatturiera e ad una pressione fiscale molto più bassa.
    • Avremo le risorse per migliorare la spesa sulla sanità, sulla sicurezza, sulla viabi¬lità, sull’istruzione.

    mauro/1 27 marzo 2014 17:20
  • Ma è possibile sapere il nome e gli organismi da cui dipendono i membri del Comitato degli Osservatori Internazionali?

    Mirco 27 marzo 2014 17:22
  • Mi ripeto basta con sta discussione sui voti, Giane ha detto che a Sappada darà i dati, così sarete contenti. Mauro ci ricorda ancora una volta i le motivazioni sacrosante della nostra lotta e quindi diamoci tutti da fare per l’obiettivo. Mi sembra una follia questa eterna discussione che da giorni ci inchioda.

    Maurizio 27 marzo 2014 17:26
  • C’è qualcuno che voglia scrivere perchè è contrario?

    mauro/1 27 marzo 2014 17:26
  • Da cosa cominciare? Che il PIL del Veneto sia quello citato dipende anche dal fatto che il Veneto fa parte di un sistema produttivo nazionale ed europeo basato su accordi. Quindi quel PIL potrebbe essere drammaticamente inferiore nel caso l’UE ci bocciasse una possibile adesione. Gli imprenditori veneti negli anni 70-80-90 hanno prediletto settori di produzione poco innovativi diventando dei terzisti di grossi gruppi internazionali e nonostante dei segnali evidenti negli anni 90 che questo modello sarebbe fallito si è pensato solo a far ore e soldi dimenticando che il resto del mondo, est Europa prima e asia dopo stavano diventando un competitor che oggi ci sta lasciando solo le briciole. C’è poco da fare ma in Polonia dei laureati guadagnano 300-400 euro al mese, lavorano come muli e nonostante questo sono produttivi la metà di noi ma a conti fatti potremmo mai competere con stipendi del genere? Non parlo di Cina ed India perché con loro la partita è persa ancora prima di cominciare.
    Come stiamo ad energia prodotta? Basta per il Veneto quella delle centrali idroelettriche e termoelettriche? Non abbiamo gas, petrolio e carbone quindi a meno che non vogliamo far andare la caldaia a prosecco dovremo comprare l’energia all’estero? Se si, da chi? E come verrà trasportata in Veneto? Abbiamo solo il mare ed una piccola porzione della provincia di Belluno con uno sbocco che non sia quello italiano, dovremo fare dei rigassificatori in laguna? Quale sarà il costo dell’energia alla fine della fiera? Qualcuno ha fatto queste indagini di mercato per capire come siamo messi?

    Claudio 27 marzo 2014 18:21
  • Ma dove hai letto che l’industria non è innovativa in veneto?
    Hai mai sentito di Porto Tolle? Sai che da sola, la centrale elettrica produce l’8% del fabbisogno italiano?Sai che l’italia importa essa stessa energia, gas, petrolio e carbone?

    EDOARDO 27 marzo 2014 19:06
  • Edoardo, non l’ho letto, l’ho sentito dire da Unindustria parecchio tempo fa, le piccole-medie imprese del veneziano e trevigiano sono centrate sulla produzione di materie plastiche di basso profilo per non parlare del settore del mobile. Ma prendi le cifre da wikipedia senza approfondire? Parli di porto tolle la centrale condannata per aver usato olio combustibile inquinando a più non posso la cui riconversione a carbone con rendimento minore? Hai chiesto a quelli di Rovigo se la vogliono ancora?

    Claudio 27 marzo 2014 19:32
  • Certo che anche l’Italia importa energia e combustibili ma ha almeno un certo potere contrattuale. Immagina il Veneto che discute con la Russia della sua quota di metano! ed è solo un esempio fra tanti.

    Francesco 27 marzo 2014 22:50
  • Questo è un possibile schema (chiaro e semplice) x una nuova fiscalità veneta: spero che Giane e il Consiglio dei 10 lo prendano in considerazione:

    IMPOSTA SUL REDDITO SOCIETARIO: 12,5%

    ( x incentivare il nostro sistema produttivo, x attrarre nuove imprese straniere tedesche e austriache, x dare liquidità, x creare assunzioni) come in IRLANDA

    PLUSVALENZE PATRIMONIALI: 25%

    PERSONE FISICHE:

    – SINGLE: 20% fino a 30mila€
    oltre 25%

    – CONIUGATI: 20% fino a 40mila€ – oltre 20% (con un reddito)
    20% fino a 60mila€ – oltre 25% (con due redditi)

    detrazioni x figli a carico

    Quindi una forbice tra un massimo del 25% e un minimo del 12,5%
    sufficientemente semplice così chiunque si può compilare la sua dichiarazione dei redditi autonomamente via web e senza bisogno di consulenti, caf e compagnie burocratiche

    WSM

    Boniver 28 marzo 2014 8:19
  • @Edoardo: dati terna (quindi reali…), il veneto copre solo il 50% del suo fabbisogno elettrico, il resto lo importa da fuori. Porto tolle è ferma da tempo e se/quando ripartirà a carbone se ne riparlerà.

    AleD 28 marzo 2014 9:21
  • L’ho già detto più volte, ma lo voglio ribadire. Chi critica non ha la più pallida idea di cosa sia successo. Non vale la pena di cercare di dissuadere / convincere chi magari gode di privilegi a sbaffo dei veneti. Ho proposto che i dati siano a disposizione solamente degli stati che sono disposti a riconoscere la Repubblica Federale del Veneto una volta verificata la validità / concretezza del risultato.

    Giannarcixo 28 marzo 2014 11:26
  • Giannarcixo, vorrei ribadire anch’io una cosa importante: la presunzione è una brutta cosa. Pensare che chi critica lo faccia per interesse, privilegi o altro è un atto di presunzione. Chi scrive è un veneto con diritto di voto come te.

    Claudio 28 marzo 2014 11:33
  • @Giannarcixo: parla potabile, siamo in guerra quindi tutti i mezzi sono validi visto l’obiettivo? SI/NO, la risposta è facile, poi se vuoi argomenta.
    Domanda che giro anche agli altri “supporters”.

    AleD 28 marzo 2014 11:48

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