background img
foto (27)

SPESOMETRO: QUASI 5 MILIONI LE PARTITE IVA E 400 MILIONI LE OPERAZIONI DI SPESA NEL MIRINO DEL FISCO.

aprile 27, 2014

foto (27)Al via lo Spesometro. Si tratta del nuovo strumento nelle mani del Fisco per il controllo delle spese dei contribuenti. Lo scopo è quello di scovare l’evasione fiscale. Ma sotto la lente d’ingrandimento finiscono tutte le spese di tutti gli italiani, dipendenti, single e famiglie comprese: sono state comunicate 400 milioni di operazioni. Ecco dunque a che cosa occorre fare attenzione. E che cosa bisogna fare in caso di controlli.

TENORE DI VITA – Il nuovo strumento del cosiddetto Spesometro serve al Fisco per misurare il tenore di vita di tutti i contribuenti. Per verificare se è congruo con la dichiarazione dei redditi. E, quindi, occorre fare molta attenzione alle spese che si sostengono. E anche il metodo di pagamento che si usa, dai contanti, alla carta di credito, al bancomat, fino agli assegni.

DAI GIOIELLI ALLE AUTOMOBILI – Nel mirino del Fisco finiscono dunque le spese più importanti, le più costose. Ma anche quelle meno appariscenti. Si va dai gioielli alle automobili, dagli accessori di lusso ai mobili. Il Fisco intende verificare se le spese sono congrue rispetto alla dichiarazione dei redditi dell’anno scorso. In caso contrario, chiederà spiegazioni (per usare un eufemismo) al contribuente.

GLI IMPORTI – Le prime spese a finire sotto la lente d’ingrandimento dello Spesometro sono quelle superiori ai 3.600 euro. Con due scadenze importanti: la prima era il 22 aprile scorso, per chi liquida l’Iva ogni 3 mesi, la seconda il 30 aprile quando toccherà agli operatori finanziari che dovranno comunicare i pagamenti in forme elettronica, cioè carta di credito e bancomat.

COMMERCIANTI – I commercianti, per esempio, devono comunicare all’Agenzia delle Entrate sia le prestazioni rese sia quelle ricevute. E sempre con importo superiore ai 3.600 euro: nel mirino, innanzitutto, automobili, gioielli, abbigliamento e accessori di lusso o chi paga viaggi costosi. Anche in caso di spese per le quali non è obbligatoria la fattura.

BANCHE – Diverso il discorso per le banche, con la scadenza del 30 aprile. Queste dovranno comunicare (da quest’anno, ogni anno) i dati delle operazioni IVA effettuate l’anno precedente attraverso carta di credito o bancomat. Gli operatori dovranno comunicare al Fisco i dati di chi ha sostenuto l’acquisto, gli importi della transazione, la data e il codice fiscale dell’operatore attraverso il quale è avvenuto il pagamento elettronico.

AGRICOLTORI – Anche le imprese agricole in regime di esonero Iva devono comunicare all’Agenzia delle entrate l’elenco di clienti e fornitori utili ai fini dello Spesometro. Per esempio, le spese nei ristoranti o negli agriturismi. Ma l’agricoltore può essere a sua volta oggetto di attenzioni in base alle spese che sostiene. Perciò, l’agricoltore deve sempre essere in grado di fornire la provenienza delle somme utilizzate per l’acquisto.

QUASI 5 MILIONI DI PERSONE NEL MIRINO DEL FISCO- Fatti due conti, lo Spesometro mette sotto la lente d’ingrandimento le attività di 4,9 milioni di partite IVA. Secondo il capo degli 007 del fisco Salvatore Lampone, sono state comunicate circa 400 milioni di operazioni.

NESSUN CONTROLLO AUTOMATIZZATO –  Ma Lampone vuole anche togliere un po’ di ansia ai contribuenti (bontà tutta da verificare): «La cosa importante da sottolineare è che in ogni caso si tratta di dati che di per sé non comportano alcun controllo automatico, nel senso che si tratta di informazioni che, incrociate con le altre presenti in Anagrafe (possesso di immobili, auto, leasing, operazioni internazionali) vanno solo a supporto delle analisi di rischio». Di certo, solo fra qualche mese potremo conoscere gli effetti del nuovo strumento di controllo fiscale. 

