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RIVOLUZIONE DEI PRODUTTORI = CAPACITÀ D’AZIONE INTERNAZIONALE

ottobre 7, 2014

Per ottenere la piena indipendenza del Veneto si deve saper agire sul piano globale, con gli strumenti adeguati per farlo. Oggi invece: sotto il vestito istituzionale, niente.

slide_PB Campanile-BigliettoNel mondo moderno non puoi permetterti di agire in modo provinciale, isolato e controcorrente rispetto ai rapporti con gli altri Paesi.

Se c’è una ragione più delle altre per perseguire la piena indipendenza del Veneto, questa è la capacità di interloquire in modo sistemico con i vari attori internazionali (stati, regioni, organismi internazionali, fondi sovrani). Per poterlo fare devi avere assunto una capacità strategica.

In alcuni casi devi essere uno stato per poterti raffrontare da pari a pari, in altre situazioni invece il dialogo può spostarsi dai canali istituzionali diplomatici a quelli istituzionali commerciali. Quali sono i progetti di crescita e sviluppo economico che l’attuale classe dirigente veneta (senza nemmeno parlare di quella italiana) propone e realizza per il proprio Popolo?

La risposta è: nessuno. I politici oggi al potere a Venezia hanno una visione limitata al domani, i più preparati al dopodomani, finalizzata alla propria rielezione.

Sul fronte politico è chiaro ed evidente a tutti che oggi il Veneto in quanto parte dello stato italiano non ha una propria voce in capitolo né la rappresentanza, ad esempio nel parlamento europeo, adeguata che avrebbe con la propria piena indipendenza. D’altro canto dobbiamo interrogarci su quali siano i veri canali attraverso i quali si esercita il potere.

La business community veneta, ad esempio, quale rappresentazione dei propri interessi trova nel consesso internazionale? Chi la deve rappresentare, o meglio chi lo vuole concretamente fare? Forse le associazioni di categoria, oggi tutte schierate contro l’ipotesi di indipendenza del Veneto? E anche contro la stragrande parte dei loro associati, a giudicare dai giudizi che essi ci esprimono riservatamente?

Se dobbiamo valutare la portata della loro azione dal numero di contratti chiusi anche nei viaggi di affari organizzati dalle varie associazioni di categoria si può ben dire che al momento la nostra business comunity è poco, o male rappresentata, a parte la capacità delle singole imprese di far da sè. La realtà è proprio questa: le aziende venete si stanno muovendo da sole nel quadro competitivo internazionale, dimostrando, con poche eccezioni, una naturale e ovvia sindrome da nanismo e incapacità di creare una rete effettiva di interazione con altri sistemi economici e imprenditoriali.

Sul piano politico poi la situazione è ancora più drammatica. Oggi per esempio fa notizia il fatto che Zaia abbia ricevuto il mandato dalla giunta regionale di avviare “ogni azione politico-diplomatica” al fine di “superare le sanzioni e di embargo alla Russa che penalizzano i prodotti veneti”.

La domanda che ci poniamo è: cosa può mettere Zaia sul piatto per condurre adeguatamente tali “azioni” senza scivolare nella velleitaria autoreferenzialità politica, se non addirittura nell’autolesionismo politico-diplomatico e, aggiungiamo, sul piano delle relazioni d’affari nel quadro generale? Di più: di quali strumenti concreti egli dispone per dare autorevolezza alla propria voce? La risposta è: nessuno. Sotto il vestito istituzionale, niente.

Cosa contraddistingue quindi l’azione di Plebiscito.eu, in tutte le sue componenti e organizzazioni alleate, rispetto al quadro odierno di impotenza dell’azione politico-economica veneta? Intanto, per prima cosa, che queste domande ce le stiamo ponendo, è non è una cosa da poco. E poi che stiamo preparando le risposte adeguate per permettere alla società civile veneta di saper raccogliere come si deve le sfide entusiasmanti poste dalla modernità.

È ancora poco? Beh, per il resto dovete pazientare ancora un attimino. Se invece siete un imprenditore, o un veneto con capacità economiche e volete capirne di più subito, potete prenotare un incontro di approfondimento a porte chiuse. Per farlo compilate la seguente scheda per essere ricontattati: http://www.plebiscito.eu/scheda-personale/.

Oppure potete partecipare al congresso nazionale che si svolgerà domenica prossima 12 ottobre a Montegrotto Terme (PD), a partire dalle 9 dal mattino. In quell’occasione annunceremo la prossima fase di azione, sulla base dei risultati ad oggi raggiunti.

