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11 settembre

Vive la Liberté. Del perché oggi un Veneto si sente Parigino. Ed Europeo.

gennaio 8, 2015

11 settembreI fatti di Parigi di ieri non possono non turbare il Veneto. Per la nostra nazione la libertà di stampa e di espressione è parte immanente della nostra storia ed identità europea. Nel XV secolo, pensiamo che su circa settanta stamperie esistenti al tempo in Europa circa cinquanta erano attive nella sola Repubblica Veneta e di queste, tredici erano site nella città di Treviso, dove vide la luce il primo libro stampato di matematica del mondo.

Il libro stampato a Treviso, L’arte dell’Abacoè uno dei circa 30 libri di aritmetica stampati prima della fine del XV Secolo, metà dei quali ancora in latino. Nel periodo in cui uscì il libro le attività commerciali della Serenissima Repubblica di Venezia erano più che mai floride e l’ambiente era ideale allo sviluppo dell’attività della stampa.

abacoSolo 26 anni dopo la stampa della Bibbia di Magonza, “larte de labbacho” dimostra come i tipografi veneti fossero già molto esperti. Esso è stampato in modo chiaro, con bella impaginazione e presenta pochi errori di stampa.

Anche sotto il profilo dei contenuti il libro dimostra l’evoluzione del sapere matematico in occidente: in esso si usano le cifre arabe (Hindu–Arabic numeral system) e non più la notazione romana dei numeri.

Anche la satira nella Serenissima era diffusissima, fino a colpire anche l’allora Doge Marino Falier, con lo scritto del giovane Michele Steno, futuro Doge, che durante una festa a Palazzo Ducale, avrebbe avuto certe attenzioni nei confronti di una cameriera e, invitato ad andarsene, lasciò un biglietto sopra un caminetto con su scritto “Marin Falier, da la bea mugier, tutti i la gode e lu la mantien“.

Michele_StenoLo Steno, eletto a sua volta Doge il 1° dicembre 1400, per tale affronto fu condannato al pagamento di una multa, ad un mese di carcere e ad alcune frustate, il Falier ritenne insufficiente la pena e organizzò una congiura contro il regime che non difendeva il suo onore. Venezia allora seppe reagire, sventare il complotto ordito dal suo stesso Doge e, dopo la sua confessione, condannarlo alla pena capitale.

Vogliamo ricordare tale episodio, drammatico per la storia veneta, l’unico che vide una condanna addirittura del Doge, la massima carica istituzionale della Serenissima, il cui volto è coperto da un drappo nero con la scritta «Hic est locus Marini Faletri, decapitati pro criminibus» nel dipinto di fianco ai dipinti di tutti i Dogi della Serenissima nella sala del Maggior Consiglio in Palazzo Ducale, perché il tema della libertà di espressione rappresenta un aspetto di cruciale importanza per la nostra storia in tutte le epoche, intrecciandosi con l’esistenza stessa della nostra civiltà.

Oggi, nel momento in cui una matita sapientemente usata rappresenta la ragione per cui persone armate commettono una strage terroristica, nel nome di Dio o Allah che dir si voglia, tentando di dare inizio ad una stagione di violenza a Parigi, in Francia, ancora oggi scossa da terribili fatti sanguinosi, nel cuore dell’Europa, che vive il suo 11 settembre, forse capendo al meglio, pur nella profonda diversità, il dramma vissuto dagli Stati Uniti d’America nel 2001, tutti noi europei, pur divisi da lingua, nazionalità, sistema di vita, ma con una comune e straordinaria matrice culturale, dobbiamo essere forti nel difendere ciò che di più sacro ha un uomo, evitando di scivolare nel facile terreno delle discriminazioni e del razzismo, che ci porterebbe fuori strada e lontani dall’obiettivo primario: la capacità e la libertà di pensare, la capacità e la libertà di dare forma al proprio pensiero.

Senza di questo siamo roba da macelleria, nelle mani del primo califfo che arriva, buffone o violento che sia.

Gianluca Busato
Plebiscito.eu


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  • Visto che non abbiamo visibilità mediatica e che abbiamo avuto la prova di quanto “graffia” una semplice matita propongo di usare quel metodo per fare informazione sulla nostra iniziativa.