Dr. Alberto Marsotto

Plebiscito.eu


Categories
  • Una domanda nasce spontanea: “ma perché dovremo giustificare i nostri soldi guadagnati con enorme fatica”? Dovrebbero loro dichiarare cosa ci fanno con i nostri… Infondo, i loro soldi sono prodotti da noi… Prodotti nel vero senso del termine ed in tutte le interpretazioni possibili… Ritengo che bisognerebbe chiedere trasparenza, la stessa che pretendono da noi… E’ un pò come andare in osteria, consumare e poi far pagare l’ oste… Beh, l’ oste siamo noi!!!

    Antonella Tesone 27 aprile 2014 22:26
  • Brava Antonella Tesone, esempio calzante e molto chiaro.
    Purtroppo per noi Veneti, ma anche per tutti gli italiani che ancora credono a questo paese ( non nazione ) siamo soggetti da spennare per non toccare l’apparato brontosauro della PUBBLICA AMMNINISTRAZIONE e di chi ci campa attorno o dentro o fuori.
    Se lo stato ha bisogno dello SPESOMETRO è perché deve buttarci fumo negl’occhi o perché la P.A. non è in grado di scovare gli evasori…quelli importanti o perché invece ne è in grado ma volendo salvaguardare i soliti “ignoti” deve scendere a mezzucci da operetta altrimenti si andrebbe a colpire politici,parenti ed amici,qualche magistrato,qualche industriale, diverse banche etc..etc…..e via dicendo…insomma si deve spolpare i piccoli e i medi che col sudore della propria fronte si sono guadagnati tutto per salvaguardare i grandi evasori fiscali come sempre è stato in questo paese.
    Siamo dentro un trita carne bestiale che deve morire !!!
    WSM

    giancarlo 28 aprile 2014 10:10
  • per chiarezza io eviterei di usare la parola “stato” perche’ non nidica niente ma chiamare col proprio nome (o categoria) le persone a cui ci si riferisce nei discorsi.
    impiegati della pubblica amministrazione per esempio rende bene l’idea, fatte alcune eccezioni si tratta di persone “imbucate” di scarsa preparazione e quindi efficienza al soldo dei politici che hanno generato una ragnatela di leggi atte a mentenere in piedi entrambe sulle spalle dei cittadini produttivi.
    andare al sodo aiuta a capire le cose che vanno e quelle no.

    f.b. 28 aprile 2014 11:51
  • Si sta instaurando una manovra di tipo poliziesco atta ad individuare solo le piccole differenze di spesa che nell’ ambito lavorativo si possono verificare durante l’anno, manovra che servirà solo a mettere in allarme migliaia di cittadini che per la paura di avere l’agenzia delle entrate in casa finirà per non fare più acquisti almeno in italia.

    franco 28 aprile 2014 14:05
  • Ma a fare questo mestiere saranno persone in carne ed ossa. Come fanno in pochi addetti (con tutti i limiti umani) a controllare quello che fanno 60 milioni di persone? Per questo queste manovre mi sembrano comunque piene di ‘buchi’.

    GeertWilders4president 28 aprile 2014 14:19
  • IN PARTICOLARE QUESTO COMMENTO:
    Mister Libertarian ittymixe • 3 ore fa

    Gli unici evasori, anzi i doppi evasori, sono i membri della classe politico-burocratica. Non solo non pagano imposte, ma le incassano! Le tasse le pagano solo in maniera fittizia, con una partita di giro contabile.

    Infatti nella realtà succede questo: lo Stato riceve il 100 % delle proprie entrate dal settore privato, e le usa per pagare gli stipendi a tutti i propri dipendenti. L’idea che lo Stato possa ottenere delle entrate tassando il settore pubblico è assurda, dato che questo non produce utili ma solo perdite colossali.

    In definitiva, i veri approfittatori sociali sono proprio coloro che quotidianamente minacciano e ingiuriano i privati in quanto “evasori”: gli uomini politici, i magistrati come Tinti o i burocrati come Befera.

    f.b. 28 aprile 2014 19:01

Love me with a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *