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VENETO (R)EVOLUTION: PLEBISCITO.EU, UN SISTEMA IPERSICURO EVOLUTO E AUTOAPPRENDENTE

marzo 18, 2014

Oggi anche il Times parla del Referendum di indipendenza del Veneto del 16-21 marzo

Schermata 2014-03-18 alle 07.50.04Il Times di Londra, forse il più prestigioso giornale del mondo, oggi parla di Plebiscito.eu. Perché ciò sta avvenendo, al di là della situazione politica veneta che fa di per sè notizia? Il motivo è presto detto: i media internazionali hanno ben compreso che in Veneto è in atto una evoluzione digitale di livello superiore rispetto all’ecosistema attuale della politica veneta addomesticata dallo stato italiano. Cercherò con questo articolo di spiegarne alcuni aspetti finora mai rivelati.

Il Referendum di indipendenza del Veneto indetto ed organizzato da Plebiscito.eu, con il sostegno e l’indizione anche di molte amministrazioni comunali venete, si basa come noto su una concezione giuridica innovativa che si inserisce nel solco della legittimità internazionale e che prevede il diritto degli uomini associati in comunità a decidere del loro destino secondo il principio di autodeterminazione dei Popoli, anche auto-organizzandosi tramite la società civile qualora i propri rappresentanti politici e le proprie istituzioni non vogliano o non possano garantire loro gli strumenti politici per farlo.

Di pari passo viene la concezione altrettanto innovativa dello strumento tecnico ed operativo che ha permesso e sta permettendo ai cittadini veneti di esercitare il loro diritto sancito anche dalla Risoluzione 44 del 28 novembre 2012 della Regione Veneto.

Mi riferisco in questa sede non tanto e non solo ai canali di comunicazione telematici (web e telefono) messi a disposizione per il voto, ma in particolare al modello di funzionamento e alle procedure di iscrizione, votazione e verifica, controllo e computazione dei dati anagrafici degli elettori e dei voti espressi.

Non mi soffermo su aspetti programmatici che non mi competono, bensì agli aspetti funzionali e concettuali.

Come infatti permettere ad un tempo di garantire la facilità di accesso alla registrazione degli utenti e la certezza dell’identità dell’elettore, senza aprire le porte agli intrusi, ai buontemponi, o anche solo agli errori?

Una procedura lineare e puramente “funzionale” avrebbe aperto le porte ad effetti collaterali non graditi, quali aumento delle difficoltà di registrazione da digital divide, lentezza della verifica della votazione, non eliminazione del problema in caso di sottrazione di documenti di identità etc.

L’intuizione mi è venuta quando ho pensato a un sistema evoluto di anticontraffazione che anni fa avevo intuito, concepito e poi aiutato ad evolvere, aiutandolo a diventare il business di una nuova azienda digitale del settore.

Non ha infatti senso pensare ad un sistema chiuso e verticale ipersicuro, perché esso sarebbe intrisecamente violabile semplicemente con tecniche più o meno sopraffine che agissero sui punti di debolezza del sistema, approntando semplicemente maggiori risorse di violazione, o tecniche più sofisticate.

Se da un lato si doveva quindi agire sicuramente sulla sicurezza del sistema, con tecniche classiche, da un punto di vista fisico, logico e di dati, bisognava nel contempo pensare a qualcosa di diverso. Qualcosa che incuriosisse i malevoli e che li istigasse ad entrare per provare a far danni, contemporaneamente permettendo al sistema stesso di avere l’informazione del tentativo in atto, eliminando in silenzio il problema e dipingendo con “vernice fosforescente” l’agente disturbatore, senza che agisse invisibile nel buio, per capire dove si muovesse e quali danni stesse facendo. In tal modo ad ogni tentativo di danno il sistema avrebbe acquisito maggiore intelligenza e livello di sicurezza intrinseca.

Per mutuare altri termini, il sistema “autoapprendente” in tal modo poteva diventare sempre più autoconsapevole e in grado di fortificarsi man mano che gli agenti disturbatori avessero agito, trasformandosi inconsapevolmente nei migliori alleati per permettere l’evoluzione continua ed intelligente del sistema di sicurezza.

