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VENEXIT: 8 MOTIVI PER CUI OGGI SI APRE UNA NUOVA FINESTRA PER L’INDIPENDENZA DEL VENETO

dicembre 12, 2016

Dopo la straordinaria stagione del referendum digitale di marzo 2014, oggi si riapre una nuova finestra di opportunità per accelerare il processo di indipendenza del Veneto, che già in molti battezzano come Venexit, dando attuazione a quanto già previsto da World Atlas.

Ciò emerge infatti dal sommarsi di diverse situazioni e nodi che si apprestano ad arrivare al pettine:

  1. L’elezione di Donald Trump a presidente degli USA. Ancora non è chiaro quale sarà il perimetro d’azione e la “legacy Trump” che emergerà, ma appare chiaro fin d’ora che essa comporterà migliori relazioni con la Federazione Russa e probabilmente una minore importanza della Nato. Ciò renderà giocoforza meno essenziale l’apporto strategico dell’Italia nel quadro geopolitico e quindi più semplice un’operazione Venexit.
  2. Le nuove fasi di implementazione delle nuove Vie della Seta. Dopo l’annuncio da parte del presidente cinese Xi Jinping, i progetti implementativi del progetto “One Belt, One Road” stanno risalendo il percorso fino a lambire il Veneto e già ad interessare direttamente l’Alto Adriatico (Capodistria). È probabile che nel 2017 e ancor più nel 2018 si giocheranno partite fondamentali destinate a rendere Venezia fulcro cruciale nei nuovi corridoi di comunicazione intercontinentale tra Asia e Europa.
  3. La creazione di una “nuova Europa”. È già matura la creazione di fitte relazioni diplomatiche e d’affari tra i 16 Paesi dell’Europa dell’est e la Cina, noto come Progetto “16+1”. Essa riguarda la collaborazione tra Cina e i seguenti paesi della UE e Balcanici: Albania, Bosnia-Herzegovina, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Montenegro, Polonia, Romania, Serbia, Slovacchia, Slovenia e Macedonia. Sono già state stabilite inoltre forti relazioni con l’Austria e, per quanto ci riguarda, con strutture sinergiche al progetto di indipendenza del Veneto.
  4. La prossima fase di stabilizzazione dell’Unione Europea. È chiaro che con l’emergere dei populismi nazionalisti in Francia e Italia, anche la Germania si appresta a vivere un 2017 difficile. Al momento pare inverosimile che nelle elezioni tedesche qualcuno riesca a togliere il cancellierato ad Angela Merkel, che d’altro canto rischia di vedere ridotto il proprio potere di influenza interno a causa della maggiore frammentazione politica che rischia di verificarsi. Il periodo pre-elettorale tedesco sarà un momento di parziale stand-by nella UE, che potrà vedere una nuova spinta se sarà confermata la fiducia nell’attuale governo. La Germania è l’indubbio cuore d’Europa, la sfida sarà ora rendere l’organismo istituzionale più sinergico e meno dipendente dalle clientele nazionali.
  5. La crisi economica italiana. La mancata crescita italiana è un fattore che esercita una doppia influenza: negativa per le prospettive economiche immediate del Veneto, ma anche catalizzatore delle istanze indipendentiste che vedono nel restare agganciati alla palla al piede italiana un fattore di perdita di competitività in Europa e nel mondo.
  6. La crisi finanziaria italiana. Se dovesse emergere una insostenibilità del debito pubblico italiano (ad esempio dovuto alla crisi bancaria, oppure alla speculazione internazionale sui titoli pubblici, o ad altri fattori interni od esterni), potrebbe diventare inevitabile una fuoriuscita dell’Italia dalla UE. Ciò renderebbe drammatica la posizione del Veneto, che sarebbe particolarmente penalizzato dal mancato accesso al mercato comune, che resta il più grande mercato del mondo. La soluzione indipendentista a quel punto sarebbe sostenuta fortemente da tutto il comparto economico-produttivo che non avrebbe alcuna alternativa di sopravvivenza.
  7. Il referendum di autonomia del Veneto. Per quanto l’iniziativa ha un chiaro significato elettoralistico, vista l’assoluta mancanza di conseguenze pratiche di un referendum, che oltre ad essere consultivo, è estremamente generico, essa potrebbe sfuggire di mano a Luca Zaia e alla lega nord, in quanto farebbe emergere un forte sentimento che potrebbe essere facilmente utilizzato dagli indipendentisti in caso di probabili conseguenze nulle sul piano pratico.
  8. Il cambio di linea politica della lega nord, diventato partito nazionalista. Da un paio d’anni la lega nord ha cambiato il proprio obiettivo e la propria linea politica, passando da partito indipendentista, o quantomeno di rappresentanza degli interessi di un territorio specifico (il Veneto, la Lombardia e altre regioni settentrionali), a partito nazionalista italiano, alleato strategicamente anche con forze neo-fasciste, per definizione contrarie all’indipendenza del Veneto. Finora la lega è riuscita a fare una politica elettorale dei due forni, centralista in Italia e autonomista in Veneto, ma si avvicina il momento delle inevitabili contraddizioni di un simile insostenibile posizionamento politico. Ciò creerà un vuoto politico, che gli indipendentisti potranno colmare se sapranno emanciparsi in forza organizzata. Plebiscito.eu ha lavorato in questi 2 anni anche in previsione di ciò.

Per queste ragioni Plebiscito.eu invita tutti i Veneti ad approfittare del momento opportuno, aderendo quanto prima dal nostro sito internet come attivisti per l’indipendenza del Veneto, contribuendo in modo fattivo alla realizzazione degli eventi “Veneto Ribellati” che ogni mese toccheranno tutte le piazze del Veneto e organizzandosi per accelerare il percorso verso la concreta attuazione della Repubblica Veneta.

Plebiscito.eu


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