Gianluca Busato
Presidente – Plebiscito.eu


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  • Esposizione chiara e condivisibile.
    Mi rendo sempre più conto che le strategie di plebiscito.eu sono molto avanti rispetto anche alla società veneta che è rimasta incantata come un serpente difronte al piffero dei politici italioti.
    Condivido la proposta formulata verso coloro che, pur ancora scettici, adesso hanno la possibilità di approcciarsi ed aprire le porte alla conoscenza di quali possibilità esistano per un vero futuro migliore per tutti noi.
    Mentre la baracca italiana sta affondando nonostante i sostegni allo SPRED….
    il si salvi chi può echeggerà sempre più forte e le scelte si impongono.
    Quindi sapere, conoscere per poter scegliere consapevolmente e scendere in campo con chi ti da gli strumenti giusti per poter andare avanti serenamente.
    L’indipendenza è l’unica soluzione.
    WSM

    giancarlo 7 ottobre 2014 11:21
  • io credo che il mondo imprenditoriale veneto dei grandi e dei picoli dovrebbe alzare la testa e cogliere al volo l’occasione di liberarsi una volta per tutte dalla rete di lacci e lacciuoli che le burocrazie, le caste e le connessioni politiche hanno costruito intorno alla loro capacità di agire e decidano di attinge alla loro inventiva e agli spunti che si presentano all’interno e soprattutto all’esterno, a cui da sempre hanno rivolto attenzione… é proprio dei Veneti sfidare le avversità e guardare al mondo con curiosità e audacia! ora la realizzazione della Repubblica Veneta è in massima parte nelle loro mani e la gente Veneta si aspetta questo da loro!
    Tirate fuori il coraggio, sentitevi liberi, fatevi promotori di libertà e di ricchezza, il futuro lo dobbiamo costruire noi per il benessere di tutti, per ritornare ad essere quello che fummo nella storia e quello che ad ondate riusciamo ancora a dimostrare di saper essere, emergendo dal fondo.. questa volta in maniera definitiva!
    Viva San Marco! gridiamolo ancora nel mondo! con fiducia, ottimismo e orgoglio..

    caterina 7 ottobre 2014 15:31
  • Concordo con Caterina e devo purtroppo aggiungere che gli industriali veneti hanno ancora qualche residuo di terra sotto le unghie e non solo.
    Mi spiego meglio. L’imprenditoria Veneta è nata da radici contadine.
    Ho il massimo rispetto dei contadini e di certe loro saggezze. Senza di loro non si mangia !!!!!
    Ciò ha determinato una specie di metamorfosi antropologica di tutto rispetto ma che ha sviluppato, complice anche il sistema italiota, un certo individualismo ed egoismo che li porta a pensare sempre a sé stessi ed al proprio tornaconto…tanto il sistema se può mi depreda e quindi bisogna difendersi. La domanda è : gli imprenditori Veneti sono così perché il sistema italiota corrotto e mafioso li ha cambiati oppure erano e posso ritornare ad essere gli imprenditori lungimiranti,etici e sociali che, tanto per citarne uno, MARZOTTO, sapevano che i loro interessi potevano coinciedere benissimo con quelli della società in cui vivevano ???
    La risposta, se onesta, la possono dare solo loro. Gli industriali. Gli altri settori non avranno mai sviluppi tali da creare lavoro e benessere come può fare il sistema industriale.
    Sono sicuro che quando capiranno, speriamo prestissimo, che l’EURO e l’Europa di oggi, nonché il sistema italia lavorano contro di loro…allora avverrà sicuramente una metamorfosi etica e morale che li porterà nel nuovo stato Veneto a sviluppare quello che era quasi impossibile fare in italia se non al prezzo ,per poter lavorare, di sottostare ad arbitri,vessazioni e non voglio aggiungere altro.
    Loro, gli industriali, possono essere gli artefici di un benessere nel Veneto generalizzato creando una società dinamica, moderna e socialmente valida.
    Al contrario di oggi, che se i leoni ( il popolo ) si arrabbiano veramente, anche per loro le cose si potranno complicare notevolmente.
    WSM

    giancarlo 8 ottobre 2014 11:13
  • Non vi è ne articolo 18 o altra riforma che potrà cambiare le cose.
    La questione sta tutta nella pressione fiscale.
    Oggi con una tassazione che di fatto supera il 70% non vi può essere assolutamente futuro, e anche per assurdo un abbassamento di 10% non cambierebbe nulla.
    Solo una pressione fiscale inferiore al 25% cambierebbe le cose. In un Veneto indipendente questo si può fare e porterebbe futuro e crescita!
    Quindi non vi è altra via, ma importante è che tutti lo capiscano che cosi non vi è futuro e nessuna riforma e nessun presidente cambierà la cosa!
    Fino ad almeno il 2018 lo stesso stato italiano (sempre ottimista) prevede recessione.
    Quanto potranno resistere ancora i Veneti?