Quale però doveva essere la “vernice fosforescente” che permetteva all’agente di essere individuato a sua insaputa?

Beh, semplice: i cittadini stessi che si fossero registrati nei giorni precedenti la votazione, con un processo lento, graduale e controllato alla fonte.

Grazie quindi a questa fase di “inizializzazione” del sistema, abbiamo implementato un sistema autoapprendente. Con circa 500.000 persone che si sono iscritte e verificate anzitempo abbiamo pertanto inserito un insieme di agenti attivi antifrode che in caso qualcuno faccia il furbo accendono alert e semafori che ci fanno intervenire. Essi costituiscono una sorta di “schermo protettivo”, o di sistema rivelatore, che si mette in moto autonomamente ed automaticamente, in quanto ad agire sono le persone stesse che “vivono” il sistema in modo randomico e non prevedibile dagli agenti disturbatori, votando e partecipandovi in modo attivo.

Da un lato infatti, come già comunicato, il controllo dei dati di voto è assicurato quindi da procedure batch notturne di incrocio e verifica dati con il database delle anagrafiche elettorali. La query di verifica non viene fatta in tempo reale, in quanto gli indici di ricerca non consentirebbero dei tempi di risposta accettabili per la votazione. Grazie a tali procedure di controllo, i voti che emergono non apportati da persone iscritte all’anagrafe elettorale veneta vengono ripuliti e scomputati dal conteggio finale.

Dall’altro quindi, laddove ad esempio ci fosse sottrazione di documenti di voto che appartengono ad elettori registrati in anagrafe, lo “schermo protettivo” rivela i fenomeni staticamente rilevanti che potrebbero svuotare di significato il risultato del referendum.

Se per assurdo infatti i fenomeni di abuso che sfuggissero all’azione dello “schermo protettivo” riguardassero 10 voti, essi non sarebbero percentualmente significativi e tali da inficiare il voto di milioni di persone.

Il problema interverrebbe se qualcuno votasse per migliaia o decine di migliaia di elettori. Ma se la quantità si alza in modo così significativo, essa andrebbe a scontrarsi con i 500.000 preregistrati (pari ad oltre il 13% di elettori veneti) che fungono da “schermo protettivo” non penetrabile in alcun modo a livello di evidenza statistica. E più passano le ore e i giorni, più il sistema si autofortifica assumendo informazioni anagrafiche che lo rendono più intelligente, grazie alle caratteristiche di autoapprendimento.

Dovremmo pertanto ringraziare gli “agenti disturbatori” con la “vernice fosforescente sulla schiena” (come il giornalista del Corriere del Veneto Alessandro Zuin che oggi riporta il suo tentativo di voto duplicato) che inconsapevolmente ci forniscono informazioni preziose per rendere il sistema continuamente sempre più sicuro.

Tale sistema evoluto si aggancia pertanto con le esigenze di legittimità del voto in corso, poiché ciò che conta a livello di diritto internazionale non è che ci sia un voto o dieci di attribuzione discussa, ma che ci sia l’acclarata volontà dei cittadini veneti in merito alla propria indipendenza.

Ciò che un sistema evoluto e autoapprendente come quello approntato assicura senza possibilità di aggiramento, grazie alle proprie caratteristiche intrinseche che gli conferiscono un grado di ipersicurezza di livello evolutivo superiore a quelli finora concepiti nel mondo politico.

Gianluca Busato
Plebiscito.eu


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  • Adesso che la stampa internazionale ha acceso la luce sul Plebiscito, non potendo oscurare ulteriormente l’avvenimento, partirà la campagna disinformativa/denigratoria.
    Ottimo quindi questo intervento di Gianluca Busato che stoppa sul nascere le polemiche sull’attendibilità del voto.

    Ovviamente questo non basterà a zittire chi è in malafede ma contribuirà a far credere nel progetto chi viene informato solo ora.

    L’Italia ha paura, se ne sente l’odore a chilometri di distanza! Torneremo Liberi… presto!

    PER ASPERA AD ASTRA!