    Giorgio 9 gennaio 2015 16:04
  • Giorgio, da noi la satira provocatoria la facciamo in televisione che ne è piena…Crozza, le Jene, Banigni e anche ce la fanno pagare cara…quella che non costa ce la facciamo con le nostre mani, vedi tanko e similari…e la prendono troppo sul serio anche… non ci conviene!
    Abbiamo più misura verso i temi religiosi, per un rispetto nei confronti della nostra tradizione di cui se ne beneficiano anche quelle minoritarie e importate… ce la menano all’infinito per riempire i gionali e i talk se c’è qualche accenno in giro, anche su su temi razziali.
    Siamo diversi dai francesi, che hanno fatto piazza pulita di tutto col terrore della loro rivoluzione, ma poi si sono ampiamente rifatti con Napoleone e da lì in poi… C’è del pro del contro nella loro storia, e da noi prevale una certa tendenza a scimiottarli… dall’illuminismo in poi i nostri intellettuali hanno sempre guardato alla Francia, senza accorgersi che magari presso di noi c’erano esempi migliori.. sempre stati malati di esterofilia..
    No, preferisco la saggezza e l’equilibrio dei Veneti, della nostra Repubblica Veneta, quella antica grande maestra…e quella futura che andiamo a costruire.
    Libertè, ègalitè, fraternitè…va bene tutto, ma gli eccessi ci sono estranei…

    caterina 9 gennaio 2015 18:28
  • Bell’articolo. Ricordiamo sempre alla nostra gente che il Veneto, anziché l’Italia, è da sempre “Tera di Libartà”.
    PRESTO il giorno in cui ci libereremo delle leggi dell’oppressore italico arriverà! Speriamo di saper bene legiferare evitando di imitare il fallito precedente sistema…

    Solda' 10 gennaio 2015 12:49
  • mi son De Luca…de “La parola contraria”… è il caso nostrano di uno scrittore in Italia chiamato a giudizio… giusto a proposito di libertà taliana, ieri sera era su la 7, a confronto con Severgnini che si barcamenava per essere political correct…
    forte! bravo!…glielo dico con tutto il cuore.

    caterina 11 gennaio 2015 11:25
  • tanto tempo fa i veneziani i scapava gridando li turchi li turchi .attenzione.

    oiram 12 gennaio 2015 9:42
  • Severi sempre con diplomazia verso “il Turko” e con la Francia?Anno 810 Pipino assalta le isole reatine e dai venetici è respinto Implacabile Venezia con il “Turko”,ma sempre con diplomazia.E la Francia con Noi?Anno 810 il franco Pipino assalta i Venetici nelle lagune e viene respinto.Anno 1509 il re di Francia con il Papa e gli imperiali ci batte ad Agnadello, ma poi sara’respinto nell’intorno di Venezia.Anno 1797 Napoleone tradendo la neutralita’rapina e cancella la Serenissima.Anno 1866 la Francia impone al Veneto e accetta un plebiscito/truffa,istituisce la Legione Straniera per dominare atrocemente i popoli in Africa ed Asia. Perde sanguinose guerre coloniali in America latina,in Indocina,in Algeria.Con gli americani vince la 2^ guerra mondiale e diventa una superba potenza nucleare. In quanto a fraternita’ e liberta’ ad ognuno è lecito farsi la sua opinione! gen.2015

    giorgio da casteo 12 gennaio 2015 13:01
  • I francesi sono il caso limite dei piemontesi, oppure viceversa. Il resto è fede.

    Andreher 13 gennaio 2015 4:41
  • Se permettete non mi sento per nulla francese perchè i Francesi la loro rovina se la sono voluta accettando una immigrazione incontrollata come quella che sta caratterizzando ultimamente l’Italia e si accorgono già ora, essendo alcuni anni più avanti di noi, dei costi che comporta.
    Non mi sento nemmeno Europeo, perchè un Europa suicida dominata da burocrati non eletti e regolata da una moneta imposta con la forza e valorizzata col sangue e la fame dei Popoli non possono rappresentare il mondo più desiderabile per me.
    Mi sento Veneto, come nella tradizione della Serenissima tollerante con tutti, ma sempre nel rispetto per prime delle mie tradizioni che altri – che dovrebbero venir a casa mia solo con il mio permesso e dicendo chiaramente cosa vengono a fare e perchè – devono assolutamente rispettare nei più minimi particolari. E, se è vero che chiunque può portare in tribunale colui dal quale ritiene di essere stato offeso, è anche vero che io ho diritto di espellere da casa mia chi non mi rispetta e di uccidere chi tenta con la forza di venire qui a cambiare le mie regole e la mia fede, qualunque essa sia.

    Ottavio 29 gennaio 2015 17:57

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