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“TALIAN” DI NOME, VENETO DI FATTO

novembre 17, 2014

Lingua Veneta e coesione sociale

Riportiamo di seguito l’articolo di Franco Rocchetta e Andrea Arman, pubblicato sul Gazzettino, a proposito del riconoscimento della lingua veneta da parte del governo del Brasile.

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  • Se non vi sbrigate farete la repubblica veneta sulle macerie del PD. Siamo sull’orlo del baratro Io personalmente sto pensando di espatriare anche se è un po come tradire!ma siamo alla fine!! Ripeto sbrigatevi!!

    maniero ruggero 17 novembre 2014 10:19
  • Ha ragione Ruggero se non ci muoviamo in fretta finiremo in nel baratro anche noi assieme all’italietta

    Gioakin 17 novembre 2014 10:50
  • Ho letto con piacere e anche con un certo disappunto l’articolo sopra riportato.
    I miei nonni andarono in Brasile per le stesse ragioni di oggi dei nostri giovani. Per lavorare ed avere una vita normale. Solo che allora si scelse con coraggio di cambiare e andarsene, oggi si dovrebbe scegliere di cambiare e di non andarsene. Il Veneto ha bisogno dei suoi giovani ed i giovani sentono il bisogno del loro Veneto ?! Dovrebbero !!!!
    Quanto riportato sull’articolo di Rocchetta ed Arman la dice lunga del perché noi Veneti siamo costantemente ignorati, sabotati e sviliti. Chi continua a perpetrare nei nostri confronti questa politica è perché hanno paura di noi e del nostro risveglio ! Non dubitino gente come me e come tanti altri che hanno vissuto in prima persona certe esperienze e certe storie anche raccontate dai propri famigliari NON PUO’ DIMENTICARE !! MAI !!
    Perciò, mi chiedo perché i Veneti che vivono ancora in Brasile non protestano per il nome affibbiato alla nostra lingua. Noi qui non possiamo fare nulla???
    Il nostro marchio ( vedi il film ” IL LEONE DI VETRO” ) è indelebile e quindi si devono rassegnare a subirlo democraticamente e non come fanno loro nascondendosi dietro un dito o peggio complottando come i massoni cercano in tutti i modi di frenare la valanga che si è già staccata dalla montagna e se non si sposteranno li travolgerà. Scusatemi la metafora, ma tant’è !!
    WSM

    Fil de Fer 17 novembre 2014 15:27
  • Io non voglio più essere italiano.
    Spero che il sogno di quei veneti che si stanno impegnando nella lotta per l’indipendenza vi avveri il più presto possibile.

    Santinatop 17 novembre 2014 18:35
  • Voglio ricordare a tutti che con i VI SBRIGATE non si va da nessuna parte: tutti hanno il dovere di dare il loro contributo, in un modo o nell’altro. E’ troppo comodo dire agli altri di muoversi a fare le cose, e poi magari incolparli se non sono riusciti a farle nel migliore dei modi per mancanza di aiuto da parte di tutti!
    Se anche voi volete l’indipendenza della vostra terra, attivatevi: tutti noi siamo gli artefici del nostro futuro!!!

    Michele De Vecchi 17 novembre 2014 18:45
  • L’attivarsi al giorno d’oggi non è facile. Dobbiamo riconoscerlo.
    Siamo oberati di problemi, la vita è diventata stressante e non per colpa del popolo, ma delle istituzioni che ci sgovernano. I soldi sono sempre meno e sempre insufficienti per una vita degna di essere vissuta nel migliore dei modi e non nel peggiore. Gli uomini non esistono per essere degli schiavi di altri uomini come è già avvenuto e purtroppo avviene ancora oggi. Di questo tutti dobbiamo esserne consapevoli. Allora la nostra coscienza deve avere il sopravvento su tutto. Dobbiamo lasciarla libera di tormentarci ed accettare il fatto che senza fare nulla ci spogliamo della nostra libertà che Dio ci ha regalato e che noi abbiamo il dovere di difendere a tutti i costi !!!
    Se la situazione taliana è arrivata a questo punto, ma ne vedremo delle belle anche nel 2015, è perché ci siamo sempre disinteressati della cosa pubblica. Dobbiamo ammetterlo, ci siamo fidati di farabutti che invece del bene pubblico hanno rubato e continuano a rubare e a non fare quello che serve. Per noi Veneti il lavoro e la famiglia sono la nostra vita e adesso ce le stanno togliendo tutt’è due in un colpo solo. Quante famiglie si stanno disgregando a causa delle difficoltà economiche dovute alle troppe tasse ed alla mancanza di lavoro ? Se una donna, una madre di famiglia, vede che per i propri figli non ci sono prospettive possiamo condannarla perché vuole a tutti i costi una vita normale ? Se un uomo si trova in ginocchio e non riesce a far vivere la propria moglie e i propri figli con un minimo di dignità possiamo criticarlo se dice BASTA !! Così, rovino la mia famiglia !? Così non è accettabile vivere ? Così ho deciso di lottare per un futuro migliore e se devo tagliare un cordone ombelicale che mi è stato messo con la truffa e l’inganno sono deciso a tagliarlo definitivamente !! Io lo dichiaro pubblicamente. HO TAGLIATO QUESTO CORDONE CON L’ITALIA PER SEMPRE. Lo devo a me stesso, alla mia famiglia ai miei avi e alla mia patria Veneta. L’unica che potrà salvare i Veneti da tutto questo disastro e confusione che vediamo ogni giorno.
    WSM

    Fil de Fer 18 novembre 2014 11:54

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