    Thomas 18 marzo 2014 10:03
  • “schermo prottettivo” , spero non blocchi il voto dei miei dipendenti a cui lascio accesso da un pc aziendale per due ore venerdi in orario di lavoro

    Gianni 18 marzo 2014 10:30
  • Il sistema ha un BUG e puo’ dare piu’ codici ad una persona. A me e’ successo ma per puro caso.
    Stavo iscrivendo mia moglie e in quel momento, alla fine circa, si e’ verificato l’evento.
    Non dico il resto (del come e perche’ avvenne) per non attivare nei furbini il BUG in testa, ma avviene solo in un caso che appunto puo’ capitare e solo per caso.

    Come ho gia’ scritto ne l’Indipendenza, sta a noi l’essere GALANTUOMINI e non approfittare del BUG per alterare il risultato del voto.

    Non e’ bastata la TRUFFA nel 1866..?

    Per favore, basta con le truffe… con le tre carte e i tre colori.

    WSM o PSM (Preghiamo San Marco)

    LuigiB 18 marzo 2014 11:39
  • Luigi il bug che tu descrivi non è assolutamente un bugs.
    Una persona può aver ricevuto in ritardo la lettera con il codice ed essersi già iscritto prima. Semplicemente il primo codice che inserisci funziona, il secondo (riferito al medesimo iscritto) no.

    E’ già stato spiegato accuratamente, fidati!
    Purtroppo al giorno d’oggi non ci si può fidare della galanteria degli uomini. Il sistema DEVE essere assolutamente sicuro altrimenti “qualcuno” avrà sempre un pretesto per attaccare l’attendibilità del voto.

    Proveranno a screditarci in tutti i modi ma stavolta i veneti faranno sentire la propria voce a tutto il mondo!

    WSM!

    Thomas 18 marzo 2014 11:54
  • Per fortuna che, dopo quello che “ga i carte”, c’è anche quello che “ga i schermi protettivi”.
    L’indipendenza è sempre più vicina.
    WSM

    Andrea 18 marzo 2014 13:28
  • Ormai il treno indipendentista è partito e non si fermerà più, niente sarà più come prima

    ferdinando 18 marzo 2014 13:42
  • non tutti sono riusciti a votare. Io ho votato ma mia moglie ha provato con lo stesso computer e non è riuscita, perchè il sistema dave l’errore che aveva già espresso il voto. In realtà era lo stesso computer.

    flavio 18 marzo 2014 14:06
  • per FLAVIO : devi creare un indirizzo email personale di tua moglie e quando fai la sua iscrizione, la risposta di conferma del codice che dovraà usare va mandato su quell’indirizzo email ( quello da te creato ad hoc per lei ).

    GIACOMO FRAMARIN 18 marzo 2014 19:24
  • Pingback: «La storia del referendum veneto strumentalizzata dalla propaganda di Putin» - Giornalettismo

  • Speriamo che altre regioni in italia seguano a ruota dopo.

    GeertWilders4president 19 marzo 2014 15:12
  • se il sistema è così intelligente, come mai non blocca il procedimento prima di accettare iscrizione, dare codice e mandare mail di conferma? Perchè perdere tempo e risorse oltre che esporsi alle critiche?

    Trotty2 19 marzo 2014 18:41
  • Carissimo Thomas,
    grazie per le info e speriamo sia come dici tu.
    Di certo e’ che siamo sempre sotto attacco dagli UNI e INDIVISIBILI, al baratro.

    Da parte mia non ho nemmeno storto un capello quando me li sono visti arrivare: sapevo di avere solo un voto da dare e cosi’ ho fatto.

    Bel numero di partecipanti, ovviamente ci saranno tanti per il no ma sono quelli del trikoglionimientos italikuskus.
    I futuri itagliani sbarcano a migliaia e nessuno muove un dito, anzi, li vanno a prendere. I trojani almeno la pensavano diversamente e soccombettero lo stesso.
    Peccato proprio a non essere cattivi di natura.

    A presto con l’indipendenza.

