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[VIDEO]: MARZIA TASCHETTO A FOCUS, RETE VENETA – 2 LUGLIO 2015

luglio 6, 2015


Schermata 2015-07-06 alle 16.14.56Pubblichiamo il video con gli interventi di Marzia Taschetto, coordinatrice dell’area di Oderzo di Plebiscito.eu, consigliere nazionale di VenetoSì e deputato federale della Repubblica Veneta, ospite nella trasmissione Focus, diretta da Luigi Bacialli e andata in onda su ReteVeneta lo scorso 2 luglio 2015.


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  • L’italietta ha detto di no sia per un referendum per l’autonomia sia per quello per l’indipendenza, l’ultimo si sà era scontato. Facendo così, la lega rivotata per altri 5 anni, non farà un cazzo perchè ha già la scusa pronta. Voglio dire che, visto che quelli della lega si fanno le ferie pagate da noi per tutto l’anno per 5 anni, è ora che ci alziamo noi brava gente a prenderci la nostra libertà.

    veroveneto 6 luglio 2015 16:56
  • Come, puoi essere piu’ chiaro veroveneto ?
    WSM

    Blix 6 luglio 2015 18:04
  • Più chiaro di così

    veroveneto 6 luglio 2015 20:58
  • Chi non vol’capire gà le sò rason! VEROVENETO, CONTEMOSE DESO SEMO IN Dò!

    PIERO DEA MEGLIA 6 luglio 2015 22:24
  • Brava Marzia! alziamoci in piedi e riprendiamoci la nostra dignità e la nostra indipendenza!
    Dobbiamo essere consapevoli che noi Veneti non siamo nelle condizioni economiche dei greci… ma anche i greci, se fossero conseguenti con quello che hanno votato, dovrebbero smetterla di mendicare ed elaborare un piano per alzarsi da soli… tutti gli stati che hanno portato sull’altare dell’utopia massimalista dell’Europa la ricchezza della loro storia, attratti dalla retorica unitarista ispirata dal potere occulto delle grandi banche da sempre le vere protagoniste dei destini dei popoli, devono prendere coscienza di sé e riprendersi quello che è loro, la loro dignità e il proprio potenziale di valori e puntare prima di tutto su quelli…
    Noi Veneti, prima che il potere romano ci trascini in fondo al buco nero della disperazione, rendiamoci conto che dobbiamo anzitutto pensare a noi stessi, perché nessuno lo farà per noi, e salvando noi potremmo poi essere utili anche agli altri… non aspettiamoci niente da nessuno, perché chi pontifica e riempie giornali e televisioni per confonderci le idee, lo fa solo per incuterci paure e tenerci soggiogati!
    il Veneto ha dimostrato già l’anno scorso con il proprio referendum che sa qual è la strada da intraprendere, e l’abbiamo imboccata! contando su noi stessi stiamo andando avanti e, senza clamore ma con determinazione, arriveremo alla piena realizzazione della nostra indipendenza nella Repubblica Veneta, dove saremo noi i protagonisti del nostro destino, senza più deleghe in bianco, consapevoli, concreti e liberi… mai più sotto l’effetto ipnotico di massimalismi o folgorazioni utopistiche…né romane né allemanne… abbiamo già dato, ricordiamecelo!
    la Serenissima ancora ci sia maestra e guida!

    caterina 7 luglio 2015 10:07
  • Ieri sera, guardando per dieci minuti Ballarò, ho visto e sentito l’illustre giornalista Gianni Riotta, autodichiaratosi meridionale, che preannunciava una sua trasmissione in cui avrà cura di documentare che il solco tra le due Italie è sempre più irrimediabilmente ampio. Da una parte l’Italia meridionale con parametri peggiori di quelli greci, dall’altra il nord-est, con livelli di crescita superiori a quelli tedeschi. E, a tal proposito, citava Bergamo dove si producono componenti avveniristici per motori Audi. Sono i famosi cinque, chiamiamoli distretti, del nordest ( Bergamo, Brescia, Vicenza, Treviso, Modena ) che sono l’eccellenza assoluta del vecchio continente e che hanno, in gran parte, come substrato industriale, economico, culturale il lascito della Repubblica Veneta la cui industria bellica come i cannoni era stata dislocata nella Lombardia veneta e non a caso proprio da là provengono fior d’industrie d’armi come la Beretti.

    Stefano 8 luglio 2015 15:00
  • Il tour de france, ieri, ha fatto tappa a Cambrai che non può non ricordare il luogo in cui nel 1508 fu costituita la lega di Cambrai contro la Repubblica Veneta sotto la guida di Papa Giulio II cui aderirono il re di Francia, Massimiliano d’Asburgo, il re di Napoli e di Sicilia, il dica duca d’Este, il dica duca di Savoia e la marchesa di Mantova. Lo scopo era distruggere lo stato veneto e spartirsene i territori. Tale complotto europeo contro Venezia che, tra l’altro, prevedeva Verona, Vicenza, Padova, Rovereto, Treviso, Friuli e l’Istria a Massimiliano d’Asburgo, Bergamo, Cremona, Brescia, Crema, Ghiera d’Adda alla Francia, Trani, Brindisi, Otranto, Gallipoli agli Aragonesi, la Dalmazia all’Ungheria, Cipro ai Savoia, il resto dei possedimenti veneziani al Papa, iniziò con le vittorie di Agnadello e di Polesella della emerita Lega di Cambrai che però mise inutilmente sotto assedio Padova e fu sconfitta dal condottiero veneziano Bartolomeo d’Alviano in Cadore. Nel 1510 il fondatore della Lega, il Santo Padre Giulio II fu ricondotto a più miti consigli, lasciò la Lega di Cambrai e si alleò con la Serenissima anche e sopratutto in considerazione del fatto che l’ingerenza della Francia potesse rappresentare una minaccia agli equilibri della penisola.

    Stefano 8 luglio 2015 15:39
  • Grazie Stefano, un pò di cultura di storia dei nostri territori ci vuole, perchè anche con la storia del nostro passato i veneti si possono ribellare dal parassita italia. Però devo dire che “grazie” alla francia si è formata questo staterello cioè italia, e ancor più non dimentichiamoci che la francia ha il nostro oro, quello della replubblica di venezia. Quindi oltre all’italia dovremmo chiedere danno anche alla francia

    veroveneto 8 luglio 2015 17:23

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