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CON I SOLDI SOTTRATTI AI VENETI SALVINI E DI MAIO PAGANO I DEBITI DI ROMA, DELLA CALABRIA E DI ALITALIA

on Aprile 24, 2019

L’indipendenza del Veneto resta l’unica via d’uscita dalla servitù all’Italia e non passa per la sudditanza ai partiti italiani

È una vergogna. Dopo i debiti di Roma, ieri il governo giallo-verde di Salvini e Di Maio ha deciso di ripianare i debiti della sanità calabrese. E chi sarà chiamato a pagare? Ovviamente i veneti, che invece di debiti non ne fanno, anzi, ogni anno si vedono rubare 15-20 miliardi di euro di surplus fiscale di tasse pagate dal nostro territorio e che nel nostro territorio non tornano mai indietro.

Così come avverrà per Alitalia, dopo che il governo ha deciso di abolire persino la scadenza del prestito statale di 900 milioni di euro.

Molti pensavano che visto il pd all’opera non si potesse vedere di peggio, ma i nuovi padroni dello stato italiano sembrano raggiungere vette prima impensabili di capacità di furto fiscale nei nostri confronti, oltreché di dabbenaggine e ora anche di dubbia onestà, visto il caso di squallida corruzione scoppiato ieri che vede al centro dell’attenzione il potentissimo sottosegretario Siri, consigliere economico di Salvini. Il dramma è che il tutto avviene con il beneplacito dei reggicoda locali di quei partiti, a cominciare dal governatore del Veneto Zaia che è sempre in prima fila a raccogliere voti per Salvini e per la lega che ha messo il nord in soffitta.

Dispiace quindi vedere anche i neonati partitini venetisti affidare le loro speranze proprio a chi ha già tradito il Veneto e non una sola volta.

Il riscatto della nostra terra non può di certo passare per i partiti italianicome la lega, i 5 stelle, il pd, forza italia, né tantomeno per chi appoggia questi briganti politici nelle giunte regionali e comunali in Veneto, pur dichiarandosi autonomista, o indipendentista.

L’indipendenza del Veneto passa per un’altra via. Oggi forse non vi sono ancora le condizioni materiali perché ciò concretamente avvenga, ma si sono insinuate crepe profonde nella stabilità del colabrodo istituzionale tricolore, che vedono sempre meno valore strategico nella ex portaerei del mediterraneo, la penisola italica.

Dall’insostenibilità finanziaria, che presto tornerà di attualità come anche riportava ieri Bloomberg, alle banche che sono ben lontane dall’aver risolto i loro problemi, alla congiuntura economica e allo sgarbo geopolitico verso l’occidente con la firma dell’accordo con la Cina i nodi che stanno per arrivare al pettine sono molti per il belpaese e potrebbe ben presto aprirsi un varco anche per le aspirazioni di indipendenza del Veneto, che vedono la nostra regione costantemente in testa in Europa nei sondaggi quale territorio che aspira alla propria libertà.

Le strade precedentemente chiuse per la Catalogna, potrebbero aprirsi da un lato per la Scozia grazie al pasticcio della Brexit e proprio per il Venetograzie allo scivolamento dell’Italia sempre più ai margini della rilevanza strategica atlantica.

Verrà quindi presto il momento per lanciare un’iniziativa politica che sia sganciata in modo totale dalla partitocrazia italiana e che si ispiri ai principi dell’autodeterminazione dei popoli e della difesa delle libertà fondamentali dell’individuo, riportando il Veneto nel cuore dell’Europa e finalmente libero da Roma.

Il Leone alato tornerà a ruggire.

Gianluca Busato

Presidente – Plebiscito.eu

 


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