    LuigiB 19 marzo 2014 19:21
  • Ho piena fiducia nel sistema telematico. Finalmemte un esempio di buon funzionamento e uso della tecnologia alservizio di una causa di rilevanza pubblica. Ho Lasciato l’italia 3 anni fa per trasferirmi a Londra anticipando di poco la fuga dei miei coetanei concittadini guardando con nostalgia al ricordo della mia terra e la mia gente. L’italia ci ha stordito e isolato, NON PUO’ ESSERE CHE IO DA QUI SAPPIA MEGLIO COSA SUCCEDE CHE CHI TUTTO CIO’ LO HA DIETRO CASA!!! Non posso credere che in mesi e mesi di discussioni e incontri con il popolo, I mass media non trattino un argomento di rilevanza cosi’ importante. Sara’ pure consultivo, ma io non mi faccio trattare da cocomero da nessuno, compaesani, italiani e soprattutto da un sistema nazionale che non mi rappresenta piu’ ormai da anni. Forza Veneti, andate a votare, lasciate che dicano che sia tutta una farsa, intanto la voce la alziamo eccome! Sveglia italiani, il veneto ignorante e razzista e’ uno stereotipo troppo diffuso per permettervi di aprire gli occhi e capire cosa sta succedendo realmente in Veneto, qui non si parla di etnia o di provenienza, si parla di DIRITTO ALLA DIGNITA’ E ALL’AUTODETERMINAZIONE! e chi ha provato in prima persona le ingiustizie di uno stato bugiardo non puo’ fare a meno di accodarsi, NORD, CENTRO O SUD CHE SIA. stop. Ciao Italia, Veneto Indipendente!

    Michael Destro 19 marzo 2014 23:57
  • Su rai3, come al solito ne hanno parlato solo per screditare il referendum e far vedere che è possibile iscriversi con un falso profilo, ma penso che i falsi profili siano identificabili, dai dati inseriti e verificati… però fanno passare il messaggio che si può falsare e suggerivano di votare NO… date una risposta a questo attacco mediatico!

    Daniele 20 marzo 2014 0:07
  • qualcuno mi conferma che il sito è in possesso di tutti i dati dei residenti veneti e dei loro numeri di carta d’identità (non esiste altro modo per fare la verifica)? Grazie.

    Trotty 20 marzo 2014 7:08
  • TROTTY ma ti rendi conto che se il sito fosse in possesso dei numeri delle carte di identità, potrebbe autovotare all infinito?
    Già lo stanno facendo con le CI in mano gli impiegati degli uffici anagrafe compiacenti… figurati se anche il sito avesse tale risorsa…
    Che farsa .

    EMANUEL 20 marzo 2014 12:03
    • gli impiegati compiacenti…. controllano UN MILIONE di firme…. ma perchè avete tutti spento il cervello, PERCHE’…..

      Trotty 20 marzo 2014 12:17
  • EMANUEL, se ti riferisci al fatto che l’anagrafe usa I numeri delle carte di identita’ a cui ha accesso allora vuol dire che qualcuno si trovera’ al momento del voto come GIA’ REGISTRATO, credo lasci il tempo che trova… a meno che tu non abbia assistito a tali porcherie, in tal caso perche’ non lo denunci dato che sarebbe un tuo dovere civico?

    Michael Destro 20 marzo 2014 12:17
  • TROTTY se qualcuno ha spento il cervello qua sei tu dato che hai una colonna di articolo davanti, il sistema e’ automatico, ora se credi che in una notte gli operatori volontari incrocino 500 000 firme dopo un giorno di seggio e data entrying secondo me hai un idea un po sfalsata della questione. Ti ricordo che per quanto antiquata la nostra burocrazia anche l’anagrafe ha un registro informatizzato contenente dati anagrafici dei suoi cittadini

    Michael Destro 20 marzo 2014 12:27
  • Ti Chiedo scusa a TROTTY HO MALE INTESO quello che hai scritto nell’ultimo post.

    Michael Destro 20 marzo 2014 12:39
  • Per fare la prova del nove e anche per curiosita’ ho inserito il numero fasullo che fu assegnato al momento della richiesta a mia moglie e non e’ passato.
    Quindi SICUREZZA MASSIMA in questo caso.

    Sani

    LuigiB 20 marzo 2014 18:48
    • ma pensa, prova a inserire tua moglie con una mail diversa

      Trotty 20 marzo 2014 19:11
  • Conoscete anche voi il fantomatico votante “Toni Sugaman” ebbene ha votato anche lui…
    Altro che sistema sicuro un BUFALA pazzesca… Sveglia veneti!

    Franco 24 marzo 2014 9:25

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