    Gianni 8 ottobre 2014 11:48
  • Con il Veneto indipendente l’italia fallisce in 7 giorni! Avanti tutta Veneti!

    Marco 8 ottobre 2014 14:29
  • Mio nonno mi diceva sempre: “giancarlo, gnissun xe mai riusido a fermar el treno col dedrio !!! ( deretano)
    Parole sante quele dei nostri noni.
    E’ quanto dice anche Gianni con i dati che tutti noi conosciamo.
    Renzi per diversi anni non potrà risolvere nulla perché l’effetto DOMINO, nelle varie attività, è già da anni che gira all’incontrario e posso assicurare che in questo momento gira sempre più veloce.
    Dunque fermare il declino è impresa da titani se non impossibile.
    Ripeto che il sistema si è già incanalato nella gestione della recessione e così sarà per diversi anni ancora. Nel frattempo, mi ripeto sino alla nausea,
    gli italioti ed anche i Veneti saranno massacrati di tasse e balzelli.
    Limitare la spesa pubblica è arduo dato le resistenze delle caste.
    Iniziassero dai contributi all’editoria…dalle partecipate… etc…etc…etc.
    Stare fermi come adesso vuole dire finire tutti molto male.
    Quindi non ci rimane che abbandonare gli italioti al loro destino che si sono scelti e sbarcare al più presto dal naufragio imminente.
    L’essere pragmatici, logici e di buon senso per noi Veneti saranno i tre pilastri (ma non solo) che ci porteranno velocemente a diventare i cinesi d’Europa. Ma,al contrario dei cinesi noi produrremmo prodotti di qualità ed eccellenze.
    I nostri migliori clienti all’estero saranno dei facoltosi e non ed il futuro ci arriderà. Sicuramente il Veneto potrà diventare quello che l’italia non è riuscita a diventare. Cioè, essere una nazione d’eccellenza in tutti i campi se manterrà fede nelle nostre competenze, cultura, tradizioni, lingua e forse anche moneta se questa sarà più vantaggiosa dell’euro che mi sembra sulla via del tramonto per alcuni. Lo dico perché l’italia è ormai danneggiata enormemente dalla moneta euro, anche se per la verità, all’introduzione, non è stata capace di approfittare dei vantaggi indubbi che poteva dare. Vedi la Germania che ,nonostante l’euro le desse dei vantaggi, avviò riforme strutturali di grande portata ed ora incassa i dividenti a danno di tutti gli altri paesi europei.
    WSM

    giancarlo 8 ottobre 2014 16:54
  • tutte vero, Giancarlo, quello che dici… ma io pensavo non solo agli industriali classici che fanno cucine elettroniche o biciclette superleggere, ma agli imprenditori in generale, anche a quelli che in una evoluzione dell’attività agricola continuano ad essere legati alla terra e ai suoi prodotti, che noi tutti conosciamo e li apprezziamo, vegetali e animali, e ora li sappiamo anche esportare e far apprezzare nel mondo… sono un dono della nostra terra e della sapienza accumulata nei secoli da chi la lavora..
    I greci antichi cantavano le cavalle venete, al re di Francia per il lago a Versailles Venezia fece dono di una gondola e oggi sui banchetti di gala ci sono i bibanesi e fra gli astri in giro per l’universo mandano il radicchio di Treviso e nei cantieri di Marghera facciamo le navi da crociera più belle del mondo, e a Murano, a stento ma riusciamo ancora a produrre trasparenti meraviglie artistiche che piacciono tanto gli arabi e, se appena possiamo permetterceli, anche a noi…
    Tutti siamo coinvolti ma gl’imprenditori veneti più di tutti dovrebbero sentire la responsabilità di incrementare e valorizzare quello che la loro terra e il suo contesto umano ha loro ispirato.. i nostri antenati ne furono capaci, oggi tocca a loro, questo ci aspettiamo da loro…un moto d’orgoglio perchè insieme possiamo abbandonare per ora l’Italia al suo destino e far ritornare la Repubblica Veneta all’altezza di quello che fu!

    caterina 8 ottobre 2014 17:24
  • Preparatevi!

    Marco 8 ottobre 2014 17:52

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